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Se Malpensa non si arrende

mercoledì, 30 aprile 2008 alle 07:30 · 1 commento - Stampa Stampa

E’ stata firmata una lettera di intesa tra Sea e Lufthansa per definire le condizioni generali del futuro sviluppo dell’aeroporto di Malpensa. Questo accordo ha una valenza economica e politica per il futuro di Malpensa.

Economia - LufthansaIl presidente della Sea (societa’ che gestisce gli scali milanesi) Giuseppe Bonomi spiega a grandi linee i termini dell’accordo raggiunto con la compagnia aerea tedesca:

Giuseppe Bonomi
In un primo tempo saranno per questo posizionati sei nuovi aeromobili dall’inizio del 2009 presso l’aeroporto di Milano Malpensa. Gli aerei saranno operati dalla controllata italiana di Lufthansa, Air Dolomiti, e saranno impiegati su tratte europee. [...] L’accordo con Lufthansa conferma la volonta’ di Sea di operare in stretta collaborazione con coloro che credono nello sviluppo di Malpensa [...] la partnership costituira’ tra l’altro uno degli elementi fondanti del nostro prossimo Piano Industriale.

L’accordo non e’ nato dal nulla, se ne discuteva da vari mesi, quando ancora c’era l’acquisto di Alitalia da parte di Air France nell’aria, ma ora e’ stato siglato. Certo che le dimensioni di questo accordo sono modeste, considerando che Lufthansa qualche mese fa si diceva disposta ad acquistare Alitalia sfruttando Malpensa come hub del nord Italia un accordo che prevede l’aggiunta di sei piccoli aerei sembra un po’ poco.

Questi sei aerei di Air Dolomiti (compagnia controllata totalmente da Lufthansa) sono di circa cento posti l’uno, difficilmente potranno controbilanciare gli 886 voli settimanali cancellati da Alitalia. Tuttavia questo accordo assume una valenza politica, si tratta di un accordo che prevede un investimento nell’aeroporto al centro della controversa privatizzazione di Alitalia, aeroporto su cui questa privatizzazione avra’ effetti incerti. E non si tratta di un investimento fasullo di una compagnia low cost, che controbilancia il suo investimento sullo scalo con richieste economiche al gestore dell’aeroporto. La compagnia irlandese Ryanair ad esempio sei mesi fa aveva annunciato una disponibilita’ a investire un miliardo a Malpensa, disponibilita’ accompagnata da una serie di richieste economiche alla Sea (richieste evidentemente inaccettabili).

E’ dunque un accordo di piccole proporzioni, ma che servira’ per testare la capacita’ di Malpensa di essere indipendente da Alitalia che in questi anni l’ha sostenuta. Scoprire quindi se esiste un mercato a Malpensa e se questo mercato puo’ essere sviluppato. Se Malpensa dimostrera’ di saper sviluppare traffico con altre compagnie aeree riempiendo il vuoto lasciato dalla compagnia di bandiera con nuovi voli dara’ una bella lezione alla politica delle moratorie e degli aiuti/interessi di Stato.

Per sostituire il vuoto lasciato da Alitalia servira’ del tempo, vanno rinegoziati gli accordi, presi di nuovi, modificate alcune regole, ma si potra’ costruire uno sviluppo di “mercato” dell’aeroporto milanese alternativo a quello “politico” iniziato il 25 Ottobre del 1998 quando Alitalia porto’ molti suoi voli a Malpensa. Certo che se ritirassero la causa di risarcimento per un miliardo e 250 milioni di euro contro Alitalia sarebbe meglio.

Proprio su Alitalia ieri Sivio Berlusconi ha minacciato l’Ue dicendo:

Sivio Berlusconi
“Noi andiamo avanti con la compagine di azionisti, l’ho fatto in rispetto alla Ue. Ma attenzione, se si mettono a zignare potremmo prendere una decisione per cui Alitalia potrebbe essere acquistata dallo Stato, dalle Ferrovie dello Stato. E’ una minaccia, non una decisione”.

Ora, l’acquisto di Alitalia da parte dello Stato in realta’ non e’ una minaccia per nessuno, infatti Jonathan Todd, portavoce del commissario alla Concorrenza Neelie Kroes ha risposto che l’unico vincolo e’ che:

Jonathan Todd
“il trasferimento di risorse dello Stato non sia superiore e al di sopra di un ragionevole prezzo di mercato della compagnia. [...] Parlando in termini puramente teorici il Trattato ci chiede di essere completamente neutrali sul fatto che un acquirente di una compagnia sia pubblico o privato“.

Riassumendo, Fs puo’ comprare Alitalia, purche’ al prezzo di mercato o meglio, al prezzo a cui un altro investitore (razionale) la acquisterebbe. Il problema e’ che le Ferrovie dello Stato non hanno lo possibilita’ finanziaria e industriale di acquistare Alitalia, per il primo anno dopo tempo immemore hanno chiuso in utile, ora non possono certo imbarcarsi in questa improbabile acquisizione.

L’unico modo per poter fare il prestito ponte senza che questo venga considerato un aiuto di Stato, e’ che ci sia un acquirente certo e che l’erogazione sia risolutiva per la conclusione dell’operazione. Queste condizioni erano soddisfatte finche’ c’era Air France-Klm, ma la sua fuga ha cambiato tutto, per cui il prestito ponte e’ un aiuto di Stato, comunque lo si voglia considerare. Tra l’altro non si vede un acquirente degno di questo nome neppure all’orizzonte, infatti serve necessariamente un partner industriale, capace di sviluppare le strategie di Alitalia, rimettendola in pista a livello europeo con un piano industriale e legami internazionali.

Quella che doveva essere la privatizzazione di una compagnia aerea per far si che agisca secondo le logiche del mercato, cominciando finalmente a fare utili se possibile, sta diventando un pasticcio, che solo l’Ue potrebbe bloccare. Ma vista l’insistenza del nostro primo ministro entrante, potrebbe purtroppo lasciar correre. Insomma, si rischia la formazione di un carrozzone di investitori incapaci di gestire e rilanciare Alitalia, a quel punto cosa faremo? Un altro prestito ponte?


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Tags: Economia · Politica · Privatizzazioni

1 commento in tutto ↓

  • 1 Il futuro di Alitalia e’ in troppe mani - Last K’s Voice // 2 mag 2008 alle 09:53

    [...] L’accordo tra Lufthansa e la Sea potrebbe avere altri scopi oltre l’analisi del mercato di Malpensa. Infatti, e’ vero che fin’ora Lufthansa non ha mostrato grande interesse verso Alitalia, ma se vedesse garantite certe condizioni, e se fosse possibile sviluppare Malpensa, forse un pensierino sull’acquisto di Alitalia potrebbe pure farlo. [...]

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