Dal 1948, anno in cui entro’ in vigore la Costituzione della Repubblica italiana, sono cambiate molte cose. L’Italia ha dato alcuni suoi poteri a un’istituzione sovranazionale, l’Unione Europea, e altri poteri ha cercato di delegarli a istituzioni subnazionali, le regioni.
Tutte e due le deleghe sono previste dalla Costituzione, ma dare poteri alle regioni non serve, anzi e’ pericoloso se contemporaneamente non le si da anche un potere fiscale, il potere di decidere su tassazioni e utilizzo delle entrate. Per responsabilizzare e per dare un vero potere e non un potere fittizio.
Questo referendum, a torto chiamato sulla “devolution” attua varie modifiche. Da piu’ potere al primo ministro, potere che e’ necessario ampliare, purche’ non vada a discapito del Parlamento, come sembrerebbe fare questa modifica costituzionale. Il potere di scioglimento delle Camere ad opera del Premier sembra infatti troppo forte.
Altre critiche vengono mosse per la nuova formazione del Senato, chiamato delle Regioni, ma che in realta’ darebbe alle Regioni limitatissime possibilita’ di intervento. Un punto su cui tutti sembrano d’accordo e’ la riduzione del numero dei parlamentari, che, probabilmente per non far torto a nessuno e’ posticipata al 2016.
Cio’ che a me personalmente lascia perplesso di questo referendum e’ la scarsa pubblicita’ che ne viene fatta, e’ un referendum importante, anche se non vi e’ l’obbligo di raggiungere il quorum a mio parere e’ importante che qualsiasi sia l’esito vadano in molti a votare, perche’ ci riguarda tutti.
Vediamo i tre possibili scenari:
1) si raggiunge il quorum e la maggioranza vota NO, in questo caso l’Unione potrebbe chiudere la porta in faccia alla CdL e lasciar perdere ogni riforma costituzionale oppure, piu’ saggiamente, mettersi tutti attorno ad un tavolo per stabilire le modifiche da apportare di comune accordo, finendola finalmente con questa divisione “a prescindere”.
2) non si raggiunge il quorum e vince il SI, in questo caso verranno attuate le modifiche e vale il discorso del sedersi attorno ad un tavolo per migliorarla.
3) non si raggiunge il quorum e vince il NO, in questo caso occorrera’ vedere la distribuzione territoriale dei NO, perche’ se dovesse confermarsi la sensazione che dal 10 aprile accompagna i membri del centrodestra, ossia che il Nord piu’ produttivo e’ con loro, alla Lega potrebbe venire la strana idea di riproporre la secessione.
Comunque vada le Regioni hanno bisogno di piu’ sovranita’, “meno autonomia e piu’ sovranita’“, cosa significa questo? Significa che ad esempio il patto di stabilita’ non va deciso dallo Stato, ma va concordato per ciascuna Regione con ciascuna Regione, per tener conto delle peculiarita’ di ciascuna. In generale, meno autonomia nel senso di non abbandonare a se stesse le Regioni, perche’ non possono fare da sole, ma non possono neppure subire le decisioni dall’alto senza avere una parte importante nel processo che porta alla formazione di quelle decisioni, per cui piu’ sovranita’.
La parola d’ordine dev’essere: “Costruire assieme il futuro di questo Paese”. E spero sia questo a guidare le future azioni della maggioranza e dell’opposizione.


![codicesorgente – Feeds Aggregator [sito esterno] codicesorgente – Feeds Aggregator [sito esterno]](http://www.lkv.it/immagini/aggregator.png)

![Licenza Creative Commons 2.5 [sito esterno] Licenza Creative Commons 2.5 [sito esterno]](http://www.lkv.it/immagini/cc-by-80x15.png)


![TopHost [sito esterno] TopHost [sito esterno]](http://www.lkv.it/immagini/80x15_tophost.png)



3 commenti in tutto ↓
1 Federico // 7 giu 2006 alle 21:46
Bel post. Fai un ragionamento intelligente perchè in questa riforma non c’è solo del marcio come molti vogliono far credere. Ci sono alcune basi sulle quali bisogna lavorare, certamente alcune modifiche fatte dalla CdL sono impresentabili, ma perlomeno partono da problemi ed esigenze reali di questa Costituzione. Bisogna rinnovare e attualizzare la Carta, e ti invito sul mio blog dove giusto oggi ho fatto un post su questo argomento.
ciao
Federico
2 Fabiana // 15 giu 2006 alle 11:48
Intervento molto interessante … comunque perquesto referendum non c’è bisogno di raggiungere il quorum.
Fabiana
3 Luca Vinci // 15 giu 2006 alle 12:06
Hai ragione naturalmente e’ un referendum confermativo, non e’ previsto un quorum, tuttavia vista l’importanza ritengo sia importante si vada ad esprimere il proprio parere su di un referendum cosi’ importante. La modifica dei poteri del primo ministro, le grandi modifiche dei due rami del parlamento, con una suddivisione dei compiti molto complessa, ecc. sono modifiche rilevanti, riguardando tutti e’ giusto che tutti si sentano in dovere il 25 – 26 Giugno di esprimere il loro parere. Non perche’ ci sia un quorum, ma per l’importanza del referendum.
Lascia un Commento
(i commenti vengono pubblicati previa approvazione)