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Alitalia: prestito ponte di 300 milioni

giovedì, 24 aprile 2008 alle 07:30 · 3 commenti - Stampa Stampa

Dopo la fuga di Air France-Klm, e verificata l’assenza di ogni altra alternativa si sarebbe dovuto procedere al commissariamento e successivo fallimento di Alitalia. Invece si e’ scelta un’altra strada, quella del prestito ponte.

Politica - Silvio BerlusconiIl prestito ponte, inizialmente previsto per 100 milioni di euro, e’ stato portato alla ragguardevole somma di 300 milioni di euro, su richiesta di Berlusconi. Infatti il CdM del Governo Prodi, ancora in carica per gli “affari correnti” ha l’altro ieri approvato il decreto per la concessione di un prestito ponte ad Alitalia da 300 milioni di euro. Questa misura si e’ resa necessaria per far sopravvivere la compagnia di bandiera abbastanza da far palesare un’alternativa ad Air France per il salvataggio di Alitalia.

Se la somma e’ stata piu’ che raddoppiata su richiesta di Berlusconi, e’ perche’: primo la “cordata” non esiste ancora, per cui ha bisogno di tempo prima di crearsi, secondo Berlusconi deve aver dato garanzie in quanto futuro primo ministro di risolvere la questione Alitalia.

Essendo un prestito, va rimborsato, e va rimborsato entro il 31 Dicembre 2008, con perdite di poco piu’ di un milione di euro al giorno questo prestito consentira’ la sopravvivenza di Alitalia, la continuita’ del servizio pubblico ed evitera’ problemi di ordine pubblico, almeno si spera. Nonostante la sua natura di prestito in situazione di grave emergenza, le reazioni dell’Ue non sono scontate, Bruxelles potrebbe dare una prima valutazione gia’ oggi.

Tra l’altro piccolo giallo europeo, il presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso ha annunciato l’intenzione di dare all’Italia il gabinetto Trasporti (che dovra’ occuparsi anche del caso Alitalia), e Jacques Barrot (che attualmente e’ ai Trasporti) prendera’ il posto di Franco Frattini (che sara’ nel Governo Berlusconi) a Interni e Giustizia. Barroso ha dichiarato di aver “avuto i contatti appropriati” prima di prendere questa decisione, ci vedo lo zampino di Berlusconi, che in questo modo potrebbe far chiudere un occhio all’Ue sull’aiuto di Stato ad Alitalia.

Per ora Michele Cercone, portavoce di Barrot, ha precisato di essere ancora in attesa della notifica formale della misura, sono infatti in contatto a livello informale con il Governo italiano, che non ha ancora notificato nulla. La notifica serve in modo da sapere in anticipo, ossia prima di effettuare materialmente il prestito, se la Corte di Giustizia europea lo approvera’ o meno, ha infatti detto:

Michele Cercone
“spetta alle autorita’ italiane decidere se notificare la misura in modo da essere sicuri che sia conforme alle normative europee ed evitare il rischio che arrivino dei reclami alla Corte di giustizia europea che a quel punto dovrebbe congelare il prestito o imporne il recupero“.

Infatti Alitalia ha gia’ ricevuto degli aiuti di Stato nel 2001 per cui non ne puo’ ricevere per dieci anni, ossia fino al 2011. Nel rapporto tra Governo e Alitalia si deve rispettare il principio dell’investitore privato.

Ieri la rappresentanza italiana presso l’Ue ha incontrato i funzionari della Commissione europea per illustrare la decisione del Governo sul prestito ponte. Il colloquio, durato circa un’ora, dovrebbe servire a tranquillizzare Bruxelles, facendogli capire, o credere, che il prestito ponte non rappresenta un aiuto di Stato (che sarebbe incompatibile con le norme comunitarie). Ora Bruxelles dovra’ valutare la documentazione presentata da Roma e chiedere altre informazioni se necessario. Presto sapremo la risposta, forse in mattinata. Tra l’altro qui in Italia i rappresentanti del Governo sono fiduciosi, potrebbero in caso estremo appellarsi all’articolo 87.3 del Trattato Ue, che deroga all’impostazione generale quando vi e’ di mezzo l’interesse generale (la fanno facile). Comunque “non verra’ presentata alcuna notifica“, dicono i rappresentanti dell’esecutivo, perche’ non si tratta, sempre secondo loro, di aiuti di Stato. Vedremo cosa ne pensa Barrot.

Tornando alla “cordata italiana“, l’amministratore delegato di Intesa-San Paolo ha dichiarato:

Corrado Passera
“Su Alitalia c’e’ stato molto disordine informativo. La nostra posizione e’ ben nota: noi ci siamo impegnati per mesi per mettere a punto un progetto molto serio di sviluppo di Alitalia. Da mesi non sappiamo quale sia la situazione della compagnia, senza avere informazioni su questo non e’ possibile dare una risposta a chi ci domanda se entreremo o no in una eventuale cordata”.

Anche Marco Tronchetti Provera e’ dello stesso avviso di Passera, mentre Salvatore Ligresti proprio ieri in una serie di interventi e domande dei giornalisti ha risposto:

Salvatore Ligresti
“Una mano bisogna darla [...] Penso che ci sara’ modo di essere coinvolti [...] Penso che sia giusto e doveroso per il Paese, per la compagnia, per i lavoratori, per il turismo [...] le cose si fanno in silenzio [...] penso che si faranno”.

L’ultimo nella lista e’ Carlo De Benedetti che ha risposto un secco no comment alle insistenti domande dei giornalisti. Ci sono anche le prime indiscrezioni sulla situazione di Alitalia, il direttore dell’attivita’ passeggeri e network di Alitalia, Roberto Schisano ha infatti dichiarato che:

Roberto Schisano
“Mai come in questo momento l’attivita’ operativa sta andando forse meglio del previsto. [...] Certamente il prestito ponte da’ respiro all’azienda e le consente di portare avanti in maniera coerente con quanto previsto nel piano del budget tutta l’attivita’ operativa. Abbiamo i dati dell’Associazione europea delle aerolinee e siamo stati, nel primo trimestre, la compagnia piu’ puntuale in Europa tra quelle di bandiera. La regolarita’ e’ molto buona e ad aprile l’andamento del primo trimestre si sta confermando”.

Parere favorevole per il prestito ponte anche da parte del neo presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, eletta con 103 voti favorevoli e 2 contrari, la quale pero’ puntualizza:

Emma Marcegaglia
“Per quanto riguarda Alitalia questo prestito e’ sensato a patto pero’, che dietro, ci sia una soluzione vera, di mercato, che rimetta in piedi Alitalia”.

Politica - Emma MarcegagliaLa neo presidente di Confindustria punta su una soluzione di mercato, che magari veda capitali italiani e stranieri uniti per rilanciare Alitalia e salvare anche Malpensa, anche in vista dell’Expo 2015. Piccola nota fuori tema, Marcegaglia ha anche parlato dell’urgenza di intraprendere la riforma del modello contrattuale e della necessita’ che i sindacati si risiedano al tavolo di confronto.

Ora dovra’ essere avviata e completata una due diligence che permetta agli eventuali compratori di aver chiara la situazione di Alitalia al di la delle chiacchiere. Risultato, passeranno ancora mesi prima che all’orizzonte si intravveda la fine di questo baratro che il prestito ponte intende superare. Baratro che sembrava superato con Air France, fatta fuggire dal comportamento dei sindacati, e di molti politici. Anche perche’ non basta la presenza di un gruppo bancario solido, e’ indispensabile l’intervento di una compagnia aerea capace di addossarsi i problemi di Alitalia e risolverli, non solo dal punto di vista economico-finanziario, ma soprattutto industriale-organizzativo. E delle compagnie aeree in grado di far questo solo Air France si era fatta avanti.

Tra tre ore ci sara’ il vertice tra i rappresentanti della compagnia e quelli delle nove sigle sindacali di Alitalia (il numero fa capire le dimensioni degli interessi che da sempre hanno ruotato intorno a questa azienda). Discuteranno del finanziamento di 300 milioni di euro e sul modo migliore di utilizzarlo. Il piu’ probabile e’ l’attuazione del piano stand alone, piano messo a punto, a suo tempo, da Maurizio Prato, ex presidente di Alitalia. E le discussioni sull’impatto occupazionale della messa a terra di 24 aeromobili. Ho il sospetto verranno scialacquati in breve tempo, spero di sbagliarmi.

Intanto il desiderio di politici e sindacati di far naufragare l’accordo con Air France, in attesa di un non meglio precisato acquirente italiano, costa a tutti noi cittadini gia’ 300 milioni di euro, anche se verranno restituiti, sempreche’ il prestito ponte superi il baratro.


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Tags: Economia · Politica · Privatizzazioni

3 commenti in tutto ↓

  • 1 Il futuro di Alitalia e’ in troppe mani - Last K’s Voice // 2 mag 2008 alle 10:02

    [...] mani, perche’ a quelle che ho gia’ scritto ci sono da aggiungere i sindacati e la variabile del prestito ponte. Vedremo se questa mia ipotesi verra’ confermata nei prossimi mesi. Tags Technorati: [...]

  • 2 La compagnia da buttare - Last K’s Voice // 6 giu 2008 alle 07:40

    [...] unanime, da parte dell’esecutivo Ue, di considerare come un aiuto di Stato il famigerato prestito in conto capitale di 300 milioni dato (o regalato) ad [...]

  • 3 La scelta sbagliata - Last K’s Voice // 19 set 2008 alle 09:07

    [...] la vendita, c’e’ soltanto la liquidazione“, alla fuga di Air France. Poi ci fu il prestito ponte, i primi rumors del piano di spartizione di Alitalia, l’intervento del Governo volto ad [...]

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