Con l’approvazione del maxicollegato alla manovra finanziaria 2006 (votata dalla maggioranza di Renato Soru ma criticata dall’opposizione) tre nuove tasse sui beni di lusso, in particolare legate al turismo e rivolte ai non residenti vanno a riempire le casse della Regione e dei Comuni svuotate in questi anni anche a causa di una vertenza tra Stato e Regione Sardegna non risolta nonostante le proteste.
Il 25% di tali nuove tasse andra’ ai comuni, mentre il restante 75% andra’ in un fondo di coesione territoriale gestito dalla Regione.
Verra’ tassato il possesso e la vendita di seconde case ad uso turistico situate a meno di 3 km dal mare (per i non residenti). La tassa di proprieta’ e’ pagata in proporzione alla superficie dell’immobile, c’e’ un’esenzione per i nati in Sardegna, e per i rispettivi coniugi e figli, anche se non nati in Sardegna. Per le vendite dei medesimi immobili si vendita si paghera’ una plusvalenza del 20%.
Altri beni tassati saranno i jet privati e le barche che arrivano nei mesi estivi ( dal 1 giugno al 30 settembre) in Sardegna, la tassa sara’ annuale per le imbarcazioni e sara’ pagata ad ogni scalo per gli aerei privati. Sono previste delle esenzioni per le navi da crociera, per le imbarcazioni che sostano tutto l’anno nei porti sardi e quelle di lunghezza inferiore ai quattordici metri. Saranno esenti anche le imbarcazioni giunte nell’isola per partecipare a manifestazioni sportive.
Ora spetta al prossimo governo Prodi esaminare questa legge e dire se e’ legittima oppure no. L’assessore regionale al Bilancio Francesco Pigliaru ha dichiarato “Se queste imposte genereranno un conflitto con lo Stato sara’ questa l’occasione per ottenere il riconoscimento dei nostri diritti”.
A queste tre tasse sono state mosse numerose critiche, alcune si basano sul fatto che risultano inique perche’ non badano al reddito ma al patrimonio, questa e’ una giusta critica, altre critiche invece parlano di una possibile “fuga dei turisti” dalla Sardegna.
A queste critiche non so cosa rispondere, bisognerebbe avere dei dati sul turismo in Sardegna, vedere quanto incide sul PIL della Sardegna il turismo dei proprietari di seconde case sull’isola, quanti di questi venderanno a causa di questa nuova tassa, quanti smetteranno di venire in Sardegna a causa delle tasse sulle imbarcazioni e gli aerei privati. Dubito che i dati siano cosi’ negativi da giustificare un allarmismo. Vedremo i dati di quest’anno sul turismo e li confronteremo con quelli dell’anno passato. Solo cosi’ potremo dare un giudizio equilibrato su queste nuove tasse, altrimenti parliamo solo di aria fritta.
Tuttavia la tassa sulle seconde case e’ stata posta per due ragioni. La prima e’ per fare cassa, la seconda e’ per tutelare un patrimonio pubblico goduto da privati. Queste case infatti si trovano in luoghi ora tutelati dalla Regione tramite il piano paesistico che impedisce la costruzione nelle coste. In questo modo chi gia’ possiede una casa in queste coste si trova ad avere un terreno “in esclusiva” e questo ne aumenta il valore. Quindi potremo dire che la Regione non fa altro che prendersi questo maggior valore dato dall’ambiente, dalla sua bellezza e dalla sua purezza per rientrare in parte dei costi necessari per mantenerlo tale.
Certo e’ che la crisi in cui si trova la Sardegna va risolta, e se per farlo si deve ricorrere a questo tipo di tassazione, allora, cercheremo di far aumentare i turisti che vengono in strutture ricettive, non sara’ certo un problema. Anzi, potrebbe addirittura rivelarsi un bene, staremo a vedere.
Aggiornamenti:
2 Giugno 2006;
7 Febbraio 2007;
14 Febbraio 2008;
13 Maggio 2008.
Aggiornamento del 2 Giugno 2006: per correttezza riporto il testo delle risposte del governatore della Sardegna.
Renato Soru
“Non e’ che noi vogliamo dividere l’Italia a fette e fare pagare come dei diritti di passaggio da una regione all’altra: ma il turismo in Sardegna, la seconda casa non e’ un fatto marginale per la nostra regione, e il turismo per la nostra regione, in particolare il turismo costiero, non e’ un fatto marginale. Il turismo e le seconde case rappresentano per la Sardegna quello che le piccole fabbriche, i piccoli capannoni, qualche volta i garage rappresentano per altre zone industriali del nostro paese. Sono un po’ i piccoli capannoni del Veneto e cose di questo genere, sono le nostre piccole o microaziende dove molto spesso si fa di fatto attivita’ turistica. E in mano a non residenti ne stimiamo adesso oltre 250 mila. Quindi non e’ un fatto marginale, di un paio di case. Sono 250 mila, e’ una parte importante del nostro tessuto economico. Diciamo che le seconde case sono il nostro ‘distretto degli occhiali’, e’ il nostro distretto delle scarpe, e’ il nostro distretto delle piastrelle. Noi quelle cose li’ non ce le abbiamo e forse non ce le avremo mai. Abbiamo quest’industria turistica, in alcuni casi anche allo stato nascente della piccolissima impresa, della seconda casa o di due seconde case, dove si svolge attivita’ turistica. E li’ passano i nostri redditi, o il reddito prodotto in Sardegna, totalmente rimasto fuori dalla valutazione del PIL della nostra regione e totalmente senza ricadute in questo momento per il bilancio della Regione. I proprietari di seconde case non solo non sono nemici ma sono nostri amici, li vorremmo anche piu’ vicini. Vorremmo anche che chi ha la seconda casa in Sardegna, se uno ha la seconda casa in Sardegna, se vuole cambiare la residenza non paghera’ nemmeno piu’ la tassa sulla seconda casa. Quindi altro che se non sono nostri amici, li vogliamo addirittura piu’ vicini. Vogliamo che una casa, una seconda casa di un continentale in Sardegna che paga, paga un reddito su quella casa, un reddito immobiliare, pero’ lo paga altrove, chiediamo una tassa sul reddito prodotto in Sardegna del quale noi non abbiamo nessuna partecipazione, contrariamente allo Statuto della nostra Regione, e questa e’ una parte. Ma la parte piu’ interessante e’ questa: mentre la seconda casa per una delle tante bellissime citta’ d’Italia e’ semplicemente un altro aspetto dell’economia di quel luogo, per noi le seconde case sono una parte fondamentale del nostro tessuto economico. E’ la nostra piccola impresa, e’ il nostro tessuto economico, e in questo momento in gran parte sommersa, e quindi senza nessun beneficio economico per il bilancio pubblico. La Sardegna e’ una Regione a statuto speciale che ha compiti anche speciali, incombenze, responsabilita’ e competenze primarie in molte aree e quindi dei costi del tutto particolari. E diversamente dalle altre regioni italiane, che hanno dei modelli di finanziamento definiti per le regioni a statuto ordinario, il finanziamento dei compiti delle regioni a statuto speciale viene definito in maniera diversa, che e’ questa: la partecipazione ai redditi prodotti (e quindi noi abbiamo interesse che il turismo delle seconde case emerga dal sommerso), poi la partecipazione all’Iva generata nella regione; terza la possibilita’, quando la partecipazione ai redditi non basta, la possibilita’ anche di un’imposizione fiscale. Allora nel momento in cui noi abbiamo da decenni, non dalla recente modifica istituzionale, da decenni, la possibilita’ di imposizione fiscale, stabilita dall’art. 8 del nostro statuto; nel momento in cui abbiamo questa possibilita’ e la iniziamo a usare, verso chi la dobbiamo usare? La dobbiamo usare verso i lavoratori o verso i disoccupati? O verso le classi sociali piu’ bisognose? O lo dobbiamo usare laddove ci sono consumi piu’ di lusso? Verso chi ha piu’ possibilita’ di partecipare ai costi dei servizi pubblici? Poi c’e’ un’altra cosa. Nel momento in cui noi tuteliamo il valore ambientale straordinario delle nostre coste e facciamo una legge, il piano paesaggistico regionale che tutela in maniera importantissima la fascia costiera e quindi fa si’ che la fascia costiera sia una risorsa ambientale scarsissima, una risorsa ambientale scarsa e noi la rendiamo scarsa quindi valorizzandola di molto, chi fa un uso assolutamente privato, non produttivo di quella risorsa ambientale scarsa e’ bene che paghi qualcosa, in maniera che ci sia anche un riscontro collettivo dell’uso di una risorsa ambientale scarsa. Mi pare che sia un principio di civilta’ assolutamente accettato anche in Italia. Ciascuno contribuisce sulla base della propria capacita’. Ciascuno contribuisce sulla base della propria capacita’, questo e’ un concetto che noi abbiamo accettato in Italia come nel resto dei paesi europei e occidentali, che vuol dire che chi ha di piu’ contribuisce di piu’ rispetto a chi ha di meno e che puo’ contribuire di meno, e questo puo’ valere anche in Sardegna. Poi, la considerazione sull’utilizzo delle risorse scarse: devono essere utilizzate sicuramente a beneficio dei privati che le utilizzano, ma anche in parte a beneficio della collettivita’. Le frequenze dello spazio si pagano, le frequenze della televisione si pagano, anche questa risorsa scarsa, ambientale (perche’ noi abbiamo deciso che non costruiamo piu’, o costruiamo pochissimo) e quindi chi ha occupato le coste giustamente continui a trarne beneficio, ma un minimo lo paghi anche al bilancio pubblico in maniera che ci possano essere benefici per tutti: promuovendo anche la capacita’ di sviluppo in Sardegna, promuovendo anche lo sviluppo delle zone interne. A cosa servono queste imposte? Per contribuire al bilancio pubblico, per garantire sviluppo in Sardegna, anche nelle zone interne, affinche’ si superi questo ritardo di sviluppo anche nel momento in cui stiamo uscendo dall’Obiettivo 1. Vuol dire chiedere a chi puo’ contribuire, in maniera che ci siano le condizioni per lo sviluppo per chi ha bisogno di sviluppo. E certo vuol dire ridistribuire un po’ di reddito in maniera da garantire le stesse opportunita’ a tutti. Noi vogliamo che le opportunita’ siano garantite uguali a tutti, per quelli che abitano nelle coste, come per quelli che abitano nell’interno, per quelli che abitano in Sardegna come per quelli che abitano in Lombardia, per i figli dei ricchi, come per i figli degli impiegati. L’amministrazione regionale non sta inventando nulla. Sta solamente utilizzando lo statuto della Regione. Questo statuto, dal ’48, quando le regioni non esistevano ancora in Italia, dava alla regione sarda, come a quella siciliana, delle competenze e delle incombenze particolari e delle responsabilita’ particolari e prevedeva la possibilita’ di finanziare questi costi ancora una volta con la partecipazione ai redditi e con l’imposizione fiscale. Quindi non c’e’ nulla di nuovo, se non il fatto che negli ultimi anni, in particolar modo i redditi della nostra regione molti sono sommersi, legati all’attivita’ turistica, molti sono svolti nella nostra regione, pero’ sono dichiarati fuori dalla nostra regione e allora tutti questi redditi che vengono prodotti nella nostra regione, debbono essere dichiarati nella nostra regione e debbono essere partecipati nella nostra regione. Altrimenti a noi ci rimangono le responsabilita’, le competenze, ma non le risorse per finanziarle e quindi ci rimane una voragine di debiti, che non possiamo permetterci. Stiamo garantendo i presupposti perche’ il turismo rimanga in Sardegna e cresca. Perche’ vengono i turisti? I turisti vengono innanzitutto per trovare un ambiente incontaminato, per avere un contatto con la natura, tutelata, per avere contatto con una cultura, con una capacita’ di ospitare, per stare in un luogo sicuro, e a un prezzo ragionevole. Noi garantiamo tutte queste cose e anzi stiamo valorizzando storia, cultura, la capacita’ di ospitare, stiamo migliorando le infrastrutture in Sardegna e poi garantiamo la salvaguardia ambientale, che e’ uno dei presupposti importanti insieme alla cultura, del nostro turismo. Quindi non cambia assolutamente nulla. Il fatto poi che una seconda casa paghi una tassa in Sardegna, non sposta proprio di nulla le decisioni dei turisti, cosi’ come non sposta di nulla le decisioni dei proprietari delle seconde case, che proprio grazie a questa volonta’ di tutela delle coste in Sardegna e dell’ambiente, negli ultimi mesi vedono valorizzati in maniera importante le loro proprieta’ immobiliari, e infatti sono ben contenti di pagare anche una piccola tassa, perche’ sanno che questa politica di tutela dell’ambiente e di rispetto del contesto in cui le loro case risiedono sono assolutamente anche a favore loro, oltre che di tutti quanti. Le regioni a statuto speciale vivono della partecipazione delle imposte sui redditi e sull’Iva. Noi abbiamo iniziato una vertenza con lo Stato italiano per la mancata puntuale applicazione di questa legge statutaria, che e’ un pezzo della Costituzione italiana. La ripartizione dell’Iva e la ripartizione delle imposte sui redditi fa parte delle promesse del centrosinistra che ha vinto le elezioni e quindi io penso che nei prossimi mesi si possa definire serenamente questa partita. Io credo che ci sara’ la possibilita’ di comprendere le giuste ragioni di entrambe le parti. E c’e’ anche la possibilita’ di comprendere che ognuno deve valorizzare la propria economia. E l’economia della Sardegna vive molto dell’offerta turistica, attraverso le seconde case. Le seconde case molto spesso sono delle vere e proprie attivita’ turistiche e anzi vanno aiutate ad essere valorizzate. Lo stiamo facendo con il piano paesaggistico regionale, lo facciamo anche con il sostegno finanziario. Lo facciamo anche con questa tassazione, che incoraggia a trasformare le seconde case in alberghi, in alberghi diffusi, in attivita’ turistica professionale”.
Aggiornamento del 5 Giugno 2006:
Finora ho evitato di fare ipotesi sui possibili effetti di queste tasse, ma visto che tutti arrivano a conclusioni catastrofiche, voglio provare a fare anche io qualche ipotesi.
Assodato che le seconde case di proprieta’ di non residenti sono 250 mila, in che percentuale preferiranno vendere o dare in affitto? Dando in affitto (a meno di farlo in nero) pagheranno due tasse, per cui non ci saranno effetti negativi per la Regione ne’ per il turismo. Vendendo ci sara’ qualcuno che le compra, e questo qualcuno perche’ le compra? Ipotizzo le compri perche’ la vuole comprare, magari non per usarla come seconda casa, ma per farci un po’ di guadagno. E come puo’ guadagnarci? Trasformandola in un B&B, oppure in un piccolo albergo, in un’attivita’ dunque, un’attivita’ che paga le tasse per l’attivita’ svolta, risparmiando quella delle seconde case.
Infatti non pagano le tasse sulle seconde case quelle adibite ad attivita’ imprenditoriale. Gli alberghi infatti non la pagano.
Poi mi domando, quanti venderanno la propria seconda casa? A mio parere saranno in pochi, e quei pochi faranno il peggior affare della propria vita, vendendo a prezzo ridotto (ridotto per non pagare la tassa del 20% sul surplus di vendita) un immobile che ha aumentato il suo valore grazie al piano paesistico regionale, e lo aumentera’ sempre di piu’. Mentre chi lo acquistera’ fara’ un ottimo affare, soprattutto trasformandola in piccolo albergo, o B&B.
Questo e’ cio’ che accadra’ a mio avviso.
E se volete risparmiare facendo del “boicottaggio”, ebbene, non credo che vi seguiranno in 250 mila, siamo realistici, chi viene in Sardegna per uno o due mesi non si porta le scorte alimentari da casa, specie se viene in aereo, per pagare il sovrappeso del bagaglio?
Ritengo che le critiche sul lato morale siano parzialmente giustificabili, ma sul lato economico a mio avviso gli effetti potrebbero essere neutri o addirittura positivi, per il turismo che potra’ trovare dove soggiornare a prezzo ridotto grazie agli alberghi diffusi che nasceranno, per la Regione che vedra’ incrementare il turismo capace di spendere, per i sardi che potranno avviare piccole e medie imprese turistiche acquistando le seconde case di chi vorra’ vendere, per i proprietari di seconde case che potranno trasformare la propria abitazione in un’attivita’ turistica veder aumentare il proprio patrimonio immobiliare e per quelli che la terranno cosi’, perche’ vedranno aumentare il valore dell’immobile, grazie al fatto che sara’ un “bene scarso”.
Aggiornamento del 7 Febbraio 2007:
Con la Finanziaria regionale del 2007 cambiano le tasse sul lusso a carico dei non residenti in Sardegna istituite lo scorso anno dalla Regione e al centro di numerose polemiche (anche su questo blog). Cambiano alcune regole per l’imposta sulle seconde case nella fascia dei 3 km dal mare, viene eliminata un’esenzione che non aveva ragione d’essere, non saranno infatti piu’ esentati i non residenti nati in Sardegna, i coniugi e i figli. Si paghera’ per la sosta nei porti, ma la tassa non sara’ fissa, ma crescera’ in base alle giornate di permanenza e alla metratura. Destinate a scomparire le tasse sulle plusvalenze nella compravendita di immobili. E probabilmente saranno ridotte alcune imposte.
Aggiornamento del 14 Febbraio 2008:
La corte Costituzionale ha di fatto stabilito che l’imposta sulle plusvalenze non ha nulla a che vedere con il turismo e di conseguenza non poteva essere introdotta tramite una legge regionale. Stessa cosa per l’imposta sulle seconde case perche’, sempre per la Corte Costituzionale, non si puo’ fare una distinzione sull’uso turistico o meno di una seconda abitazione in quanto esiste gia’ una tassazione differente per le seconde case e le regioni non hanno podesta’ legislativa rispetto a questa materia. La Corte Costituzionale ha inoltre stabilito che questo tipo di imposte violano i principi di non discriminazione tra soggetti nazionali non essendo conformi alla normativa comunitaria. Nulla e’ stato mosso invece contro l’imposta di soggiorno prevista dall’articolo 5 della legge regionale n.2 del 2007 e l’imposta regionale sullo scalo turistico degli aeromobili e delle unità da diporto, prevista dall’articolo 4 della stessa legge. Mentre per le ipotesi di scalo effettuato da unita’ di diporto esercitate a fini di lucro e le ipotesi di scalo effettuato da aeromobili che svolgono operazioni di aviazione generale di affari (ossia operazioni di trasporto di persone compiute senza remunerazione per motivi attinenti all’attività di impresa) la Corte ha sospeso il giudizio ed ha chiesto alla Corte di giustizia europea di pronunciarsi in via pregiudiziale sulla compatibilita’ dell’imposta con le norme del Trattato CE.
Concludendo, per ora a parte che i ricorsi saranno ben pochi visto che praticamente nessuno aveva ancora pagato, e la somma dovuta alle mancate entrate sara’ facilmente coperta grazie ad una politica di spesa contenuta fatta da Soru in questi anni, politica che ha ridotto enormemente il debito regionale.
Il motivo delle tasse sul lusso e’ stato cosi’ spiegato da Soru:
Renato Soru
“Non abbiamo ulteriori informazioni [rispetto alla nota diffusa dalla Consulta ndr.] non conosciamo le motivazioni del provvedimento. La manovra finanziaria non ne risentira’, i 50 milioni di euro saranno assorbiti senza contraccolpo dalle risorse proprie per l’edilizia sanitaria. [...] tutto nasce dall’indebitamento spropositato con il quale era stata ereditata la Regione. La vertenza con lo Stato per le maggiori entrate e’ stato il clou della lunga vicenda, con mobilitazione generale. Ma, in attesa della risposta del governo, si cercavano nuove risorse attraverso tasse che colpivano benefici di mercato altrimenti sfuggenti e l’utilizzo del patrimonio ambientale.”
Il risanamento di bilancio e’ stato fatto, tuttavia Soru insiste sulla giustezza delle tasse sul lusso, modificandone in un futuro la forma per non incorrere nelle motivazioni della Corte Costituzionale, perche’ dice che nessun reddito prodotto in Sardegna deve sfuggire alla compartecipazione regionale. La lettura della Corte Costituzionale pero’ a mio avviso potrebbe anche essere letta diversamente, e chi chiede il rimborso dovrebbe a mio avviso dimostrare l’uso della sua abitazione in Sardegna non a fini turistici, se invece il peso maggiore viene dato alla non discriminazione dei soggetti residenti con quelli non residenti ho una mia idea, che tassa le seconde case (in localita’ turistiche entro i 3 km dalla costa cosi’ come previsto prima) a tutti, residenti e non, pero’ chi gia’ possiede la prima casa in Sardegna avra’ uno sconto (da vedere se del 100% o pari alla differenza in percentuale tra il valore delle due case). Questo potrebbe soddisfare la non discriminazione.
Aggiornamento del 13 Maggio 2008:
La Giunta regionale delibera le modalita’ di rimborso delle tasse regionali dichiarate illegittime dalla sentenza n. 102 della Corte Costituzionale, depositata il 15 aprile 2008. I contribuenti interessati sono 36mila e 838, per una somma di 29 milioni di euro.


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187 commenti in tutto ↓
1 Elena // 9 mag 2006 alle 17:33
Bella propaganda!
I sardi hanno tutte le ragioni del mondo per protestare e far valere i propri diritti nei confronti dello Stato e anche di lamentarsi della scarsa attenzione mediatica, tuttavia la mossa di Soru è palesemente propagandistica, iniqua, demagogica e sa oltrettutto di lotta di classe!
E’ questo il modo di porre un freno al fatto che “estranei” si stanno comprando le coste più belle dell’isola per goderne privatamente o per farne una fonte di reddito?
Dice di aver fatto approvare la nuova tassa sul lusso con l’intenzione, tra le altre, di risolvere i problemi di sovraffollamento e congestionamento delle strutture di smaltimento dei rifiuti.
Bene, allora devono pagare la stessa tassa sul lusso anche le seconde, terze, quarte… case di proprietà dei sardi (qualcuno ne conosco anch’io) che in estate vengono affittate ai vacanzieri continentali… oppure quelli non inquinano o non consumano acqua? Ah, ma forse se vengono colpiti quei sardi alla prossima legislatura non voteranno più Soru…
Se la mettiamo su questo piano allora chi ha casa in Sardegna e vi soggiorna solo per 2 mesi l’anno deve pagare solo 1/6 della tassa sui rifiuti invece della tariffa piena.
Molto più equa e redditizia sarebbe un tassa di soggiorno su tutti gli sbarchi, così si avrebbe un introito veramente proporzionale all’affollamento, al consumo delle risorse e al costo dello smaltimento dei rifiuti (come hanno fatto al comune di Venezia).
Tanto per parlare di salvaguardia dell’ambiente, perché non incentivare installazioni di pannelli solari sia termici che fotovoltaici (questi ultimi anche come fonte di reddito) su tutte le nuove costruzioni?
… e pensare che Soru è un uomo d’affari; chissà se anche lui ha qualche bella villa al mare da affittare x le vacanze…
2 Luca Vinci // 10 mag 2006 alle 08:17
Ciao Elena,
Le critiche che muovi sono condivisibili, una mossa a mio avviso migliore sarebbe potuto essere quella di tassare un po’ di piu’ le attivita’ commerciali svolte da non residenti che non assumono residenti con mansioni di rilievo, incentivare le attivita’ legate al turismo da parte di residenti, consorzi di comuni, ecc.
Ma questa tassa e’ nata per “fare scalpore”, si voleva attirare l’attenzione sulla difficile situazione in Sardegna.
Per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti serve una piu’ intelligente politica ambientale, non so nel tuo comune, ma nel mio e’ iniziata la raccolta differenziata ormai da qualche tempo, eppure tanta gente butta di tutto per le strade di campagna, e non sono turisti. Purtroppo manca il rispetto per la propria terra.
Riguardo ai pannelli solari gli incentivi ci sono, non c’e’ molta informazione a riguardo, ma se cerchi trovi qualcosa. Ti assicuro che i pannelli per diventare una seppur minima fonte di reddito devono essere molti, quelli posti su di una normale abitazione coprono a mala pena l’acquisto di corrente per quei mesi invernali in cui non bastano a riscaldare l’acqua. Sarebbe utile porli negli ospedali, nelle scuole, nei condomini, in tutti quegli edifici che hanno una grande superficie dove porre numerosi pannelli.
Quando parli di “tassa di soggiorno su tutti gli sbarchi” ti riferisci a una sorta di biglietto di ingresso? Non so quali effetti avrebbe, come non so quali effetti avranno le tre tasse di Soru. Non resta che aspettare per vederne gli effetti.
3 Tiz // 10 mag 2006 alle 13:45
Sono proprietaria di una casetta di 35 mq in Sardega. Mio marito l’ha eredità da sua mamma (che l’aveva acquistata 30 anni fa), altrimenti non l’avrei mai avuta. Sono ricca e la casa in Sardegna mi consente d passare con la mia familia le tanto attese vacanze annuali.
E’ mai possibile che mi toccherà pagare 900 euro (quasi uno stipendio) per un mini appartamentino, nemmeno vicinissimo al mare (sarà circa 2 km) ?? Già faccio fatica a pagare il viaggio in nave !!
E’ questa una legge giusta ?? DOvrebbe essere applicata in base la reddito, oppure se la casa viene affittata (cosa che io non faccio!)
Grazie per l’attenzione
4 Luca Vinci // 10 mag 2006 alle 14:55
@ Tiz:
Proprio l’iniquita’ dell’imposta e’ una critica che condivido, la legge finanziaria, o meglio, il maxicollegato alla stessa che prevede l’istituzione di queste nuove tasse andava studiato meglio, non era una decisione da prendere senza uno studio approfondito delle conseguenze, non poteva essere applicata in base al reddito perche’ il reddito non e’ formato in Sardegna, per cui la Sardegna non puo’ tassare in base ad un reddito prodotto altrove. Comunque l’imposta e’ da pagare in proporzione alla superficie dell’immobile, e gia’ questa e’ una forma di equita’ seppur blanda.
Grazie a te per il commento.
5 Titus // 19 mag 2006 alle 11:29
Una Legge più strampalata e da terzo mondo Soru non la poteva escogitare: la dice lunga sulle capacità di certi industrialotti quando, per convenienze personali si fanno eleggere nella Politica. Comunque:
1-nel mondo civile si tassa il reddito ( la Ns Costiuzione parla di “capacità contributiva” e non il capitale infruttifero).
2-Si tassano le plusvalenze: non il valore di compravendita vendita (e si deve tener conto della svalutazione della moneta).
3-La tassa di Soru colpisce i cittadini Italiani in modo difforme ( la seconda casa di un Sardo tassata diversamente dalla seconda casa di un “continentale” ).
4-Se è una supertassa fatta per entrare nelle grazie dei Sardi “gonzi” che ci credono…..mi auguro che la stragrande dei Sardi che ragionano con la propria testa lo mandino al più presto a casa.
5- Se la tassa Soru è un modo per rientrare in possesso di entrate che, afferma, lo Statro gli ha corrisposto ( vedi Statuto della regione Sarda-Art. 8- rev. del 1983) non poteva trovare mezzo più sciocco e populista per sollecitarne l’evasione. Adesso, che è arrivato il suo amico Prodi vedremo gli eventi.
6 vittorio // 19 mag 2006 alle 12:18
io penso che l’unica cosa da fare è vendersi la casetta che molti hanno in sardegna ed andare a villeggiare in altri luoghi possibilmente
all’esteero cosi i politici sardi rimarranno soli e senza il becco di un quattrino nelle loro grandi ville in riva al mare (e non a 3 km dalla costa) – a chi lascia la sardegna do un consiglio molto pratico: andate a villeggiare in argentina il viaggio di andata e ritorno vi costa come la nuova tassa sulla vostra casa e potrete vivere e divertirvi in tanti bellissimi posti che vi sono in argentina con il cambio attuale che quadruplica il potere d’acquisto dei vostri euro – e l’ultimo che va via dalla sardegna ricordi di spegnere la luce mentre il rubinetto dell’acqua lascietelo aperto cosi annegano- cari saluti vittorio
7 Giuseppe // 19 mag 2006 alle 22:15
Ho lavorato in Sardegna dall’89 fino al 2001 e con tanti sacrifici ho comprato una casa, non mi chiamo nè Berlusconi nè Soru e dunque non sono ricco.
Avrei anche potuto accettare che i proprietari delle seconde case dovessero pagare un supertassa, ma il fatto di esentare addirittura il coniuge (magari straniero) dei figli dell’emigrante mi sembra veramente troppo.
E’ assurdo.
Questa è una legge razziale, come dire: i Sardi sono ariani e tutti gli altri Italiani sono Ebrei.
Complimenti all’etica del consiglio regionale.
8 Alessio Congia // 20 mag 2006 alle 21:04
ASSA SU LUSSO, SBAGLIATA PER TELEFONOBLU
CAGLIARI, 7 MAG – ”Non siamo affatto convinti che la scelta della Regione Autonoma della Sardegna di supertassare con una specie di Ici le case di lusso (ma quali sono) rintracciabili entro tre chilometri dalla costa non sia un grave errore. Molti non sceglieranno piu’ l’isola per le loro vacanze”. Lo sostiene in un documento l’associazione di tutela dei consumatori ”Telefono Blu”. ”Non si capisce come mai una regione con capacita’ impositiva autonoma (beneficio che non hanno le regioni della penisola) non ha mai pensato di mettere imposte sulle seconde case – continua Telefono Blu – e in secondo luogo oltre l’80% degli italiani e’ contrario all’Ici perche’ giustamente non capisce il motivo per cui deve pagare una tassa delle tasse e su un bene rifugio che ha consentito e consente un’ economia molto importante per i risparmiatori (purtroppo anche per gli speculatori). Detto questo, Telefono Blu, che aveva gia’ contestato il precedente provvedimento che vietava di edificare entro i 2 chilometri dalla costa , ammonisce che il rischio principale di tale iniziativa e’ che quote economiche non scelgano piu’ il territorio e i capitali si spostino. Non solo, sono migliaia le persone non ricche che hanno investito il frutto del lavoro in una abitazione e che sarebbero costrette ad abbandonarla o a cercare un’altra soluzione , che ci sia un calo del turismo, fonte oramai primaria per molti territori”. Secondo Telefono Blu, un altro rischio e’ che per compensare la tassa sul lusso i proprietari delle case aumentino ulteriormente gli affitti. Telefono Blu ha attivato un centralino per le proteste (199.44.33.78) dei proprietari di seconde case, per raccogliere denunce e dissensi.
CODACONS: tel. 199.44.33.78
9 Tullio // 21 mag 2006 alle 20:54
Non credo che alla Sardegna e ai sardi serva l’elemosina di persone che pensano di essere ricche perche’ possiedono una seconda casa in Sardegna vicino alla spiaggia, salvo poi disperarsi per una tassa che potrebbero pagarsi affittando la medesima casa per neppure un mese.
Per cui se proprio volete vendere e andarvene fate pure, abbatteremo questo scempio che rovina le nostre spiagge e costruiremo un turismo intelligente che porti veramente ricchezza alla nostra terra, e non la vostra inutile elemosina che va ai ristoranti in cui di sardo c’e’ solo il menu’ e il cameriere e il lavapiatti, e supermercati di cui di sardo c’e’ solo il cassiere.
Non e’ questo il turismo che vogliamo!
10 Alessio Congia // 22 mag 2006 alle 16:56
Tullio, parla per te. Non si abbatte e ricostruisce niente con la coercizione. Fai il bravo e studia come gira il mondo, non chiuderti nelle ricette che ti propinano i partiti. Un sardo, residente.
11 Luca Vinci // 22 mag 2006 alle 17:26
@ Titus: I punti che evidenzi sono giusti, ma parti dal presupposto che tutto funzioni, il problema e’ che senza ICI (che e’ una tassa su beni infruttiferi) gli enti locali non possono procurarsi i mezzi necessari per amministrare il territorio. La difformita’ di trattamento tra residenti e non residenti mi trova concorde con te nel criticarla. Non credo sia fatta per far colpo sui sardi, anzi, e’ fortemente criticata.
@ vittorio: la maggior parte delle entrate del turismo in Sardegna provengono dai turisti senza casa di proprieta’ in Sardegna.
@ Giuseppe: non mi piace la metafora, anche se fatta per dare risalto alla critica, non lo cancello ma non e’ il caso di fare simili accostamenti.
@ Alessio Congia: non sono d’accordo con alcuni punti dell’articolo che riporti, non credo che il contraccolpo che ricevera’ il turismo a causa di queste tasse sara’ alto, comunque avremo la risposta con i primi dati ufficiali, per ora qualunque critica dal punto di vista delle ricadute economiche e’ pura teoria.
@ Tullio: capisco lo sfogo, ma molte critiche alla legge sono giuste.
@ Alessio Congia: (mi fa piacere che segua la discussione, grazie
) non credo che Tullio intendesse un abbattimento forzato. Pero’ il suo discorso mi ha fatto venire un’idea. Se veramente questa tassa sulle seconde case dei non residenti sono fatte anche per tutelare il territorio, perche’ non far pagare in base all’impatto ambientale delle stesse? Mi farebbe piacere sapere una tua opinione.
12 Alessio Congia // 22 mag 2006 alle 20:36
salve luca, impatto ambientale rispetto a che? a ciò che sarebbe dovuto essere un territorio se non avesse subito quelle trasformazioni? é un battuta spero.. la macchina del tempo non esiste, così come é anacronistico pensare di apportare in maniera coercitiva dei cambiamenti di questo tipo. la realtà é un altra… e chi vive il territorio queste cose le sa.
13 Luca Vinci // 22 mag 2006 alle 23:20
Alessio, devo essermi spiegato male. I promotori di questa tassa hanno addotto quale giustificazione la tutela ambientale e la mancanza di fondi. Ora, lasciamo perdere la questione dei fondi, se veramente fossero mossi da propositi ambientalistici avrebbero fatto pagare queste tasse in base all’impatto ambientale delle costruzioni abitative (non che fosse una motivazione giustificatrice). Per cui mi chiedo, visto che cosi’ non e’ quali sono le giustificazioni, o meglio, le motivazioni? Perche’ io non ne vedo.
Comunque che il turismo vada ripensato in modo piu’ organico e’ un dato di fatto. Molti comuni si sono organizzati (anche con l’aiuto dell’unione europea), penso a certi comuni della barbagia che stanno sviluppando un turismo fatto di tradizioni che attira per i suoi luoghi, per i suoi prodotti enogastronomici. Penso a tutte quelle piccole entita’ fatte di B&B, di agriturismi (forse troppi a dir la verita’), che tentano di crearsi un mercato. Penso alle inesistenti strutture ricettive, penso ad una malaorganizzazione che parte dall’arrivo dei turisti all’aeroporto/porto alla loro partenza, in cui manca soprattutto l’informazione.
Ti faccio un esempio. Il 18 e 19 Maggio a Cagliari c’era la Festa Irlandese, una iniziativa simpatica e interessante, delle persone che conosco lo sapevo solo io. A parte qualche manifesto sui muri, che con le elezioni vicine nessuno nota confondendosi tra i manifesti elettorali, c’e’ stata ben poca informazione, e al di fuori dell’area cittadina l’informazione e’ stata nulla.
Credo che se si migliorassero i servizi, ma soprattutto l’informazione degli stessi e di cio’ che puo’ atrarre persone, non staremo qui a discutere di leggi o leggine, di tasse che francamente non incideranno quasi nulla sul turismo.
14 Antonio // 23 mag 2006 alle 01:59
Una tassa iniqua, si dovevano tassare tutte le seconde case della regione non solo di noi “stranieri”, perchè per questa legge noi lo siamo, il carico contributivo è spostato verso chi come me ha una casa nel sud della sardegna da più di 15 anni, sono stato sempre rispettoso e orgoglioso della vostra terra mi sentivo un sardo anch’io ma in questi anni le tasse e le imposte sono raddoppiate se no triplicate (spazzatura pagata per tutto l’anno) e Ici alle stelle, e in più pagare 900 euro di tassa di lusso, 500 di traghetto, questa casa era stato il sogno di mio padre ma ora sono costretto a venderla con uno stipendio di poco più di mille euro non posso permettermela più.
15 mario Castelli // 23 mag 2006 alle 10:15
“La supertassa di Soru non colpisce i sardi e i loro famigliari”
(Delibere del Consiglio Regionale della Sardegna del )
A prescindere se l’applicazione delle cosiddette “supertasse Soru” sia opportuna o meno, ritengo che le persone residenti nel territorio della Sardegna (fino a prova contraria Regione Italiana anche se a statuto speciale) sono cittadini italiani alla stregua di tutti gli altri con pari diritti e doveri.
Le menzionate imposizioni fiscali non vedo perché non le debbano quindi pagare anche i soggetti residenti in Sardegna alla stregua dei non residenti trattandosi di tassazioni che colpiscono i “ritenuti” beni e usi di lusso in quel territorio pure italiano e non beni di prima necessità o “prime case”.
Inoltre, per un soggetto (persona fisica o giuridica) per seconda casa s’intende fiscalmente, oltre alla “seconda”, la terza, la decima, la centesima, e così via). Trattasi, quindi, di beni che legittimamente possono possedere, a scopo d’investimento, anche i soggetti italiani residenti in Sardegna.
Pertanto, trovo costituzionalmente discriminante che soggetti passivi di siffatta tassazione siano soltanto i non residenti in Sardegna.
Una così forte agevolazione fiscale nei confronti dei soggetti colà residenti (ripeto trattandosi di “seconde” case), oltre a provocare la menzionata discriminazione fra cittadini dello stesso Stato, viene a distorcere fortemente le regole del libero mercato nell’area degli affari economico-turistici esercitati in Sardegna, atteso che cittadini dello stesso Stato, a mio avviso, dovrebbero essere tutti posti in condizioni di parità di peso fiscale.
Forse per il presidente Soru il possessore di “seconde case” residente in Sardegna, a differenza di quello colà non residente, non è considerato un ricco, non utilizza tali immobili a scopo economico-turistico-speculativo, non genera i problemi nel periodo estivo che creano, invece, secondo Lui, i soggetti non residenti, ecc. ecc.!!!
Ma le altre Regioni d’Italia per le stesse ragioni impositive sostenute dal Presidente Soru non hanno forse, a livello turistico costiero, gli stessi problemi da Egli capziosamente rilevati per la Sardegna ???
Vi è da chiedersi se i veri obiettivi che vuole perseguire il Presidente Soru siano quelli apertamente dichiarati o se invece tutto ciò non serva a nasconderne altri di natura diversa.
E’ vero che alla Sardegna è riconosciuta dallo Stato Italiano una capacità impositiva ma, a mio modesto avviso, ritengo che ad essa non sia riconosciuta anche quella discriminatoria fra cittadini italiani.
Può darsi pero che il Presidente Soru voglia rendere l’Isola autonoma dall’Italia e ricostituire per essa il vecchio “Regno di Sardegna”.
Qualora dovessero essere attuati i deliberati di cui sopra le altre Regioni italiane, per le medesime o altre ragioni, che aspettano ad adottare analoghi provvedimenti discriminatori???
Mi fermo qui ma tant’altro si può analogamente argomentare per le tasse sui mezzi aerei e marittimi.
Mario Castelli
16 Giuseppe // 24 mag 2006 alle 19:54
Ciao Luca,
innanzitutto Ti ringrazio per aver rispettato la mia opinione.
Questo però non modifica il mio pensiero, Mario Castelli in modo encomiabile e giuridico ha evidenziato la discriminazione che è stata attuata.
Giustamente evidenzia la differenza tra necessità e lusso, il lusso è uguale per tutti: residenti o non e ugualmente deve essere tassato.
Tra l’altro, come ben sai, la Sardegna è terra di emigranti, cioè di gente che con mille sacrifici lavora lontana da casa.
Ebbene se il Friuli approvasse una legge che facesse pagare il caffè ai sardi non residenti il 50% in piu’ manterresti la stessa obiettività??
Se, come suggerisce Elena, partisse una campagna per boicottare la Tiscali di Soru in quanto sardo riterresti giusta la cosa?
Penso di no, semplicemente perchè non sarebbe “onesto”.
Da qui è nato il mio paragone: in germania 70 anni fa cominciarono a boicottare i negozi non ariani, purtroppo a leggere il mex di Tullio non siamo molto distanti, spero di sbagliarmi
17 Sofia // 24 mag 2006 alle 23:38
Non credo che si vedano subito gli effetti disastrosi per l’economia sarda. ma qualcosa si può fare: boicottare al massimo gli acquisti. Molti vacanzieri proprietari di casa, come me avevano già comperato i biglietti della nave prima di pasqua per usufruire di sconti. Per questo, loro malgrado, si vedono costretti ad andare in sardegna in queste condizioni.Con alcuni amici ci siamo già accordati, vorrà dire che per protesta porteremo il più possibile prodotti da casa ed eviteremo tutte le spese extra. Personalmente usufruirò solo di ciò che è gratis, sole, bagni, passeggiate e tanto riposo.Addio ristorante, pizzeria, dolci, gelati e prime colazioni al baretto del porticciolo. porterò persino il latte della latteria sociale del mio paese. Altro che pecorino sardo, porterò grana padano e una forma di asiago dolce. In frigo dura tutto il mese. e invece di comprare l’olio d’oliva extra vergine sardo, comprerò al rientro quello ligure. Ah… dimenticavo, niente mirti, niente vini pregiati, niente dolci da portare a parenti e amici e da gustare durante il lungo inverno. ecc. ecc. Quello che dovrò dare per ricatto lo recupererò con una sorta di sciopero degli acquisti. Ne guadagnerà la linea mia e dei miei familiari e il portafoglio. Spero che uno sciopero degli acquisti diffuso avrà i suoi effetti, costringendo gli amministratori regionali a modificare la iniqua tassa sul lusso, che altro non è che la tassa sui continentali, considerati polli da spennare. Mi dispiace solo per i sardi onesti.
18 Luca Vinci // 25 mag 2006 alle 08:46
@ Giuseppe: Non devi ringraziarmi, se non rispettassi le opinioni altrui, anche quelle opposte alle mie, non avrei mai aperto un blog. Non ha senso discutere se non si e’ pronti ad ascoltare il prossimo e perfino a cambiare idea una volta che gli altri ti portano motivi validi per farlo. Tornando alla tua preoccupazione, sono sicuro che ti sbagli, la maggior parte dei sardi (come puoi vedere anche dagli altri commenti) sono contrari o completamente o alla sua formulazione discriminatoria e iniqua. Quindi voglio rassicurarti, c’e’ rispetto per tutti, e l’accoglienza per i turisti non e’ mai venuta meno.
@ Sofia e @ Giuseppe: sono contrario alle forme di boicottaggio, che siano esse contro grosse multinazionali, contro Stati esteri, contro regioni italiane, contro negozi, questo perche’ chi ne risente veramente sono le parti deboli, dipendenti, piccoli imprenditori, lavoratori autonomi, che nulla hanno a che fare con i motivi della protesta che porta al boicottaggio. Comprendo che tu sia adirata, ma allora perche’ non raccogli le firme con le tue amiche e i tuoi amici, e fate cosi’ tutti quanti, e poi le presentate al governatore Soru? Mi sembra una forma di protesta piu’ diretta e forse anche piu’ efficace.
19 Elena // 25 mag 2006 alle 14:08
la mia proposta di boicottaggio è chiaramente una battuta perché penso siano ben altri gli strumenti per far eventualente valere i propri diritti e inoltre non credo che siano così tanti gli abbonati a Tiscali che abbiano anche una seconda casa in Sardegna piuttosto che la barca o l’aereo privato (anche se queste due categorie possono portare i loro mezzi di trasporto da qualche altra parte, mentre le casa sono immobili…) … avevo già deciso da tempo di recedere. Tuttavia (pur spiacente per gli addetti ai call centre che sono tutti giovani che cercano di guadagnarsi il pane) l’ho fatto con una certa soddifazione!
… e comunque se veramente la maggioranza dei sardi è scontenta di Soru lo dimostri alle urne!
20 Luca Vinci // 25 mag 2006 alle 14:45
@ Elena: e chi l’ha detto che la maggioranza dei sardi e’ scontenta di Soru? Alcuni sono contrari a certe decisioni, molti contrari a certe impostazioni o modi in cui vengono attuate, ma credo che la maggioranza lo rivoterebbe e non ne sia scontenta, anzi. Il fatto che i mass media diano risalto alle proteste e’ normale. A dimostrazione di questo vale il risultato politico regionale nelle ultime elezioni nazionali. Credo che la soddisfazione per questo governo dell’isola abbia influito positivamente sul risultato.
21 Emanuele // 25 mag 2006 alle 19:09
Brava Sofia, mi è piaciuto molto il tuo commento e di certo io e la mia famiglia seguiremo il tuo consiglio.
Io ho come l’impressione che Soru voglia trasformare tutta la Sardegna in una enorme Costa Smeralda, dove gli unici “occupanti” del territorio siano i sardi e i soli veri ricchi, quelli cioè in grado di potersi permettere queste tasse. Mi sembra quasi che dovendo o volendo ridurre la quantità di turisti nell’amata isola, si voglia propendere per il turista di qualità (il ricco) che sarà poi naturalmente il più adatto ad essere spolpato. Si munge di più e meglio da una vacca grassa…..
Non sono certamente ricco, ma sono possessore da 4 anni di un alloggio di 65mq a Villasimius – in centro paese – sono dentro i famigerati 3 Km di distanza dalla costa e sto seriamente pensando di vendere ed andarmene,….ma questo 20% sulla plusvalenza…mi sembra veramente un furto legalizzato.
22 Sofia // 26 mag 2006 alle 18:58
Il quotidiano L’Unione Sarda riporta oggi in modo breve ma interessante un articolo dal titolo inequivocabile: “Porto silurato dalla tassa Yacht”. La notizia del balzello, inteso come tale,spaventa e preoccupa non solo gli operatori portuali locali di Alghero, ma anche i cugini spagnoli della catalunya che, su un loro quotidiano, hanno pubblicato un articolo intitolato” La Sardegna grava con imposte le barche di lusso”. Non occorre essere persone di grande intelligenza ed elevata cultura per capire che il termine ” gravare” ha in sè una connotazione negativa. richiama i termini pesare,appesantire, affaticare, sfruttare e per questo sa tanto di MEDIOEVO, di tasse DOVUTE al padrone e signore feudale, come succedeva per il rotatico, pontatico, legnatico,erbatico. Nessuno mette in dubbio oggi che le tasse vadano giustamente pagate,ma ” gravare” con balzelli discriminatori e iniqui, mi sembra eccessivo, vessatorio, per chi è costretto a subirli e allarmante per l’indotto economico che grava attorno al turismo. La Sardegna non può ritornare all’economia chiusa del medioevo perchè perderebbe la sfida con le concorrenti località turistiche del Mediterraneo che si presentano sul mercato con prezzi più accessibili e con servizi più curati.
23 Luca Vinci // 26 mag 2006 alle 19:24
@ Sofia: non esageriamo, state guardando il tutto in modo catastrofista, mentre in realta’ non e’ cosi’ (non ancora). Primo perche’ mancano ancora vari passaggi prima che queste tasse divengano “reali” (se lo diventeranno). Secondo perche’ paragonarle a imposizioni da medioevo e’ ridicolo, si tassa il superfluo, non l’indispensabile. Terzo perche’ occorre ragionare su dati veri, e per ora sono tutte ipotesi. Queste tasse potrebbero mutare notevolmente o addirittura scomparire nei prossimi passaggi, per cui perche’ fasciarsi la testa? Queste tasse generano senz’altro un conflitto di pertinenza con lo Stato centrale, per cui verranno giudicate illegittime dal nuovo governo Prodi. A mio avviso, e lo ripeto, sono state messe per attirare l’attenzione, e lo scopo l’hanno raggiunto mi pare. Ora il Governo nazionale sa che il problema esiste, la manifestazione a Roma non servi’ a nulla, e se questa “operazione terrore” con le tre tasse dovesse servire a risolvere la vertenza avrebbe raggiunto il suo scopo.
24 Mauro // 28 mag 2006 alle 21:07
@ Luca
Scusami ma non ti seguo.
La cultura del ricatto non mi appartiene.
Forse che Soru vuole far riaffiorare la truce barzelletta sul bambino Sardo
che in prossimità del Natale e per assicurarsi un regalo scrive:
“Cara Madonna, se vuoi rivedere Gesù Bambino……..”
Mauro
25 Luca Vinci // 29 mag 2006 alle 08:45
@ Mauro: non so se Soru abbia posto in essere queste “tasse” per il motivo che ho esposto, certo che, non trovando io altra motivazione plausibile questa mi sembra la piu’ logica, non ho mai detto di condividerla, ma cercando di capire i “perche’” di una decisione politica economica mi sono trovato a fare alcune ipotesi.
- fosse posta in essere per tutelare l’ambiente non capisco perche’ non tassare anche i residenti, e perche’ non tassare in base oltre ai metriquadri anche all’impatto ambientale dell’abitazione.
- fosse posta in essere per “fare cassa” non capisco perche’ colpire le seconde case dei non residenti indipendentemente dal loro reddito, capisco che per la Regione non sia agevole conoscere il reddito dei non residenti, ma questo e’ desumibile parzialmente dal valore dell’immobile, per cui se proprio dovevano fare la tassa sule seconde case dei non residenti perche’ non colpire esclusivamente quelle superiori ad un certo valore? In modo da arrivare ad una maggiore equita’ fiscale.
Tutto qui, non voglio giudicare questa iniziativa, voglio solo capirne le ragioni, in modo da criticarla non a prescindere ma in base alle motivazioni che l’hanno fatta nascere. Le tasse a seconda dei motivi per cui vengono posti in essere sono giustificabili anche se non condivisibili.
Quando abbiamo pagato la famosa tassa per entrare nell’Euro, la tassa di per se era iniqua e ingiusta, ma la motivazione la giustificava. Spero di essermi spiegato meglio.
Se capiamo i motivi possiamo muovere critiche piu’ mirate.
26 Mauro // 29 mag 2006 alle 15:26
Francamente questa tassa la trovo sconclusionata.
1) Viene chiamata tassa sul lusso e ci sono dentro i monolocali da 40mq.
2) In qualche modo la si lega alla legge salvacoste, ma non si capisce
come.
3) Qualora fosse stata fatta VERAMENTE per finanziare una politica mirata all’impatto ambientale,non si capisce perchè continuano a costruire,non a meno di 2Km dalla Costa, ma a meno di 200metri:
Palau-Portu Mannu,in questo momento stanno costruendo su un promontorio sul mare a 100 metri dalla Costa,non Hotel…palazzine!
4) Se ancora serve a salvaguardare il territorio non vedo perchè il finanziamento deve essere solo a carico dei “continentali” e non dei Sardi.
Non sarebbe stata, a parte più equa, anche più educativa?
In fondo, anche se solo in parte, una colpa dello scempio fatto,ricade anche su Enti Locali e Imprenditori Edili Sardi.
La mia conclusione è:
-E’ stata chiamata “Sul lusso” per pure ragioni demagogiche.
-In effetti mira a prender soldi dal ceto medio, in quanto il numero di monolocali è molto più alto delle Ville e Villone della Costa Smeralda.
- Non tocca i Sardi altrimenti Soru doveva scappare il giorno dopo!
Beh,i partecipanti alla “Corrida” almeno sono più divertenti!
Mauro
27 Marco // 29 mag 2006 alle 15:51
Cari amici che scrivete su questo sito i Vs commenti sul tentativo di ricatto nei confronti dello Stato da parte di Soru, Vi prego di confortarmi con un Vostro parere su quanto sto per andare a scrivere. Vi ringrazio anticipatamente, se deciderete di accogliere la mia richiesta.
Un cordiale saluto a chi ama la Sardegna, nonostante Soru.
Non appare palesemente chiaro che se il Governatore della Sardegna riuscisse a far approvare il suo tentativo di ricatto nei confronti dello Stato Italiano, fornirebbe benzina al motore di chi vuole la devolution per trasformare le Regioni in Stati autonomi, in grado di poter legiferare in piena libertà, in qualsiasi campo, fosse anche il più disumano ed antisociale, senza che alcun ente superiore li possa controllare ed eventualmente impedire di introdurre leggi razziste, discriminanti o altro?
28 Luca Vinci // 29 mag 2006 alle 16:20
@ Mauro: come non darti ragione.
@ Marco: Assolutamente no, sono cose completamente differenti, se veramente queste tasse sono usate a mo’ di ricatto, servono per arrivare ad una certa autonomia fiscale, gia’ riconosciuta nella costituzione, ma non applicata. La devolution non c’entra nulla, visto che non prevede alcuna autonomia per quanto riguarda la tassazione, ma esclusivamente nelle voci di spesa. Oltretutto le tue paure di introduzione di leggi razziste non hanno fondamento.
29 Marco // 29 mag 2006 alle 16:57
@ Luca: grazie per la risposta, ma non sono ugualmente molto tranquillo.
Si spera sempre che spostando una piccola cosa, non debba accadere nulla di grave. Mi viene in mente la valanga causata da un improvvido sciatore, però!!
Attualmente tutte le richieste di modifiche della Costituzione (per le quali saremo chiamati a votare nel referendum), in senso autonomistico, sono come dici tu, ……ma sai, l’appetito vien mangiando.
Per quanto riguarda le leggi razziste, la formulazione della legge sul lusso, la quale esenta dal pagamento le seconde case di chi e sardo, sia residente in Sardegna, sia emigrato nel mondo, anche se da tanti anni, è di fatto razzista.
Non pare anche a te?
30 Luca Vinci // 29 mag 2006 alle 17:19
@ Marco: se ti consola io personalmente ritengo che fortunatamente al referendum prevarranno i NO. Non perche’ sia contro la decentralizzazione di alcuni poteri e relative responsabilita’, ma perche’ cio’ che ci e’ stato proposto non risponde a queste richieste. Per quanto riguarda il fatto che tu consideri razziste tasse che gravano sui non residenti, ti posso dire che possono essere considerati inique ma non razziste, infatti nulla vieta che tu possa prendere la residenza, ci vuole veramente poco, per cui non sussiste una discriminazione su una caratteristica intrinseca della persona, la residenza non e’ una caratteristica razziale. Altrimenti sarebbero tariffe razziste quelle della “continuita’ territoriale”, o le leggi che permettono il transito e il parcheggio esclusivamente agli automezzi dei residenti.
Stiamo attenti con le parole.
31 Marco // 30 mag 2006 alle 11:19
@Luca: Qualunque sarà l’esito del Referendum, non mi procurerà particolari emozioni, perchè credo che la capacità di noi Italiani di adattarci a qualsiasi situazione, cercando di far andar bene le cose, nel segno della tolleranza e dell’aiuto vicendevole, sia arcinota.
Non mi trovo molto daccordo sul tuo punto di vista, in merito alla “tinta” poco razzista che dici abbia la proposta Soru.
Se pensi che un qualsiasi emigrato sardo, magari neanche più cittadino italiano, mantenga per sé e per la moglie (o il marito), originari del luogo in cui si trova e rimasti vedovi, il diritto di avere una seconda casa in Sardegna senza pagare la tassa proposta da Soru, solo per il fatto di essere di razza sarda, non mi pare molto dissimile da quell’aberrazione di
legge, inventata da Hitler, secondo la quale tutti i tedeschi di razza ariana, sparsi nel mondo, restavano per sempre cittadini della Germania, con gli stessi diritti di la abitava.
Interpreto male quello che hai voluto dire, oppure sei veramente convinto che, sotto sotto, non ci sia una poco amichevole predisposizione all’accoglienza verso coloro che per nascita, non sono Sardi.
Per quanto riguarda l’dea di prendere residenza nell’isola, è già una decisione presa da parecchio tempo, ma non perchè spinto da particolari interessi economici, ma solo perchè, nonostante Soru, ne sono innamorato da trent’anni e non mi faccio scoraggiare da iniziative poco condivisibili che possono venire in mente all’improvviso ad amministratori che, forse per avere visibilità, propongono cose addirittura anticostituzionali
32 Luca Vinci // 30 mag 2006 alle 12:39
@ Marco: attento, ricadi nello stesso fraintendimento, c’e’ un’esenzione per i nati in Sardegna, e per i rispettivi coniugi e figli, anche se non nati in Sardegna. Il nascere in un luogo non ti fa cambiare razza, per cui non c’entra nulla il razzismo. Non si parla di sardi e non sardi, ma di residenti e non residenti e di nati in Sardegna (e non sardi, e’ un’altra cosa).
Forse sono io troppo buono e non riesco a vedere doppi fini cosi’ maliziosamente crudeli verso i non sardi.
Al limite dell’inverosimile vedrei uno strano tentativo di far aumentare la popolazione residente nei comuni costieri.
33 Marco // 30 mag 2006 alle 14:11
@ Luca:Se è come dici, una famiglia di sardi, residente fuori dall’sola, avesse dei figli nati dove risiedono in quel momento, non potrebbe estendere la sua esenzione sulla prole, in quanto non nata in terra sarda.
Per cui i figli, ereditando in futuro la casa dei genitori e se fossero già proprietari di un’altra abitazione, sarebbero costretti a pagare la tassa iniqua.
Se non è così, come mi pare di evincere dal testo, l’esenzione dalla tassa sarebbe solo legata al fatto che essendo di razza sarda, sono esentati dal balzello, a prescindere da dove risiedono e da dove sono nati.
O mi sbaglio ancora?
Non credo, poi, che Soru voglia far aumentare la popolazione dei comuni costieri, visto che non vuole più che si costruisca vicino al mare.
Aiutami a capire!
Noi Piemontesi siamo, per tradizione, molto lenti ad afferrare le cose. Poi, però, appena ci è tutto chiaro, ci adeguiamo, come sempre!
34 Luca Vinci // 30 mag 2006 alle 14:56
@ Marco: mi hai fatto venire un dubbio e sono andato a documentarmi, da quello che ho capito leggendo la nota stampa della seduta del consiglio regionale l’imposta sulle plusvalenze dei fabbricati adibiti a seconde case entro tre km dalla battigia devono essere pagate se appartenenti a non residenti (domicilio fiscale fuori dall’isola) o residenti da meno di 24 mesi; l’imposta sulle seconde case ad uso turistico (e sottolineo, ad uso turistico) entro 3 km dal mare devono essere pagate se appartenenti a persone con domicilio fiscale fuori dal territorio regionale, l’esclusione c’e’ in questo caso per i nati in Sardegna e i relativi coniugi, non si fa menzione dei figli, la seconda generazione degli immigrati e’ quindi tassabile, e questo toglie ogni dubbio sul fatto che non si tratta di un’imposta razzista. Iniqua, ingiusta, ma non razzista.
Il principio su cui si basa il maxicollegato, ossia tassare il reddito prodotto nel territorio sardo ma non pagato alla Sardegna per via del fatto che viene prodotto da non residenti e’ giusto, ma per attuarlo occorre stabilire delle regole a livello nazionale, altrimenti si tassa due volte lo stesso reddito o si rischia di tassare a priori senza controllare effettivamente se chi viene tassato ha effettivamente prodotto reddito.
35 Marco // 31 mag 2006 alle 12:10
Luca Vinci, ragiona con onestà!
speriamo che tutti i Sardi la pensino come lui. Si eviterà lo scontro frontale fra cittadini dello stesso Stato (per ora non ancora diviso in piccoli staterelli!!).
Marco
36 Antonio // 31 mag 2006 alle 16:55
Anch’io dovrò pagare 900 euro perchè posseggo un “lussuoso” appartamento di ben 35m². Ho già fatto i biglietti del traghetto
per cui quest’anno andrò comunque in Sardegna, come faccio da più di quindici anni. Il problema è che mi costerà 900 euro in più.
Dovrò risparmiarli da qualche altra parte per cui niente ristorante, pizzeria, pizza da asporto, gelati, prime colazioni al bar, e poi
niente prodotti sardi da portare a casa, niente pane carasau, e non consumerò più quei prodotti sardi che consumavo anche durante il resto dell’anno. Se tutti facessero così credo che qualcosa si otterrebbe.
37 Giuseppe // 1 giu 2006 alle 23:10
Ciao Luca,
nella risposta a Marco ti sei documentato male, hai letto la regola sulla plusvalenza (art.2) mentre dovresti leggere l’art. 3 sulla tassazione che al capoverso 4 recita:
“4. Non sono soggetti passivi coloro che siano nati in Sardegna, i rispettivi coniugi e i figli degli emigrati ancorché non nati in Sardegna.
Sei sempre sicuro non sia razzista?
38 lea Panvini // 2 giu 2006 alle 02:26
concordo con chi ha evidenziato il carattere discriminatorio, iniquo, vessatorio e anticostituzionale di questa presunta tassa sul lusso e sulle conseguenze che potra’ avere sul turismo sardo. desidero precisare che se verra’ approvata potra’ causare un crollo nel prezzo degli immobili. Gia’ ora il mercato immobiliare si e’ quasi congelato riguardo alle vendite di immobili a non residenti. Si aspetta di sapere se questa legge verra’ approvata nell’ambito della finaziaria del governo. dovesse essere definitivamente approvata potrebbe ben causare vendite en masse a prezzi stracciati. Soru & C saranno lieti di acquistare al ribasso. una vera manovra di aggiottaggio! Anch;io ho la ADSL con Tiscali, provvedero’ a disdire, nel frattempo il sito della flying school di Leeds infroma sulle supert asse di atterraggio e onvita al boicottaggio della Sardegna.
39 Luca Vinci // 2 giu 2006 alle 09:35
@ Giuseppe: ti ringrazio molto per la precisazione, effettivamente io avevo letto le trascrizioni dei lavori del consiglio, evidentemente in data successiva questa piccola ma importante postilla e’ stata aggiunta, prima non si faceva menzione dei figli. Comunque e’ solo la seconda generazione, i nipoti degli emigrati (salvo ulteriore modifica) dovrebbero rientrare tra i soggetti passivi. Comunque si, per gli stessi motivi che ho esposto piu’ volte sono convinto che il razzismo non c’entri nulla.
@ Lea: non sono sicuro della incostituzionalita’, effettivamente la Sardegna secondo statuto ha facolta’ di istituire nuove imposte (facolta’ mai utilizzata finora), resta da vedere come verra’ interpretata questa possibilita’ dal governo Nazionale. E continuo a ripetere che i “boicottaggi” non servono, e non funzionano. Per le vendite in massa a meno che non avvengano in nero credo non ci saranno, puo’ essercene qualcuna, per case di modico valore, probabilmente ad un prezzo inferiore al valore, e il resto probabilmente in nero? Chissa’, ritengo sia troppo presto per arrivare a conclusioni sui possibili effetti positivi o negativi che siano.
Ho scritto un aggiornamento all’articolo: continua >>
40 antonio // 2 giu 2006 alle 14:24
salve! lo sapevate che questa legge e’ stata consigliata a Soru dal suo consulente Draghi attuale governatore della banca d’italia? credo che il motivo fosse che le casse della regione siano vuote. a differenza dalle altre regioni che hanno politici molto piu’ ammanigliati e numerosi e dunque riescono ad ottenere molto di piu’, la sardegna non riceve i soldi versati da parecchi anni, percui si rischia di far saltare quei servizi che sono indispensabili tipo aqua, ospedali, antincendio ecc. non condivido a pieno questa legge, magari sarebbero da tassare i centri commerciali con sede all’estero visto che la maggior parte dei turisti fa’ la spesa li’,
comunque queste tasse non colpiscono il turista che non possiede ville ho aerei e di fatti si registra un incremento del 30%
41 Giuseppe // 2 giu 2006 alle 14:48
Ciao Luca,
ho letto il tuo ultimo aggiornamento, l’amico Soru fa finta di non capire: l’iniquità e l’accusa di discriminazione che gli vengono mosse non sono per la tassa che potrebbe (dico potrebbe) anche essere leggittima.
Le accuse di incostituzionalità si rivolgono al fatto che se una seconda casa è lusso per il milanese lo è anche per il sardo. Dunque ambedue la devono pagare.
Nel suo discorso si evince chiaramente il voler però botte piena e moglie ubriaca.
Come dire: colpisco il lusso delle seconde case ma esento il mio bacino elettorale perchè altrimenti non mi voteranno piu’.
Furbetto Soru!!
42 Elena // 2 giu 2006 alle 15:03
Correggetemi se le mie informazioni sono errate, ma tanto per farvi un “piccolissimo” esempio di quanto questa legge sia sperequante…
Sapete cosa stanno per costruire sui terreni attorno al Golf club Is Molas di Pula (per il 60% di proprietà dellasocietà Immsi di Colaninno) a 4 km. dalla costa?
cito dal sito europaconcorsi.com : “Il progetto dell’architetto Fuksas prevede la costruzione di prestigiose ville, un albergo di lusso, negozi e campi sportivi, oltre che una beach house nella spiaggia privata del club. Il progetto partirà prevedibilmente entro il gennaio 2006. I tempi di realizzazione dell’intero progetto sono stimati in massimo 5 anni con le prime opere pronte già a partire dal 2007.”… ma che fortuna che siano ben a 4 km. dalla spiaggia, non vi pare una strana coincidenza?
43 Elena // 2 giu 2006 alle 15:17
Ah, Ah, guardate un po’ (sempre che sia vero!!)
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/06_Giugno/02/tassa.shtml
44 silvio // 2 giu 2006 alle 15:24
cari signori! io sono veneto ormai sono vecchio , vivo in sardegna da 35 anni dunque non pago questa tassa, non la condivido del tutto, ma sono anche consapevole delle stangate che danno da noi in veneto ai turisti ” parcheggi da 10 euro l’ora , chiese a pagamento a venezia si paga anche l’aria che si respira almeno fosse di odore buono! dunque stiamoci zitti e contribuiamo ogni tanto, invece di fare i furbi e pagare solo quando andiamo a montecarlo, e badate! i piu’ accaniti a favore di questa legge non sono i sardi ma i continentali residenti in sardegna
45 Antonio // 2 giu 2006 alle 16:56
Per Luca Vinci: Riferendomi alla Sua risposta a Lea, ed altri: sarà contrario ai boicottaggi, ma boicottare il turismo di lusso invece. da quanto riesco a capire leggendoLa, Le pare opportuno. Saranno mica due metri e due misure?
A mio avviso i risvolti dannosi del turismo vengono non dai proprietari di case, residenti e non, entro od oltre i 3 km dal mare, che di solito ci tengono ad avere un territorio pulito, bello, con infrastrutture funzionanti, ecc., anche disposti a pagare per questo (ma la Regione li provvede?), e che pure creano lavoro per i Sardi, ma dalla orda di quegli altri turisti che spendono poco e lasciano dietro di sé rifiuti e cattivi ricordi.
Una tassa, per essere giusta, deve non solo servire per finanziare specifiche spese pubbliche, ma anche essere prelevata con l’ottica di penalizzare, si, penalizzare, chi crea il problema che poi l’Amministrazione è tenuta a risolvere; nella fattispecie la salvaguardia delle coste.
Condivido invece l’idea di chi propone di creare una “tassa d’ingresso” da aggiungere al prezzo di ogni biglietto di nave o aereo. Questa forse scoraggerebbe una parte del turismo selvaggio, e sarebbe percepita su una base ben più ampia, con possibilmente un gettito maggiore, di provenienza più equa, e di importo unitariamente inferiore. Ma farebbe meno scalpore.
L’illustre Presidente Soru è in gamba: è riuscito a farsi molta pubblicità con una legge particolarmente discussa, e discutibile. Esonerando i residenti (che forse potrebbero ri-votarlo in futuro) è sicuramente più facile ottenere consensi. Ma questo non si chiama populismo?
E poi, “no taxation without representation” lo vogliamo sostituire con “Taxation only without representation”? Mi scuso con chi non parla inglese, ma chi legge l’Economist mi capirà.
Infine, visto che siamo il 2 Giugno, un commento finale: una legge che esonera su base anagrafica una parte degli italiani (Si, i Sardi sono Italiani, e credo la maggior parte ne vada fiero), non è legge equa.
46 laura // 2 giu 2006 alle 17:34
una casa vacanza in sardegna (anche solo di 35 mq) è un bene di lusso, alla stregua di una ferrari, a prescindere dal fatto che a possederla sia un ricco imprenditore o un operaio… tantopiù ora che la legge salvacoste ne fa aumentare il valore in considerazione della “scarsità” del bene.
oltretutto affittarla rende potenzialmente al proprietario intorno ai 3/4000 euro per il solo mese di agosto, senza contratto di locazione registrato (è noto che per brevi periodi non esiste un obbligo in questo senso) nella maggior parte dei casi proprio grazie a ciò non dichiarato e pertanto assolutamente esentasse o, per dirla con le parole giuste, in regime di EVASIONE FISCALE (in barba al principio della capacità contributiva).
concordo in parte con chi sostiene che questa tassa dovrebbe essere applicata anche ai residenti in sardegna, ma tutto sommato credo che chi già contribuisce al benessere e alla salvaguardia di quest’isola tutto l’anno possa essere esentato da quest’onere.
insomma! di che vi lamentate? a parte il fatto che per chi risiede in sardegna è un lusso persino riuscire a sbarcare sulla penisola, visti i prezzi dei voli (e non venite a parlarmi per favore della continuità territoriale!); che d’estate siamo quasi prigionieri perché sugli aerei non si trova posto, dato l’afflusso di vacanzieri (e provate a pensare cosa significa doversi spostare urgentemente da qui e non riuscire a trovare un volo, nemmeno a pagarlo oro); che abbiamo passato intere estati a morire di sete, e l’acqua era un miraggio di poche ore al giorno quando non addirittura di giorni alterni, mentre nei villaggi e nelle località turistiche sgorgava copiosa dai rubinetti spesso dimenticati aperti da persone che mai avevano vissuto simili esperienze e che nemmeno si ponevano il problema…
sì, insomma… fate quello che volete. se credete di essere voi quelli che patiscono un disagio, quelli discriminati, quelli offesi, quelli poveri (che però fanno le vacanze in sardegna)…
se credete non comprate i prodotti sardi, andate a fare le vacanze in gecia, in croazia o in argentina…
non diventeremo più poveri, e certamente non farete uno sgarro a noi.
al massimo sarete voi a rimetterci…
e noi conserveremo quel che resta bello e incontaminato di questa terra ancora per un pò…
e lotteremo affinché rimanga così il più a lungo possibile.
per noi, per voi
e per quelli che verranno.
47 silvio // 2 giu 2006 alle 18:00
anch’io sono padano cara elena, voglio farti notare in risposta a quando dici ” quanti clienti sardi” che il valore del mattone non e’ dato dal mattone in se’ ma bensi’ dal luogo in cui esso si trova quale i sardi sono i proprietari come i lombardi lo sono dei terreni della padania, e’ buona educazione di chi coltiva un terreno regalare un busta di patate al proprietario, detto questo aggiungo che se tu possiedi una casa in sardegna sul mare e grazie al decreto salvacoste quale vieta altre costruzioni. ti ritrovi una casa che vale molto di piu’ dunque con una rendita maggiore. noi padani siamo esperti in questo vedi portofino. non facciamo sempre i furbi
48 gavino // 2 giu 2006 alle 18:11
volevo intervenire in merito alla boicotaggio delle attivita’ sarde, attenzione
a non finire per boicottare voi stessi perche’ la maggior parte delle attivita’ sarde in costa non appartengono ai sardi, noi sardi abbiamo le pecore vini formaggi sughero e granito l’80% viene esportato all’estero il quale fatturato supera quello del turismo
49 Maurizio // 2 giu 2006 alle 20:40
Purtroppo non c’è solo la tassa sui beni di lusso…….
tra le discutibili leggi approvate dal Governo Soru. il 25 di maggio di quest’anno è divenuto esecutivo il famoso Piano Paesistico Regionale, il quale tra le tante restrizioni e i numerosissimi vincoli ridurrà sensibilmente la già malridotta economia sarda. io personalmente ritengo d’aver subito un’ingiustizia derivata dall’aplicazione di tale decreto, nel senso che essendo io un coltivatore diretto e avendo quindi la necessità di costruire una casa nella mia azienda agricola dove poter andare ad abitare con la mia famiglia,ho pacquistato circa 2 anni fa un terreno agricolo di circa 1 ettaro, (pagandolo la bellezza di 43000 euro…….). Proprio iri mi è stato comunicato dall’ufficio tecnico del comune, dove ho presentato regolare richiesta edilizia i primi giorni di Aprile di quest’anno (quando ancora il decreto non era in vigore) che la pratica relativa era stata sospesa. Quindi mio malgrado mi ritrovo a dover sostenere le spese di un progetto edilizio per una casa che non potrò mai costruire.
50 renato // 2 giu 2006 alle 22:32
Io dico che vi siete tutti quanti bevuti il cervello.Mi chiedo come si fà ancora a tollerare personaggi tipo questo Gianni o tipo questa Sofia,ma che sciochezze andate dicendo,dite che andate poi che tornate ma a voi chi vi ha mandato in sardegna,vi rammento che gente benpensante come voi ha distrutto con la sua morale popoli x piu’radicati dei sardi,ovvero voi stessi,voi che con le vostre vado ad investire in croazia oppure in messico,avete distrutto cio’che di vostro niente era e niente mai sarà…la dignità.Coraggio amici sardi, CORAGGIO di questo passo ci libereremo presto di questi invadenti OSPITI…come diceva il mio papà ligure..dopo pochi giorni di bufera tornerà il sereno…FORZA SARDEGNA abbiamo l’occasione di far piazza pulita di questi falzi farisei
51 serena vitali // 2 giu 2006 alle 23:24
ragazzi io amo la sardegna e’ anche i sardi, mi dispiace per questa tassa, ma io non pago niente vado di solito in albergo e ho risparmiato anche in aereo i sardi sono gentilissimi, non posso rinunciare alla sardegna anche perche’ ebbi una brutta esperienza in sud america un amico mi porto’ un giornale locale dove un articolo in prima pagina ha descritto gli italiani come se fossero tutti pedofili comunque chiamo’ in redazione e fece scrivere un’articolo riparatorio quando tornammo a milano si reco’ a mediaset gli dissero che erano al corrente non so se il programma le iene abbia a che fare non credo perche’ son passati tre anni. in seguito qualche mese fa’ prenotai a sharm e poi sappiamo tutti com’e'andata io dunque vado in sardegna ho anche degli amici a nuoro, dove ancora non son riuscita a pagare neanche’ un caffe’ e li ospitero’ a milano uno e allevatore di cavalli non vede l’ora di farmi la festa
52 Luca Vinci // 3 giu 2006 alle 10:06
Finora ho evitato di fare ipotesi sui possibili effetti di queste tasse, ma visto che tutti arrivate a conclusioni catastrofiche, voglio provare a fare anche io qualche ipotesi.
Assodato che le seconde case di proprieta’ di non residenti sono 250 mila, in che percentuale preferiranno vendere o dare in affitto? Dando in affitto (a meno di farlo in nero) pagheranno due tasse, per cui non ci saranno effetti negativi per la Regione ne’ per il turismo. Vendendo ci sara’ qualcuno che le compra, e questo qualcuno perche’ le compra? Ipotizzo le compri perche’ la vuole comprare, magari non per usarla come seconda casa, ma per farci un po’ di guadagno. E come puo’ guadagnarci? Trasformandola in un B&B, oppure in un piccolo albergo, in un’attivita’ dunque, un’attivita’ che paga le tasse per l’attivita’ svolta, risparmiando quella delle seconde case.
Infatti non pagano le tasse sulle seconde case quelle adibite ad attivita’ imprenditoriale. Gli alberghi infatti non la pagano.
Poi mi domando, quanti venderanno la propria seconda casa? A mio parere saranno in pochi, e quei pochi faranno il peggior affare della propria vita, vendendo a prezzo ridotto (ridotto per non pagare la tassa del 20% sul surplus di vendita) un immobile che ha aumentato il suo valore grazie al piano paesistico regionale, e lo aumentera’ sempre di piu’. Mentre chi lo acquistera’ fara’ un ottimo affare, soprattutto trasformandola in piccolo albergo, o B&B.
Questo e’ cio’ che accadra’ a mio avviso.
E se volete risparmiare facendo del “boicottaggio”, ebbene, non credo che vi seguiranno in 250 mila, siamo realistici, chi viene in Sardegna per uno o due mesi non si porta le scorte alimentari da casa, specie se viene in aereo, per pagare il sovrappeso del bagaglio?
Ritengo che le critiche sul lato morale siano giuste, ma sul lato economico a mio avviso gli effetti potrebbero essere neutri o addirittura positivi, per il turismo che potra’ trovare dove soggiornare a prezzo ridotto grazie agli alberghi diffusi che nasceranno, per la Regione che vedra’ incrementare il turismo capace di spendere, per i sardi che potranno avviare piccole e medie imprese turistiche acquistando le seconde case di chi vorra’ vendere, per i proprietari di seconde case che potranno trasformare la propria abitazione in un’attivita’ turistica veder aumentare il proprio patrimonio immobiliare e per quelli che la terranno cosi’, perche’ vedranno aumentare il valore dell’immobile, grazie al fatto che sara’ un “bene scarso”.
@ Antonio: Mi perdoni ma non capisco la sua domanda riguardante il “boicottare il turismo di lusso”. Invece riguardo il motto della rivoluzione Americana Le ricordo che si trattava di un popolo occupato dagli inglesi, non vedo attinenze. Nessuno Le impedisce di avere la sua rappresentanza politica in Sardegna, basta che prenda la residenza. Se vuole dirmi che si tratta di una tassa ingiusta e iniqua posso anche capirLa, ma non mi parli di motti che nulla hanno a che fare con questa situazione.
53 laura // 3 giu 2006 alle 10:13
il livello di questa discussione è in caduta libera…
solo una piccola precisazione:
io non ho mai inteso dire che qui in sardegna non vogliamo i turisti. siamo e saremo sempre un popolo con una forte identità ma aperto, anche se un pò diffidente per natura, nei confronti di tutti gli “stranieri”.
volevo semplicemente dire che dei 3500 euro che la famiglia di gianni spende ogni anno, qui in sardegna rimarranno sì e no 500 euro (volendo essere molto ottimisti).
non credo che questo genere di turismo porti benessere alla nostra regione.
e non pretendo assolutamente che siano i turisti a ripianare il nostro deficit!
ma non c’è niente di male a voler tutelare le proprie risorse.
avete comprato una casa in sardegna perché la sardegna è un posto speciale. bene, siccome è necessario stanziare parecchi fondi del nostro bilancio (alimentato dai soldi dei residenti) per mantenerlo tale e siccome (ahimè!) l’accesso alle spiagge e al nostro mare è libero (vale a dire NON SI PAGA NULLA, mentre per entrare in un qualsiasi museo bisogna metter mano al portafogli) è giusto che in qualche modo contribuiate anche voi che non risiedete qui.
io non lo trovo tanto assurdo. forse non sarà l’unica soluzione, magari se ne possono pensare di migliori, ma il principio è assolutamente giusto e condivisibile.
p.s. caro gianni… io credo che la notizia che non costruirai più le casette che avevi progettato possa soltanto farci esultare. vedi, nessuno di noi qui vuole fare la fine della sicilia dove non esiste un kilometro di costa non cementificato… basta costruire case vacanze! chi vuole venire in sardegna prenoti un albergo. ce ne sono in abbondanza. …e così non dovrà nemmeno pagare la tassa!
54 tiziano derosas // 3 giu 2006 alle 10:59
io sono pastore possiedo 970 pecore e un trentina di cavalli, tutte le volte che vado in costa vi vedo nelle vostre ville e barche miliardarie a casa nostra, e io che mi alzo alle cinque del mattino e non arrivo alla fine del mese dovrei pagare la tassa di lusso per voi’ ? vi state freschi. i soldi non li ho e’ non voglio diventare un delinquente voglio vivere onestamente il lusso non mi interessa.
55 Maurizio // 3 giu 2006 alle 11:07
ma è solo una questione di principio……….
56 antonio // 3 giu 2006 alle 15:57
i soldi della tassa se li mangeranno come sempre
svegliatevi ma che ambiente ma che servizi sono 50 anni che ve la raccontano.
57 romano s // 3 giu 2006 alle 17:44
tanto per iniziare chi vi da da mangiare siamo noi che quando veniamo nelle vostre citta’ ci depredate con servizi a pagamento parcheggi, musei, fate pagare l’aria che si respira,o sentito che a camogli il sindaco ha propposto di far pagare la passeggiata”. ordiniamo le merci da voi anziche’ risparmiare e comprare qualche volta in spagna c’e sempre la fila dei vostri rappresentanti, e per tua informazione si incomincia a vedere qualche cameriere di milano alle nostre dipendenze io ne ho quattro di ravenna e uno di cesano maderno. faresti meglio a darti meno arie quei tempi stanno finendo i vostri illustri imprenditori sono gia’ andati in cina a sfruttare i bambini, nelle vostre imprese state assumendo solo slavi quelli che poi vi rapinano, i meridionali vi fanno schifo.
non dimentichi che qui a casa nostra molti padani hanno fatto fortuna e’ noi non siamo gelosi come lei, tutti gli anni ci sono 15 milioni di turisti lei pensa nessuno usufruisca dei servizi sanitari?
lei pensa che il san raffaele di don verze’ stia investendo a olbia 300 milioni di euro per rimetterci? e che l’inail che dovrebbe finanziare in tutte le regioni gli ospedali che per la prima volta lo’ fa in sardegna non abbia ultimato i lavori dell’ospedale civile di olbia? meno male che non tutti la pensano come lei
58 enrico // 3 giu 2006 alle 18:25
Ciao a tutti,
scusate lintrusione, sono sardo ma vivo da tre anni in emilia romagna con la mia famiglia per lavoro, vorrei fare qualche considerazione:
1 in stati come il kenia dove sono andato nel 95 si pagavano 20 dollari come tassa di ingresso
2 nella costa romagnola il 90% delle spiagge sono occupate da stabilimenti balneari a pagamento e la maggior parte dei parcheggi sul lungomare e’ a pagamento
3 Mi chiedo come ha fatto Soru a costruire la nuova sede di Tiscali a pochi metri dalla riva dello stagno di santa gilla che e’ una zona protetta??????????
4 Soru mette una tassa sulle seconde case per non farci ” sfruttare ” il territorio, pero’ ha permesso di costruire l’ennesimo contro commerciale CITTA’ DELLA MODA alle porte di Sestu di proprieta’ di una societa’ non sarda, che togliera’ altro lavoro ai commercianti della provincia di Cagliari, e non venitemi a dire che assumeranno del personale, perche’ la maggior parte dei dipendenti sono part time, i negozianti che hanno dei negozi nel c. comm pagano l’affitto ad una societa’ con sede non in sardegna, e quindi le tasse verranno pagate non in sardegna ma presso la regione dove ha sede la societa’
5 per quanto concerne il fatto imprenditoriale consiglio a tutti gli imprenditori turistici sardi di imparare dai Romagnoli che sono mille volte piu’ bravi, senza per questo che si debbano distruggere le coste
6 ricortatevi che i turisti sono un bene prezioso e non credo che si possa TRANQUILLAMENTE rinunciare anche solamente ad uno di loro
Penso di aver messo un po’ troppa ” carne al Fuoco “
59 silvio // 3 giu 2006 alle 18:31
si enrico hai ragione, forse si potrebbe dimezzare la tassa alle seconde case a affibiarla come fanno le altre regioni ai centri commerciali con sede fuori
60 zioantonio // 3 giu 2006 alle 18:47
in sardegna si paga molto? io sono andato in toscana tre giorni ho lasciato
1000 euro solo di servizi ho pagato per entrare anche nella chiesa piu’ insignificante, firenze 50 euro di parcheggio per 6 ore, abbiamo preso a siena in piazza del campo due caffe’ un coca 17 euro e poi ho saputo che i residenti non pagano ingresso nei musei e nelle chiese, bisogna pagare anche per pregare.
pero’ ho notato una cosa che gli italiani nei posti dove non si paga preferiscono non andarci, quando vado all’estero vedo sempre gli italiani in fila nelle casse per pagare, a parigi prendiamo stangate ovunque e siamo tutti contenti, poi dobbiamo raccontare agli amici che sono stati al mulen rouge e speso 300 euro un’ora di spettacolo, un’altra cosa come mai dopo parigi il secondo aereoporto vip
in europa e olbia e non montecarlo?
e perche’ i vip sono tutti contenti basta leggere le dichiarazioni di tom barrak e marta marzotto su la nuova?
61 Alessio Congia // 3 giu 2006 alle 19:56
Telefono Blu ha aperto una petizione online e punta ad arrivare a 10.000 proprietari disponibili anche ad abbandonare la Sardegna se il provvedimento non sara’ ritirato. La petizione si firma sul sito:
http://telefonoblu.it/sardegna/petizione_tassa_seconda_casa.htm
62 Alessio Congia // 3 giu 2006 alle 20:45
Si parlerà della tassa sulle seconde case e della tassa sul lusso stasera a Terra, su canale 5.
63 antonio // 3 giu 2006 alle 21:50
qualcuno mi sa spiegare come faranno a censire le case che distano tre Km, nel senso i comuni saranno incaricati di fare il censimento? C’è la possibilità che da una parte della strada tassino e dieci metri più in la no?
grazie per eventuali delucidazioni
64 enrico // 3 giu 2006 alle 23:07
non mi interessa darmi nessun tono,essendo sardo non paghero’ mai nessuna tassa sulle seconde case
vorrei essere solo un minimo obiettivo e non c’e’ solo il bianco e il nero, ma tanti toni di grigio
Soru ha fatto delle cose interessanti ma ha come tutti i suoi lati negativi.
65 il paesaggista // 4 giu 2006 alle 09:33
Sono sardo, non sono propriatario di prima o di seconda casa, vivo in affitto con la mia compagna, la quale laureata e senza possibilità del calcio in ***** dei politici e senza “amici in pasta” cerca lavoro da due anni in tutta l’isola (immaginate le ripercussioni psicologiche), io a mala pena sbarco il lunario, non sono ricco, nè sono di destra per partito preso (visto che ho votato questo presidente, mai l’avessi fatto), ma qui si continua con la solita tecnica persuasiva che tenta di creare divisioni ideologiche. La tassa sulle seconde case, così come strutturata, é una stupidaggine, una porcata. Non colpirebbe solo i milionari ma anche persone semplici che non possono essere obbligati con la forza e coercitivamente a fare della propria casa qualcosa che il mercato e i canali che lo strutturano e regolamentano non permettono. Si devono risolvere i problemi e cercare di orientare un mercato coinvolgendo gli enti locali, le associazioni e le popolazioni, quindi POLITICAMENTE. Non con imposte che servono solo ad aprire il campo agli speculatori veri, amici di famiglia, e magari quotati in borsa, dove i traffici sono difficili da prevedere e controllare e i guadagni ultraveloci. Sono contro le proteste da piazza, ma qui si sta creando davvero una situazione non più sopportabile:
- La seconda legge della Sardegna (quella urbanistica) costruita sulla base di un piano paesistico fatto senza tenere conto delle condizioni di partenza, senza alcun coinvolgimento inter-istituzionale e delle attività presenti, senza nessun criterio di crescita interno distribuito in tempi e modalità ragionevoli. (Si veda come caso emblemativo di questo “modus operandi” il parallelo della legge sulla pesca che bloccherà tutto l’indotto del corallo ad Alghero, nessun criterio distribuito nel tempo, nessun coinvolgimento degli attori che vivono il territorio, tutto ciò su ipotesi biologiche-estetiche tutte da dimostrare e discutere, a scapito delle persone che devono sopravvivere quotidianamente pagando le tasse su un lavoro che non c’è);
- La prima legge della Sardegna (lo statuto) che si appresta a diventare una fotocopia di cui sopra, fatta da persone non riconosciute dai sardi e sicuramente chiusa nel palazzo della regione. Si tratta della legge che regolamenta la nostra società e la nostra identità lo capiamo!?
- Questa imposizione/estorsione che ha solo qualcosa di certo, il vincolo geometrico dei tre chilometri e dei metri quadri, esempio della superficialità ed arretratezza culturale con la quale si rappresentano le persone e le realtà territoriali che vivono con sacrifici e amore il territorio.
E’ ora di finirla con questi metodi da avanspettacolo, questi burattini che applaudono a queste PORCATE si cerchino un lavoro come tutti, e chiedano di poter lavorare all’interno di una società coesa, solidale che condivide soluzioni e ipotesi di sviluppo. Si chieda di essere coinvolti nelle scelte che si fanno. Si smetta di parlare a voce dei Sardi (che non hanno voce per esprimersi), si smetta di riempirsi la bocca di soluzioni demagogiche e staccate dalla realtà drammatica che viviamo. Basta!! Si muovano i politici seri, si uniscano tra loro e con le associazioni e si scenda in piazza a protestare e nei tribunali amministrativi per valutare la fattibilità giuridica di questi atti!
66 Luca Vinci // 4 giu 2006 alle 10:53
@ enrico: Soru ha ostacolato per quanto gli era possibile la Citta’ della Moda, ad aver dato l’autorizzazione e’ stato il sindaco di Sestu.
Ho fatto una profonda pulizia dei messaggi offensivi e delle risposte a questi messaggi, nella fretta potrei aver cancellato anche qualche messaggio non offensivo, in quel caso me ne scuso con l’autore.
Non ho creato un blog per dar spazio a persone che non hanno altro da fare, e che vivono per offendere, per creare odio, per risultare antipatici. Per questo d’ora in poi tutti i messaggi saranno posti in moderazione, questo significa che decidero’ io quali pubblicare e quali no. Non volete piu’ scrivere? Non mi interessa, chi e’ educato e pacato sa far valere le sue ragioni restando tale, e sa che il suo commento verra’ pubblicata ugualmente.
Mi scuso con chi ha espresso le sue idee in modo pacato e si e’ visto attaccare da individui da ignorare. Non accadra’ piu’.
Non comprendo neppure perche’ questa tassa abbia scatenato tante reazioni, se la Regione avesse dato in gestione le sue spiagge a privati (come avviene in tantissime localita’ della penisola) che affittano a caro prezzo sdraio, ombrelloni e docce, nessuno avrebbe avuto da ridire, nonostante si possa arrivare a spendere anche 2000 euro per una stagione.
67 Massimo Capriuolo Segretario pubblicazioni Movimento democrazia economica // 4 giu 2006 alle 11:08
Sono convinto che l’iniziativa adottata dal Governatore Soru debba essere iniziata ad essere presa in considerazione anche in altre Regioni italiane. Il principio ispiratore della legge che intende introdurre le tre nuove tasse sui beni di lusso, legate al turismo e rivolte ai non residenti, mi pare il seguente: la sovranità economica di un territorio spetta alla popolazione residente e l’utilizzo delle risorse (siano esse economiche, che ecologiche) spetta alla popolazione locale e quale metro esiste per identificare questa popolazione locale? Uno, appunto, è la residenza. Solo chi risiede stabilmente in un territorio ha il diritto di usufruire del pieno utilizzo delle risorse locali. Chi, invece, rimane per 10-11 mesi fuori dal contesto territoriale e ci si reca solo una due volte in vacanze, non ha il diritto di partecipare pienamente al godimento del bene comune, a patto che, come nel caso sardo, si paghino delle imposte.
C’è bisogno di giungere ad una nuova definizione di sovranità economica, ove i diritti economici delle persone non siano secondari ai diritti politici. Il diritto prioritario all’utilizzo delle risorse locali deve precedere ogni altro diritto spettante agli individui non residenti nel territorio, benché tali altri diritti (alla libertà di movimento, all’abitazione, ecc.) abbiano pari altra dignità dinanzi alle legge.
E’ fondamentale globalizzare i diritti, ma altrettanto essenziale è localizzare l’uso delle risorse. Quanto più diffuso sarà il diritto prioritario a disporre delle risorse locali da parte di chi ha identificato i propri interessi socio economici nel territorio in cui vive “stabilmente”, tanto più vedremo delle economie locali egualmente sviluppate e in un contesto nazionale privo di disuguaglianze e squilibri economici.
Bravo Presidente della Regione Sardegna! Ogni iniziativa che vede la politica a favore delle localizzazione delle risorse, vi vedrà sempre dalla parte della cittadinanza economica. Bisogna considerare cittadino di una determinata zona socioeconomica, con il diritto di prendere decisioni riguardanti i piani di sviluppo di quel territorio, chiunque abbia identificato i suoi interessi sociali ed economici con quelli di quel determinato territorio. Ciò implica che chiunque abbia i propri interessi economici al di fuori del territorio in cui vive, non in modo continuativo, non dovrebbe aver diritto ad influenzare l’economia della zona dove abita. Allo stesso modo chi vive in una zona per un periodo transitorio, per motivi di lavoro o di turismo, non intendendo stabilirsi durevolmente e/o stabilmente in quel territorio, non dovrebbe avere diritto a prendere decisioni che influenzino l’economia locale.
Capriuolo Massimo
Segretario Pubblicazioni
Movimento per la Democrazia Economica (MDE)
http://www.democraziaeconomica.it
68 enrico // 4 giu 2006 alle 11:36
Per il paesaggista: ti capisco per il fatto che la tua ragazza non trovi lavoro, hai valutato la possibilita’ come ho fatto io di trasferirti in altra regione? so che e’ un passo molto importante
per luca Vinci: so che gli ultimi giorni prima dell’apertura hanno cercato di ostacolare l’apertura di citta della moda, ma ormai la frittata era gia’ fatta, correggimi se sbaglio, ma l’autorizzazione per costruire centri commerciali quindi di molti mq. non viede data dalla regione
Concordo con te sul fatto che si sia fatta una tempesta in un bicchier d’acqua, e sul fatto che in altre regioni si pagino tutti i servizi
saluti
69 Luca Vinci // 4 giu 2006 alle 11:56
@ Massimo Capriuolo: ottima analisi, se attuata con responsabilita’ e’ una buona cosa, bisogna pero’ evitare una sua estremizzazione.
@ Enrico: non ho seguito la vicenda, ma per quello che ho potuto leggere l’autorizzazione l’ha data solo il comune, non la Regione, anzi, alla regione e’ stata dichiarata una superficie inferiore, considerando tra l’altro i negozi, come cosa a parte anziche’ parte integrante del centro commerciale.
70 Massimo Capriuolo Segretario pubblicazioni Movimento democrazia economica // 4 giu 2006 alle 12:32
@ Luca Vinci: sono daccordo con te. L’applicazione di un principio (dare priorità alle necessità locali, favorendo i residenti, anche se stranieri e non solo sardi!, rispetto ai non residenti) deve avvenire in accordo alle sensibilità ed alle condizioni del luogo, dovendo variare da regione a regione.
Il principio della sovranità economica non è un concetto razziale, anzi accoglie tutti coloro che decidono di stabilirsi in una comunità in modo duraturo. E’ un concetto socio-economico. Tale politica dovrebbe essere applicata con flessibilità nei confronti dei singoli individui. Invece, il suo impatto principale lo avremo nei confronti delle super imprese che si delocalizzano verso regioni dove ci sono molte risorse, disponibilità di manodopera a basso costo, privilegi e incentivi agli investimenti dall’esterno, con i profitti che non vengono reinvestiti. Pertanto, parliamone della tassa sui beni di lusso sui non residenti, perché indica un inizio di una sensibilità verso il problema dell’utilizzo locale delle risorse. Saluti.
71 federico // 4 giu 2006 alle 12:56
prima di commentare la decisione di soru, provate a leggere il messaggio di tiziano derosas…di gente cosi, che si fa il culo in 4 per poter campare in costa smeralda se ne vede poca…riflettete!…cari continentali, se avete la seconda casa in sardegna, evidentemente significa che ve la potete permettere…non vi si fa pagare un solo ingresso in spiaggia, non pagate strade, se potete vi portate tutto da casa e qui da noi dei vostri soldi rimane poco e nulla…non vi va di rimanere? nessuno vi obbliga.Andate da qualke altra parte (riviera romagnola, toscana, estero…) e fatevi un po di conti in tasca per vedere il risparmio che c’è…a parità di bellezze naturali e quant altro. agli”imprenditori” che credono che la fonte di ricchezza sia il cemento….qui di cemento ce ne gia abbastanza….gente…la nostra terra va valorizzata solo con la testa, non con il cemento inutile…penso che ad un turista intelligente piaccia molto di più l’ ospitalita e la natura incontaminata e un po di sana cultura………………..non ombrellone e lettino a 15€ ecc…è vero forse le scelte di soru a volte sono un po forti e non a tutti possono piacere, ma ricordatevi che non si può fare “centu concasa, centu berrittasa”(100 teste e 100 cappelli diversi)..abbiamo un paradiso terrestre tra le mani….è la nostra casa…non buttiamola via per l’avidità…un sardo ogliastrino che ama la sua terra e vuole bene a chi la ama per cio che è….irs
72 Antonio 21 // 4 giu 2006 alle 13:03
Ma quanto odio c’è espresso in tanti di questi commenti? Sia tra quelli a favore della tassa, sia tra i contro. Che tristezza!
@ Luca Vinci, fai bene a censurare.
Ma sempre per Luca Vinci….quando dice che la tassa d’ingresso non produrrebbe lo stesso gettito, credo abbia torto. 250’000 case per una media, diciamo, di € 1’500 per casa fanno € 375 milioni. Con 15 milioni di turisti all’anno (non sono sicuro di questa cifra, ma è stata menzionata in questo blog), la tassa d’entrata dovrebbe essere di soli € 25 per produrre lo stesso introito.
E mantengo: fare differenze di tipo anagrafico per determinare chi debba pagare la tassa sulla seconda casa, e chi no, è iniquo (non posso commentare sulla costituzionalità – non sono una Avvocato, ma sicuramente qualcuno di più qualificato di me potrebbe e dovrebbe farlo).
Tassare solo chi non può votare per te (o contro di te), è opportunistico, nel senso peggiore del termine, è populista e demagogico. Che sia anche una vigliaccata?
Ed infine: non vedo perché ci si debba sorprendere dello scalpore che la tassa sulle case, imbarcazioni ed aerei ha creato: si tratta di una tassa così palesemente ingiusta che quelle reazioni sono normali.
Saluti cordiali
73 Luca Vinci // 4 giu 2006 alle 14:33
@ Antonio 21: non ho mai parlato di gettiti ma di effetti, una “tassa d’ingresso” non avrebbe gli effetti socio-economici che ho esposto in un precedente commento, potrebbe anche avere un gettito superiore, ma gli effetti sarebbero differenti. Non mi sorprendo dello scalpore, mi sorprendo delle reazioni violente, qui non si tratta di tassare chi vota e chi non vota, si tratta di tassare chi ha un patrimonio (di lusso) il cui valore e’ in parte determinato dal territorio in cui si trova e da come l’amministrazione comunale e regionale amministra quel territorio. E questo maggior valore e’ giusto che venga tassato? Non so rispondere a priori, bisogna capire bene gli scopi e gli effetti, e vista la prematurita’, non ha senso disperarsi o gridare allo scandalo, ma ne ho gia’ parlato, non ha senso ripetermi.
74 enrico // 4 giu 2006 alle 15:25
Vi chiedo un parere: secondo me la scelta di Soru e’ dovuta al fatto che per un non redidente il reddito della seconda casa da affitto o solo come bene immobile viene tassato sulla sua regione di residenza e quindi la sardegna in questo caso non ha nessun beneficio.
Ma questo non viene applicato ai residenti e ai nati in sardegna, ma ad esempio nel mio caso che sono nato in sardegna ma ho la redidenza in emilia romagna, se avessi una seconda casa in sardegna non dovrei pagare la tassa seconda casa, ma l’eventuale reddito da affitto o semplicemente come bene immobile lo dichiareree e lo pagherei sulla regione di residenza cioe’ l’emilia, quindi anche in questo caso alla regione sardegna non rimarrebbe nessun gettito
Non e’ un controsenso?
75 lea // 4 giu 2006 alle 17:28
ha fatto bene il censore a eliminare gli email eccessivamente offensivi o che tentavano di essere tali. mi permetto di ribattere alle supposte reazioni violente, e obbiettare con energia ad una tassa iniqua, incostituzionale. spero che non mi si vorra’ censurare se inivito a contatare il codacons, e a non pagare questa tassa ma ricorrere al TAR e alla corte euopea. im fondo siamo 250000. sapreme bene unirci e rispedire al mittente questa vergognoso tentativo di estorcere denaro basato su ineguagliaza fiscale in base alla residenza e al comune di nascita.
76 mariano // 4 giu 2006 alle 17:54
scusate, se la tassa significa SERVIZI io sono favorevole, ma se la tassa significa pagare STIPENDI ai politici delle quattro nuove province, allora e’ la fine. saluti, da un sardo che non si fida piu’ di nessuno
77 federico // 4 giu 2006 alle 20:43
a chi si lamenta che dovrà pagare 900€ in più ALL’ ANNO….sono 75 € al mese…rinunciate a qualcosa di più futile e sicuramente riuscite a venire in sardegna..Altrove paghereste anche i passi, e non vi lamentereste di nulla!e a chi parla di ineguaglianza fiscale….ma noi sardi, cosa dobbiamo dire….se ogni qualvolta vogliamo mettere fuori di casa il naso siamo tartassati di costi x i viaggi!!e cosa dovremo dire noi giovani e meno giovani, che per realizzare le nostre speranze e i nostri sogni, siamo costretti ad andare VIA DI CASA…e voi vi lamentate per 900 e fischia euro di tasse all’ anno per una seconda casa!!!cosa dovrei dire io che di euro ne ho speso 20000 in 2 anni…per poter studiare!!!non per grattarmi le p**** !!!Vergognatevi…
bravo soru…continua cosi…
78 mariano // 4 giu 2006 alle 21:54
@ lea per me i ricorsi servono a poco, la sardegna e’ a statuto speciale,senza contare che l’italia spinge per il federalismo fiscale, si potrebbe arrivare al massimo su una tassa ridotta ai residenti.
ieri sono arrivate per il ponte di feste diverse barche che hanno ormeggiato sul porto di olbia, alcune abbastanza grosse, questanno mi sembrano in anticipo rispetto a gli anni scorsi forse per via del tempo molto soleggiato e caldo, o qualche regata, ho sentito dei turisti lamentarsi non tanto per la tassa perche’ soldi almeno questi ne hanno veramente tanti, ma per il fatto che non sapeveno dove recarsi a pagare. Quando uno di loro si e’ avvicinato per chiedere informazioni parlava inglese la bandiera era australiana
gli ho detto che c’erano sessanta giorni di tempo comunque poteva informarsi meglio alla autorita’ portuale, ho su internet , poi mi ha chiesto
d’overa l’ufficio postale diceva che a porto rotondo non l’ha trovato . dopo averlo indirizzato io gli ho chiesto come sapeva di questa tassa, lui ha risposto sorridente ” su internet, praticamente sono piu’ informati di noi
comunque e’ assurdo che non si provveda subito almeno a sburocrattizzare
la modalita’ di pagamento che ne’ so’ delegare le direzioni portuali all’incasso. odio fare la fila alle poste! vergogna! mi pareva di aver sentito che si puo’
pagare con bonifico cart credito su internet? e chiaro che quando sono in vacanza se qualcuno mi manda alle poste mi va il sangue alla testa
in seguito ho acceso il pc per informarmi ed eccomi qua’ , saluti
79 Luca Vinci // 5 giu 2006 alle 08:33
@ mariano: hai ragione, e’ stata fatta poca informazione, io vivo all’interno della Sardegna, non so come si sono organizzati i porti. Da quello che ho trovato ti posso dire che:
“Il tributo, infatti, deve essere versato nel periodo compreso tra il 1° giugno e il 30 settembre di ogni anno (a partire dal 2006) per ogni scalo degli aeromobili nell’Isola e una volta all’anno per le unità da diporto che sostano nei porti, negli approdi e nei punti d’ormeggio della Sardegna. Ora i proprietari delle barche o degli aerei avranno 60 giorni di tempo per mettersi in regola.”
“in via transitoria e’ stato previsto che il pagamento per l’anno 2006 dell’imposta sia effettuato dall’esercente aeromobili o unità da diporto – si legge nella delibera – anche anticipatamente rispetto ai termini previsti e comunque non oltre ventiquattro ore dall’arrivo nelle strutture portuali e aeroportuali”
“Il versamento potra’ essere effettuato sul conto corrente postale n. 72729809 intestato a “Regione Autonoma della Sardegna – imposta regionale su aeromobili e unità da diporto”. Nella causale dovranno essere indicati, per gli aerei, la data dello scalo cui l’imposta e’ riferita, il numero massimo dei passeggeri trasportabili, la tipologia e la sigla del velivolo. Per le imbarcazioni dovranno, invece, essere indicati nella causale l’anno d’imposta, la lunghezza della barca, il numero e la sigla dell’ufficio di iscrizione. La Regione si e’ impegnata a stipulare convenzioni con i soggetti gestori delle strutture portuali e aeroportuali della Sardegna per l’attribuzione del servizio di riscossione delle due imposte regionali. E’ anche previsto nella delibera che il pagamento dei due tributi possa essere effettuato anche per via telematica attraverso un apposito link del portale web della Regione Autonoma della Sardegna.”
Per ulteriori e piu’ approfondite e sicure informazioni consultate il sito della Regione Sardegna: http://www.regione.sardegna.it/
o il file pdf: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_4_20060531184015.pdf
80 mariano // 5 giu 2006 alle 09:57
cari amici continentali e sardi anche se questa tassa in parte penso sara’ eliminata dovrebbe essere una legge sperimentale” ATTENTI ai politici galluresi che hanno speculato per tantissimi anni, a loro della tassa non importa nulla,stanno solo cavalcando il malcontento per buttare giu’ soru e poter costruire sul mare in quel po’ che c’e rimasto,andate a vedere il villaggio terrata approvato dal sidaco di golfo aranci, palazzine sul mare, in questi giorni sempre lo stesso sindaco vole scendere in piazza contro soru per poter costruire 600 appartamenti del gr.pirelli che stanno gia’ vendendo sulla carta alla faccia della tassa sperimentale”
se soru dovesse abbandonarvi, vi potreste ritrovare il ritorno dei vari bertelli e affianco alle vostre villette dei bellissimi palazzi, allora si che lasciate la sardegna volentire e sareste costretti a svendere
81 Antonio 21 // 5 giu 2006 alle 12:07
@ Federico: il problema non sono tanto i € 75 al mese, (per chi le ha – e quanti altri € 75 al mese ci sono, in giro, da pagare!) quanto, come dice Luca Vinci, gli “effetti socioeconomici”.
Ora, chi li deve tirare fuori, questi € 75 al mese (che si aggiungono, poi. a tutte le altre spese annuali, e servono per farsi un mese, o meno, di vacanze, non dimentichiamolo) dovrà ridurre altre spese. Pensa un po’ cosa può essere ridotto in alternativa: forse un ristorante o due, qualche bottiglia di mirto, un po’ di benzina, forse una settimana di ferie in meno, forse rimandare quel nuovo impianto in bagno che si voleva mettere e che l’idraulico (Sardo) non venderà più, o quella gita in barca alla Maddalena….la questione è decidere se i soldi vadano meglio nelle tasche di chi i servizi li fornisce (i privati, anche Sardi), o in tasca alla Regione (che i servizi forse li fornirà?). Io credo nella prima soluzione.
Per quanto riguarda poi il costo di chi viaggia, Federico, ti ricordo che lo stesso viaggio costa molto ma molto meno per i Sardi (continuità territoriale), anche se quel poco può già essere tanto, talvolta. Costa di più arrivare a Roma dalla Puglia, o da Venezia. E gli studi sono, purtroppo, cari per tutti.
@ Luca Vinci: Parliamo di “effetti socioeconomici”, allora. Impatto immediato: quello descritto sopra: meno soldi in tasca ai privati. Meno da spendere per scopi velleitari, principale tra i quali: il turismo, che alla Sardegna tanto denaro fa entrare.
Altro effetto socioeconomico: Penalizza di più chi ha un appartamentino e pochi soldi a disposizione, che lo straricco che di € 3’000 o € 10’000 in più o in meno non gli importa un granchè.
Altro: Contrariamente alla “tassa d’ingresso” (che fornirebbe facilmente gettiti superiori), penalizza i proprietari di case, che non hanno come obiettivo quello di deturpare il “loro” ambiente, senza penalizzare il turista peggiore, quello che non ha interessi di salvaguardare la propria proprietà (visto che non ce l’ha), arriva, paga poco, crea poco indotto, deturpa le spiagge lasciando spazzatura, intasa le infrastrutture locali, consuma acqua quanto gli altri, se ne frega, e riparte.
Altro: La nuova legge forse farà lavorare un po’ di più gli Avvocati (per i vari ricorsi che si prepareranno) ed allungherà ancora i tempi della magistratura (che si dovrà occupare anche di questo).
E poi? A me non vengono in mente altri per il momento. Ed in particolare non me ne vengono di positivi. E a voi?
Saluti cordiali.
82 Luca Vinci // 5 giu 2006 alle 14:44
@ Antonio 21: scusa, ma in base a cosa deduci che i 900 euro di reddito spesi in tasse si tradurranno in minori spese effettuate in Sardegna? Non potrebbero trasformarsi in minori spese in cinema, musica, vacanze invernali, ecc.? E poi gli effetti socio economici sono piu’ vasti e complessi di semplici riduzioni di spesa, per questo dico che una tassa di ingresso non avrebbe gli stessi effetti, non servirebbe a raggiungere gli stessi scopi, che sono piu’ complessi di una semplice tassa. La tassa non ha lo scopo di punire chi inquina, ma di contribuire a mantenere elevato il valore di un ambiente, e chi ne trae maggior beneficio sono i proprietari. Ora francamente dire che un lato negativo di queste tasse sia il fatto che ci saranno ricorsi e che si allungheranno i tempi della magistratura mi sembra esagerato. Gli effetti positivi li ho elencati prima e li riporto per chiarezza:
“Finora ho evitato di fare ipotesi sui possibili effetti di queste tasse, ma visto che tutti arrivate a conclusioni catastrofiche, voglio provare a fare anche io qualche ipotesi.
Assodato che le seconde case di proprieta’ di non residenti sono 250 mila, in che percentuale preferiranno vendere o dare in affitto? Dando in affitto (a meno di farlo in nero) pagheranno due tasse, per cui non ci saranno effetti negativi per la Regione ne’ per il turismo. Vendendo ci sara’ qualcuno che le compra, e questo qualcuno perche’ le compra? Ipotizzo le compri perche’ la vuole comprare, magari non per usarla come seconda casa, ma per farci un po’ di guadagno. E come puo’ guadagnarci? Trasformandola in un B&B, oppure in un piccolo albergo, in un’attivita’ dunque, un’attivita’ che paga le tasse per l’attivita’ svolta, risparmiando quella delle seconde case.
Infatti non pagano le tasse sulle seconde case quelle adibite ad attivita’ imprenditoriale. Gli alberghi infatti non la pagano.
Poi mi domando, quanti venderanno la propria seconda casa? A mio parere saranno in pochi, e quei pochi faranno il peggior affare della propria vita, vendendo a prezzo ridotto (ridotto per non pagare la tassa del 20% sul surplus di vendita) un immobile che ha aumentato il suo valore grazie al piano paesistico regionale, e lo aumentera’ sempre di piu’. Mentre chi lo acquistera’ fara’ un ottimo affare, soprattutto trasformandola in piccolo albergo, o B&B.
Questo e’ cio’ che accadra’ a mio avviso.
E se volete risparmiare facendo del “boicottaggio”, ebbene, non credo che vi seguiranno in 250 mila, siamo realistici, chi viene in Sardegna per uno o due mesi non si porta le scorte alimentari da casa, specie se viene in aereo, per pagare il sovrappeso del bagaglio?
Ritengo che le critiche sul lato morale siano giuste, ma sul lato economico a mio avviso gli effetti potrebbero essere neutri o addirittura positivi, per il turismo che potra’ trovare dove soggiornare a prezzo ridotto grazie agli alberghi diffusi che nasceranno, per la Regione che vedra’ incrementare il turismo capace di spendere, per i sardi che potranno avviare piccole e medie imprese turistiche acquistando le seconde case di chi vorra’ vendere, per i proprietari di seconde case che potranno trasformare la propria abitazione in un’attivita’ turistica veder aumentare il proprio patrimonio immobiliare e per quelli che la terranno cosi’, perche’ vedranno aumentare il valore dell’immobile, grazie al fatto che sara’ un “bene scarso”.”
83 federico // 5 giu 2006 alle 17:38
@Antonio 21
1-non so tu, ma se uno ha una seconda casa e si pone il problema di venire qui da noi, penso che non gli si ponga dinnanzi il problema dei 75€…siamo sicuri che se proprio uno ha il desiderio di venire nella sua casa in sardegna, non riesca a rinunciare a qualcos’altro?pensa bene a quante cose sono, onestamente, futili…se ti puoi permettere la 2°casa non penso che ti poni il problema di tirare fuori 75€ al mese!!
2- mi associo a quello che dice luca vinci per quanto riguarda le spese che, a quanto asserisci, non verranno più fatte…mi sembra al quanto difficile che, scusa la scurrilità, uno non mangi per non cagare…
3-continuita territoriale….Dove??tutti i sardi vanno solo a roma o milano?uno che deve andare da qualche altra parte?Parli roma-puglia???sai quanto costa andare dalla calabria o sicilia al nord?molto poco…sui 50 euro…ma loro hanno anche le possibilita di strada e treno…noi NO!!il discorso è che per noi i trasporti sono un handicap…sai quanto chiedono a me sardo, studente per andare da bologna(che non è uno scalo cosi secondario!)a olbia o cagliari SOLO ANDATA? 103 euro!!(paradossalmeste spenderei un quarto di quella cifra facendo bologna-londra-olbia!!). Lo sai con quanto vivo al mese( intendo mangiare e 2uscite a bere una birra, mica altro….)??120 euro..aggiungi+250€di affitto+600€per gli studi…e qui ce gente che si mette problemi per la tassa sulla casa delle vacanze….ma stiamo scherzando?? E che discorso è “gli studi sono cari per tutti”??ti sembra che sia la stessa la spesa che deve affrontare uno studente del nord-centro con quella che dobbiamo affrontare noi?(non parlarmi di università sarde perche se uno non fa i corsi “classici” quali medicina, giurisprudenza o scienza delle merendine, non ha altre scelte…dobbiamo diventare tutti dottori o avvocati o cè qualcos altro?o vogliamo discutere sulla qualita dell’universita?lasciamo stare…sono altri discorsi…)
francamente e senza offesa, penso che tu non abbia sperimentato cosa significhi “lasciare” la propria terra…vederla da fuori…renderti conto di come viene maltrattata…accorgersi che secondo molti i soldi valgono più di qualsiasi altra cosa…se senti un pizzico di queste cose forse, capirai che la tassa ha anche un significato…e che i messaggi che soru lancia non sono poi cosi tanto sbagliati..
84 enrico // 5 giu 2006 alle 19:18
Federico: non so se tu abbia mai fatto in autostrada o in treno da palermo a bologna, se sommi i costi di pedaggio autostradale, gasolio, e tragetto da e per la sicilia, oltre a farsi la circa 8 ore di guida, ci rimetti molto in salute e i costi totali fatto ben piu’ di 50 €
E’ come se ti proponessi di andare a bologna facendo olbia livorno in nave passaggio ponte+ treno interregionale sino a bologna, sicuramente spenderesti meno di 103 euro, in che stato fisico e morale arriveresti a bologna?
Sono daccordo con te sul fatto che per uno studente universitario se cerca un corso di laurea che non sia il solito, ma qualcosa di piu’ innovativo, stimolante, e che sia maggiormente ” Rivendibile ” dopo la laurea sia costretto ad andare in una universita’ ” del continente”
Luca: sul fatto di trasformare la seconda in B&B ho qualche dubbio, poiche’ la maggior parte delle abitazioni non sono ville con 10 stanze, ma case con 1-2 camere da letto, e se in una ci sta il padrone di casa e nella seconda i figli, dove metto l’ospite, comunque scherzi a parte, non so se tu sappia che per i B&B non e’ necessario essere iscritto alla camera di commercio ma basta comunicarlo al comune e COSA MOLTO IMPORTANTE non e’ obbligatorio fare ricevuta fiscale, quindi e’ probabile che chi lo faccia evada il fisco
Una domanda: tutti quelli arrivano in sardegna e fanno campeggio libero con camper ,roulotte o tenda, e chi vive in sardegna ne vede ogni anno tantissimi, secondo voi quanto denaro lascia all’economia locale, e soprattutto quanto rovina?
E’ per questo motivo che tassa seconda casa o meno ( credo anchio che non incida piu’ di tanto ) ho sempre proposto una piccola tassa, ma per tutti i non residenti, per ogni ingresso in sardegna
Dopotutto penso che sappiate che a bologna per entrare nella zona ztl i non residenti devono pagare 5€ al giorno
Saluti
85 mariano // 5 giu 2006 alle 20:05
http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=56934 andate a vedere qui. cosa succede saluti
86 piero // 5 giu 2006 alle 20:10
Ho un minimonolocale,come una rooulot comprato con sacrificio e mutuo lungo,adesso mi trovo con una mazzata del genere che non sò come pagare.Ma quete persone non sanno che queste spese in una famiglia non si calcolano?Anzi devono fare i salti mortali per pagare gli arretrati.
Saluti
87 mariano // 5 giu 2006 alle 22:21
anch’io avevo un appartamento al mare, e sono sardo. non solo non riuscivo a pagare l’ici della seconda casa ma neanche le manutenzioni, sa com’e’ andata? lo venduto
88 Micaela // 5 giu 2006 alle 23:47
Carissimi sardi e non,
sono una continentale che aveva in progetto di comprarsi un miniappartamento nella splendida Sardegna: niente di che, solo 36mq con 12mq di terrazzo a 2km dal mare in un paesino poco turistico. E’ sempre stato il mio sogno.. e dopo anni sono riuscita con mio marito a mettere da parte una miseria (siamo operai) che, insieme ad un prestito di 30000 euro, ci permetteva di raggiungere la cifra richiesta.
Adesso sono triste e forse un pò delusa… mio marito non se la sente più di buttare i nostri risparmi in quel grazioso se pur piccolo appartamento tra la gente sarda. Ma perché non tassare chi veramente se lo può permettere? 75 euro al mese non sono tanti, è vero, ma si vanno ad aggiungere al prestito per la macchina, all’asilo dei figli…
E poi perché noi dobbiamo pagare 900 euro all’anno (9000 in dieci anni e ci si compra quasi la macchina nuova) quando tanti sardi hanno 2 o 3 case che tutti gli anni affittano ai turisti al nero???? Sono 10 anni che veniamo in ferie in Sardegna, in genere 10 giorni di luglio perché d’agosto è troppo cara, e probabilmente continuerò a farlo ma allora chiederò la ricevuta a chi mi affita la casa… almeno le tasse si devono pagare tutti e non solo chi come noi è dipendente con busta paga.
Scusate lo sfogo ma sono tanto dispiaciuta…
89 galatea // 6 giu 2006 alle 01:04
caro Piero, aspettiamo il 13 giugno, Prodi potrebbe bocciare il progetto soru, Visco ha gia’ detto di essere contrario. se cosi’ non sara’ ci uniremo e faremo ricorsi collettivi al tar. sono fiduciosa che sia incostituzionale discriminare il contribuente in base alla razza e residenza. il ricorso al tar blocca il pagamento del balzello fino a sentenza, mentre il costo del ricorso verra’ ripartito tra tutti e diventera’ abbordabile.
difendiamo i nostri interessi, perche’ difendendoli salvaguarderemo i principi di uguaglianza e democrazia e in ultima analisi la nostra dignita’ umana.
stai sereno e non abbattterti.
90 Luca Vinci // 6 giu 2006 alle 08:48
Scusate, la seconda casa e’ un investimento come un altro, non e’ la prima casa che dovrebbe essere tutelata in quanto diritto, ma e’ un investimento. Investimento considerato piu’ sicuro di tanti altri, ma meno sicuro dell’oro, pero’ piu’ sicuro di tante azioni ed obbligazioni.
Ripeto che attaccare queste tasse perche’ siano “razziste” non giova a nessuno perche’ non e’ cosi’. Non guarda tratti somatici, discendenze di razza o simili, guarda alla residenza (che puo’ prendere anche un extracomunitario) e al fatto di essere emigrati o figli di emigrati. Quest’ultimo punto e’ fatto per mantenere saldo un legame naturale e non per fare un torto a chi sardo non e’. Cercate di guardare nell’insieme, non al vostro particolare, altrimenti ogni cosa e’ criticabile, dal bollo auto alla retta dell’asilo. Dagli interessi dei mutui per la prima casa al costo dei biglietti di aereo.
Nella legge vi sono punti che sarebbero migliorabili. Si potrebbe tassare in base al reddito, o al valore immobiliare, o all’impatto ambientale. Sarebbe piu’ complicato ma piu’ equo.
@ Micaela: la ricevuta la devi sempre chiedere, ma non da ora, da sempre. Non fai un torto a nessuno chiedendo la fattura, anzi fai il tuo dovere civico, chi evade il fisco danneggia tutti, anche te.
91 federico // 6 giu 2006 alle 08:51
@ENRICO
Gringo….mi sa che non sai come viaggiano gli studenti…sai che io mi faccio olbia genova in passaggio ponte, col treno interregionale(se va bene), altrimenti con qualche regionale da genova fino a modena…sai che ogni volta mi sparo circa 22h di viaggio con i miei chilozzi di valigia A MANO???????sai quanti sono nelle mie condizioni??e vuoi venire a dirmi che “arrivi stessato” o ke non preferirei un paio d’ore di macchina???non venire a raccontarle a me….scusa il tono ma quando sento questi ragionamenti mi vengono i nervi…
E poi cara gente che dite di avere rate da 75 € qui e li….non vi hanno mai insegnato che a volte si deve rinunciare a qualcosa???e che se si sa di non avere i soldi per comprare qualcosa o per lo meno di non poterla pagare, NON SI COMPRA??gli acquisti a rate impegnano anche cio che non si ha….volete per caso la moglie ubriaca e la botte piena??o l’erba voglio?
riflettete….
92 Marco // 6 giu 2006 alle 11:04
Mi viene da dire solo questo, ogni volta che sento o leggo le prese di posizione dei ricchissini difensori dei poveri Sardi: COMODO essere solidali con chi propone tasse, vessazioni, “torchiature” e schifezze di ogni genere, quando per puro merito di razza (Diliberto, Angius, Soru, ecc..), non si viene colpiti.
Si vergognino questi demagoghi! Chi credono di incantare. Diano un esempio di buona volontà versando, per primi, nelle esauste casse della Regione Sardegna il modesto(?) contributo di una loro mensilità, pagata in larga maggioranza dai “continetali”, compresi dalle Alpi a Lampedusa!!!!! E lo facciano tutti gli anni, visto che dopo un mandato di 5 anni vivono sulla pelle dei contribuenti, con stipendi da favola, per tutta la vita!!!!! Marco
93 Antonio 21 // 6 giu 2006 alle 15:47
Non so se avete letto tutti l’articolo dell’Unità
http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=56934
indicato da Mariano ieri.
Ma quando Diliberto dice: “Che paghino, d´altronde gli diamo un pezzo di territorio, di paradiso terrestre.”, che effetto vi fa?
A me sorprende che Diliberto usi il “gli diamo….”, dopotutto, credo che chi abbia una casa in Sardegna l’abbia regolarmente comprata o costruita, e non ricevuta in regalo né da Diliberto, né dalla sua compagine politica, né da chichessia.
Vabbene che Diliberto ha vinto le elezioni, ma le bellezze della Sardegna non sono merito suo. Che si comporti un po’ meno da Padreterno.
94 enrico // 6 giu 2006 alle 16:01
Federico:
scusa ehhh, ma il nome gringo veniva dato dai messicani agli americani in senso dispregiativo, ed io essendo sardo come te, non credo di essere un gringo.
in non sono uno studente universitario perche’ ho iniziato a lavorare appena maggiorenne, quindi non conosco i tuoi problemi, ma sono una persona che per lavoro fa 70000 km all’anno in macchina, e fare un paio d’ore in piu’ come dici tu di auto per me sono sempre una seccatura.
tu dici che fai 22 ore di viaggio coi bagagli, ma hai mai provato a fare da cesena a civitavecchia in macchina ( sono 360 km) su strada statale con moglie e neonato e relativi bagagli vari ( valige carrozzina passeggino seggiolino auto) doversi fermare ogni 2 ore perche’ il neonato va allattato e cambiato; una volta arrivato a civitavecchia farsi altre 12 ore di nave per cagliari?
Non so tu quante volte riesci ad andare in sardegna, io posso farlo solo per agosto e per natale, non ci sono quindi ponti vari
comunque ricorda che ogniuno ha le sue difficolta’, c’e’ sempre qualcuno che sta meglio e peggio di te, io per abitudine evito di piangermi addosso, ma guardo sempre il lato positivo di tutto
PACE CONTERRANEO
non abbiamo un po’ deviato dal forum principale che e’ la tassa sulle seconde case?????
SALUTI
95 Luca Vinci // 6 giu 2006 alle 16:30
@ Antonio 21: non dare troppo peso alle parole dei politici, il 50% sono per farsi propaganda, e il 49% sono cose che non conoscono e gli vengono suggerite, resta un 1%, decidi tu dove si colloca quell’affermazione.
@ enrico e federico: se restate “sereni” li conservo i vostri “post fuori tema”, altrimenti li cancello.
96 mariano // 6 giu 2006 alle 19:39
chi fa’ tanti kilometri, non dovrebbe aver paura di farne tre e magari aquistarsi la casa un po’ lontano dal mare?
97 mariano // 6 giu 2006 alle 20:02
@ antonio 21, il sentimento dei sardi che si percepisce e’ un po’ di amarezza, sta nel fatto che, si e vero come dici tu che chi possiede una casa sul mare se l’ha comprata pagata e resta sua, ma un conto e’ una casa e un conto sono 200.000. siccome il tenore di vita dei sardi non e’ aumentato e’ questo lo confermano i dati statistici, i sardi che anni fa’ stavano un pochino meglio, mi riferisco a trentanni fa’ ,vi prego di non portarmi al dopoguerra perche’ se no vi rispondo che in quel periodo la fame c’era in tutte le regioni d’italia, se un sardo trentanni fa’ aveva la possibilita’ di guadagnare qualcosa dando in affitto la casa a dei turisti, oggi i turisti la casa l’anno comprata e la danno in affitto l’oro, anni fa’ un sardo poteva lavorare coi turisti aprendo un negozietto al mercatino del paese, oggi i centri commerciali hanno fatto chiudere tutti, perche piu’ forti di capitali fatti evadendo il fisco con sede nei paradisi fiscali, siccome la guardia di finanza a loro non li controlla, indovinate con chi se la prende?
io questa la chiamo concorrenza sleale. LE NOSTRE IMPRESE SONO STATE SOPPRESSE DA QUELLE DI FUORI CON LA CONCORRENZA SLEALE. che c’entra tutto questo con la tassa? con la tassa niente ma con il consenso dei malcontenti c’e’ lo zampino, i sardi sono un popolo per via del loro stato di isola isolamento, fessi no ma ingenui, non sono smaliziati abbastanza da non farsi infinocchiare ma i tempi cambiano. questo e tutto
spero di non essere stato offensivo con nessuno saluti
98 federico // 6 giu 2006 alle 21:12
ferma ferma….non volevo assolutamente offendere nessuno…scusate l’incomprensione…scusa enrico, ma t ho chiamato gringo in senso scherzoso…non volevo assolutamente intendere un qualcosa di dispregiativo o di offensivo…anche perche questa dei messicani proprio non la sapevo
..scusa di nuovo…
oh, chiaro ognuno ha le sue seccature…e capisco benissimo la tua situazione..e hai le tue buone ragioni (sono arrivato fino a modena
in macchina…non è piacevolissimo, ma ti posso assicurare che è molto meno stressante di cio che faccio io)…
il mio sfogo non è perchè mi piango addosso…mi ritengo molto fortunato se faccio quello che sto facendo ora…essendo pero cresciuto in una famiglia che mi ha sempre insegnato che senza l’ impegno e il sacrificio non si ottiene nulla e di conseguenza impegnandomi e sacrificando MOMENTANEAMENTE la mia/nostra terra con tutto cio che ci sta intorno, sentire queste discussioni mi fa imbizzarrire!!..comunque scusa di nuovo..non volevo assolutamente offendere nessuno..e tantomeno un mio conterraneo…
piccola defaillance…pardon…
99 Luca Vinci // 7 giu 2006 alle 08:48
@ mariano: una persona se va in vacanza vuole essere comodo, non continuare con lo stress dei lunghi e tortuosi viaggi
. Per quanto riguarda la difficile situazione dell’imprenditorialita’ sarda, vi e’ un concorso di colpe, molte dovute all’assenza di infrastrutture, alla precarieta’ energetica, alle difficolta’ e ai costi degli approvvigionamenti, alla mancanza di catene di distribuzione che soddisfino le richieste delle piccole entita’, all’assenza di un buon piano industriale (ma anche degli altri settori), e anche alla difficolta’ di creare societa’ in Sardegna, si preferisce a torto l’individualita’, questo non permette di concorrere con altre piccole medie societa’ non sarde e crea numerosissime piccole imprese individuali o familiari identiche, con ridottissima capacita’ produttiva e distributiva che si fanno la guerra tra loro nella ricerca disperata della sopravvivenza. I problemi sono tanti e vengono da lontano nel tempo ma vicini nello spazio.
100 Antonio 21 // 7 giu 2006 alle 10:46
@ Mariano.
Mi scuserai, ma non posso essere d’accordo con te. La qualità della vita è migliorata negli ultimi 30 anni in Sardegna. Anzi, qualifico il mio pensiero, è migliorata sicuramente quella in Gallura. è una realtà che conosco, e vivo, dal 1961. Non so se questo mi rende Sardo, perché ho radici continentali, e non sono nato sull’Isola, ma comunque penso poter parlare con esperienza, e comunque con molto affetto per questa terra e la sua gente.
Non ti faccio l’elenco di tutte le migliorie che ho potuto sperimentare. Sono tante. Ci sono anche dei peggioramenti, sia chiaro. Ma nell’insieme credo che prevalga il progresso.
Per quanto riguarda il tuo commento sullla Guardia di Finanza, vorrei solo mettere in dubbio che faccia favoritismi.
Data la mia età non più giovanissima, posso definirmi “di vecchio stampo” e forse con qualche preconcetto tipico di quelli della mia età. Ma rimango convinto che i tanti problemi dell’Isola non si risolvono penalizzando il turismo di qualità. E nemmeno facendo una legge che tratti in maniera diversa i sardi e i continentali.
Sono molto d’accordo con Luca Vinci quando scrive nel suo ultimo intervento di tutti i problemi infrastrutturali. Ma questi purtroppo non si risolvono con una tassa ingiusta. Vedrei meglio una serie di interventi regionali mirati al miglioramento infrastrutturale, e finanziati con fondi sia nazionali che europei. Che la Regione debba mettersi a tavolino con Roma per risolvere le vertenze sui rimborsi mi pare necessario. Ma questo lavoro si può fare, a mio avviso, meglio, con una politica seria e di dialogo e “dietro le quinte” che non con questa forma antagonistica verso il continente, e di effetto mediatico.
Saluti cordiali.
101 antonio // 7 giu 2006 alle 11:34
@Luca Vinci
So già che non la pubblicherai.
Sono colpito dalla scarsa rilevanza che dai alla questione.
Rifletti:
500.000 case a una per famiglia fa circa 2.000.000 di persone.
Soru sta trasformando, sempre che non lo abbia già fatto, 2.000.000 di amici in 2.000.000 di nemici, più di tutti i residenti in Sardegna che sono
circa 1.600.000, alcuni di questi saranno acerrimi nemici.
Saluti
102 Luca Vinci // 7 giu 2006 alle 11:51
@ antonio: non essendo un commento offensivo lo pubblico, comunque, non capisco da dove proviene la cifra di 500.000 case. Forse stai sopravvalutando le reazioni. 2.000.000 di nemici non capisco cosa significhi, e poi nemici di chi? E nemici perche’? Posto che tu abbia sbagliato e che intendessi 250.000 case (questo e’ il numero) con una media di 4 persone per famiglia, per cui un milione di persone, credi veramente che diventino nemici? Se la tassa e’ giustificata da un’esigenza particolare non credo che debba essere vista come un atto di guerra, siamo persone civili, si discute, non si diventa nemici.
Suvvia, siamo realistici.
Saluti.
103 enrico // 7 giu 2006 alle 13:19
Luca : sono daccordo con te per la risposta che hai dato a Mariano
Federico: non me la sono presa, capisco la tua situazione, quando uno si fa il “mazzo” ( luca fammi passare questa volgarita’ ma chiarisce molto ) per studiare e cercare di pesare il meno possibile sulla famiglia e rinunciare a tante cose pur di raggiungere i propri obiettivi, sentire determinati discorsi fa ” venire il sangue alla testa”.
Comunque tieni duro e “FORZA PARIS”
Antonio: Credo che con l’arrivo degli stati est europeo nella comunita’ europea, la cee che abbia ridotto tantissimo i contributi per le regioni del mezzogiorno quindi probabilmete non danno soldi alla sardegna
Una domanda a tutti: soru ha proposto questa tassa anche perche’ vanta un credito verso lo stato italiano, ma perche’ nessun presidente della regione prima di lui ha mai chiesti allo stato questi soldi?????????
Saluti
104 Luca Vinci // 7 giu 2006 alle 14:50
@ enrico: credo che la questione della vertenza Stato Regione sia stata posta anche precedentemente da altri presidenti di Regione, in modo piu’ timido e forse arrendevole, senza la determinazione che ha invece contraddistinto Soru, determinazione in buona parte dovuta dal fatto che ora la situazione debitoria della Regione e’ ben piu’ grave, situazione che ha obbligato ad una drastica riduzione del numero degli enti amministrativi territoriali e tanti altri tagli necessari (anche se non sufficienti). Di piu’ non si puo’ tagliare probabilmente.
105 enrico // 7 giu 2006 alle 19:14
Luca: capisco la tua risposta, piu’ che altro non capisco per quale motivo i governatori precedenti siano stati cosi’ mollaccioni.
e’ come se io avessi una attivita’ economica e vantassi un credito enorme verso un cliente,cosa faccio, faccio di tutto per esigere questo credito oppure lascio perdere alla prima risposta negativa e corro il rischio di fallire?
Non credo che ci voglia un premio nobel per capire quale sia la strada migliore, e’ per questo che mi da fastidio la situazione attuale, perche’ se avessero agito con piu’ enfasi i predecessori di soru ( a prescindere dalla corrente politica,questo non mi interessa) oggi non staremmo nella situazione attuale
Stamattina ero da un cliente che ha una seconda casa in sardegna, gli ho chiesto cosa ne pensava della faccenda, sapete cosa mi ha detto:
1 lui era contento perche’ se non fanno costruire piu a due o tre chilometri dalla riva la sua casa evrebbe raddoppiato il valoro
2 era seccato non per la tassa sulla casa ma per il fatto che i mezzi di trasporto da e per la sardegna hanno un costo enorme in proporzione ad altre tratte di nave o aereo, e lui poteva utilizzare la casa solo in agosto, anziche’ poterci andare anche per alcuni ponti durante l’anno
Saluti
106 mariano // 7 giu 2006 alle 19:34
il problema non da’ poco, a mio avviso e’ che la debole forza dei sardi a roma mi riferisco ai politici, sta’ nel fatto che sono pochi ripetto a quelli schierati dalle altre rgioni, lo dimostra un fatto recente dove in parlamento e’ bastato che si alzassero in piedi venti parlamentari siciliani che minacciavano di non votare la devoluzione, per ottenere delibera immediata di un finaziamento di qualche miliardo, proprio mentre i sardi chiedevano almeno un acconto di quello che gli spetta da anni, oppure basti pensare alla riuscita del blocco dei finanziamenti per il porto canale di cagliari a bruxelles, voluta da personaggi di gioia tauro, e tantissimi altri episodi.
l’altro problema sarebbe che il sardo non riesce a fare coperativa o societa’ durature, per una questione di dna non per capricci, la mentalita’ del sardo della serie ” meglio un dipendente ingamba che un socio che mi conti ipeli del c.” e radicata in maniera troppo consolidata.
ma questo secondo molti punti di vista non e’ del tutto un difetto, e una forma di vivere liberi, neanche la mafia del pizzo dopo diversi tentativi e’ riuscita a trovare terra fertile, infatti se notate, quel poco che c’e rimasto della criminalita’ sarda ringraziando il cielo, non e’ mai riuscito a creare organizzazioni potenti, ma solo piccoli gruppi disorganizzati. questo lo possono confermare penso tutti gli imprenditori, circolavano voci che la palmera avesse trasferito la sede da bari a olbia per questa ragione, saluti
107 Luca Vinci // 7 giu 2006 alle 19:49
@ enrico: spero sia stato per “mollaccioneria”, piuttosto che per fare un favore a qualche governo (di destra o di sinistra non importa, sono piu’ simili di quanto non vogliano far credere).
@ mariano: il basso numero di parlamentari e senatori e’ dovuto alla scarsa organizzazione e al basso numero di abitanti.
108 Micaela // 7 giu 2006 alle 23:34
Cara Galatea,
sei sicura che il 13 giugno il governo Prodi deciderà se accettare o meno la Legge Soru????
Se fosse bocciata si riaccendono le mie speranze….
109 galatea // 8 giu 2006 alle 20:55
Cara Micaela, se non la bloccano entro il 13, bisogna ricorrere. imtanto Alghero e altri Comuni costieri hanno dato a soru un unltimatum, se non risconsiderera’ la tassa entro una settimana, si rivolgeranno alla corte europea come ha gia’ fatto Olbia. C’e’ da sperare. un caro saluto a tutti
110 Micaela // 9 giu 2006 alle 22:51
Ciao Galatea, vedo che segui questo forum e la tassa Soru. Avrei piacere di essere aggiornata sulle varie fasi della vicenda. Ci possiamo sentire magari via mail? Grazie. Ed un grazie particolare a Luca che ha permesso questo interessante scambio di opinioni. Ciao a tutti.
111 Rino // 10 giu 2006 alle 13:26
Considerato che in questo nostro povero paese può verificarsi di tutto, anche l’entrata in vigore di quest’ultimo balzello, esprimo di seguito quanto intendo porre in essere per contrastarlo, da un punto di vista semplice, quanto immediato ed incontrovertibile, al di là di pur definitive valutazioni di costituzionalità e legittimità che l’attuale governo non ritenga di rilevare (per ovvi e discutibili motivi di schieramento).
Se e allorquando mi verrà notificata la tassa in questione proporrò ricorso alla Regione Sardegna nelle correnti e dirette facoltà in vigore (che dovranno necessariamente essere riprtati nell’atto di notifica) motivandolo con la validità dei termini di esenzione previsti per i cittadini non residenti nati nell’isola.
Il tutto nel presupposto della costituzionale parità dei cittadini di fronte alla legge, in questo caso fiscale, ove ricorrano le medesime condizioni di assoggettamento e non solo il semplice luogo di nascita.
Qualora l’amministrazione dell’ineffabile Presidente dovesse rigettare tale ricorso, reiterando la notifica, varrà la pena di proseguire in via legale la discussione, considerati i danni, anche morali, che tale discriminazione ingenererebbe nel singolo, oltre e prima che nella collettività.
Auspicando un parere legale da chi può su questo sito, per un’eventuale diffusione della “pensata”,
ciao a tutti.
112 galatea // 10 giu 2006 alle 17:54
Per Rino .a parte il parere legale che non posso darti, cio’ di cui tu parli e’ un ricorso alTar . Costo 2000 euro non recuperabili neache in caso di vittoria. quindi se si persentasse il caso sarebbe bene fare ricorsi collettivi. io mi associo. sarebbe opportuno appurare qual’e’ fosse il tribunale amministrstivo regionale. Magari potrebbe essere il Tar del Lazio. E sarebbe meglio. rimaniamo in contatto.il mi e mail e’ galatilla[at]yahoo[punto]com
113 galatea // 10 giu 2006 alle 18:10
per micaela, aspetto che anche tu mi contatti se vuoi.
114 mario Castelli // 10 giu 2006 alle 22:37
Carissimi amici
il problema non è rappresentato soltato e semplicemente dalla tassa che va da un mimino di 900 euro, ma anche da quella che in caso di vendita dell’immobile la sua “plus valenza” – ovvero la differenza tra prezzo di vendita e quello di acquisto – è sottoposta oltre alle imposte previste dallo Stato Italiano anche alla misura del 20% da riconoscere alla Regione Sardegna.
Ora, poiché a quest’ultima tassazione del 20% e a quella di 900 euro in poi non vengono assoggettati anche i soggetti residenti ed i nati in Sardegna, costoro in caso di affitto o di vendita sono posti in condizioni di peso fiscale più alleggerito rispetto ai non residenti.
Tutto ciò oltre a generare discriminazioni fra cittadini dello stesso Stato Italiano genera, a mio avviso, gravi distorsioni nel mercato immobiliare a tutto vantaggio dei residenti e dei nati in Sardegna.
Inoltre, a prescindere dal fatto, che il Presidente Soru vuole nascondere per queste imposizioni l’aggettivo di tassa patrimoniale con altri capziosi, mi auguro fortemente che da qualcuno al di sopra di Lui venga rilevata la circostanza che sebbene alla Regione Sardegna (a statuto speciale) al limite si può riconoscere un potere impositivo, a mio avviso, sicuramente non si può riconoscere quello discriminatorio fra cittadini dello stesso Stato Italiano.
Comunque, nella maleaugurata ipotesi che dette ingiuste e discriminatorie imposizioni dovessero essere approvate, sarebbe opportuno che tutti noi potessimo insieme attivare una qualche procedura di ricorso avversa.
A tutti cari saluti e fatevi sentire. Mario castelli.
115 Rino // 10 giu 2006 alle 22:37
Per Galatilla.
Ad integrazione e chiarimento, aggiungo che la mia intenzione non è ricorrere al TAR avversando la Legge (strada da perseguire parallelamente), ma costringere il Sig. Soru (a mezzo di semplice raccomandata A/R) a dichiarare la discrimazione in base al solo “diritto di nascita”, fornendoci un’utile motivazione per, se ulteriormente necessario, intentare causa (collettivamente se tanti seguono tale sistema) contro l’Amministrazione Regionale.
Difatti, reiterando le notifiche l’ineffabile Presidente negherebbe non solo la parità di cittadini italiani non residenti con cittadini italiani non residenti, ma nati in Sardegna, ma secoli (ricordiamo l’egalitè francese?) di conquiste civili ed etiche che proprio il partito che dice di rappresentare sbandiera più degli altri.
Il Sig. Soru si troverebbe in tal modo di fronte non solo ad una sconfitta politica (al TAR) facilmente giustificabile ai suoi elettori con l’antico concetto persecutorio da parte dei continentali, ma si vedrebbe costretto ad ammettere pubblicamente al singolo cittadino, senza colorazione partitica, l’inconsistenza assoluta del suo pensiero o, meglio, le sue vere intenzioni.
Sperando di avere aggiunto qualcosa di utile, ti saluto ringraziandoti per l’attenzione
Rino
116 galatea // 11 giu 2006 alle 23:36
Mario ( Castelli), non potevi centrare e spiegare meglio tutti i risvolti della faccenda. chi voglia mettersi in cottatto con me lo faccia,per favore. Se questa legge non sara’ bocciata dal governo, dobbiamo agire INSIEME.
cari saluti a tutti.
117 mario Castelli // 12 giu 2006 alle 14:54
Per Galatea (da mario castelli)
sono daccordo con te per promuovere insieme ad altri eventuali azioni da intraprendere se necessario. cari saluti a tutti.
118 Micaela // 13 giu 2006 alle 19:15
Ciao Galatilla,
ti è arrivata la mail???
119 Micaela // 13 giu 2006 alle 19:49
Luca.. Galatilla…
sapete qualcosa a proposito della tassa?? Oggi è il 13 e doveva essere discussa o sbaglio??
120 Luca Vinci // 13 giu 2006 alle 20:07
@ Micaela: non mi risulta. Il governo ha impegni piu’ urgenti, questa e’ una cosa di poco conto, tocca poche persone e non suscita piu’ molto interesse.
Se ne riparlera’ dopo il referendum credo.
121 Marco // 14 giu 2006 alle 14:45
Se può tranquillizare, vi dico che, in questi giorni, mi è arrivato dal Comune, dove ha sede il mio stratosferico monolocale di 50 mq, la comunicazione di come dovrò pagare l’ICI. Non fa menzione alcuna alla legge di Soru.
Può essere che, come dice Luca Vinci, si attenda il dopo referendum.
Saluti. Marco
122 Luca Vinci // 14 giu 2006 alle 17:09
La Presidenza della Regione Sardegna, in risposta alle molteplici critiche avanzate via email nei confronti della tassa sul lusso a carico dei proprietari di una seconda casa in Sardegna ha risposto (sempre via email) che “lo Statuto speciale prevede che una quota parte del gettito fiscale prodotto e riscosso sul territorio regionale sia restituito dallo Stato per alimentare le casse della Regione. In questo senso, i proprietari residenti di seconde case nei territori turistici, contribuiscono al finanziamento delle funzioni con il proprio gettito. Viceversa, il gettito fiscale prodotto dalle case dei non residenti finisce nelle loro Regioni di provenienza e nulla entra nelle casse della Sardegna. L’imposizione della tassa rappresenta quindi uno strumento per correggere tale iniquita’”.
Per cui concludendo, l’unica differenza tra residenti e non residenti e’ la sede di riscossione del gettito fiscale delle seconde case: la Sardegna nel primo caso e la Regione di provenienza nel secondo.
La soluzione piu’ ovvia e logica del problema non e’ quella di rispondere a questa iniquita’ con una legge altrettanto iniqua, che fa pagare 2 volte il cittadino italiano non residente, ma quella di versare direttamente alla Sardegna l’Irpef riguardante il reddito presunto per le seconde case dei non residenti (anziche’ allo Stato).
Spero che si possa giungere ad un accordo in tal senso tra la Regione e lo Stato centrale.
123 mario Castelli // 14 giu 2006 alle 23:19
In risposta a molte argomentazioni giustificative sull’applicazione delle cosiddette tasse di lusso “Soru”, io mi chiedo:
- Perché si parla sempre di ricchi attribuendo, in generale, tale aggettivo ai non residenti?
- ricchi non ve ne sono fra i residenti in Sardegna?
- chi è il ricco? solo colui non residente in Sardegna che disgraziatamente ha scelto colà di acquistare un mini appartamento da occupare per qualche mese estivo?
- Nessun Sardo ha acquistato mai una piccola casa al di fuori della Sardegna perché è un povero?
- Perché confrontandosi con i cittadini Sardi ci si deve sentire fuori dall’Italia?
- I problemi che a giustificazione di tali imposizioni reclama la Sardegna non sono presenti su altre aree del territorio Italiano?
-Perché oggi si parla di libera circolazione di persone e cose in tutta Europa.
- Perchè si cerca di allineare sempre più le leggi nazionali a quelle europee.
- Perché si è fatta una moneta unica europea;
- Perché ogni Nazione deve rispettare i parametri di bilancio imposti dal trattato Maastricht.
- Perché l’Europa avvia sempre più processi di pianificazione sotto il profilo economico, fiscale e sociale, mentre il Presidente Soru e tutti i Cittadini sardi che la pensano come lui tentano a tutti costi e con ogni faziosa argomentazione di rappresentare queste anticostituzionali ed inique imposizioni fiscali come la panacea per la Sardegna senza rendersi minimamente conto, invece, che le stesse generano a livello psicologico, sociale ed economico grosse spaccature sociali, discriminazioni sul piano costituzionali e gravi processi di distorsione economica?
- Perchè si giustifica siffatta imposizione asserendo che in altre località tutto si paga più caro, tutti sono sottoposti a maggiori pesi e/o balzelli fiscali cercando di far digerire all’interlocutore come se ciò rappresenti una buona e giusta cosa e che quindi più si spenna il pollo e meglio è. E’ normale, lecito, conveniente e giusto che anche la Sardegna rincorra a tali soluzioni.
A questo punto c’è da chiedersi:, perché non si ricostituisce in vecchio Regno di Sardegna? Questa potrebbe essere una buona soluzione per far sentire i soggetti colà non residenti in terra straniera e li si potranno tassare, “stracciare”, “maltrattare” come meglio si ritiene e tutto ciò in barba alla risaputa e riconosciuta ospitalità del vero Popolo Sardo.
Probabilmente la verità sugli obiettivi che si vogliono perseguire con dette tassazioni risiede in tutt’altra parte!
Ci spiegasse per cortesia, chi di dovere, dove. Grazie.
Mario Castelli
124 Luca Vinci // 15 giu 2006 alle 09:27
> Perché si parla sempre di ricchi attribuendo, in generale, tale aggettivo ai non residenti?
Non mi risulta. Sono i giornalisti che l’hanno definita tassa sui ricchi, le definizioni giornalistiche non spiegano cio’ che e’ realmente una cosa. Usano termini che attirino i lettori.
> ricchi non ve ne sono fra i residenti in Sardegna?
Si, ma il reddito medio e’ comunque inferiore al reddito medio del settentrione.
> chi è il ricco? solo colui non residente in Sardegna che disgraziatamente ha scelto colà di acquistare un mini appartamento da occupare per qualche mese estivo?
Non mi pare si parli di ricchezza e poverta’, ma di lusso, e’ una cosa diverso, i beni di lusso possono essere slegati da un reddito alto.
> Nessun Sardo ha acquistato mai una piccola casa al di fuori della Sardegna perché è un povero?
Non comprendo dove vuoi arrivare.
> Perché confrontandosi con i cittadini Sardi ci si deve sentire fuori dall’Italia?
Per motivi storici che derivano da colpe reciproche.
> I problemi che a giustificazione di tali imposizioni reclama la Sardegna non sono presenti su altre aree del territorio Italiano?
Non con queste dimensioni sono 5 anni che lo Stato non da cio’ che spetta alla Regione Sardegna, ormai il contenzioso fiscale ha raggiunto una cifra enorme, circa 5 miliardi di euro. Ti sembra confrontabile con altre regioni?
> Perché oggi si parla di libera circolazione di persone e cose in tutta Europa.
Dove e’ il nesso?
> Perchè si cerca di allineare sempre più le leggi nazionali a quelle europee.
Non e’ assolutamente vero, le differenze sono tante e devono restare tali, cio’ che si cerca di uniformare sono leggi civili e penali, ma non quelle che riguardano la tassazione, ogni Paese ha le sue peculiarita’, ci sono paesi in cui non avrebbe senso porre tasse che in altri invece sono indispensabili.
> Perché si è fatta una moneta unica europea;
Che c’entra?
> Perché ogni Nazione deve rispettare i parametri di bilancio imposti dal trattato Maastricht.
Per evitare grandi differenze che porterebbero a un disequilibrio monetario e finanziario, col rischio di non poter piu’ avere una moneta unica. Ma che cosa c’entra?
> Perché l’Europa avvia sempre più processi di pianificazione sotto il profilo economico, fiscale e sociale, mentre il Presidente Soru e tutti i Cittadini sardi che la pensano come lui tentano a tutti costi e con ogni faziosa argomentazione di rappresentare queste anticostituzionali ed inique imposizioni fiscali come la panacea per la Sardegna senza rendersi minimamente conto, invece, che le stesse generano a livello psicologico, sociale ed economico grosse spaccature sociali, discriminazioni sul piano costituzionali e gravi processi di distorsione economica?
Perche’ la gente anziche’ documentarsi sui motivi, sulle cause di queste scelte le criticano per i loro effetti su loro stessi. Altrimenti di queste scelte non si darebbe la colpa cosi’ generalizzata, ma si saprebbe che le colpe sono di chi nega i diritti ad una Regione, non di chi fa pagare una tassa a 250000 persone.
Questa tassa sana un’anomalia. Se un sardo ha una seconda casa in Sardegna, e ci va in vacanza o l’affitta, dove paga le tasse? In Sardegna. Ma se il proprietario e’ un milanese, la Sardegna non vede un euro. Anche se il costo ambientale e’ in Sardegna, il reddito e’ prodotto in Sardegna e i servizi utilizzati dal proprietario dell’immobile li paga la Sardegna. Ti sembra giusto? Ora, e’ la Sardegna che mette una tassa ingiusta oppure e’ lo Stato centrale ad essere ingiusto? Sono due ingiustizie, uno dei due deve rinunciare, o lo Stato o la Regione. Protestate con lo Stato per non pagare nell’Irpef la seconda casa, riparerebbe a due ingiustizie anziche’ ad una sola.
> Perchè si giustifica siffatta imposizione asserendo che in altre località tutto si paga più caro, tutti sono sottoposti a maggiori pesi e/o balzelli fiscali cercando di far digerire all’interlocutore come se ciò rappresenti una buona e giusta cosa e che quindi più si spenna il pollo e meglio è. E’ normale, lecito, conveniente e giusto che anche la Sardegna rincorra a tali soluzioni.
Io non l’ho mai fatto perche’ non e’ la motivazione.
> Probabilmente la verità sugli obiettivi che si vogliono perseguire con dette tassazioni risiede in tutt’altra parte!
Esatto, purtroppo non sono riuscito a spiegarli bene evidentemente.
- La tassa sui beni di lusso;
- Sono Soru contro tutti.
Mi raccomando, sempre stando attenti a non dar troppo peso a termini giornalistici.
125 mario Castelli // 15 giu 2006 alle 10:40
Carissimo Luca Vinci,
ti posso garantire che oltre a spiegarti bene ti fai capire ancora meglio!
126 Marco // 15 giu 2006 alle 18:48
Sono daccordo con Luca Vinci in merito al versamento dell’IRPEF relativa alle seconde case in Sardegna, alla regione. Aggiungo anche che sono favorevole al raddoppio dell’ICI (purché la paghino anche i Sardi ovviamente, sia nati, sia residenti). La Sardegna ed i Sardi onesti, meritano qualunque sacrificio: Soru NO!!!!!!!
Cordialità. Marco
127 galatea // 18 giu 2006 alle 13:06
Attenzione proprietari non sardi di seconde case in Sardegna
Il telefono Blu sta raccogliendo firme per i ricorsi al tar e alla corte europea contro la legge Soru questo e’ l’unico modo legale per sospendere i pagamenti in attesa delle sentenze
http://www.telefonoblu.it indirizzo e mail: telblu[AT]tin[PUNTO]it
Un caro saluto a tutti.
128 Luca Vinci // 18 giu 2006 alle 13:14
Ciao Galatea, il tuo messaggio l’ho messo in attesa per poterlo modificare, il maiuscolo in Internet equivale ad urlare, quindi per rispetto verso chi legge ho dovuto trascriverlo in minuscoli. E per evitare spam verso indirizzi email ho modificato l’indirizzo email di telefonoblu, credo si capisca anche cosi’ pero’. Spero solo che queste azioni portino ad un dialogo e non ad un chiudersi ciascuno nelle proprie convinzione senza guardare alle ragioni dell’altro!
Ciao e buona domenica.
129 galatea // 18 giu 2006 alle 14:34
Caro Luca.
grazie per avermi risposto. i problemi economici della sardegna non possono essere risolti con la promulgazione di una legge iniqua che discrimina a favore i nati e iresidenti in sardegna dal resto dei cittadini della UE, creando un mercato preferenziale per i sardi e violando sia il principio di uguagilanza del cittadino italiano di fronte al fisco che il principio della libera circolazione di beni e capitali all’inerno della UE.
dipiacciono e indignano affermazioni strasentite del tipo: i turisti hanno rovinato le coste sarde, i turisti sporcano e spendono poco, noi vogliamo solo il turismo di alto bordo, la sardegna e’ nostra, noi siamo dei poveri disgraziati, voi siete ricchi,pagate e zitti.
a costoro dico :tutto cio’che e’ stato costruito in sardegna sulle coste e altrove e’ stato fatto grazie a licenze edilizie dei comuni sardi, mi sembrrerebbe che anche i meno abbienti avessero il diritto ad andare in vacanza. Credevo che la sardegna facesse parte dell’italia e dell’europa. last but not least, se le seconde case dei continentali e dei citttadini della UE vengono considerate come beni di lusso da tssare senza pieta’, perche’ le seconde, terze, quarte case dei sardi non lo sono?
Ecco a me sembra che nelle ragioni degli altri ci sia molta malafede.
130 Luca Vinci // 18 giu 2006 alle 14:53
E una soluzione che venga incontro alle esigenze di entrambi come quella che ho esposto in qualche commento piu’ sopra:
“La soluzione piu’ ovvia e logica del problema non e’ quella di rispondere a questa iniquita’ con una legge altrettanto iniqua, che fa pagare 2 volte il cittadino italiano non residente, ma quella di versare direttamente alla Sardegna l’Irpef riguardante il reddito presunto per le seconde case dei non residenti (anziche’ allo Stato).”
Come la vedresti?
Comunque si sono sentite dichiarazioni che indignano da vari fronti, da chi e’ pro e da chi e’ contro.
Quando dici: “a me sembra che nelle ragioni degli altri ci sia molta malafede” chi intendi con altri?
131 galatea // 18 giu 2006 alle 15:09
coloro che sostengono le ragioni ( antifrasticamente parlando) della legge soru.
benissimo a versare l’irperf direttamente alla Sardegna, oppure bene a istituire una piccola tassa di soggiorno per i turisti, bene alla rivalutazione degli estimi catastali di tutti in Sardegna, che sono per lo piu’ esigui.
Ma soprattutto lotta all ‘evasione fiscale riguardo agli affitti delle seconde case nell’isola.
un caro saluto.
132 mariano // 18 giu 2006 alle 16:09
il fatto che il governo non si e’ ancora pronunciato la dice lunga, se si pronuncia per questa tassa allora si deve pronunciare anche sul contenzioso entrate della sardegna, forse e per questa ragione che fa’ le orecchie da mercante.
visco ha fatto un’intervento timido. Quando in sede europea verra’ bocciata, spero che chiedano almeno le ragioni del perche’ e’ stata introdotta,saluti
133 mariano // 18 giu 2006 alle 16:24
speriamo che nuove iniziative prendano piede al sud della sardegna, e all’interno, in gallura siamo gia’ al limite della sopportazione. non vogliamo piu’ turisti di quelli che gia’ci sono, per carita’, non e’ una questione di odio verso il turista anzi il turista e’ sacro, ma venite a luglio a vedere coi vostri occhi, sempre che il fumo degli incendi ve lo permetta. basta col dire che ci vuole il turismo tutto l’anno, non c’e’ bisogno di turismo anche a gennaio
sei mesi sono piu’ che sufficenti
134 galatea // 20 giu 2006 alle 18:57
caro luca spero che permetterai la pubbliazione e seguente file che contiene istruzione precise per aderire a ricorsi collettivi al Tar e alla UE
contro la legge soru xon la modicissima spesa di cento euro ciascuno.
cari saluti a tutti.
135 Luca Vinci // 20 giu 2006 alle 19:26
Ciao Galatea, ho pubblicato il tuo commento con le istruzioni che mi hai mandato, anche se ad essere sincero non mi convincono queste procedure.
Cordialita’
Luca
136 galatea // 20 giu 2006 alle 22:53
grazoe per il link, che cos’e’ che non ti convince?
tea
137 enrico // 21 giu 2006 alle 14:10
Per Galatea e voi tutti, dal sito ordineavvocaticagliari non risulta nessun Farci Piergiorgio come avvocato ne’ come praticante abilitato, io al vostro posto prima di inviare soldi mi informerei bene
Ciao
138 Luca Vinci // 21 giu 2006 alle 16:28
@ Galatea: non mi convince la procedura e la somma.
@ Enrico: Il numero di telefono e lo studio risultano dell’Avv. Ciulli Fabio. per precauzione ho cancellato il testo inviatomi da Galatea, se dovessero essere smentiti i miei dubbi lo ripristinero’.
139 Stefano // 21 giu 2006 alle 21:29
Invio quanto ho recentemente scritto al Presidente Soru.
“Egregio Presidente Soru,
immagino che di questi tempi riceverà diverse lettere da parte di chi, a torto o ragione, non ha gradito la nuova imposta sulle seconde case ad uso turistico recentemente approvata.-
Non so pertanto se avrà il tempo di leggerla e di rispondermi.-
Molti anni fa ho investito tutto quello che avevo in un piccolo monolocale, da ristrutturare, nella vecchia Alghero. Premetto che è l’unico immobile che ho e che di fatto considero la mia prima ed unica casa. Purtroppo non sono sardo e non sono residente e pertanto dovrò pagare, per un locale più servizio di circa 35 mq., 1.080,00 euro l’anno (Euro 900 + 20%), come disposto dalla legge in oggetto.
Mi consenta di osservare che 1.080,00 Euro (pari a circa 2.100.000 delle vecchie e care lire) sono, per il mio bilancio familiare, una cifra non indifferente (sono un semplice impiegato di banca).-
Posso comprendere benissimo le ragioni che Vi hanno spinto a dover varare un simile provvedimento, ma – mi consenta nuovamente (scusi se utilizzo questo intercalare usato spesso da un noto personaggio politico) io avrei fatto un distinguo tra i “ricchi continentali” che hanno la villa e/o attici vista mare e tutti quelli che amano veramente la Vostra isola (anche se è Italia non voglio surrogarmi il diritto di dire “la nostra isola”) e che come me hanno investito i propri risparmi in un piccolo immobile senza scopo di lucro.-
Si sarebbe potuto, per esempio, esentare chi ha nel territorio regionale sardo un solo un immobile (quale seconda casa) sotto i 60 mq. , considerando che chi rientra in questa fascia non è certo ricco ed agiato ma un semplice risparmiatore che ha investito in Sardegna invece che in BOT; si sarebbe potuto – in alternativa – introdurre una specie di ICI Regionale, facendo pagare una percentuale ragionevole o una quota fissa in base ai reali mq. di proprietà. Insomma, soluzioni meno pesanti per quelli che hanno un piccolo immobile in terra Sarda.-
Sono inoltre convinto che i veri ricchi, quelli che d’estate imperversano e spesso danneggiano con un turismo arrogante la Vostra Isola, troveranno senza dubbio, potendo permetterselo, varie soluzioni per aggirare l’ostacolo come, per esempio, intestare (se non già fatto da tempo) le proprietà a società immobiliari con sede legale in Sardegna. Sbaglio?
Finiranno pertanto per pagare le tasse, che continuo a considerare sproporzionate, i deboli come me. E questo non lo ritengo giusto, specialmente se imposte da una coalizione come la Vostra che sta dalla quella parte politica che dovrebbe avere un maggior riguardo per chi ricco non lo è.
Amo la “Vostra” isola e non farò come tanti che venderanno e non verranno più: pagherò, facendo qualche sacrifcio, quello che per legge devo, non tralasciando di dirLe che mi sento “amareggiato” dal trattamento fiscale applicatomi da una Regione che considero la più simile all’ Eritrea dove sono nato, io figlio di emigranti siciliani in Africa Orientale oggi residente in una Lombardia che non è la mia terra.-
Con stima.-”
140 galatea // 23 giu 2006 alle 20:00
Luca, mi permetto di osservare che lo studio legale dove Il Dott Ciulli lavora e’ lo studio Avv. Giovanni Dore, Fabio Ciulli a cagliari, che sono stati scelti dal ASS. Consumatori Telefono Blu pwer rappresentarli in sede legale.
E momto probabile che il Dott Farci sia un esperto in leggi comunitarie e non sia un avvocato.
detto questo, mi piacerebbe che tu supportassi con delle pezze di appoggio ( ragiolni legale concrete)la tua affermazione non mi piacciono la somma e la procedura. oppuer vai naso o a istinto?
141 galatea // 23 giu 2006 alle 20:00
volevo scrivere Dott Farci
142 Coordinamento di Associazioni a Tetela Utenti e Consumatori VOGLIO VIVERE // 23 giu 2006 alle 22:41
Comunicato Stampa
20 giugno 2006
Cronaca Nazionale
FERRAGOSTO TASSA SORU NON TI CONOSCO !!
OLTRE IL DANNO LA BEFFA: CHI DEVE PAGARE NEMMENO LO SA
“Sciopero ad oltranza fino a che Soru non abolirà questa tassa ingiusta che tanto male fa alla Sardegna!!” ribadisce Anna Massone Presidente Nazionale del Coordinamento di Associazioni a Tutela di Consumatori e Utenti”.
“Il primo giugno decorrono i 60 gg. per pagare la cosiddetta tassa sul lusso CHE LUSSO NON E’. Ciò significa che se non si paga entro il primo agosto ci si vedrà costretti a pagare oltre la tassa anche le sanzioni e gli interessi.
La Regione Sardegna ha predisposto i moduli di conto corrente postale ma non essendo ancora stato istituito l’apposito ufficio, benedetta organizzazione (sic!), non sa come e quando farli pervenire ai malcapitati contribuenti (il tutto è ancora allo studio). Per le barche e gli aerei non ci sarebbero problemi, saranno infatti le capitanerie di porto e gli aeroporti a farsene carico, mentre per i RICCHISSIMI proprietari di monolocali potrebbero esserci problemi: infatti non è da escludere che molti rinuncino alle vacanze in Sardegna e restino a casa per mancanza di soldi o, come peraltro da noi suggerito, con lo sciopero del turista!
Dalle adesioni allo sciopero che ci sono pervenute sembra emergere che la stragrande maggioranza degli italiani ignori il significato di seconda casa, in particolare in Sardegna.
Chiariamo che anche se abitiamo in una casa in affitto a Milano (Torino, Napoli, etc) il monolocale acquistato a Santa Teresa (o altre località) è pur sempre per il fisco una seconda casa e quindi Soru non vede l’ora di tassarla. Attenzione, quindi! Tutti coloro che hanno a qualsiasi titolo una proprietà in Sardegna si informino al più presto chiamandoci allo 010-5958259 oppure al 339-7518137 onde evitare di dover pagare il doppio o il triplo.
Come promesso stiamo collaborando con autorità e politici per ottenere l’abrogazione di questa “TASSA INFAME” o meglio tassa che porta alla fame……………
Confidiamo nella sensibilità e nell’iniziativa dei Sindaci sardi che vorranno astenersi dal riscuotere la tassa. Precisiamo che noi non siamo per la cementificazione della Sardegna bensì per il tanto osannato sviluppo sostenibile che non può prescindere da un’oculata gestione del territorio (e la Sardegna non è certo un esempio di sovraffollamento).
143 Luca Vinci // 23 giu 2006 alle 22:54
@ Galatea: ho gia’ espresso piu’ volte il mio pensiero, per questo non mi piace la procedura, non perche’ sia Tizio o Caio ad intraprenderla, ma esclusivamente per il fatto che si ricorra per vie legali. Il dubbio della somma e’ l’istinto che mi fa pensare male ogni volta che senza la giusta informazione si chiede del denaro. Comunque non riapriro’ il link alla pagina informativa, chi vorra’ informazioni le chieda direttamente a Telefono Blu. Non voglio correre rischi di dare informazioni sbagliate su numeri di telefono o nomi, o indirizzi, o c/c.
Chi ritiene necessario agire per vie legali puo’ contattare direttamente l’associazione per consumatori.
@ Coordinamento di Associazioni…: non metto il recapito telefonico, se qualcuno lo vuole puo’ chiederlo nel vostro sito.
Cordialita’
Luca
144 Giuseppe // 24 giu 2006 alle 20:50
Ciao Luca,
ultimamente devo notare che purtroppo stai evidenziando parecchia faziosità.
Non mi piace il tuo attacco a Galatea perchè “esclusivamente per il fatto che si ricorra per vie legali”.
Ma scusa il tuo amico Soru non sta ricorrendo a mezzi pseudo-legali per tassare il lusso dei non residenti, esentando però di tassare lo stesso lusso dei residenti.
Dimenticavo la situazione non ti tocca tanto Tu sei residente.
Spero Tu possa tornare a discutere tranquillamente sul merito della situazione tralasciando i volantini elettorali.
145 galatea // 25 giu 2006 alle 07:35
tutti si e’ autorizzati a avere le propie opinioni ma scrivere riguardo al telefono blu ‘:il dubbio della somma mi fa pensare male ogni volta che senza la giustas informazione si chiede denaro’ incoraggia la gente a dubitare della iniziativa di telefono blu,e la incoraggia a non aderire. Ora se fosse vero che Telefono blu e’ un’associazione truffaldina sarebbe un gran servigio quello che ci renderesti. ma in caso contrario? Hai avuto tutto il tempo per informarti e non l’hai fatto, cosa che sarebbe stata doverosa da parte tua. informati su telefono blu su Farci, sullo studio Dore e ciulli. Informati sulle procedure di cui sopra, sulle quali emetti giudizi vaghi e ambigui. alla tua affermazione :’ non mi piace la procedura esclusivasmente per il fatto che si ricorra alla vie legali’, ti domando quali sonole alternative:
pagare e stare zitti? oppure?
146 Luca Vinci // 25 giu 2006 alle 09:10
@ Giuseppe: non ho attaccato nessuno, il fatto che a mio avviso sia meglio ricorrere a metodi di persuasione pacifici piuttosto che a denunce o boicottaggi, o simili, mi fa dire che non mi piacciono le vie legali. E’ un opinione personale naturalmente, liberissimi di procedere per vie legali ogni volta che vi pare, ma io la penso cosi’. Rispetto le vostre opinioni ma non accusatemi di faziosita’ per questo.
@ Galatea: se fossi sicuro che gli indirizzi e i nomi degli avvocati siano di Telefono Blu li avrei pubblicati, proprio perche’ non ne sono sicuro ho detto che: “il dubbio della somma mi fa pensare male ogni volta che senza la giusta informazione si chiede denaro”. Senza giusta informazione significa senza fonti e riscontri sicuri. Mi avessi dato il link a Telefono Blu, avrei pubblicato tranquillamente, ma cosi’ nel dubbio preferisco non farlo. E se tu volessi truffare qualcuno? E se avessi messo (anche in buona fede per errore) un indirizzo errato delle coordinate bancarie? Sei consapevole che in questo caso ne risponderei anche io di truffa perche’ ho pubblicato queste informazioni fasulle? Capisci la mia posizione? Spero capisca il motivo del mio dubbio, non su telefono blu, ma su cio’ che mi hai scritto tu, che non conoscendoti non posso fidarmi ciecamente senza una fonte attendibile che confermi. Ho dato il link a Telefono Blu’, se qualcuno e’ interessato puo’ benissimo informarsi direttamente li. Io non ho intenzione di chiedere conferma perche’ non e’ mio compito.
Non credo di influenzare nessuno esprimendo le mie opinioni, se dico che a me non piacciono le vie legali non credo di impedire nessuno di farlo. Se dico che nutro dubbi sul citare indirizzi, nomi, informazioni, non confermate, non credo di essere in torto. Se mi dici che sono in torto perche’ non chiedo conferma a Telefono Blu’, allora posso anche accettarlo, ma non e’ un mio interesse, forse scrivero’ loro una mail per chiedere conferma, ma forse non lo faro’, meglio che chi e’ interessato chieda direttamente a Telefono Blu, non voglio responsabilita’ di cose di cui non ho alcun compito.
Oltrettutto non e’ l’unica iniziativa, concentrarmi esclusivamente su quella di Telefono Blu non sarebbe corretto nei confronti delle altre. Qualcuno potrebbe preferire aspettare che la situazione venga chiarita. E non vedo perche’ chi cerca le informazioni su questo blog, non le possa cercare direttamente alla fonte, io non scendo nello specifico, do il link, poi se uno e’ veramente interessato chiedera’ direttamente ai promotori dell’iniziativa, altrimenti non e’ mio compito risolvere i problemi altrui.
Cordialita’ ad entrambi (nonostante mi sia sentito aggredito)
Luca
147 galatea // 25 giu 2006 alle 12:09
e’ esattamene quello che ho voluto dire. Le tue affermazioni sono censurabili perche’ sottindendono che il telefono blu sia un ‘associazione truffaldina. A mio avviso avresti dovuto informarti e smentire se era il caso.
in quanto alla tua affermazione :’non mi piacciono le vie legali perferisco metodi pacifici’ dal sillogismo ne consegue che le vie legali non siano metodi pacifici. ?!?
queste mie affermazioni non vanno intese come un attacco personale. non condividendo certe tue affermazioni ,esprimo le mie riserve basandole su argomenti concreti. in ogni caso we can agree to disagree.
ricambio i saluti
148 Luca Vinci // 25 giu 2006 alle 15:13
@ Galatea: evidentemente non riesco a spiegarmi. Non ho detto nulla contro Telefono Blu, ho detto che non pubblico indirizzi, nomi e coordinate bancarie senza che mi si fornisca la fonte. Inoltre non capisco perche’ dovrei privilegiare questa associazione piuttosto di un’altra. Per cui metto volentieri i link, ma senza andare oltre. Ricorrere a vie legali non e’ certamente un metodo “pacifico”, si potessero risolvere le questioni di comune accordo non si andrebbe per vie legali non credi? Io queste tue affermazioni le prendo come attacco personale, perche’ travisi cio’ che scrivo, perche’ non riesco a spiegarti che non posso pubblicare certi dati senza l’autorizzazione scritta degli interessati, e anche perche’ potrebbero essere inesatti, ho scritto una mail a Telefono Blu chiedendo conferma sulla veridicita’ dei dati da te inviatemi, se dovessero essere giusti li pubblichero’ volentieri, ma fino ad allora evita di darmi del fazioso o dire che le mie affermazioni sono censurabili.
Io ho scritto questo: “Senza giusta informazione significa senza fonti e riscontri sicuri. Mi avessi dato il link a Telefono Blu, avrei pubblicato tranquillamente, ma cosi’ nel dubbio preferisco non farlo. E se tu volessi truffare qualcuno? E se avessi messo (anche in buona fede per errore) un indirizzo errato delle coordinate bancarie? Sei consapevole che in questo caso ne risponderei anche io di truffa perche’ ho pubblicato queste informazioni fasulle? Capisci la mia posizione? Spero capisca il motivo del mio dubbio, non su telefono blu, ma su cio’ che mi hai scritto tu, che non conoscendoti non posso fidarmi ciecamente senza una fonte attendibile che confermi.”
E tu lo interpreti cosi’: “Le tue affermazioni sono censurabili perche’ sottindendono che il telefono blu sia un ‘associazione truffaldina.”
Io scrivo questo: “il fatto che a mio avviso sia meglio ricorrere a metodi di persuasione pacifici piuttosto che a denunce o boicottaggi, o simili, mi fa dire che non mi piacciono le vie legali.” Forse sarebbe stato piu’ corretto scrivere “non mi piace riccorrere per vie legali” al posto di “non mi piacciono le vie legali”, ma il senso era intuibile a meno di non voler fare polemica sull’aria fritta.
E tu lo interpreti: “dal sillogismo ne consegue che le vie legali non siano metodi pacifici.”
Domani o dopo cancellero’ questi ultimi commenti polemici miei tuoi e di giuseppe.
149 Antonio // 25 giu 2006 alle 15:32
@Luca
Una volta tanto sono d’accordo con te: infatti non sarebbe corretto pubblicare i link diretti come te li avevo inviati. Mi fa piacere che comunque per altre strade si sia giunti allo stesso risultato. Sul sito del ricorso di telefono blu è esplicitamente scritto che non è consentito inserire dei link senza la loro autorizzazione. Quindi la via più corretta è dare la comunicazione con le indicazioni per trovare il sito.
Non mi trovi d’accordo invece sul resto; penso che adire le vie legali sia il minimo che si possa fare.
L’associazione “Voglio vivere” ha indetto lo sciopero del turista che io quest’estate attuerò. Non solo, ma da quando ho avuto notizia della legge e fino a quando resterà in vigore io non ho acquistato e non acquisterò nessun prodotto che provenga dalla Sardegna. Non credo sia nè una questione di poco conto, nè una questione di cui si possa discutere serenamente.
150 galatea // 25 giu 2006 alle 15:43
tue testuali parole: ‘il dubbio della somma e’ l’istinto che mi fa pensare male, male ogni volta che si chiede denaro senza la giusta informazione.’
queste sono le affermazioni che avresti dovuto supportare con delle pezze di appoggio o smentire. te ne saremmo stati tutti grati in un caso o nell’altro, a parte l’anacoluto contenuto nella tua frase, che ti perdoniamo comunque.
in quanto ai metodi pacifici, quali proponi ?andare davanti a Soru e offrirgli un pagamnetoi n natura, dato che i 60 gg per pagare il balzello scadono agli inizi d ‘agosto? con pagamento in natura ben’inteso io tendevo che so un baratto, 10 kg di zuccchini, 30 l dilatte della mia mucca del Jersey , 10 kg di miele dell mie api, due prosciutti a ottobre e magari due bacini della badante di mio padre che ha solo 20 anni, e’ bionda , alta e viene dal’ ucraina.
che dici basterebbero? vai censura. censura. io mi sono salvata tutto il file sul mio pc.
151 Luca Vinci // 25 giu 2006 alle 15:43
@ Antonio: Grazie, allora non mi spiego cosi’ pessimamente
. Hai ragione ognuno agisca come preferisce, sono questioni probabilmente squisitamente caratteriali, sono un sognatore, idealista e forse anche ingenuo, sono convinto che quasi tutto (specie queste cose che effettivamente sono di poco conto) si possa risolvere discutendone serenamente. Forse non e’ cosi’, ma preferisco si tentino queste vie prima di ogni altra (scioperi, ricorsi, denunce, boicottaggi) e lo dico e cerco di convincere gli altri.
152 Luca Vinci // 25 giu 2006 alle 16:02
@ galatea: e lo ribadisco: “il dubbio della somma e’ l’istinto che mi fa pensare male, male ogni volta che si chiede denaro senza la giusta informazione”, tu hai scritto un testo, senza citare fonti, poteva essere inventato da capo a piedi, ragion per cui ho mandato una email a Telefono Blu per avere maggiori informazioni e per sapere se cio’ che hai scritto corrisponde al vero. Truffe se ne vedono tante, e tu potevi benissimo essere caduta in una di queste e inconsapevolmente protrarre un’informazione di cui non hai citato la fonte. Avessi scritto: “queste sono informazioni trovate in questa pagina del sito… o del giornale…” avrei provveduto ad accertare se avevi copiato bene e chi era l’associazione che proponeva questa iniziativa. Ma cosi’, un vago “Telefono Blu’”, senza che loro pubblicassero nulla sul loro sito a riguardo, non potevo pubblicarlo io, ragion per cui appena mi risponderanno decidero’ il da farsi.
Se io avessi scritto il testo che tu hai pubblicato, ti pare che non era autorizzato un lettore a pensare male, perche’ il mio non e’ il sito di telefono blu, non ho l’autorevolezza necessaria per pubblicare simili inviti, il sito di telefono blu non fa cenno a nulla di cio’ che hai scritto ecc.
Io non dubito di telefono blu o di sue iniziative, dubito del testo che mi hai scritto perche’ non hai l’autorevolezza di scriverlo, dovevi supportare questa mancanza con una citazione della fonte, cosa che non hai fatto. Tutto chiaro? Salva salva, tutti questi inutili sproloqui miei e tuoi. Se li usi per scrivere un libro voglio la percentuale.
Saluti.
153 Mario // 15 lug 2006 alle 18:36
Come era prevedibile, il Governo ha impugnato la legge della tassa sul lusso , con particolare
Riferimento alle seconde case dei non residenti. Ma come è stato possibile pensare che in uno
Stato di diritto il cittadino non residente sia da considerarsi fiscalmente diverso da quello residente e che la nascita in Sardegna sia un valido motivo di esenzione , per sé ed i propri familiari ( ius sanguinis…) ? A questo punto, nonostante i sofismi messi in atto dalla giunta Soru dopo la bocciatura della legge, nel tentativo di gabellare come “ambientale” un’ìmposta che in realtà rappresenta una smisurata, doppia imposizione sulla seconda casa, gli emigrati sardi con i loro familiari e tutti i possessori di seconde case entro 3 km dal mare, residenti e non residenti, sardi e non sardi, dovranno pagare la suddetta tassa, qualora non venga abolita : la legge non si può piegare ai propri bisogni ed ha la caratteristica di essere uguale per tutti . Coloro che hanno gioito ed appoggiato la giunta perché a pagare erano gli altri, forse ora, con queste prospettive, preferirebbero che questa iniqua legge, una legge boomerang, non fosse mai stata varata. Siamo sempre in tempo, liberiamoci di questa smisurata ed iniqua tassa e rivolgiamoci allo Stato per ottenere quanto dovuto ( vertenza sulle entrate) ed in particolare, per le seconde case in Sardegna, il diretto pagamento alla regione sarda della relativa quota Irpef.
E’ di oggi la notizia dello svolgimento, in autunno, di un referendum sulla”legge salvacoste”: una eventuale ridiscussione di questa legge rappresenterebbe il venir meno di uno degli argomenti fondamentali a sostegno della tassa sul lusso. Altro motivo , qualora non bastassero tutti quelli noti, per il ritiro immediato dell’iniqua imposta.
Leggi siffatte, come quella della tassa sul lusso, rappresentano un andare a ritroso nel tempo, mortificando il turismo , l’economia e lo sviluppo dell’isola.
154 Luca Vinci // 16 lug 2006 alle 08:32
@ Mario: bocciare la legge salvacoste per tornare ad un abusivismo e ad una cementificazione costiera solo perche’ da qui e’ partito il governo regionale per la tassa sulle seconde case mi pare eccessivo. Il problema dell’iniquita’ della tassa era evidente e ovvio, la soluzione deve essere trovata in un accordo tra Stato e Regione, sulle quote in arretrato e sulla ridefinizione delle quote future delle imposte, altre regioni a statuto speciale ricevono quote vicino al 100% (se non proprio il 100%) delle imposte pagate nel territorio regionale, le percentuali date alla Regione Sardegna sono basse, vanno adeguate, e nonostante siano basse si e’ arrivati alla triste situazione di credito verso lo Stato per 4 o 5 miliardi di euro.
La bocciatura dallo Stato era inevitabile, per questo dicevo a tanti di non fasciarsi la testa prima di rompersela. Ora vedremo cosa decidera’ il governo regionale (che comunque ha usato questa tassa per definire due principi, l’autonomia impositiva, che e’ stata confermata, e il credito verso lo Stato, di cui spero si parlera’ nei prossimi mesi.
Il resto, le tasse su seconde case, ecc. sono questioni subordinate a questo problema, risolto il quale non avranno piu’ ragion d’essere neppure le prime.
155 Mario // 17 lug 2006 alle 13:03
Non si tratta di bocciare la legge salvacoste, che riscuote ,con adeguate modifiche, il mio consenso, ma di bocciare senza possibilità di appello la supertassa sul lusso, con particolare riferimento alle seconde case. Voglio dire che una eventuale abolizione referendaria della legge salvacoste ed il mantenimento invece della tassa sul lusso, a prescindere da residenti e non residenti, comporterebbero un’ancora più palese iniquità nei confronti dei soggetti passivi di imposta, non più compensati dalla sbandierata, ma anche discutibile ed improbabile, rivalutazione dei beni immobiliari costieri.
156 Mario // 18 lug 2006 alle 14:16
Una delle cose di cui la giunta Soru sembra più fiera è il cosìddetto riconoscimento da parte del governo nazionale della potestà impositiva fiscale del governo regionale sardo. Il tacito consenso dei sardi residenti deriva da una erronea valutazione di questo bel risultato, nel senso che tutte le tasse riguarderanno sempre “gli altri”, non residenti e per lo più continentali. I fatti recenti però vanno in altra direzione , che è quella della legalità, cioè il rispetto delle regole in uno stato di diritto . L’impugnazione da parte del Governo della tassa sul lusso, con riferimento alle seconde case dei non residenti, significa semplicemente che non si possono discriminare i nati sardi dai non sardi ed i residenti dai non residenti, soprattutto qualora la loro quota Irpef sia versata direttamente alla Sardegna : nonostante le alchimie dei volenterosi di turno, la legge, per principio universale, non si può piegare a particolari convenienze ed interessi. La conseguenza di tutto questo è che , a meno che non si tratti di una tassa di scopo o di una tassa di soggiorno, ogni imposizione fiscale dovrà riguardare tutti coloro che, sardi e non sardi, residenti e non residenti, saranno legalmente identificati come soggetti passivi di imposta, in armonia con le leggi nazionali. Sotto questo profilo, l’intestardirsi sul mantenimento della tassa sul lusso relativa alle seconde case si può capire esclusivamente dal punto di vista dell’immagine politica dei promotori, ma non giustificare dal punto di vista dei legittimi interessi dei cittadini italiani, che di tasse sulla seconda casa ne hanno così tante da non sentire la necessità di un ulteriore , iniquo e smisurato balzello. In conclusione, prendiamo atto di questa potestà impositiva fiscale, ma non ne ingigantiamo la portata e le competenze, certi che non sarà questa la chiave di volta per pareggiare il bilancio regionale.
157 Avv. Piergiorgio Farci // 2 mar 2007 alle 20:46
Salve a tutti i partecipanti del forum,
sono l’Avv. Piergiorgio Farci, legale fiduciario dell’Ass. Consumatori Telefono Blu.
Volevo solo rammentare che nel mese di luglio 2006 la nostra Associazione, ed io in particolare, ci siamo mossi a sostegno di tutte quelle persone che non sono disposte a pagare ulteriori ed inutili tasse.
Sono consapevole del fatto che ci possono essere soggetti che approvano la normativa sulle tasse sul lusso ed è giusto rispettare tali loro convinzioni ma è altresì doveroso, per coloro che come noi ritengono profondamente ingiusta tale normativa, provare con tutti i modi leciti a nostra disposizione di eliminarla.
Abbiamo già provveduto a presentare alla Commissione UE un esposto ove evidenziamo l’illegittima disparità di trattamento tra soggetti solo in base alla loro nazionalità/residenza, e siamo convinti che possa servire a smuovere la situazione.
Grazie per ll’attenzione.
Cordiali saluti
158 salvatore // 4 mar 2007 alle 00:56
Emigrato mio malgrado
Gentili Signori del Forum,
mi chiamo Salvatore, ho 45 anni, sono nato a Nuoro da genitori sardi che, quando avevo dieci mesi si sono trasferiti a Roma.
Fino all’età di diciassette anni ho passato le mie interminabili vacanze scolastiche in Sardegna, laddove per “Sardegna” intendo tutto, con eccezione della gioiosa combinazione sole-spaggia-discoteca.
Da giugno a ottobre trascorrevo il tempo nelle campagne del nuorese a contatto con i miei parenti, che in italiano sapevano pronunciare solo la parola “carabinieri”.
Le mie vacanze da adolescente-sardo-emigrato erano fatte di camminate nei boschi (allora la parola trekking non esisteva), di contemplazione passiva di incendi rovinosi, di giochi con la “bardoffula” e il “tiralastico” o altri trastulli i che oggi, se ancora esistono, sopravvivono solo nei musei dalla civiltà contadina.
Passavo giornate caldissime e interminabili credendo di non far niente ma, mentre credevo di annoiarmi, assorbivo colori, odori, suoni naturali espressioni linguistiche ormai perdute. Ma di questo ebbi coscienza solo molto tempo dopo.
Fino all’età di sedici – diciassette anni, quando presi il coraggio di fare le prime vacanze da solo, avevo visto (e bevuto) piu’ vino “nero” (così nel nuorese chiamano il vino rosso) che acqua di mare.
Il connubio mare-Sardegna non aveva mai sfiorato la mia esperienza.
Certo, sapevo che c’erano dei continentali facoltosi che frequentavano la Gallura, ma nessuno che conoscessi aveva mai trascorso un’ora della propria vita su una spiaggia.
I miei compagni di giochi estivi affermavano che il mare fosse una cosa da ricchi, da donne viziate e da “frosci” (?!).
In sostanza il mio rapporto con il mare in Sardegna si esauriva nel breve sguardo al litorale olbiese, quando sbarcavo dal traghetto e, quattro mesi dopo, quando mi imbarcavo nuovamente.
Tornando dalle lunghissime vacanze era tristissimo varcare l’oceano Tirreno che divideva i due mondi a cui, volente o nolente, dovevo appartenere in pari misura.
Per i miei amici e cugini in Sardegna ero il “continentale”, per i miei compagni di scuola ero il “sardo”
I miei genitori a casa parlavano il sardo e io e i miei tre fratelli, tra il parlare domestico e le dotte frequentazioni estive, non potevamo non avere qualche problema di apprendimento a scuola.
Superai presto il gap culturale e credo di aver conservato il primato di essere stato l’unico alunno della Repubblica che era nello stesso tempo primo della classe e perennemente all’ultimo banco.
Quando mi fu concesso di organizzare una mia vacanza da solo, i miei amici mi chiesero di andare con loro in Sardegna.
Ero orgoglioso ed eccitato all’idea di poter portare i miei amici in un posto lontano, esotico, per cui tutti stravedevano e che per me era casa.
Mi accorsi però, che la mia Sardegna non era quella che i miei amici volevano.
Ognuno di loro conosceva molto meglio di me le spiagge, i locali notturni e quant’altro si accompagna ad una vacanza balneare tradizionale.
La mia Sardegna, nel migliore dei casi, suscitava disinteresse.
Lo schermo protettivo della lontananza tra i due mondi non c’era piu’.
In un attimo, da adolescente mi trovai a fare da campo di battaglia in uno scontro di civiltà.
Da una parte la mia parte sarda, tradizionale, familiare e, dall’altra, il benessere e la spensieratezza.
In uno slancio adolescenziale rinnegai la prima e abbracciai la seconda.
Ricordo la rabbia e la frustrazione di allora che mi fece odiare ciò che piu’ avevo amato e che pensavo di aver dovuto subire
Niente piu’ “ferie”, solo “vacanze”. Niente piu’ campagna, solo mare.
Pensai alla Sardegna come una striscia di sabbia intorno al nulla.
Passai da un eccesso all’altro e così andò per un paio di anni.
Un giorno di primavera mia madre e mio padre annunciarono che avevano intenzione di acquistare una casa in Sardegna in un paese chiamato Posada.
Dissero che si trattava di un vecchio rudere, nel centro storico del paese, che costava poco e che si sarebbe potuto ristrutturare con pochi soldi.
Mi precipitai a vedere e rimasi estasiato dalla bellezza del paese e del rudere.
Quel posto,però, non era solo bello, sebbene degradato, era la sintesi delle due realtà per me inconciliabili fino ad allora.
Respiravo l’odore di quando ero piccolo in campagna (su fragu ‘e pitzinnìa).
Stessi colori netti, il tempo sempre uguale nei vicoli minuscoli, un silenzio misterioso e, a poche centinaia di metri, un mare che decine di tour operators hanno sempre descritto in modo distorto.
Tutti in famiglia ci gettammo a capofitto nell’impresa del restauro che, definire ardito e pionieristico è riduttivo.
Prendemmo a modello, fotografandole, le vecchie case degli zii in Barbagia, gli stazzi di Gallura, le case del centro storico di Bosa, Lollove e Oliena.
Facemmo disegni di architravi, balaustre, inferriate , pavimenti di cotto , di ardesia e poi il granito per camini, i travi di ginepro da recuperare e riposizionare.
Studiammo l’impasto della malta e le miscele delle polveri colorate da mescolare al grassello di calce per il ripristino dei colori originali
Alla fine, quando il lavoro architettonico fu completato, con i miei fratelli saccheggiammo tutto il mobilio e l’arredo delle case dei parenti del nuorese.
Tutte cose di poco prezzo, ma di valore affettivo inestimabile.
Ogni cosa ritenuta estranea alla tradizione sarda fu rigorosamente bandita. Niente buganvillea, solo gerani, niente vasi di plastica, solo coccio ecc ecc.
Cominciai ad andare a Posada anche durante l’inverno e mi scopersi idiota nel meravigliarmi del fatto che a gennaio la Sardegna non è gialla, bruciata dal sole e solcata dai campers ma è verde e silenziosa come l’Irlanda.
Ora se posso evitare di andarci l’estate. lo faccio volentieri.
A Posada fummo dei pionieri ed il bello è che altri seguirono la nostra scelta.
D’altra parte perché Taormina, Capalbio, Sperlonga si e Posada no?
In circa venti anni il paese ha cominciato a ripopolarsi.
Le case antiche sono state e continuano ad essere restaurate, sempre meglio con sempre maggiore attenzione al passato. I residenti non confondono piu’ i concetti di “vecchio” ed “antico” e non si vergognano di ripristinare la casa come ai tempi dei loro nonni. Chi viene da fuori rifugge il finto antico di moda in Costa Smeralda.
A Posada la storia c’è già, va solo apprezzata.
Con il ripristino storico-architettonico è nata una nuova coscienza negli abitanti e nei non residenti.
Sono sorte iniziative culturali di ogni tipo, rassegne musicali eccellenti, convegni di storia e cultura ambientale.
Si è creato un “noi” omogeneo. Una comunità.
C’è una sola piccola splendida piazza con un bar (tzilleri) , dove la sera ci si ritrova tutti e quando dico “tutti”, non intendo le veline o i calciatori di Porto Cervo, ma i pescatori del Rio Posada, i contadini della piana sottostante il paese, le turiste splendide che vengono da Berlino o Stoccolma e che alloggiano nell’unico albergo del centro storico; ci sono gli studenti stranieri di una fantastica scuola di Italiano che una coppia di miei amici geniali e folli ha creato dal nulla.
Non è un turismo ricco da rivista patinata, non si farà mai del gossip.
Un turismo non invadente, amichevole, rispettoso dell’esistente a Posada esiste ed è un amalgama perfetto con i residenti.
Certo, non è un turismo ricco, non porta soldi, non ha gli yacht o gli aerei privati, ma non consuma il bene ambiente, non sporca, non inquina.
Per me, però, tutto questo finirà.
Non posso permettermi di pagare quanto la nuova legge Soru mi chiede. Non posso davvero, neanche volendo sacrificarmi. I numeri non me lo consentono.
Peccato, dovrò svendere la casa ad una società immobiliare milanese che mi ha contattato.
Non vendo solo quattro mura. Vendo il mio passato e come me tanti altri.
Con questo mio sfogo prolisso, spero di non aver offeso nessuno ma solo di aver potuto esprimermi in punta di piedi.
In verbis non fit iniuria.
Salvatore
159 Luca Vinci // 4 mar 2007 alle 09:06
Ciao Salvatore (emigrato tuo malgrado): la tua e’ una bellissima storia, e potrebbe avere un bel finale, per cui aspetta a vendere, potrebbe esserci un’interrogazione europea sulla tassa sul lusso. E poi volevo chiederti un’informazione. La tua casa quanto dista dal mare? Sei proprio a Posada o nella frazione di San Giovanni? Possibile che tu rientri proprio entro i 3 Km dal mare? Mi sembrava piu’ lontano Posada!
Ciao!
160 salvatore // 4 mar 2007 alle 11:17
Caro Luca,
Ti ringrazio per l’iniezione di ottimismo.
Quanto alla distanza dal mare, credo proprio di non sbagliare, tutto il borgo di Posada(a maggior ragione per la frazione S. Giovanni) sia ben all’interno della fascia dei 3km.
Quand’anche ne fosse oltre, la distanza non costituisce esimente dall’applicazione dell’imposta, semmai aggravante.
Ciao
S.
161 Luca Vinci // 4 mar 2007 alle 11:40
Ciao Salvatore, hai ragione, sono circa un chilometro e mezzo, due.
Comunque perche’ scrivi: “la distanza non costituisce esimente dall’applicazione dell’imposta, semmai aggravante”? A meno di cambiamenti consistenti ricordavo che la legge riguardasse esclusivamente le abitazioni entro i 3 Km dal mare! E’ cambiata? Scusa, non sono aggiornato su questa legge ultimamente.
Buona Domenica.
162 roberta // 17 apr 2007 alle 22:50
entro stasera per la prima volta e leggo qua e là frammenti di un lungo discorso che conoscevo poco e che credevo sospeso…eh, sì ho ricevuto proprio oggi dalla regione sardegna la lettera dall’agenzia delle entrate : devo pagare entro giugno una cifra PAZZESCA relativa al 2006, per un modestissimo appartamento comprato da finire nel 2005.Con sgomento non ho mai pensato che si potesse permettere una pazzia simile.
Pagare le tasse e vivere nel rispetto e nella legalità è giusto, ma non STROZZINARE così la gente comune, che ha ad oggi un grande torto: aver investito i risparmi di una vita in un isola in cui ha sempre creduto e sostenuto. mI RAMMARICO ANCHE DI LEGGERE la rabbia di alcuni sardi che si sentono raggirati e rovinati dalla nostra presenza: Io ho sempre accettato le vostre regole,ho rispettato e amato la vostra cultura, ho sempre pagato dicendo grazie.Andando oltre chiedo gentilmente a voi, che seguite da vicino l’evolversi della normativa, se potete tenermi aggiornata.e intanto tiro la cinghia per pagare entro giugno questa tassa sul lusso!!!
163 Beppe // 18 apr 2007 alle 00:44
SARDEGNA? NO GRAZIE – RIFIUTO IL RAZZISMO
Il periodo che stiamo vivendo è caratterizzato da incertezze e confusioni: morale, politica, valori che non vengono più trasmessi e che rischiano di naufragare nel breve futuro.
Una cosa però, volenti o nolenti, è certa: la strada imboccata e che giornalmente viviamo comporta una fase di intensa globalizzazione, che si traduce anche in integrazione di società e culture diverse, dove la comprensione sarà il fattore determinante per la qualità della sopravvivenza.
In questo contesto la “tassa Soru” (preferisco chiamarla con il nome dell’istitutore e non con l’eufemismo “tassa sul lusso” perché se tassa sul lusso è deve colpire tutti i ricchi) si presenta come azione antitetica e fortemente negativa: rispolvera le vecchie ideologie di separatismo e privilegi fondati su fattori generazionali, su diritti divini, per censo o basate su rivendicazioni. Questa sancita divisione fra “isolani” e “continentali” lacera ulteriormente un rapporto difficile di coesione dell’unità del paese definendo, per una regione sola, due ruoli di italiani ed avvalora la richiesta di altre regioni di separatismo fiscale, di equità di trattamento fra regioni a statuto ordinario e statuto speciale, insomma di istituire proprie regole nei propri confini; e tutto questo mentre si cerca di varare la Carta Costituzionale Europea per costruire un paese capace di affrontare le sfide del futuro. Ma soprattutto definisce la Sardegna incapace di promuove uno sviluppo economico autonomo senza ricorrere a tasse e balzelli aggiuntivi (applicate da uno stato sovrano a persone immigrate da un altro paese), ed aumenta il distacco culturale fra isolani e continentali (rinverdendo nei primi un sentimento di rivincita per il ruolo subalterno percepito e vissuto fino ad ora e nei secondi la sensazione di essere arrivati in un paese inospitale e soggetti a vessazioni.
L’azione del comandante Soru (Soru non governa, bensì comanda) apre nuovi possibili scenari: come negare il parlamento del Nord richiesto dalla Lega? (per quanto sia estremista la Lega non ha mai parlato di divisioni così laceranti del tessuto sociale); che dire se la Liguria applicasse tasse a passeggeri non liguri di navi in transito nei propri porti per compensare i disagi subiti?; ed ancora se la pianura padana, che sconta il più alto tasso di inquinamento (fra le quattro regioni al mondo più inquinate) a fronte di un pil prodotto ed in maggior parte “rifiscalizzato” alle altre regioni, introducesse la “tassa sull’aria” a danno di soggetti, privati e società senza genealogie regionali, che, svolgendo attività sul territorio e quindi usufruendo di infrastrutture non loro, causano aumento dell’inquinamento con annessi effetti collaterali?. Questi sono solo alcuni sbocchi possibili e prevedibili, altri sono lasciati alla libera fantasia di politici, governatori e comandanti locali, mentre in Europa si cerca di armonizzare i principi, i valori ed anche la fiscalità con l’obiettivo di riuscire a sopravvivere nelle sfide future.
Per questo diciamo NO a qualsiasi forma di divisione, diciamo NO a qualsiasi forma di razzismo: non ci sembra eticamente e moralmente corretto e vogliamo essere in grado di affrontare le sfide future.
Beppe
164 Stefano // 23 apr 2007 alle 10:36
Mi sono permesso di aquistare in Sardegna, un 50 mq. di casa dove raggiunta l’età
della pensione mi ritirerò per invecchiare e risiedere in eterno.
Ma in questo modo mi vedo i mie sacrifici ed i mie sforzi finanziari svanire, perchè se con 1600euro di stipendio ed una rata di 550 euro mensili penso che riuscire a mandare avanti una famiglia di tre persone non sia facile per nessuno se poi si aggiongono una tassa di 900 euro dovrò lasciarla in mano alla banca perchè io con 900 euro pago 2 rate del mutuo, quindi venute a mancare le due rate il proprietario della mia sognata casa diventa la mia banca, Se almeno mi fosse concessa la residenza, ma purtroppo anche quella resta un sogno
165 Silvano // 26 apr 2007 alle 12:01
….Si discute molto, ma si fa abbastanza poco, perchè la tassa sulle seconde case in sardegna è arrivata, e dal 1° al 20 giugno si dovrà pagare, chi più, chi meno, ma si dovrà pagare. Tra le tante cose, la lettera dell’agenzia delle Entrate riporta la legge e le sue modifiche in modo errato, e poi chiede noi che dobbiamo pagare di dichiarare che dobbiamo pagare e quanto, in poche parole la Regione Sardegna non sa nemmeno quante seconde case esistono sul suo territorio ne quale consistenza anno.
Percui chi deve pagare deve impiccarsi da solo dicendo alla regione sardegna quanto e dichiarando la tipologia di casa. Complimenti alla Regione “dei non so’ ma paga” perchè se non paghi ti mando la multa del 200%. Che schifo……!!
166 pippo // 2 mag 2007 alle 15:03
In questi giorni e’ arrivata dall’agenzia della r.a.s.per le entrate la tanto discussa tassa sulle seconde case.E proprio l’occasione come e’ stato giustamente detto dare le dimissioni da italiano.Sono molto indignato di questo balzello che d’improvviso mi ha fatto odiare una terra che ho sempre ammirato per la sua bellezza e per i suoi abitanti.A causa di una politica che ha badato a fare cassa come se fossimo tutti Berlusconi senza tenere conto che nel frattempo se qualcuno pensa solo alle sue tasche,sono costretto a pagare tanti altri balzelli (tassa sui rifiuti tutto l’anno anche se ci sto un mese.irpef,ici sulla seconda casa etcc..).Spero di disfarmi presto di questa piccola abitazione e di cancellare dalla cartina geografica l’isola della sardegna.Poi tanto per essere un tantino polemici perche’solo noi proprietari di case in sardegna dobbiamo pagare questa tassa e non chi ha la seconda casa sul resto del territorio italiano o un sardo fuori della sua isola, tutto cio’ mi sembra veramente ingiusto.Faccio presente che molti che hanno casa in sardegna e che l’affittano comunque partecipano a rinvigorire il terziario visto che comunque le persone che vengono accolte debbono per forza spendere nelle varie strutture dell’isola per fare la villeggiatura.Se non riusciro’ ad affittare visto che le cifre per guadagnarci dovranno subire un aumento chi verra’ in sardegna a spendere nel periodo estivo poiche’ immancabilmente ci sara’ una diminuzione degli arrivi,e anche noi per forza di cose spenderemo molto meno in ristoranti in souvenir etc. e molta roba la porteremo da casa visto che nel periodo estivo in sardegna aumenta tutto.Io spero che i concittadini dei politici sardi scendano in piazza per dimostrare contro questa tassa iniqua visto che anche loro inevitabilmente ci andranno di mezzo.
167 Deborah // 3 mag 2007 alle 12:27
Buongiorno a tutti.
Questa tassa sul lusso ha sconvolto molto anche me e la mia famiglia…..
mia mamma è una emigrata sarda, che per vari motivi è dovuta scappare dalla sua amata terra per trasferirsi in piemonte… nonostante cio, è sempre e dico sempre, tornata, ogni estate, nella sua terra a trovare i parenti,splendide persone, in compagnia del marito e dei suoi due figli….
poi i suoi genitori sono morti e per anni non è piu tornata,anche perchè gli affitti estivi sono ed erano troppo cari per le nostre tasche!!!!
due anni fa, è capitata la splendida occasione di acquistare una casetta piccolina,giusta per 4,cioè il nostro nucleo famigliare…. la gioia è tornata negli occhi di mia madre e soprattutto negli occhi miei e di mio fratello,cosi tanto amnti di quella splendida terra!!!e soprattutto della gente!!!!
la casa è stata intestata a noi2,ma purtroppo non abbiamo potuto prendere la residenza li perchè il lavoro e il resto della vita è ancora ancorata nel continente…
la casa è a tre km dal mare,quindi dovremo pagare sta famosa tassa……
secondo me DOVREBBERO ESCLUDERE DAL PRESUPPOSTO DELL’IMPOSTA, I SOGGETTI CHE SONO TITOLARI DI 2 CASA, FIGLI DI RESIDENTI O NATIVI in sardegna…. SI, perchè i figli di emigrati sardi, vogliono comunque mantenere un rapporto positivo con i parenti presenti nell’isola e NON LUCRARE SULLE SPALLE DI ALTRI!!!!!
VI PREGO DI PRENDERE IN SERIA CONSIDERAZIONE QUESTA POSSIBILE ESCLUSIONE DI SOGGETTI, CHE, FIGLI DI EMIGRATI SARDI, VOGLIONO MANTENERE COMUNQUE VIVO L’AMORE PER UN’ISOLA CHE SENTONO NEL CUORE IN MODO FORTE E INTENSO COME I PROPRI GENITORI SARDI…. Grazie per aver letto il mio commento e spero possa servire…..
168 massimiliano // 3 mag 2007 alle 13:53
In riferimento all’odiosa ed incostituzionale gabella imposta dalla giunta regionale sarda vi faccio presente che se il sig. Soru vuole questi soldi(premetto che sono un impiegato del comune di roma)i, allora deve fare in modo che io possa usufruire di tutti i servizi che un contribuente proprietario di un immobile puo’ pretendere: vi faccio un esempio, per raggiungere la mia casa vicino Villasimius debbo fare un bel pezzo di strada sterrata, piena di buche e debbo addirittura attraversare il letto di un ruscello, che in caso di pioggia non permette l’attraversamento se non con un fuoristrada; il secchione delle immondizie piu’ vicino, 1 o 2 al massimo (quindi insufficienti perlopiu’ una discarica puzzolente a cielo aperto) si trovano ad un chilometro, situati su una strada provinciale a percorrenza veloce per cui si rischia la pelle ogni volta che ci si ferma a gettare l’immondizia, peraltro caricata nella propria macchina.
L’illuminazione della strada sterrata suddetta non c’è, per cui vi lascio immaginare cosa significa guidare in quelle condizioni, ci vorrebbe un mulo cresciuto in quella zona! E del biglietto della tirrenia per arrivare a cagliari ne vogliamo parlare? quest’anno ad agosto con la cabina ed auto al seguito ci vogliono oltre 720,00 €uro!!!!!!Posso proseguire con la lista dei disservizi fino all’infinito, ma l’amore per la terra sarda mi impedisce di proseguire senno’ qualcuno potrebbe dire cosa ci vengo a fare tutti gli anni.
L’unica cosa che aggiungo è che non sono del tutto contrario a pagare qualche tassa, ma innanzitutto bisogna che la stessa sia commisurata al reddito perchè non è possibile che io paghi la stessa cifra che paga un miliardario! Mi sembra un sopruso, una vera ingiustizia contro la quale sembra impossibile difendersi…………..siamo tornati al Medioevo quando i feudatari imponevano tasse ed addirittura possedevano le mogli dei contadini? MI aUGURO DI NO E SPERO ARDENTEMENTE CHE IL GOVERNO DIA ALLA REGIONE SARDEGNA CIO’ CHE DEVE IN MODO CHE LASCINO IN PACE I PICCOLI PROPRIETARI CHE HANNO FATTO E FANNO TUTT’ORA SACRIFICI IMMAGINABILI PER MANTENERE LA CASA AL MARE!
Che dire, spero soltanto che mi restino i soldi per il maialetto di ferragosto.
169 Deborah // 7 mag 2007 alle 10:58
Sono perfettamente d’acordo con Massimilano…….
anche vicino a casa mia (villasimius) non c’è illuminazione pubblica e cio’ è molto molto triste nel 2007……..
E’ anche vero il fatto che la tassa sul lusso va, e deve essere, commisurata in base al reddito che produce annualmente ogni persona interessata e richiamata al pagamento della stessa….
170 Tony // 10 mag 2007 alle 14:16
Buongiorno, d’accordo a metà con gli ultimi interventi. Possiedo un piccolo appartamento a Costa Rei e trovo gli stessi inconvenienti elencati, e con questo sono d’accordo. Ma la tassa no, non va pagata!! per nessun motivo. E’ chiaramente discriminante, è chiaramente anticostituzionale, è chiaramente contraria ai principi di libertà della circolazione delle persone e delle cose sanciti dall’Unione Europea. E’ chiaramente contraria allo stato italiano, ai suoi cittadini: praticamente una dichiarazione di indipendenza, di guerra, nei confronti del quale Bossi e le sue idee fanno sorridere…si rischia di pagare ma poichè do per scontato che la legge sarà dichiarata anticostituzionale (se volete, riporto l’articolo della costituzione) e razzista, presto o perchè lo imporrà lo stato o perchè Soru sarà spodestato, la Sardegna dovrà restituire con gli interessi quanto illecitamente tolto. unico risultato: un bel danno di immagine senza precedenti per l’isola, già iniziata l’anno scorso con dati sul turismo nettamente in calo a fine stagione (ma non ne ha parlato nessuno!): Spagna e Croazia in primis ringraziano. E dire che pensavo che Soru fosse una persona intelligente, una volta…
171 francesco manca // 14 mag 2007 alle 14:16
Mandiamo Soru a casa per il bene di tutti!!! Un Sardo
172 mariateresarenzulli // 15 mag 2007 alle 16:51
Per una volta almeno cerchiamo di essere solidali,non paghiamo questa tassa e vediamo come va a finire.Il sign.Soru è malato di protagonismo,e notoriamente queste persone hanno la necessità di attirare l’attenzione,io consiglierei una visita neurologica,molte volte si può anche guarire.Saluti a tutti i sardi che con sacrifici hanno comprato un bilocale a pochi metri dal mare.Abitazione di lusso? Mariateresa Renzulli,nata in Sardegna,sposata con un sardo.
173 ste // 17 mag 2007 alle 11:24
troppe ingiustizie ci sono a sto mondo…… e nessuno fa nulla per evitarle o comunque diminuirle….
174 ale // 17 mag 2007 alle 11:26
96 bandiere blu d’italia….. bella falsa. tutto per soldi e basta….
175 Antonio21 // 21 mag 2007 alle 18:22
Credo che una fetta sempre più grande della popolazione della Sardegna(senza parlare di quelli che si sono fatti residenti di recente, per evitare di dover pagare questa tassa sbagliata ed iniqua, ma che in ogni probabilità voteranno contro di lui), sia pronta a mandare il Sig. Renato Soru a casa.
La Gallura, ma sicuramente anche buona parte del resto della Sardegna mi sembra unita contro questo discutibile e triste personaggio.
Peccato che si debba aspettare così tanto per le elezioni!
176 Beppe // 24 mag 2007 alle 01:44
Buona sera,
riprendo la lettera del 18-4 cercando di integrarla con alcune considerazioni, anche provocatorie, con la speranza questa volta di suscitare l’interesse del blogger, Sig. Luca Vinci. Ovviamente non ho la pretesa di coinvolgere il destinatario principale: il Sig. Comandante Soru.
Riguardo la parola “razzismo” Wikipedia riporta: “in senso colloquiale definisce ogni atteggiamento attivo di intolleranza (che può tradursi in minacce, discriminazione, violenza) verso gruppi di persone identificabili attraverso la loro cultura, religione, etnia, sesso, sessualità, aspetto fisico o altre caratteristiche. In tale senso, però, sarebbero più precisi, anche se sono raramente usati nel linguaggio corrente, termini come xenofobia o meglio ancora etnocentrismo”. Definizione che calza perfettamente sul provvedimento fiscale in discussione: infatti la tassa del comandante Soru colpisce i componenti di una etnia -i non sardi- presenti con un titolo di proprietà immobiliare in una parte della Sardegna. Per maggior chiarezza ricodifico: il provvedimento riguarda i proprietari di immobili che soddisfano due condizioni: a) ubicazione dell’immobile: l’immobile deve essere collocato in una precisa e determinata parte dell’Italia; b): tipologia della proprietà: il proprietario, sia esso fisico che legale, non deve essere residente in una parte determinata dell’Italia (e che tradotto in termine operativo significa: non deve essere Sardo per residenza o per genealogia).
Da questo presupposto possiamo riassumere alcune considerazioni già sentite:
è sicuramente un provvedimento con matrice discriminatoria rivendicando per sé (in base ad un titolo genealogico) e suoi eredi un privilegio di esenzione da un tributo;
è un provvedimento discriminatorio fra “ricchi di categoria A” e “ricchi di categoria B”: se l’essere “ricchi” è un fattore meritorio di discriminazioni, tesi ovviamente condivisa in quanto è la base del principio della capacità contributiva di ciascun individuo, non si capisce il fattore discriminante fra “ricchi A” e “ricchi B” (forse che i ricchi A hanno rubato più dei ricchi B e per questo il Comandante, usando la sua discrezionalità, riequilibra la situazione?);
è un provvedimento camuffato da una parola molto modaiola: tassa su beni di lusso ispirata da un principio di solidarietà (come ha ribadito il Comandante Soru in occasione di una trasmissione televisiva: “è finalmente arrivato il momento che i ricchi contribuiscano allo sviluppo delle fasce più povere”).
Due considerazioni: la prima riguarda il concetto di bene di lusso. Nel caso specifico l’ottanta per cento dei beni di lusso colpiti sono rappresentati da bilocali, metratura media 45 m2 e per un costo indicativo di 150.000€. Forse il Comandante Soru ha una visione deformata della realtà: mi consenta Sig. Comandante di farLe presente che le ville come la sua o del Sig Briatore non sono la normalità e, se da un lato Le sono grato perché ci ha onorati di iscriverci al club dei ricchi assieme a Lei ed al Sig. Briatore, sono però costretto a contestarLe la equità della tassa: valore villa € 7,5M tassa 15.000€ (= 0,2% sul valore); bilocale seminterrato (recentemente acquistato) valore 65.000€ tassa 450€ (0,7% sul valore). Il secondo punto è il principio di solidarietà: Signor Comandante mi può spiegare perche io, proprietario di un bilocale del valore di 65.000€, devo versare una tassa di solidarietà per lo sviluppo delle regioni povere e Lei, Sig Comandante, proprietario di una villa del valore di 7,5M€ ne è esentato? Io ho sempre pensato che il concetto di solidarietà fosse un concetto universale: a quale titolo Lei, Sig. Comandante si è sottratto a questo obbligo? Il Suo principio di solidarietà prevede che soltanto gli “altri” siano soggetti passivi? Allargo il campo visivo: nel supercondominio dove ho l’appartamento la maggioranza dei proprietari sono sardi ed allora vengono spontanee alcune domande: i sardi proprietari di seconde case non sono interessati alla salvaguardia delle coste, dell’ambiente, della natura? (sembrerebbe di no perché non sono chiamati a contribuire); i sardi proprietari di seconde case non sono interessati allo sviluppo della Sardegna? (sembrerebbe di no). Allora Sig. Comandante mi può spiegare perché i Sardi sono esentati dal pagamento di questa tassa di solidarietà? Forse rivendica danni di guerra, discendenza divina o l’affrancamento da un ruolo subalterno? Stava per sfuggirmi un particolare non insignificante: molti sardi, proprietari di seconde case, affittano le residenze nei mesi estivi ma nessuno ha mai fatto controlli sulle dichiarazioni dei redditi. Potremmo suggerire alla R.A.S. di usare la stessa solerzia adottata per la riscossione della “tassa Soru” nel verificare i redditi evasi da affittanze estive.
E veniamo al pasticcio della Finanziaria: è un classico che si vada alla riscossione con ancora tutto in sospeso e da chiarire all’ultimo minuto per cui, a venti giorni dalla scadenza del pagamento, arrivano lettere diverse ai “gentili contribuenti” (sostituirei la parola gentile con civile visto i relativi comportamenti). La prima finanziaria del 2006 è degna di una amministrazione del terzo mondo dove, vicino ai privilegi, si lascia l’obbligo di “misurare sul filo interno dei muri” senza specificare null’altro. Sig Comandante posso suggerirLe, per la prossima finanziaria, una modifica sbrigativa e risolutiva? articolo unico – tutti i cittadini del mondo il cui cognome finisce per “U” sono esentati da qualsiasi pagamento per sempre. In questo modo otterrebbe due risultati: far felice una parte della Sardegna e rendere chiarezza, in una materia complicata, una volta per tutte.
Distinti saluti
177 accornero // 25 mag 2007 alle 23:34
so che per quanto riguarda le seconde è stata attuata una modifica (o solo una proposta di modifica) rispetto all’entità della tassa. 8 euro per i primi 60 m2, 11 per i successivi 40 ecc.
ho letto che il consiglio di stato deve ancora esprimersi sulla legittimità: è vero? che cosa aspetta?
ho sentito dire che comunque la tassa è illegittima perchè è un doppione dell’ici e non è consentito dalla costituzione (?) imporre due tasse per lo stesso bene?! anche che è in violazione di norme comunitarie?!
non vi è nessun consorzio di proprietari che ha deciso di ricorrere presso un ente competente sulla base delle suddette argomentazioni?
178 Tony // 26 mag 2007 alle 16:30
Disgustato da questa tassa razzista, ingiusta, dal comportamento dei sardi, allontanato ancora di più dai prezzi folli con cui i sardi cercano di spennare i turisti, ho provato a pensare dove passare le mie prossime vacanze e…sorpresa! mi costa molto meno andare a Fuerteventura, nelle bellissime Canarie, dove non possiedo case, che andare in Sardegna dove ho la sfortuna di possedere un appartamento…che ora con la tassa di Soru mi costerà un’occhio della testa! tra l’altro, dei miei amici storici continentali conosciuti in Sardegna negli anni, nessuno quest’anno ci andrà…mi spiace per la Sardegna, ma il tracollo verticale è inevitabile!
179 Massimo // 8 giu 2007 alle 13:27
Soru aveva proibito la costruzione entro i duemila metri dalla battigia, perche’ ora e’ arrivato a tremila? Inoltre gradirei conoscere dal Sig. Soru per quale ragione, case che sono state edificate in paesi vicino al mareoltre 300 anni orsono, mi riferisco a Bosa che e’ a oltre 2000 metri ma entro i 3000 dalla battigia, una piccola e modesta casa nel centro storico, casa che cadeva a pezzi abbandonata dai residenti, acquistata e fatta ristrutturare da artigiani sardi, per la quale pago l’ici e tutto il resto ogni anno a un prezzo maggiore dei residenti e’ considerata abitazione di lusso.
Quante sono le case che esistono da una vita nei paesi vicino alla costa che non sono affatto case lussuose, sono soltanto seconde case acquistate e ristrutturate con grossi sacrifici per sfruttarle uno o due mesi all’anno per non dover pagare un salato affitto ai residenti che ne posseggono diverse e che le affittano in nero ogni anno.
Scusate lo sfogo, ma ritengo questa tassa inqualificabile, che sta creando una guerra tra continentali e residenti in sardegna.
180 Rino // 16 giu 2007 alle 18:33
Cari amici, residenti e non, sardi o continetali, vicini o lontani, emigrati o ricchi grassatori isolani, non perdiamo tempo in chiacchiere. La realtà è evidente, se non si vuole credere che Berlusconi e Prodi siano in perfetta armonia (solo) sulle TASSE SORU. Il ricorso del Governo in carica lo conferma: TASSE INCOSTITUZIONALI, SENZA SUPPORTO ALCUNO NELLA LEGISLAZIONE VIGENTE, NE’, AGGIUNGO, NELLA GIUSTA POLITICA ECONOMICA DI UN PAESE MODERNO. Saranno rigettate ad ogni livello di giudizio. Mettiamoci tutti, chi più chi meno, l’animo in pace, augurandoci che di esse resti solo, e per poco tempo, il brutto ricordo.
181 FABIO // 20 giu 2007 alle 19:40
Carissimi, quello che e’ certo e’ che prima di pagare vendero’ cara la pelle, ma molto cara, ho sempre il brutto ricordo della tassa per il servizio sanitario di qualche anno fa, finita in una bolla di sapone, che purtroppo pagai e ancor oggi mi brucia.
Il sentore e’ che tutto vada a rotoli e chi a pagato come al solito lo prenda …….
Comunque la cosa migliore e’ organizzarci e unirci perche’ la legge e’ palesemente incostituzionale e qualcosa dovra’ venir fuori.
Io mi sono iscritto alla associazione “VOGLIO VIVERE” che mi sembra la piu’ seria e determinata cercatela sul web.
Saluti.
182 umberto // 12 feb 2008 alle 23:25
Tassa sul lusso 2008.
Oggi, 1 febbraio 2008, si è scritta, per l’ennesima volta, un’altra pagina luttuosa per tutti i non residenti in Sardegna.
Il Consiglio Regionale, infatti, ha approvato per la terza volta, inserita nella finanziaria 2008, la maledetta “tassa sul lusso”.
Vi dovete VERGOGNARE!!sia voi della maggioranza e anche quelli dell’opposizione che non hanno partecipato alla votazione segreta; inoltre i tre partiti della maggioranza(Udeur,Sdi e Sinistra arcobaleno) hanno condizionato il loro voto favorevole al varo del “Piano di lavoro”! Il Presidente del Consiglio Spissu, prima della votazione, ha ricordato all’opposizione che nel caso di bocciatura della tassa sul lusso si doveva trovare la relativa copertura finanziaria. Nessuno si è chiesto invece che la suddetta tassa è ingiusta e anticostituzionale, sia che colpisca i sardi, non sardi, residenti o non residenti.
Il signor Soru, per far quadrare il bilancio regionale, perchè non chiede i soldi alla regione Campania anziché a chi ha dovuto lasciare la Sardegna, per diversi lustri, alla ricerca di un lavoro?
Ricordatevi che perseverare è diabolico!
Come fatte, quando fra qualche giorno la Corte Costituzionale riterrà illegittima la suddetta tassa, a restituire i soldi a quel 5% che sembra, l’abbia pagata?
Provate anche voi ad emigrare con una valigia di cartone lasciando, nella nostra cara Sardegna, i parenti e gli amici più cari. Non meritate altro che essere spediti per 40 anni in quel di Napoli a raccogliere, spazzatura per poi rientrare nella nostra cara Isola tutti zii d’America! Vero, signor
gian luigi gessa?(mamuthone ad honorem).
183 Marco // 14 feb 2008 alle 14:41
Consulta boccia tasse sul lusso in Sardegna
La Corte Costituzionale giudica illegittimi le imposte sulle seconde case per chi non risiede nell’isola
Godo, ma come godo….!!
184 Luca Vinci // 14 feb 2008 alle 19:46
Ho aggiornato l’articolo al 14 febbraio 2008 dopo la decisione della Corte Costituzionale.
185 Giuseppe // 7 apr 2008 alle 09:50
Questo è il risultato dell’Italietta che abbiamo messo sù, le regioni a statuto speciale riescono a inventarsi di tutto, pur di incassare e spendere in modo non sempre trasparente. Comunque, vorrei sapere la data e gli estremi della sentenza della Consulta di Stato, ai fini di un eventuale ricorso. Il sottoscritto è uno dei fessi che hanno pagato, quindi spero tanto di ottenere il rimborso di quanto estortomi iniquamente.
Grazie anticipate. G. La Monica.
186 Luca Vinci // 8 apr 2008 alle 09:09
Ciao Giuseppe, ecco le istruzioni per il rimborso:
“I cittadini interessati possono fare richiesta di rimborso inviando, a mezzo Raccomandata A/R, istanza all’ARAN – Agenzia delle RAS per le Entrate, Via XXIX Novembre, 23 – 09123 Cagliari. Nell’istanza di rimborso dovra’ essere indicata la cifra delle somme pagate a seguito della Legge Regionale n.4/2006 e facendo riferimento alla sentenza della Corte Costituzionale. Il cittadino dovra’ allegare all’istanza di rimborso l’F24 per attestare il pagamento e copia del documento di identita’. Decorsi 90 giorni dal silenzio rifiuto da parte dell’Agenzia, per ottenere il rimborso delle tasse pagate occorrera’ presentare ricorso alla Commissione Tributaria provinciale di Cagliari.
187 Soru: i fatti e le polemiche - Last K’s Voice // 21 apr 2008 alle 19:00
[...] argomento l’ho gia’ trattato ampiamente, non mi sembra il caso di dilungarmi [...]
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