Il Governo entrante poteva essere abbastanza forte da attuare le riforme necessarie a questo nostro Paese fermo ormai da decenni. Poteva essere un Governo a forma di cerchio, con al centro il Primo Ministro che prende la responsabilita’ delle decisioni prese dal Governo, ma soprattutto delle decisioni non prese, invece si cerca la quadratura del cerchio.
In queste elezioni si e’ fatto cio’ che non si e’ saputo fare in quindici anni, una forte riduzione dei partiti in Parlamento e la formazione di due grossi partiti a vocazione maggioritaria, capaci di non farsi ricattare dai partiti meno rappresentativi.
In questo si e’ riusciti, pur in presenza di una legge elettorale pessima, grazie alla volonta’ dei principali competitori, Veltroni e Berlusconi. Ma si e’ riusciti solo in parte, infatti a questo doveva seguire una capacita’ del leader del principale partito di non sottostare ai ricatti dei partiti minori della sua coalizione. E in questo hanno fallito entrambi, Veltroni che ha fallito nella formazione di un gruppo unico col partito di Antonio Di Pietro, Berlusconi per non essere riuscito a imporsi sulla Lega nella formazione del Governo.
Certo, si e’ sempre fatto cosi’, ma qui sta’ il punto, questa poteva essere la volta buona per cambiare le cose, non solo nel Governo e nel Parlamento, ma nel Paese. Invece si e’ deciso di formare un Governo quadrato, in cui ogni angolo ha un potere che mette in discussione quello del primo ministro, influenzandone le decisioni, e dandogli un alibi per le riforme che non fara’ e per le decisioni che non prendera’.
Vediamo in cosa consiste la quadratura del cerchio, a cui si e’ giunti dopo l’incontro tra i leader della Lega Nord (Bossi, Maroni e Calderoli) e Silvio Berlusconi.
Spariscono i vicepremier, per cui Gianni Letta torna a fare il sottosegretario alla presidenza del Consiglio mentre Roberto Calderoli va all’Attuazione del programma di governo con una parte delle deleghe sulle Riforme. Bossi resta al dicastero con il compito di realizzare il federalismo. Poi sempre al Carroccio vengono confermati i posti di Roberto Maroni all’Interno e di Luca Zaia all’Agricoltura.
L’esito dell’incontro ha soddisfatto Bossi, che a suo dire in questi giorni e’ stato:
Umberto Bossi
“bravo e paziente…”.
E che da questo giudizio all’esito dell’incontro:
Umberto Bossi
“si e’ trovata la quadra“.
Gli altri dicasteri ormai certi sono: Franco Frattini agli Esteri, Elio Vito alla Giustizia, Ignazio La Russa alla Difesa, Giulio Tremonti all’Economia, Claudio Scajola alle Attivita’ produttive, Stefania Prestigiacomo all’Ambiente, Altero Matteoli alle Infrastrutture e ai Trasporti, Mariastella Gelmini all’Istruzione-Universita’-Ricerca e infine Sandro Bondi ai Beni culturali.
Ora che il cerchio e’ quadrato, bisogna vedere come riuscira’ a girare.


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1 commento in tutto ↓
1 Il nuovo governo Berlusconi - Last K’s Voice // 7 mag 2008 alle 22:07
[...] (nove) resta comunque alto (solo quattro in meno rispetto al Governo Prodi) anche se era prevedibile date le premesse. Le donne sono solo quattro e due senza [...]
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