L’attuale periodo economico e’ caratterizzato dalla globalizzazione, ci troviamo ad affrontare sfide sempre piu’ dure, con nuovi concorrenti sempre piu’ forti, e siamo incapaci di batterli con le nostre attuali strutture.
Questa globalizzazione ha portato e sta portando problemi ma anche benefici sia a livello mondiale sia in ogni singolo Paese. L’attuale globalizzazione e’ una sfida, e per essere affrontata e utilizzata per avere da essa piu’ benefici che problemi richiede un maggior coordinamento internazionale, per evitare che spinte protezionistiche abbiano la meglio sul buon senso. Ci sono esempi di tentativi riusciti o meno di coordinamento e accordi internazionali, sono ancora troppo lenti e insufficienti. Nei Paesi convivono due spinte, una coraggiosa rivolta a rendere le rispettive economie piu’ competitive, per affrontare con successo la globalizzazione, l’altra e’ la spinta di chi si arrende, di chi ha paura e non vuole rischiare, di chi vuole proteggere la situazione economica vecchia e poco competitiva dell’economia del proprio Paese. Queste differenze tra le due spinte si accentuano durante la campagna elettorale. I Paesi dell’Unione Europea, hanno nelle proprie mani il proprio futuro se decidono di diventare piu’ competitivi, attuando riforme strutturali, mentre per mettere in atto il protezionismo, a meno che non voglia uscire dall’Unione europea, un Paese puo’ solo cercare di convincere gli altri membri per far prevalere la sua posizione, ma questa soluzione appare improbabile, visto che affrontare la globalizzazione attraverso la competitita’, con riforme che portino ad una crescita interna, sembra ormai essere la soluzione preferita e piu’ efficace. A questo si puo’ accompagnare certamente una spinta verso una politica che usi il peso europeo per affermare maggiormente sul piano globale regole di funzionamento corretto dei mercati.
Il futuro del nostro Paese dipende quindi dall’impegno con cui si affronteranno le profonde e rapide riforme strutturali necessarie per una maggiore competitivita’. L’Europa nel suo complesso ha avuto molti benefici dalla globalizzazione, una battaglia che punti al protezionismo sarebbe difficile ed estremamente lenta, mentre la globalizzazione pone di fronte ai Paesi sfide sempre nuove e da affrontare rapidamente. Il nostro Paese ha estremo bisogno di rapidita’ e fermezza nelle decisioni che prendera’, incremento della produttivita’ (senza il quale non possono salire i salari), liberalizzazioni, controllo della spesa, modernizzazione delle infrastrutture, puntare sul merito, per diventare un Paese credibile in sede europea. Per fare tutto questo occorre una modifica nei processi decisionali istituzionali, per accelerare i tempi legislativi, per diminuire la burocrazia, per avere enti pubblici efficienti. Insomma occorre essere competitivi, perche’ finora non siamo stati in grado di affermarci con le nostre forze nel mercato globale, e i momenti di crescita che abbiamo avuto sono dovuti al fatto che abbiamo seguito la scia tracciata dalla Germania.
Inoltre, chi si avvantaggerebbe in una situazione segnata dal protezionismo? Tutti coloro che, all’interno del sistema economico-sociale di un Paese, godono di rendite di posizione, aggraveremo quindi la situazione gia’ drammatica dell’economia italiana, la cui scarsa competitivita’ e’ dovuta anche da un sistema economico che non evolve perche’ non e’ abituato ad affrontare sfide esterne e interne, essendosi sempre trovato difeso da queste aggressioni da una scarsa libertà di entrata.
In questo una grandissima colpa ce l’ha la politica, dato che nel corso degli anni ha occupato tutti gli spazi possibili nell’economia e nella finanza, creando un’enorme conflitto di interessi e una situazione di inefficienza diffusa, incapacita’ e debolezza che la concorrenza internazionale ha reso evidente. Se nessuno sapra’ affrontare questi temi perderemo la nostra sfida.


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2 commenti in tutto ↓
1 Il pessimismo di Tremonti - Last K’s Voice // 10 mag 2008 alle 17:45
[...] entra in crisi, noi di riflesso subiamo una crisi anche peggiore. Temo pero’ che le conclusioni a cui e’ giunto Tremonti gli facciano perdere fiducia nelle possibilita’ che ha un [...]
2 Appunti del Sabato #12 - Last K’s Voice // 10 ott 2008 alle 21:07
[...] Nicolas Sarkozy sta assumendo posizioni simili a quelle del nostro ministro dell’economia Giulio Tremonti. Non e’ una novita’ che la Francia si opponga alla concorrenza nei mercati in cui le [...]
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