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Il tira e molla sulle pensioni

martedì, 3 luglio 2007 alle 09:42 · Nessun commento - Stampa Stampa

Ne parlavo a Dicembre 2006, da allora sembra incredibile ma non e’ cambiato nulla. I sindacati avanzano sempre le stesse insostenibili richieste, dei coefficienti nessuno ne parla. Lo scalone, che tra l’altro non riguarda poi cosi’ tante persone (129.500 sarebbero le persone coinvolte) e’ sempre l’argomento principale, anche se non ci sono assolutamente fondi sufficienti per eliminarlo.

EconomiaSi continua a parlare degli incentivi a ritardare il pensionamento, ma sono inutili, poiche’ gran parte di chi li accetta, avrebbe ritardato il pensionamento anche senza incentivi. Non c’e’ modo di sapere se saranno utili o no, perche’ non si possono conoscere le intenzioni di chi sta per andare in pensione.

Se le pensioni fossero gia’ su base contributiva (prendi una pensione in base ai versamenti che hai fatto) non ci sarebbero problemi, l’incentivo al ritardare il pensionamento sarebbe insito nel sistema e non ci sarebbero problemi di far quadrare i conti a seconda dell’eta’ pensionabile.

Ma veniamo ai costi di queste richieste.

La rinuncia alla revisione dei coefficienti costerebbe, di qui al 2040, un punto e mezzo di Pil, portando la spesa previdenziale italiana al record europeo del 16,6 per cento. La rinuncia all’applicazione dello “scalone” costerebbe, nel 2008, circa 4,5 miliardi di euro, che diventerebbero 10 miliardi l’anno a regime. Non essendo possibile alcuna alternativa allo scalone, che contemporaneamente permetta una tenuta dei conti e una maggior equita’ sociale (quale equita’ mi domando, visto che sarebbero tutti costi che ricadono sulle spalle dei giovani), verra’ meno una promessa elettorale.

Sembra purtroppo che il centrosinistra commettera’ l’errore politico del centrodestra, rinviando di tre anni lo scalone, scaricando l’impopolare fardello sul prossimo governo, cosi’ come fece lo scorso governo. Con l’aggravante dell’errore economico, dato che un rinvio ora sarebbe dannoso per l’economia.

Occorre dimostrare di poter prendere decisioni forti anche contro i sindacati, occorre far capire loro che le alternative non sono percorribili, e occorre che i sindacati lo capiscano. Se il Governo non riuscira’ a far questo dimostrera’ di essere debole e incapace di governare.

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Tags: Economia · Pensioni · Politica

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