La situazione dei rifiuti in Campania e’ ormai un esempio negativo di cio’ che non bisogna fare per gestire i rifiuti. Pero’ dall’esempio negativo occorre arrivare a costruire un sistema positivo che funzioni e che riesca a gestire i rifiuti. Gestire i rifiuti e gestire l’emergenza sono due cose diverse.
Per gestire l’emergenza occorre una politica a breve termine immediata che crea malumori, a costo di essere odiati dalla popolazione, non serve pensare all’indomani futuro politico, perche’ il commissario e’ una figura temporanea (si spera) che risolta l’emergenza lascera’ l’incarico.
Passata l’emergenza inizia il lavoro difficile. Per non ricreare l’emergenza occorre costruire un sistema duraturo e stabile che riesca a gestire i rifiuti nel lungo periodo, e occorre farlo col consenso delle popolazioni.
Occorre costruire un sistema di impianti industriali atto a gestire i rifiuti in modo differenziato, la separazione, il riciclaggio e la conversione e il recupero energetico. Poi il trattamento del residuo e il deposito in discariche degli scarti stabilizzati e inerti. Tutto questo al fine di ridurre al minimo l’impatto ambientale e la costruzione di discariche.
Per fare tutto cio’ occorre una grande capacita’ industriale e politica, i mezzi tecnologici ci sono, i costi sono elevati ma non eccessivi, inoltre costerebbe sempre meno dell’attuale situazione. Sotto l’aspetto della politica, le scelte in materia di rifiuti sono difficili a causa della scarsa fiducia delle popolazioni verso la politica. Queste scelte necessitano di consenso e collaborazione delle popolazioni. Cose che si ottengono solo con un lungo e continuo lavoro di conquista della fiducia.
Gli impianti necessari al trattamento dei rifiuti hanno un lungo ciclo di vita, dalla progettazione alla costruzione ed effettiva messa in esercizio passano anni, e il rischio di cattiva gestione o peggio di attivita’ illecite e’ molto alto. Occorre quindi che la politica sia forte di consenso e di capacita’ organizzativa e operativa per impedire il verificarsi di questi rischi.
Un altro sistema e’ quello di coinvolgere il privato vista l’incapacita’ del pubblico nel gestire i rifiuti. Come coinvolgerlo pero’?
Separando la raccolta dallo smaltimento si e’ arrivati ad una situazione per cui si e’ espansa a dismisura la prima, con la costruzione di sempre piu’ discariche e una atrofizzazione della seconda, relegata a mero impacchettamento indifferenziato. Se invece si integrassero la raccolta con lo smaltimento, ossia se le imprese private che gestiscono gli impianti di separazione, riciclaggio e recupero energetico gestissero anche la raccolta con una suddivisione territoriale adeguata alle capacita’ degli impianti si riuscirebbe a gestire al meglio il ciclo dei rifiuti.
Tuttavia questo mercato verticalmente integrato e’ portato per sua natura a configurarsi come monopolio naturale, ragion per cui nel resto dell’Europa non viene affidato a privati mediante gara d’appalto, ma viene gestito dal pubblico, a volte direttamente, a volte con partecipazioni private, con societa’ miste in cui comunque la presenza del pubblico e’ fondamentale e funge da garante.
Sul piano legislativo l’Italia si e’ dotata di tutti gli strumenti necessari ad adeguarsi ai virtuosi dell’Europa, tuttavia manca ancora la capacita’ gestionale e la consapevolezza della necessita’ di una visione imprenditoriale ed industriale del trattamento dei rifiuti.


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2 commenti in tutto ↓
1 Ci attendono sacrifici - Last K’s Voice // 25 apr 2008 alle 10:27
[...] Governo comincera’ le sue attivita’ all’insegna dell’emergenza. Quella dei rifiuti, quella di Alitalia e quella della crisi economica internazionale. E tutte e tre le sfide [...]
2 La prova di forza di una politica debole - Last K’s Voice // 26 mag 2008 alle 07:31
[...] al ruolo democratico della politica anziche’ cercare una soluzione con la popolazione, capisco sia difficile, ma questa difficolta’ e’ proprio dovuta ad una politica locale (e nazionale) troppo [...]
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