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Petrolio record oltre 119 dollari

mercoledì, 23 aprile 2008 alle 07:30 · 1 commento - Stampa Stampa

Nuovo record del prezzo del greggio, New York il prezzo al barile tocca i 119,26 dollari. Mentre sul circuito elettronico i future sul Light crude salgono al nuovo record storico di 119,48 dollari. E il Brent sale a 115,03, con un aumento di 60 cent.

Economia - PetrolioLunedi’ vi sono stati attacchi a installazioni produttive in Nigeria, che hanno seriamente compromesso le forniture del primo produttore dell’Africa continentale. Poi oggi al Nymex (la Borsa merci di New York) si esauriscono i futures sul greggio in scadenza per il mese di Maggio. E tutto questo si aggiunge alla gia’ difficile situazione economica internazionale, che il prezzo del petrolio cosi’ alto non fa altro che aggravare.

Oggi, durante l’ultima giornata dell’International Energy Forum, il direttore dell’Agenzia Internazionale dell’Energia Nobuo Tanaka ha ravvisato la possibilita’ che gli alti prezzi del petrolio possano portare alla recessione su scala globale. Prezzi cosi’ alti sono pericolosi per tutti, consumatori e produttori. Infatti l’andamento attuale del prezzo del greggio puo’ influire sulla domanda.

L’Opec deve aver intravisto il rischio, per cui nonostante le dichiarazioni dei giorni scorsi in cui facevano sapere di non aver intenzione di aumentare la produzione, oggi il presidente dell’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio, Abdallah Al Badri ha detto:

Abdallah Al Badri
“Aumenteremo di 5 milioni di barili al giorno al 2012, 9 milioni al 2020″.

L’Opec punta ad aumentare la capacita’ produttiva di nove milioni di barili al giorno entro il 2020. Precisando comunque che i prezzi li decide il mercato. Oltre alle varie cause, c’e’ anche una forte speculazione, e sarebbe un bene se i Paesi consumatori e produttori instaurassero un dialogo.

Ovviamente l’aumento del prezzo del petrolio ha avuto immediate ripercussioni sul prezzo della benzina (che arriva a 1,413 euro al litro) e del gasolio (che sfiora 1,4 euro al litro). Nonostante lo sconto fiscale di 2 centesimi al litro attualmente in vigore si e’ quindi ad un record storico.

Economia - Banca Centrale EuropeaLa situazione e’ resa, per i consumatori europei, meno grave dal fatto che anche l’euro non ferma la sua corsa sul dollaro (anche grazie ad un mercato immobiliare negli Stati Uniti sempre in maggior difficolta’), ha infatti superato la barriera di 1,60 dollari, arrivando a 1,6018. Causa di questo nuovo record sono state soprattutto le dichiarazioni di diversi esponenti del consiglio direttivo della Bce, che non escludono nuovi possibili aumenti dei tassi europei per contenere l’inflazione.

Quindi nell’Eurozona, non solo non ci saranno i tanto agognati tagli sul costo del danaro, anzi, se sara’ necessario per contenere l’inflazione entro i limiti del 2 per cento, abbondantemente superati a causa dei prezzi del greggio e dei cereali, si procedera’ ad aumentare i tassi di interesse, per ora fermi al 4 per cento. Mentre la Federal Reserve americana li ha portati al 2,25 per cento.

Il governatore della Banca di Francia Christian Noyer ha detto:

Christian Noyer
“La questione piu’ importante e’ assicurare che l’anno prossimo il tasso di inflazione rientri sotto il 2% [su base annua ndr]. [...] Faremo quello che sara’ necessario. Se sara’ necessario muoveremo i tassi di interesse. Per ora li lasciamo fermi perche’ il livello attuale ci appare appropriato”.

Ha poi lanciato un avvertimento sia alle parti sociali per una moderazione salariale (per evitare spirali inflazionistiche) sia alle imprese affinche’ dimostrino altrettanta moderazione sui prezzi. L’obiettivo e’ quello di riportare l’inflazione dall’attuale 3,5% a sotto il 2%.

Dello stesso avviso e’ anche Yves Mersch, governatore della Banca centrale del Lussemburgo, il quale al al Financial Times Deutschland ha dichiarato che a giugno la Bce potrebbe alzare le stime di inflazione e ridurre leggermente le proiezioni di crescita della zona euro. Comunque in misura piu’ contenuta rispetto a quelle ipotizzate dal Fmi.

Oggi in un’intervista al Wall Street Journal Christian Noyer, governatore della Banca di Francia e membro del consiglio direttivo della Bce, ha corretto il tiro, dicendo che le eventuali variazioni dei tassi di interesse dell’Eurozona potranno essere “nei due sensi“. Dicendo ancora:

Christian Noyer
“Non mi lancerei mai in conversazioni sull’evoluzione dei tassi di interesse semplicemente perche’ nessuno sa cosa succedera’”.

Aspettandosi un’inflazione superiore al 3 per cento fino ad autunno inoltrato, vedo comunque improbabile da parte della Bce una riduzione dei tassi. Le previsioni sono quelle di un’inflazione sopra il 2 per cento per tutto il 2008. Mentre per quanto riguarda le previsioni sul ciclo economico dell’Eurozona si pensa si ad un rallentamento, ma l’economia europea ne risentira’ in misura limitata.


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Tags: Economia

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  • 1 Arriva il fotovoltaico - Last K’s Voice // 17 mag 2008 alle 10:02

    [...] L’alto costo delle fonti fossili e la situazione geografica dell’Italia rendono potenzialmente conveniente lo sfruttamento e l’investimento in questa fonte di energia. Ultimo articolo su EnergiaInvestire in Cina per aiutare l’ambiente – 07/05/2008 Condividi : Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web. [...]

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