Last K’s Voice

Weblog di Informazione Economica, Politica e d’attualita’

Last K’s Voice

Buone notizie, ma occorre prudenza

giovedì, 1 marzo 2007 alle 20:22 · Nessun commento - Stampa Stampa

Oggi l’Istat ha diffuso i primi dati di consuntivo per il 2006. E sono migliori delle attese, infatti il Pil e’ cresciuto dell’1,9 per cento in termini reali. Basti pensare che dal 2002 eravamo cresciuti a un ritmo dello 0,5 per cento annuo e addirittura nel 2005 siamo rimasti praticamente fermi.

EconomiaSono buoni anche i dati degli investimenti e della domanda estera, rispettivamente hanno contribuito alla crescita el 2006 per lo 0,5 e lo 0,3.

L’effetto di trascinamento del quarto trimestre 2006 e i primi segnali per il 2007 puntano a un risultato simile, una crescita al 2 per cento, anche per quest’anno, secondo la previsione della Commissione europea nella Interim Forecast del 16 febbraio. Data la nostra dinamica demografica, si tratta di un risultato non disprezzabile, che comunque, tanto per smorzare eccessi di entusiasmo, resta al di sotto della media dell’area dell’euro: 2,7 per cento nel 2006 e 2,4 per cento nel 2007.

I buoni risultati sulla crescita economica sopra esposti, piu’ o meno si conoscevano gia’ da qualche mese, la vera novita’ (almeno in parte) sono i dati sui conti pubblici. Al netto di oneri straordinari nel 2006 l’indebitamento netto e’ stato pari al -2,4 per cento e l’avanzo primario e’ stato pari al +2,2 per cento (tutto in termini di Pil).

Rispetto alla previsione presentata nella Relazione previsionale e programmatica di Settembre dal Governo (poi confermata nell’aggiornamento del Patto di stabilita’), il miglioramento del disavanzo e’ stato di ben 1,3 punti. A questo dato hanno contribuito le spese (inferiori per 0,6 punti di Pil) e le entrate (maggiori per 0,7 punti di Pil).

Ma perche’ nel 2006 le entrate tributarie sono cresciute di quasi 38 miliardi rispetto al 2005? Poi teniamo in considerazione che la pressione fiscale ha raggiunto il 42,3 per cento.

Dare una risposta non e’ semplice, non ha avuto di certo influenza la Legge finanziaria, hanno influito (resta da vedere quanto) le misure del decreto Bersani-Visco di Luglio.

Una spiegazione puo’ essere un cambiamento nei comportamenti dei contribuenti, secondo il governo, dovuta agli annunci della fine della politica dei condoni e di lotta all’evasione fiscale. Per ora, i dati disponibili non consentono ne’ di confermare questa ipotesi ne’ di respingerla.

In proposito va detto che la polemica ricorrente nel dibattito politico, anche in questi giorni, sul carattere persecutorio di certe misure di contrasto all’evasione e’ mal posta e strumentale. Si tratta infatti di misure normali a livello internazionale. L’evasione si combatte, rendendola non conveniente, in due modi: da un lato, abbassando le aliquote si diminuisce il guadagno associato alla decisione di evadere, dall’altro aumentando la probabilita’ di essere scoperti e puniti si aumenta il costo di tale decisione. Ovviamente le due politiche si sostengono a vicenda: una diminuzione dell’evasione indotta da azioni di contrasto piu’ incisive rende sostenibile e possibile una diminuzione delle aliquote legali. Bisogna convincersi inoltre del contributo positivo che la diminuzione dell’evasione darebbe alla crescita economica, rimuovendo un fattore di distorsione, altrettanto grave nell’economia italiana delle rigidita’ di taluni mercati.

Per quanto riguarda la spesa, e’ si diminuita la spesa corrente primaria (in rapporto al Pil), ma in termini reali (al netto dell’inflazione) e’ aumentata dell’1,8 per cento (lo stesso tasso del 2005). La spesa cresce a un ritmo del 2 per cento l’anno in termini reali da un decennio.

I dati sul debito si sapranno nelle prossime settimane, pesera’ molto su questi dati i due punti di Pil degli oneri straordinari per i rimborsi Iva, il debito dell’alta velocita’ e i contributi agricoli. Queste due voci in particolare sono state un gravissimo errore del Governo precedente.

L’accollo diretto del debito di Infrastrutture spa (13 miliardi) e’ il risultato di una politica che ha tentato di alleviare le difficolta’ di bilancio con espedienti finanziari, fatti passare sotto il velo di ipotetiche partnership pubblico-privato. C’e’ veramente da sperare che tentazioni del genere non ritornino. La retrocessione alla societa’ di cartolarizzazione dei crediti di contributi sociali per 734 milioni e’ l’effetto di una misura (il condono agricolo) approvata dal Parlamento nelle ultime settimane della passata legislatura, nonostante il parere contrario del Tesoro e il rinvio alle Camere del Presidente della Repubblica per difetto di copertura: un caso in cui le strutture tecniche e di garanzia hanno fatto il loro dovere ma sono rimaste inascoltate.

Se le previsioni di crescita saranno confermate e se l’incremento delle entrate del 2006 fosse di natura strutturale si puo’ anche azzardare un disavanzo intorno al 2 per cento e un avanzo primario vicino al 3 per cento. Questi valori riporterebbero in diminuzione il rapporto debito/Pil. Attenzione pero’ alla pressione fiscale, i cui livelli sono sopportabili solo se episodici, come fu nel 1997.

Il dato piu’ importante e’ tuttavia la spesa, solo riducendola la discesa del debito sara’ compatibile con una riduzione della pressione fiscale.

Ci sono importanti riforme da fare nel 2007, la revisione dei coefficienti per il calcolo delle pensioni, necessaria per raffreddare la crescita della spesa per prestazioni sociali. Sul lato del rapporto Stato autonomie locali occorre dare un assetto stabile a questi rapporti, cosi’ si potra’ garantire l’equilibrio finanziario di un settore dove negli ultimi anni la spesa e’ cresciuta molto e dal quale giungono segnali non confortanti. La Legge finanziaria, in un centinaio di commi (dal 404 al 512), contiene le linee di un ambizioso “programma straordinario di analisi e valutazione della spesa” (la spending review). Questa e’ un’importante novita’ rispetto ai decenni precedenti in cui i tentativi scritti di tagliare la spesa venivano vanificati cercando di attuarli imponendo tetti finanziari. Dal successo e dall’incisività del programma straordinario di analisi e valutazione della spesa contenuto in Finanziaria dipendono la salute futura dei conti pubblici e dell’economia.

Nel frattempo la prudenza consiglia di non fare mosse azzardate, come tagli di imposta selettivi, prese nella convinzione che i conti siano ormai a posto. Meglio aspettare che le previsioni trovino conferma e siano consolidati, rimandando queste operazioni al 2008.

Ultimo articolo su EconomiaUltimo articolo su Politica


Tags: Economia · Politica

Nessun commento in tutto ↓

  • Non ci sono ancora commenti a questo articolo.

Lascia un Commento

(i commenti vengono pubblicati previa approvazione)