Il nuovo Governo comincera’ le sue attivita’ all’insegna dell’emergenza. Quella dei rifiuti, quella di Alitalia e quella della crisi economica internazionale. E tutte e tre le sfide comportano grossi sacrifici per essere superate, sia in termini di costi sia in termini di popolarita’, ma sono inevitabili.
Ho gia’ parlato delle prime quattro sfide che dovra’ affrontare l’ormai prossimo Governo guidato da Silvio Berlusconi, quelle sfide erano: conti pubblici, federalismo, legge elettorale ed evasione fiscale. Sfide che il Governo dovra’ affrontare presto, ma solo la prima e’ quella veramente urgente.
Il nuovo Governo infatti dovra’ assolutamente garantire ulteriori progressi nel consolidamento di bilancio, ci arrivano raccomandazioni in questo senso anche da Masood Ahmed, direttore delle relazioni esterne del Fmi, il quale ha detto:
Masood Ahmed
“In attesa che si formi il nuovo Governo la nostra valutazione rimane quella gia’ espressa durante l’ultima missione completata in Italia. Dopo gli ottimi progressi registrati nel 2007, la posizione di bilancio si sta di nuovo indebolendo e, quindi, ulteriori iniziative sono una priorita’“.
Il Fondo Monetario Internazionale come ulteriore soluzione alla crisi economica internazionale indica con grande sostegno le liberalizzazioni, che possono dare un contributo fondamentale.
Bisogna quindi proseguire sulla strada della riduzione del deficit, anche perche’ le stime danno il debito nuovamente in aumento nel 2008, e la via maestra per evitarlo e’ un forte intervento sui conti pubblici, con un forte contenimento della spesa, nonche’ un’incisiva azione sul fronte delle entrate, proseguendo in maniera piu’ incisiva nella lotta all’evasione fiscale.
Occorrono subito riforme strutturali (le liberalizzazioni ne sono un esempio) in modo da dare una forte spinta all’economia e al contenimento dei prezzi per rilanciare l’economia e la produttivita’.
Riguardo la vicenda Alitalia il Fmi ritiene vada risolta dal mercato nel rispetto delle regole europee.
Nelle previsioni sulla crescita il Fmi e’ piu’ pessimista di altri organismi, come la Bce e l’Ocse. Queste differenze sono dovute anche al fatto che il Fmi e’ molto legato agli Stati Uniti, riceve quindi un’influenza maggiore di altri organismi (soprattutto rispetto alla Bce) dalla crisi dei mutui subprime che hanno investito principalmente il sistema finanziario e reale americano.
Nessuno puo’ dire con certezza quanto costera’ questa crisi finanziaria, nonostante siano passati vari mesi da quando l’estate scorsa ha avuto inizio. Non essendo certi i costi, non e’ neppure possibile dire con certezza chi verra’ investito dalla crisi e in che misura. Questo e’ il motivo per cui a nessuno piace rischiare facendo credito, neppure nel sistema interbancario, le banche non si fidano l’una dell’altra e questo in Europa ha fatto salire il tasso Euribor.
L’Ocse parla di una perdita dovuta alla crisi tra i 350 e i 420 miliardi di dollari. Per il Fmi, ben piu’ pessimista, le perdite legate direttamente ai mutui e all’edilizia residenziale sarebbero di circa 565 miliardi di dollari, piu’ altri 240 miliardi di perdite per titoli legati all’edilizia commerciale, 120 miliardi verrebbero poi dai corporate loans e da altri crediti alle imprese che non e’ stato possibile collocare se non in perdita, e 20 miliardi da crediti al consumo (carte di credito soprattutto) non piu’ esigibili. Il mercato immobiliare americano e’ quello piu’ colpito, ma anche il sistema bancario e finanziario europeo, che ha acquistato titoli Usa cartolarizzati, ossia “impacchettati” e “re-impacchettati” come ad esempio Mbs, Cdo, ha gia’ dichiarato perdite per circa 80 miliardi e deve prevederne per altri 43 miliardi, secondo l’Fmi.
Solo dopo l’estate, quando ci sara’ la seconda tranche dei pagamenti dei mutui, saranno possibili cifre affidabili, sapremo cosi’ chi aveva ragione tra l’Ocse e il Fmi.
- Appunti del Sabato #24 - 20/12/2008
- Giornalettismo #29 - 22/12/2008



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