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In pensiero per le pensioni

giovedì, 28 dicembre 2006 alle 13:38 · 4 commenti - Stampa Stampa

Il 2007 comincera’ con tutta probabilita’ con un provvedimento sulle pensioni. Se ne e’ parlato tanto, con tante proposte e poche spiegazioni.

PoliticaLa riforma Maroni non ha poi fatto granche’ a riguardo, addirittura mentre la legge Dini ha espressamente previsto al comma 11 dell’art. 1 una procedura che “sulla base delle rilevazioni demografiche e dell’andamento effettivo del tasso di variazione del Pil di lungo periodo rispetto alle dinamiche dei redditi soggetti a contribuzione previdenziale” rideterminasse, ogni dieci anni (che ora appare un tempo troppo lungo), i coefficienti di trasformazione da adottare per il calcolo dei trattamenti pensionistici, nel 2005 (la legge Dini e’ del 1995) si sarebbe dovuta aprire questa procedura il precedente governo e’ rimasto inerte.

Per la rivalutazione del coefficiente di trasformazione gia’ mesi fa furono fatte proposte interessanti, come il secondo punto di questo articolo che propone una revisione automatica dei coefficienti di trasformazione (in base agli aggiornamenti delle tavole di mortalita’ compilate dall’Istat, come gia’ avviene in Svezia). Questo sistema eviterebbe di intervenire sempre in ritardo nell’adeguare il sistema previdenziale alla dinamica demografica.

L’obbiettivo del ministro Damiano (come traspare da questa intervista) e’ arrivare ad una riforma delle pensioni attraverso l’intesa con le parti sociali e prendendo in esame anche il mercato del lavoro, gli ammortizzatori sociali e la produttivita’. Per quanto riguarda il cosidetto “scalone” del 31 dicembre 2007, la parola d’ordine sembra essere flessibilita’, per raggiungere la quale non sono chiari gli strumenti, il ministro Damiano sembra voler escludere o per lo meno non considerare subito i disincentivi (gia’ contrastati dai sindacati e da Rifondazione) e gli incentivi. Vedremo cosa verra’ fatto, se non si raggiungera’ l’accordo restera’ valida la riforma Maroni con il suo tanto odiato scalone e senza un adeguamento (ormai necessario) del coefficiente di trasformazione, i sindacati si prenderanno la responsabilita’ di lasciar cosi’ le cose solo perche’ non vogliono scendere a compromessi?

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Tags: Economia · Pensioni

4 commenti in tutto ↓

  • 1 mugnolo // 28 dic 2006 alle 16:41

    Penso che il tema delle pensioni sarà decisamente il meno amaro del 2007 (spero di non sbagliare però :-P )

  • 2 Luca Vinci // 28 dic 2006 alle 17:42

    Purtroppo vi sono visioni contrastanti all’interno della maggioranza anche su come arrivare ad una modifica delle pensioni, vi sono varie strade, una di queste prevede gli incentivi e i disincentivi. Non possono essere usati gli uni senza contemporaneamente utilizzare gli altri, a meno di veder crescere la spesa pubblica (da evitare assolutamente, a meno di voler utilizzare per questo le maggiori entrate fiscali anziche’ utilizzarle per una eventuale riduzione delle tasse nel 2008, ma meglio non pensarci).
    A mio avviso cosi’ come stanno le cose parlare di incentivi e disincentivi e’ rischioso, prematuro e forse persino inutile.
    Vedremo come andranno le cose, e spero si avveri la tua previsione mugnolo. :)

  • 3 Renata // 8 gen 2007 alle 13:45

    Sono una docente che al 31/12/07 avrà maturato 36 anni di servizio e 56 anni e 9 mesi di età.
    Perchè ai docenti che compiono i 57 anni entro la fine dell’anno scolastico 2007/08 non viene consentito di presentare domanda di pensionamento entro il 31 dicembre 2007, visto che comunque devono rimanere in servizio fino alla chiusura dell’anno scolastico e che quindi compiono i 57 anni prima di andare in pensione?

  • 4 Il tira e molla sulle pensioni - Last K’s Voice // 3 lug 2007 alle 09:42

    [...] Ne parlavo a Dicembre 2006, da allora sembra incredibile ma non e’ cambiato nulla. I sindacati avanzano sempre le stesse insostenibili richieste, dei coefficienti nessuno ne parla. Lo scalone, che tra l’altro non riguarda poi cosi’ tante persone (129.500 sarebbero le persone coinvolte) e’ sempre l’argomento principale, anche se non ci sono assolutamente fondi sufficienti per eliminarlo. [...]

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