Dopo una breve assenza, il neo ministro dell’Economia Giulio Tremonti torna a Bruxelles, piu’ deciso di prima e grazie a qualche paura in piu’ avvertita in Europa, con una grande speranza, quella di riuscire a trovare chi appoggi le sue idee.
I problemi non mancano, l’allarme inflazione e il rallentamento dell’economia, ma non mancano neppure le richieste apparentemente in contraddizione con questi problemi, la richiesta di non far crescere i salari senza un previo aumento della produttivita’ e la richiesta di tenere i conti in ordine.
Su queste apparenti contraddizioni potrebbe puntare Tremonti, per prima cosa cerchera’ di convincere Francia, Portogallo, Grecia e Malta ad unirsi a lui nel chiedere di rimandare di qualche anno l’obiettivo di medio periodo di pareggio del bilancio (per ora e’ stata spostata di un anno, quindi al 2011). Ma piu’ di tutti dovra’ forse convincere i Paesi virtuosi che l’obiettivo del pareggio l’hanno gia’ raggiunto e non hanno quindi nessuna intenzione di concedere sconti ai Paesi viziosi.
Il commissario Ue Joaquin Almunia ha ribadito che soprattutto questi cinque devono continuare nello sforzo di consolidamento delle finanze pubbliche per evitare che si torni a infrangere il tetto del 3 per cento. Bilancio avvisato, mezzo risanato. Certo che le intenzioni di spesa dell’Italia non lasciano presagire un facile raggiungimento degli obiettivi di medio termine.
L’altro fattore su cui puntera’ Tremonti e’ la difficolta’ economica e il pessimismo sempre piu’ diffuso, insomma, la paura di una crisi peggiore.
Il pessimismo europeo
In Europa aumenta la sfiducia nell’economia, lo rivela l’Ifo (l’istituto tedesco di ricerca economica) e l’Icc (la Camera di commercio internazionale). Risulta infatti che l’indice che misura la fiducia nell’economia dell’Eurozona nel secondo trimestre e’ sceso al livello piu’ basso degli ultimi cinque anni. Il dato preoccupante e’ che questo e’ il terzo trimestre consecutivo in l’indice registra un calo.
Secondo Hans-Werner Sinn, presidente dell’Ifo, il dato e’ dovuto ad una visione pessimistica della situazione attuale. Pessimismo, a detta di Amelia Torres (portavoce di Joaquin Almunia, commissario europeo agli Affari economici e finanziari), non giustificato, i dati pubblicati da Eurostat infatti mostrano una crescita economica dell’Ue nel primo trimestre 2008 migliore del previsto, crescita dovuta al risultato della Germania. Tuttavia le previsioni continuano ad essere negative, per il secondo trimestre ci si attende un risultato meno buono.
Le raccomandazioni
A ricordare a tutti la presenza del debito e dell’obiettivo di pareggio del bilancio per il 2010 e’ Jean-Claude Junker, presidente dell’Eurogruppo, che inoltre mette in guardia per la debolezza strutturale dell’Europa, l’invecchiamento demografico e il costosissimo finanziamento del welfare. Indica come unica soluzione quella del rigore di bilancio e l’attuazione delle riforme strutturali, ma bisogna fare presto, l’inflazione e’ sotto controllo, grazie alla rigida politica monetaria della Bce, ma ci sono problemi di competitivita’ in diversi Paesi, soprattutto in Italia. Senza il rigore e senza le riforme, nonostante la crescita che si registra nell’Unione Europa potremmo trovarci in difficolta’ a garantire un aumento degli standard di vita.
A proposito di competitivita’, l’Italia esce malconcia dalla classifica stilata dall’International Institute for Management Development (Imd) di Losanna, siamo passati dal 42° al 46° posto (su 55 Paesi esaminati). Gli altri big dell’Ue sono messi meglio, la Germania e’ sedicesima, la Gran Bretagna ventunesima, la Francia e’ venticinquesima, la Spagna trentatreesima. Meglio di noi anche la Grecia, la Polonia e la Romania.
I quindici Paesi dell’Eurozona si sono impegnati a rispettare alcune direttive che si possono tradurre con: niente tagli alle tasse e niente aumenti delle spese programmate, ovviamente a meno di non controbilanciarli con altre entrate strutturali o con riduzioni di spesa. Non e’ per nulla facile quindi per Tremonti riuscire a far rientrare l’abolizione dell’Ici sulla prima casa e la detassazione degli straordinari.
Le proposte
Le proposte di Tremonti si possono riassumere in: politica agricola comunitaria ancora piu’ protezionistica, caso mai non bastassero gli aumenti dei prezzi; aiuti di Stato al sistema bancario e finanziario colpito dalla crisi dei mutui subprime; riduzione degli stipendi d’oro dei manager delle grandi societa’, probabilmente attraverso una supertassazione, l’Olanda potrebbe essere a favore; gli Eurobond; il ritorno ad una politica energetica comunitaria che punti sul nucleare.
Quale potra’ essere lo spazio per le proposte di Tremonti contenute nel suo libro “La paura e la speranza“? A dire il vero, mi sembra uno spazio piuttosto ristretto, potrebbe trovare l’appoggio di qualche Paese, ma anche la forte opposizione di tutti gli altri. Perche’ mai i Paesi che hanno raggiunto il pareggio di bilancio dovrebbero voler vedere la nascita del debito pubblico europeo?


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4 commenti in tutto ↓
1 Paolo // 22 mag 2008 alle 10:59
Aiuti di stato alle banche,colpite dalla crisi mutui subprime, e ritorno al nucleare? Qualcosa non mi torna. Preferirei una scelta in favore delle Rinnovabili di tipo diffuso,associate alla carbon tax,per finanziarle.
2 Luca Vinci // 22 mag 2008 alle 19:50
Non sei il solo a pensarlo. Pero’ le rinnovabili possono solo affiancare non sostituire le altre fonti, perche’ ad ora non sembrano esserne in grado.
3 Se si perde la Tremontiana - Last K’s Voice // 8 lug 2008 alle 10:32
[...] intervenire con misure interne di politica economica, invece Tremonti e’ dell’idea che lo Stato nulla puo’ e delega quindi l’azione ad autorita’ sovranazionali come [...]
4 Se si ferma la Germania - Last K’s Voice // 11 lug 2008 alle 07:36
[...] questi dati negativi, o comunque peggiori rispetto alle attese, peggiorano la fiducia gia’ messa a dura prova. cosi’ l’Ifo indica un peggioramento del clima di fiducia delle imprese. In tutto [...]
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