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La crescita mondiale e il rischio inflazione

martedì, 6 maggio 2008 alle 08:30 · 1 commento - Stampa Stampa

La crescita economica mondiale e’ ancora forte grazie soprattutto alla grande capacita’ dei mercati emergenti di assorbire la crisi. Tuttavia vi sono forti rischi legati all’inflazione. A livello globale la crescita continua, anche se ad un ritmo inferiore agli anni passati.

Economia - DollaroPer questa crescita, benche’ limitata, bisogna ringraziare le economie emergenti, in cui resistono anche i mercati finanziari, nonostante la crisi dei mutui che ha portato ad una crisi del credito, soprattutto negli Stati Uniti. Occorre tuttavia non sottovalutare il rischio che potrebbe venire dall’inflazione, va continuamente monitorata, la Bce per questo punta ad ancorare i tassi in linea con le attese inflazionistiche, anche perche’ l’attuale livello dei prezzi deve essere transitorio.

Per quanto riguarda i mercati finanziari si punta ad implementare le raccomandazioni del Financial Stability Forum. Le previsioni non sono promettenti, il dollaro continuera’ ad indebolirsi nei confronti di altre valute, e gli effetti della crisi dei mutui continueranno (e’ stato detto anche al meeting di Omaha). Ma ancor di piu’, a poter mettere in discussione la crescita economica mondiale, potrebbe essere la crisi in atto nel mondo a causa del rincaro dei generi alimentari di prima necessita’.

Questo aumento dei prezzi delle materie prime alimentari ha causato e sta causando disordini sociali in varie parti del Mondo: Haiti, Somalia, Indonesia, Guinea, Mauritania, Messico, Marocco, Senegal, Uzbekistan e Yemen. Alcuni grossi produttori (come Vietnam, India ed Egitto) hanno posto dei limiti alle esportazioni. I prezzi dei prodotti agricoli sono stati pressoche’ stabili fino al 2004, subendo poi dal 2007 una crescita che ha dell’incredibile, basti pensare che dal Marzo 2007 al Marzo 2008, nell’arco di un solo anno, il prezzo mondiale del grano e’ cresciuto del 30 per cento, quello del riso del 74 per cento, la soia dell’87 per cento e addirittura il frumento del 130 per cento.

Delle ragioni di questa impennata dei prezzi ne ho gia’ scritto piu’ volte, quindi non mi soffermo. Aggiungo solo che, mentre nel breve periodo la crescita dei prezzi impoverisce qualcuno (Paesi importatori netti) e arricchisce qualcun altro (Paesi esportatori netti), nel medio periodo e’ dannosa per tutti. Sono a rischio anche le famiglie povere dei Paesi sviluppati, ma nei Paesi in via di sviluppo dove manca o e’ insufficiente una rete di sostegno e protezione sociale, le conseguenze potrebbero diventare molto gravi.

Quello che si deve fare e’ quindi una serie di misure efficaci per prevenire gli effetti della volatilita’ dei prezzi dei prodotti agricoli sui soggetti piu’ esposti, i possibili rimedi non sono semplici da attuare, ma va fatto qualcosa, e anche con una certa urgenza. Se le economie dei Paesi emergenti dovessero subire una frenata a causa della crescita dei prezzi dei prodotti agricoli, rimpiangeremo la crisi dei mutui. Le ripercussioni sarebbero infatti fortissime, sia in termini economici, sia in termini sociali e nessuno ne sarebbe escluso.

Approfondimenti:
- The cost of food: Facts and figures (BBC News)
- Food prices: The need for insurance (Voxeu.org)


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Tags: Cina · Economia · Politica

1 commento in tutto ↓

  • 1 Il pessimismo di Tremonti - Last K’s Voice // 10 mag 2008 alle 17:07

    [...] crisi economica e l’aumento dell’inflazione hanno portato ad un rallentamento dei consumi anche qui da noi, questo e’ il motivo per cui [...]

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