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La calda estate dei mutui

sabato, 18 agosto 2007 alle 13:42 · 6 commenti - Stampa Stampa

Il panico di questi giorni per la crisi USA dei mutui, crisi propagatasi nelle borse asiatiche ed europee, e’ giustificata? Di certo era una crisi ampiamente prevedibile.

EconomiaLa spinta populista ha fatto si che il presidente francese Nicolas Sarkozy e la cancelliera tedesca Angela Merkel si siano messi in comunicazione circa possibili inchieste a proposito del ruolo delle agenzie di valutazione del credito (di rating). Cerchero’ di spiegare perche’ ritengo errata questa proposta.

Le agenzie di rating (ad es. Moody’s e Standard Poor’s) incoraggiano gli investitori a fidarsi, ed e’ cosi’ che e’ proliferato il mercato americano dei mutui ad alto rischio (gli ormai celeberrimi subprime) e gli strumenti finanziari da esso derivati (a volte strumenti al limite vista la loro natura poco chiara). In parte questo comportamento delle agenzie di rating e’ dovuto al fatto che le sue valutazioni si basano sui dati storici che mancano in questi nuovi strumenti, e le altre basi di valutazione possono essere troppo soggettive rendendo influenzabili le valutazioni.

Gli strumenti della finanza derivata utilizzati per rendere possibili queste transazioni sono stati raggruppati e cartolarizzati, trasformati cioe’ in titoli, e poi collocati sul mercato, sono le Asset-backed securities, titoli a garanzia patrimoniale. Le banche e gli istituti che erogano mutui e prestiti hanno interesse ovviamente a stipularne il piu possibile, e contestualmente non hanno interesse alle garanzie, visto che il rischio l’hanno trasferito ad altri. Questi titoli cartolarizzati, originati dai mutui immobiliari, usati per trasferire il rischio sui mutui, vengono ulteriormente raggruppati con altri titoli a garanzia patrimoniale, che nascono invece da mutui commerciali, obbligazioni vere e proprie o dai prestiti alle aziende impegnate nelle scalate. Sono stati chiamati titoli-salsiccia, il loro nome ufficiale e’ Cdo (Collateralized Debt Obligations).

I Cdo a seconda dei debiti che contengono hanno diversi tassi, piu’ basso e’ il rischio, piu’ basso sara’ il tasso e viceversa. Finisse cosi’ non ci sarebbero problemi, il problema nasce dal fatto che dopo diversi passaggi, come in un gioco delle tre carte, non si sa piu’ cosa contengano i Cdo, rendendo cosi’ non collegato il tasso con il rischio. Neppure le agenzie di rating ne sono a conoscenza, per cui alcuni Cdo hanno avuto la tripla A (la massima affidabilita’). E’ cosi’ che fondi mobiliari a rendimento garantito hanno acquistato Cdo, che a fronte della tripla A rendevano piu’ dei buoni del tesoro, bisogna aspettare per comprendere che ripercussione avranno questi Cdo sui piccoli risparmiatori che hanno investito sui sicuri fondi mobiliari a rendimento garantito, proprio perche’ non si sa cosa contengano.

La natura stessa dei subprime avrebbe dovuto mettere subito in chiaro che non si trattava di strumenti sicuri, ma ad alto-altissimo rischio. Chi ha preso denaro a prestito in questo mercato e’ debitore ad alto rischio, basta un peggioramento della sua situazione economica e con tutta probabilita’ non sara’ in grado di onorare il debito, se a questo aggiungiamo una situazione contingente che prima ha facilitato il mercato e i debitori, con bassi tassi e con un mercato delle abitazioni (uno dei motivi della richiesta di mutui, ma anche base di garanzia per gli stessi) che ha visto in America una forte crescita nel prezzo delle stesse (cosi’ come in molti Paesi europei come Gran Bretagna, Francia e Spagna) ed e’ poi scoppiata. Con lo scoppio della bolla immobiliare e con i prezzi in calo, alcune persone hanno scoperto che i loro mutui erano piu’ cari del valore delle loro abitazioni. Altre si sono rese conto che con l’aumento dei tassi di interesse non riuscivano piu’ a far fronte alle rate del mutuo.
Prima o poi quella bolla (tassi bassi e prezzi delle abitazioni alti) sarebbe scoppiata, e’ ciclico, e quando questo e’ successo, i debitori piu’ deboli sono diventati inadempienti scaricando le perdite su chi ha comprato titoli collegati ai loro debiti. E’ questo quanto accaduto in questa calda estate.

Questo credito facile non riguarda solo chi voleva comprarsi una casa, ma anche tante grossi (e non) nomi della finanza che grazie agli acquisti a credito hanno fatto grossi investimenti, questo e’ un motivo per cui la crisi dei mutui fa temere ripercussioni sul mondo finanziario.

Le perdite hanno fatto si che i creditori siano divenuti piu’ cauti nel prestare denaro, questo causera’ a sua volta dei problemi alle imprese che necessitano di prestiti, e probabilmente una riduzione di investimenti e consumi, ma d’altra parte fara’ si che chi avra’ un progetto di investimento serio sara’ portato a richiedere un prestito nonostante tutto. Resta da vedere quanto sara’ grave la riduzione degli investimenti.

La crescita economica di questi ultimi anni rende possibile assorbire questo scossone senza traumi, un rallentamento dell’economia potrebbe esserci quest’anno e il prossimo anno, ma riusciremo a superarlo (potrebbe portare alcuni vantaggi in termine di ribasso dell’inflazione), sempre che la politica non trasformi il piccolo trauma in grande catastrofe, soprattutto negli Stati Uniti, dove vi sono problemi sociali per quanti hanno ipotecato le loro case per soddisfare la loro frenesia nei consumi, alimentata dalla bolla immobiliare cha ha fatto si che gli americani potessero vivere al di la’ dei propri mezzi, Bush e Greenspan hanno in questo grandi responsabilita’, hanno alimentato la bolla dei bassi tassi di interesse, riducendoli fino all’un per cento. Ora che questo motore di crescita si e’ fermato, e’ difficile immaginare in che modo l’economia americana potra’ non subire una frenata, quindi nel breve periodo ci sara’ una riduzione della domanda globale. Bisogna anche vedere quanto i fondi mobiliari a rendimento garantito che hanno acquistato questi strumenti finanziari riusciranno a superare questa crisi, e soprattutto quanto ne saranno colpiti i piccoli risparmiatori che hanno investito in questi fondi mobiliari.

Allegati
La classifica dei 10 principali operatori in Cdo negli Usa e in Europa xls – 17 KB -
Il mercato mondiale dei Cdo dal 2004 a oggi xls – 23 KB -

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Tags: Economia · Politica

6 commenti in tutto ↓

  • 1 Tagli alle chiacchiere - Last K’s Voice // 12 set 2007 alle 10:55

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