E’ passata. Nessuno dubitava che sarebbe passata, tuttavia si tira lo stesso un sospiro di sollievo, dovuto all’estenuante procedura aggravata dai numeri della maggioranza al senato.
Come sempre appena ultimato l’iter della Finanziaria si promette una modifica della procedura, una Finanziaria che diventi cio’ che deve essere, una legge di bilancio. Non un carrozzone dove mettere di tutto e di piu’. In questa Finanziaria poi si e’ superato ogni record con il suo articolo dai 1365 commi.
Molte disposizioni hanno l’unico scopo di abrogarne altre, una confusione che ha portato ad un errore clamoroso e scandaloso come quello dei termini di prescrizione sui danni all’erario inferti da amministratori pubblici. Ovviamente appena resosi conto dell’errore la maggioranza ha promesso di porvi rimedio, Anna Finocchiaro in Parlamento ha detto che non entrera’ in vigore «neppure per un minuto», non dubito che la promessa sara’ mantenuta, e voglio credere si sia trattato solo di una distrazione. Del resto il testo della Finanziaria e’ cosi’ ingarbugliato e di difficile lettura che e’ sempre meno comprensibile perfino per i giuristi.
Per questi motivi bisogna porre rimedio e uno dei primi atti del governo dovrebbe proprio riguardare la Finanziaria, per rendere le prossime delle semplici leggi di bilancio, snelle e leggibili.
Vediamo di capirne di piu’.
La Finanziaria e’ un disegno di legge che viene presentato al Parlamento per la discussione entro la fine di settembre, il termine per la conversione in legge e’ la fine dell’anno, altrimenti si ricorre all’esercizio provvisorio (fatto che e’ preferibile evitare). Questa sua natura “rapida” in contrasto con la lentezza del resto del procedimento legislativo fa si che ognuno voglia aggiungere il suo comma su un argomento specifico e su un determinato settore. Nel suo passaggio in Parlamento la Finanziaria viene sommersa da emendamenti e poi votata, prima in commissione alla Camera, in commissione al Senato e poi nelle due Aule. E se per caso una camera modifica anche un solo comma, e’ necessario tornare all’altra camera. Il procedimento diventa cosi’ lungo e senza fine, da qui il ricorso al voto sulla fiducia appena si avvicina il Natale e quindi il pericolo dell’esercizio provvisorio tramite la presentazione di un maxiemendamento. Si tratta di un singolo articolo, su cui e’ necessario un solo voto dell’Aula e su cui viene posta la questione di fiducia. Questo maxiemendamento e’ illeggibile e l’Aula lo votera’ senza riuscire ad analizzarlo, a scatola chiusa. Questa procedura mortifica il Parlamento e il suo compito nell’approvazione della Finanziaria e rende possibili errori anche gravi.
Questa terribile procedura va avanti ormai da dieci anni, senza distinzione di maggioranza.
Ma nessuno vi pone rimedio, perche’ l’alternativa sarebbe una legge Finanziaria di iniziativa governativa che il Parlamento possa solo approvare o rigettare, senza poter apportare emendamenti, cosi’ come avviene nel Regno Unito. E ne’ l’opposizione, ne’ i partiti di maggioranza vogliono perdere il diritto di mettere le loro proposte nel carrozzone della Finanziaria.
Occorre comunque snellire la procedura e riequilibrare i poteri in materia di controllo e iniziativa di bilancio tra governo e Parlamento.
Esiste un’altra alternativa, una legge di bilancio divisa per comparti di spesa, e accompagnata da una relazione tecnica. Ogni comparto di spesa viene analizzato nella relazione tecnica in modo da garantirne la effettiva fattibilita’ e sostenibilita’, ogni spesa deve avere la sua copertura. Non e’ facile ma e’ possibile.
Buon Natale!
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