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La legge Bassanini

martedì, 13 maggio 2008 alle 07:30 · 4 commenti - Stampa Stampa

Il Ministro della Funzione Pubblica Bassanini, con la legge che porta il suo nome fu il primo a tentare di fare una riforma organica della struttura del Consiglio dei Ministri. Questa legge che riguardava il numero dei Ministri con portafoglio risale agli anni 1997-1999. Per quanto riguarda invece i Ministri senza portafoglio non esiste nessuna norma che ne regolamenti il numero.

Ministri con portafoglio

Politica - BassaniniNel 1997 fu emanata la legge delega n. 59 del ministro Bassanini. All’art. 11 delegava al Governo l’emanazione entro dodici mesi di uno o piu’ decreti legislativi al fine di razionalizzare l’organizzazione del consiglio dei Ministri. Solo nel 1999 il Governo in accordo col Parlamento ha emanato il decreto legislativo n. 300 per la riforma dell’organizzazione del Governo. E l’art. 2 prevedeva appunto che il numero dei Ministeri non dovesse essere superiore a 12.

La norma prevedeva anche quali dovessero essere i Ministeri: Esteri; Interno; Giustizia; Difesa; Economia e Finanze; Attivita’ Produttive e Commerciali (oggi denominato Sviluppo Economico); Politiche Agricole; Ambiente; Infrastrutture e Trasporti; Lavoro, Salute e Politiche Sociali; Istruzione Universita’ e Ricerca; Beni Culturali.

Questa riforma sarebbe dovuta entrare in vigore col successivo Governo, ma nel 2001 il Governo Berlusconi con la legge n. 317 effettuo’ il primo “spacchettamento” che porto’ il numero dei Ministeri con portafoglio da 12 a 14. Scorporo’ infatti dal Ministero del Lavoro il Ministero della Salute e dal Ministero delle Attivita’ Produttive il Ministero delle Comunicazioni.

La legislatura successiva fu anche peggiore, il Governo Prodi opero’ un secondo “spacchettamento” e con la legge n. 233 del 2006 porto’ il numero dei Ministri da 14 a 18. Dal Ministero Sviluppo Economico scorporo’ il Ministero del Commercio Internazionale; dal Ministero dell’Istruzione il Ministero Universita’ e Ricerca; dal Ministero delle Infrastrutture il Ministero Trasporti; dal Ministero del Lavoro il Ministero della Solidarieta’ Sociale.

Quest’anno, si torna ai 12 Ministeri previsti dalla “Bassanini”. Perche’ la Legge finanziaria n. 244 del 2007 prevede all’art. 1, comma 376, che, a partire dalla XVI legislatura il numero dei Ministeri sia stabilito dalle disposizioni del decreto legislativo n. 300 del 1999, ossia 12. Inoltre il numero totale dei componenti del Governo, compresi i Ministri senza portafoglio, vice Ministri e Sottosegretari non puo’ essere superiore a 60.

Ministri senza portafoglio

Il numero dei Ministri senza portafoglio e’ variabile e dipende delle nuove materie che possono essere attribuite al Presidente del Consiglio dei Ministri dalle leggi. Compito dei Ministri senza portafoglio e’ infatti quello di dirigere i Dipartimenti della Presidenza del Consiglio dei Ministri cui vengono delegati, con decreto, dal Presidente stesso.

Per i Ministri senza portafoglio non esiste nessuna norma che ne definisca il numero massimo. Neppure la legge finanziaria n. 244 del 2007 individua un numero preciso dei Ministri senza portafoglio, tuttavia stabilisce che i Ministri, i Ministri senza portafoglio e i Sottosegretari non superino le sessanta unita’.

Questo e’ l’andamento del numero dei Ministri senza portafoglio nei vari governi dal 1999 ad oggi:
– 1999 Governo d’Alema: 7 Ministri senza portafoglio;
– 2000 Governo d’Alema: 7 Ministri senza portafoglio;
– 2001 Governo Amato: 8 Ministri senza portafoglio;
– 2001 Governo Berlusconi: 10 Ministri senza portafoglio;
– 2006 Governo Prodi: 8 Ministri senza portafoglio;
– 2008 Governo Berlusconi: 9 Ministri senza portafoglio.


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4 commenti in tutto ↓

  • 1 404 // 13 mag 2008 alle 12:21

    Complimenti, apprezzo molto la completezza e la neutralità dei tuoi post. cose rare ultimamente, e in economia da un po’ piu’ che ultimamente ;)

    riguardo la Bassanini ti volevo sottoporre un link, circa l’efficenza di un governo in base alla dimensione del suo CdM, girato su slashdot.org ieri:
    http://news.slashdot.org/article.pl?sid=08/05/11/2026230&from=rss
    è interessante notare come al paradosso di condorcet (o teorema dell’impossibilità di Arrow) esista una soluzione proprio per piccoli insiemi (“small worlds” in una visione da teoria delle reti), se non ricordo male prodotta proprio da Amartya Sen prima che si incartasse sulla filosofia l’etica e altre cose che sarebbero da lasciare a giudici e preti, imho. :D
    ad maioram

  • 2 Luca Vinci // 13 mag 2008 alle 13:49

    Pero’ dipende dalla democratizzazione del Paese e dall’esistenza di strumenti democratici di livello piu’ basso. Ad esempio negli Stati Uniti esistono assemblee cittadine, o se la citta’ e’ troppo grande addirittura di quartiere. Questo e’ un sistema per ampliare la partecipazione senza bloccare i processi decisionali.

    E’ la teoria della democrazia economica, da una parte ci sono i costi esterni di ciascun agente che non partecipa al processo decisionale, dall’altro i costi decisionali, i costi di ciascun agente che partecipa direttamente al processo decisionale. Si tratta del piu’ complesso problema dei costi di transazione e dell’asimmetria informativa.

    Dall’incontro delle due curve dei costi si ottiene il livello ottimale.

  • 3 404 // 13 mag 2008 alle 16:05

    esattamente, il punto è proprio l’organizzazione come tentativo di superare l’asimmetria informativa :)
    a riguardo c’è il pesantissimo ma fondamentale Marschak Radner del 1972: ECONOMIC THEORY OF TEAMS, Yale
    che trovi qui in tutta la gloria di un pdf fotografico (picchiarli sulle orecchie non sarebbe nulla :D ) Marshack fu maestro di Arrow e di quel gruppo hanno fatto tutti incetta di Nobel :)
    http://cowles.econ.yale.edu/P/cm/m22/index.htm

    Il tentativo, forse solo parzialmente riuscito, è quello di tradurre i risultati di Claude Shannon sulla teoria delle informazioni per la teoria economica.
    il limite dell’impostazione è quello tipico dell’individualismo metodologico, ma le conclusioni sono intriganti.
    coraggioso e indigesto ma imprescindibile :D
    cheers

  • 4 Luca Vinci // 18 mag 2008 alle 14:40

    Ciao 404, eri finito tra i messaggi spam per il link credo, me ne sono accorto solo oggi facendo pulizia sul blog. Da qualche mese mi sto’ interessando all’argomento dell’information disclosure, i testi che sto’ leggendo sono uno di Healy e Palepu, poi uno di Tirole, l’immancabile Stiglitz, Geraats e qualche altro. Ed e’ un argomento che mi appassiona molto.

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