In Cina vengono inaugurate quattro nuove centrali termoelettriche a carbone ogni mese. La produzione di energia in Cina dipende per 70 per cento dal carbone, ossia l’energia piu’ inquinante in termini di emissioni che provocano effetto-serra e cambiamento climatico. L’unico modo per portare la Cina verso uno sviluppo sostenibile e’ l’investimento, l’Enel lunedi’ ha siglato due importanti accordi che vanno in questa direzione.
La fame di energia della Repubblica Popolare la porta ad aprire ogni anno un numero di impianti per la produzione di energia superiore a quello presente in Italia. L’anno scorso la Cina ha superato gli Stati Uniti nell’emissione di CO2 rilasciata nell’atmosfera, ma il problema non si ferma all’anidride carbonica. Infatti buona parte del carbone estratto dalle miniere cinesi e’ di qualita’ medio-bassa, nella combustione rilascia polveri tossiche particolarmente dannose per la salute, in piu’ ha una bassa resa, per cui e’ necessario bruciare piu’ carbone per produrre energia.
Vivendo sullo stesso pianeta, gli sforzi fatti dall’Europa per attuare rigidi provvedimenti per combattere l’inquinamento e il cambiamento climatico saranno vanificati, a meno che la Cina non cominci ad usare un diverso modello di sviluppo. A questo punto i Paesi sviluppati devono reagire, creando per la Cina un modello alternativo ma che non sia di intralcio per il suo sviluppo economico. Ci sono imprese italiane che lo stanno gia’ facendo.
Lunedi’ l’Enel ha firmato a Pechino due accordi per la diffusione del clean-coal e delle nuove tecnologie di cattura e sequestro dell’anidride carbonica. Ha anche siglato un contratto con l’acciaieria Wuhan Iron & Steel per l’acquisto di permessi di emissione originati da cinque progetti che taglieranno 11,5 milioni di tonnellate di CO2 in quattro anni, tra il 2008 ed il 2012. La Wuhan Iron & Steel Co e’ quotata alla borsa di Shanghai, produce nove milioni di tonnellate l’anno di ferro ed acciaio e rappresenta il secondo gruppo siderurgico cinese per capitalizzazione. L’amministratore delegato dell’Enel Fulvio Conti ha spiegato che:
Fulvio Conti
“Se venissero applicate a tutte le nuove centrali cinesi le soluzioni del carbone pulito eliminerebbero un miliardo di tonnellate di CO2 all’anno”.
Niente male se si considera che le emissioni delle centrali a carbone cinesi nel 2015 saranno in totale di quattro miliardi di tonnellate di anidride carbonica secondo le previsioni. Le intese raggiunte dall’Enel hanno l’imprimatur dei governi – per la Repubblica Popolare sono firmatari il ministero delle Scienze e quello dell’Ambiente per l’Italia era presente in rappresentanza il direttore generale dell’Ambiente Corrado Clini – pero’ l’attuazione dipendera’ in larga parte da altri soggetti soprattutto privati poco sensibili alle questioni ambientali. L’industria energetica cinese nei suoi comportamenti concreti spesso ha eluso i piani ambientalisti lanciati dall’alto. Gli interessi economici sono forti, i costi per cambiare sono alti e senza i controlli e con l’alta corruzione non sara’ facile.
Tuttavia e’ indispensabile il cambiamento. La Cina e l’India preferiscono utilizzare il carbone, e’ per loro meno costoso, poiche’ non considerano i costi in termini di esternalita’ con l’inquinamento e i danni correlati. Far loro cambiare modo di vedere la produzione energetica richiede quindi uno sforzo economico in termini di investimenti in tecnologia. Altrimenti le altre fonti di energia (gas naturale, nucleare, solare ed eolico) non riusciranno a rallentare l’uso massiccio del carbone nelle centrali delle due nazioni piu’ popolose del pianeta.
Il carbone secondo le proiezioni dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (Aie) avra’ un ruolo fondamentale per ancora molti decenni. E’ sul carbone che il mondo intero sta’ giocando la sfida ambientale e c’e’ il forte rischio che possa perderla. Per questo e’ importante l’accordo fatto dall’Enel, proprio perche’ va nella giusta direzione. La tecnologia messa a disposizione dall’Enel sara’ in grado di ridurre polveri e zolfo e aumentare dal 38 al 45 per cento il rendimento del carbone. La tecnologia e’ tutta italiana, le caldaie sono della Ansaldo, i filtri sono prodotti da varie aziende italiane di medie dimensioni. Dunque avendo questo vantaggio competitivo in termini di conoscenza, la Cina in questo caso e’ un gigantesco mercato per noi.
L’Enel si propone di offrire ai cinesi un’altra tecnologia, in grado di catturare i gas carbonici, comprimerli, liquefarli e sotterrarli in luoghi appositi (spesso nelle stesse miniere di carbone esaurite). Questa tecnologia e’ gia’ in uso in Norvegia, ma e’ molto costosa, per cui la sua applicazione in Cina appare attualmente poco realistica. Tuttavia a poco a poco la Cina sta diventando sempre piu’ sensibile ai temi ambientali, per cui in un prossimo futuro, spero il piu’ vicino possibile, potrebbe decidere di sacrificare un po’ di utili per uno sviluppo piu’ sostenibile anche se piu’ costoso. In questo potrebbe essere di aiuto l’aumento del prezzo del carbone, passato dai 30 dollari a tonnellata di cinque anni fa, ai 130 dollari di oggi. Dall’anno scorso la Cina ha dovuto cominciare a comprare carbone dall’estero, quando fino a poco prima era sempre stata un esportatore netto di carbone. La fine dell’autosufficienza rende sconveniente lo spreco energetico che ha caratterizzato da decenni l’industria cinese a tutti i livelli (e anche i consumatori).
Questa situazione attuale, con i costi delle materie prime energetiche cosi’ alti, le soluzioni proposte dall’Enel hanno per la Cina un costo di appena il 10 per cento in piu’ rispetto a quanto spende attualmente.
La Cina deve al piu’ presto mettere in bilancio anche i costi dell’inquinamento, il carbone bruciando rilascia anche zolfo e alcune polveri sottili, che non hanno un impatto sul cambiamento climatico ma lo hanno sulla salute della popolazione. Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanita’ in Cina muoiono prematuramente 750mila persone a causa dell’inquinamento atmosferico, un costo altissimo.
Approfondimenti:
- Agenzia Internazionale per l’Energia
- Organizzazione Mondiale della Sanita’
- Video della settimana #12 - 18/12/2008
- Appunti del Sabato #24 - 20/12/2008
- Giornalettismo #29 - 22/12/2008
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