E’ uscito il nuovo Bollettino trimestrale di Bankitalia, che si affianca al bollettino mensile della Bce, per dare un’informazione tempestiva sull’andamento congiunturale dell’economia italiana nel contesto europeo e internazionale per quanto riguarda i principali aspetti economici, l’economia reale, i conti pubblici, le banche e i mercati finanziari. Interessante risulta poi l’analisi delle previsioni a breve termine e la documentazione statistica.
La congiuntura internazionale risente ancora degli effetti recessivi dei mercati finanziari, e della crisi nel settore immobiliare americano dell’economia reale. Come se non bastasse a questo si aggiunge l’impennata dei prezzi delle materie prime energetiche e delle derrate alimentari, fattori che hanno portato ad una revisione al rialzo delle aspettative di inflazione. Questo associato ad una revisione al ribasso delle previsioni di crescita da il quadro della situazione.
Negli ultimi mesi e’ peggiorata la situazione congiunturale negli Stati Uniti, la Federal Reserve ha reagito con una serie di riduzioni dei tassi d’interesse ufficiali (i fed funds), portandoli a marzo fino al 2,25%, ben tre punti percentuali in meno rispetto all’estate 2007. E’ prevista un’altra riduzione entro maggio.
In Europa la crescita e’ ben al di sotto del suo potenziale, c’e’ stata una decelerazione nel quarto trimestre 2007, decelerazione che molto probabilmente verra’ confermata anche nel 2008. La crescita dell’inflazione al consumo (oltre il 3% annuo) ha portato la BCE a mantenere invariati i tassi ufficiali d’interesse al 4%. Fortunatamente la crescita sempre elevata delle economie emergenti (Cina e India tra tutte) continua a sostenere la ripresa mondiale impedendo una diffusione e una crescita incontrollata della crisi.
Venendo al nostro Paese, l’Italia negli ultimi due trimestri (tra il quarto trimestre 2007 e il primo trimestre 2008) ha confermato e accresciuto il ritardo di crescita nei confronti degli altri paesi dell’eurozona, tanto che alcuni intravedono la possibilita’ di una futura recessione (io non credo). Questo ha portato a revisionare al ribasso le stime per il 2008, per cui l’aumento del Pil si fermera’ allo 0,5-0,6%, secondo le previsioni governative della Relazione unificata sull’economia e la finanza pubblica, pressoche’ replicate nel Rapporto Isae di marzo (il Fmi addirittura si ferma allo 0,3%). Mentre solo tre mesi fa si prospettava un Pil in crescita di circa l’1%.
Fortunatamente a fare da contrappeso abbiamo nel 2008 una situazione dei conti pubblici quasi risanati, con l’indebitamento netto (il deficit) sceso nel 2007 all’1,9% del Pil e il rapporto debito/Pil che passa dal 106,5% al 104%. Per cui il prossimo Governo sara’ facilitato nei suoi interventi. Anche se vista la situazione macroeconomica e l’orientamento espansivo della politica della spesa e riduzione della tassazione la strada verso il pareggio di bilancio (che sarebbe dovuta avvenire nel 2010-2011) e’ in salita. In piu’ per ora la pressione fiscale elevata (al 43% del Pil) costituisce, nel medio periodo, un fattore strutturale di ostacolo alla ripresa economica.
Allegati
Banca d’Italia, Bollettino economico, n. 52, aprile 2008
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Appendice statistica
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- Appunti del Sabato #24 - 20/12/2008
- Giornalettismo #29 - 22/12/2008



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