Una malattia diffusa tra i parlamentari rischia di nascondere e cancellare cio’ che di buono c’e’ nella Finanziaria. Questa malattia si chiama demagogia.
Questi attacchi alla finanziaria sono facilitati da un obsoleto metodo di discussione e approvazione della stessa, che dovendo essere un compromesso tra molti interessi rischia di non riuscire ad attuare nessun cambiamento strutturale o comunque importante nell’economia del paese.
Questa Finanziaria e’ tra le migliori possibili considerando la situazione in cui si trovava ad operare il Governo: il gigantesco debito pubblico accumulato, il deficit in rapporto al pil, l’azzeramento dell’avanzo primario, gli anni di mediocre crescita dell’economia, la perdita di quote di mercato, il forte ritardo accumulato in anni di assenza di riforme strutturali. In questa situazione la Finanziaria non poteva certo essere “allegra” e distributrice di spesa.
Alessandro Profumo ha ben scritto: «nel valutare la manovra non si puo’ fare a meno di considerare i vincoli esterni entro i quali essa e’ maturata», non e’ bella ma e’ necessaria. Va cioe’ nella giusta direzione per un risanamento dei conti pubblici e, se sara’ accompagnata da altre riforme (di cui ho parlato in un precedente articolo) anche della crescita.
Questo l’hanno capito l’Unione Europea, il Fondo Monetario Internazionale e i mercati, la nota negativa sono state due agenzie di rating che hanno dato un giudizio sul passato senza considerare gli sforzi del presente.
Il problema e’ il passaggio nelle Camere, e’ una fabbrica di taglia, sposta, sostituisci, copia, cancella, cambia, ecc. pericolosa e il piu’ delle volte inutile perche’ non migliorativa, anzi. Questo perche’ la demagogia prende il sopravvento, nel cercare di accontentare interessi privati che si pensano diffusi si rischia di non fare l’interesse del paese, ma appunto di pochi privati. Lo si e’ visto con le liberalizzazioni, bloccate e attenuate fino quasi all’inutilita’ da interessi di pochi, e forse purtroppo lo si vedra’ dopo la finanziaria, quando riforme importanti come pensioni e pubblica amministrazione non verranno fatte perche’ di disturbo a certe categorie.
C’e’ chi si dichiara “difensore dei deboli”, non rendendosi conto (o fingendo di non rendersi conto) di essere un demagogo, che fa l’interesse di pochi poteri forti, e riesce a convincere anche la massa di lavorare nell’interesse della stessa, portandola in piazza, approffittando del fatto che la massa non conosce il perche’ e i dettagli di una Finanziaria o di un’altra riforma, sa quello che le viene spiegato, e se le viene spiegato male, o se le spiegazioni vengono coperte dall’urlo di alcuni “chiacchieroni fantasiosi” si rischia di non far progredire il paese.


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