La finanziaria punta al risanamento dei conti, utilizzando 15 miliardi di euro per mettersi a posto con Bruxelles, ma tralascia altri punti altrettanto importanti, che spero verranno affrontati il prima possibile.
Del resto Padoa-Schioppa aveva gia’ elencato i punti importanti delle riforme future: 1) puntare alla crescita del Pil “durabilmente” del 2% annua; 2) attuare il risanamento attraverso un meccanismo che ponga il rapporto debito/Pil in “permanente” discesa; 3) realizzare una maggiore equita’ correggendo la precarieta’ e la sofferenza sociale. Ne avevo gia’ parlato (1).
Ora bisogna aver coraggio e studiare e attuare le riforme strutturali: pensioni, liberalizzazioni e privatizzazioni.
Le pensioni sono forse delle tre le piu’ urgenti, se non altro perche’ prima si interviene prima si risolve il problema che riguarda tutti, la insostenibilita’ del sistema pensionistico pubblico cosi’ come e’ ora. In questa direzione si era mossa la riforma di Amato e la piu’ recente riforma Maroni, che era una riforma abbastanza buona, e tutti ne hanno visto solo l’aspetto piu’ negativo, lo scalone, e in questa direzione tenta di muoversi l’attuale proposta.
Le liberalizzazioni sono state iniziate da Bersani nel suo contestatissimo decreto (2), tuttavia vanno portate avanti e possibilmente ampliate, non possono certo riguardare solo poche categorie.
Le privatizzazioni devono finalmente essere fatte con serieta’ e lungimiranza, cosa che finora non e’ stata fatta, trasformando monopoli pubblici in privati e trasformando enti pubblici in spa in mano pubblica. L’Alitalia e Trenitalia saranno un banco di prova interessante per misurare la serieta’ di questo paese. Per Trenitalia si potrebbe tenere in mano pubblica la rete (l’infrastruttura, che di fatto e’ una societa’ diversa da Trenitalia, si chiama RFI) e privattizzare i treni, con razionalita’ e serieta’ (3). Per l’Alitalia, nonostante in tanti parlino di “importanza di avere una compagnia di bandiera, o mettiamo ai vertici amministratori capaci, stipulando con gli stessi contratti che li responsabilizzino, o privatizziamo anche la compagnia aerea nazionale. Attenzione pero’, chi la compra potrebbe essere interessato ad eliminare un piccolo concorrente piu’ che ampliare il proprio mercato.
La riforma delle pensioni e della pubblica amministrazione sono riforme sensibili, colpiscono l’attenzione dell’opinione pubblica e calpestano certi piedi che i governi per troppo tempo hanno avuto paura di calpestare, ora e’ giunto il momento di attuare le riforme strutturali, troppo tempo e’ stato perso, il mondo si muove e noi siamo fermi a cercare strenuamente di convincerci che dobbiamo mantenere i nostri piccoli inutili privilegi. La nostra cecita’ e’ pericolosa per il paese, siamo troppo indietro, e’ ora di raggiungere gli altri paesi europei.
Dopo che Visco, visto l’aumento inatteso delle entrate fiscali, ha dichiarato che prossimamente si potra’ parlare di una riduzione della pressione fiscale (purche’ si continui a contenere la spesa pubblica), non vorrei si attuasse una riduzione del prelievo fiscale indiscriminato, anche questo se verra’ fatto dovra’ tener conto di un esigenza di rilancio dell’economia. O peggio venga ascoltata una parte della sinistra che spinge per un aumento della spesa pubblica, sarebbe la cosa peggiore da fare in questo momento.
(1) vedi l’articolo: Crescete e risanatevi con equita’
(2) vedi l’articolo: Liberi di liberalizzare
(3) vedi l’articolo: Ferrovie su un binario morto
- Appunti del Sabato #24 - 20/12/2008
- La pesantezza del piano anti-crisi leggero - 05/12/2008
- I links della Domenica #29 - 21/12/2008
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1 commento in tutto ↓
1 Una manovra come tante altre - Last K’s Voice // 7 ago 2008 alle 09:32
[...] tagli alla spesa sono giustissimi, per carita’, sono anni che li chiedo, ma come dimostrano i tagli previsti in questa manovra non e’ facile per [...]
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