Qualche giorno fa Berlusconi disse che la diplomazia italiana era in piena trattativa con la diplomazia francese, al fine di portare a casa un importante risultato per l’Enel e per l’Italia, acquisire la Suez. Questo accordo soprattutto alla luce di quanto emerso a causa della riduzione nell’erogazione del gas russo (link 1, link 2) sarebbe stato un passo verso la soluzione di un grave problema energetico. Il fine di questo accordo era il controllo della societa’ belga Electrabel, controllata appunto dalla Suez.
L’Enel aveva fatto l’opa, e la Francia dal canto suo gia’ aveva detto che era contraria a questa acquisizione, l’aveva giudicato “un attacco alla Francia”, questa operazione era ritenuta ostile per mancanza di qualunque accordo preventivo. Per cui la Francia ha fatto l’unica cosa che poteva fare. Ieri pomeriggio Dominique de Villepin, primo ministro francese, ha annunciato un’imminente fusione fra la societa’ pubblica Gdf (Gaz de France), solo per il 20% quotata in borsa e per l’80% in mano allo Stato, e la stessa Suez, rispettivamente monopolista del gas e colosso elettrico pubblico (quinto in Europa per capitalizzazione con 38 miliardi di euro, Enel e’ terza con oltre 42 miliardi) delle utility francesi, davanti ai presidenti dei due gruppi, rispettivamente Jean-Francois Cirelli e Gérard Mestrallet. Questa fusione blocca di fatto qualunque acquisizione da parte dell’Enel sulla Electrabel, essendo quest’ultima controllata dalla Suez.
E cosi’ in barba al principio di reciprocita’, istituti bancari e grande distribuzione passano in mano estera, e all’Italia viene impedito ogni tentativo, infatti poco tempo prima l’Enel aveva tentato anche in Spagna, con l’Endesa. Una strana Europa, con sempre meno coesione, anziche’ tentare una politica energetica comune, si cerca di portare tutto in casa propria, con barriere nazionalistiche, creando colossi dell’energia, del credito, della grande distribuzione, colossi che sono dannosi per l’Europa nel suo insieme, servono solo al Paese che li controlla. Sarebbe meglio creare colossi si, pero’ europei, non italiani, o spagnoli, o francesi, o tedeschi.
Queste barriere protezionistiche innalzate nei confronti degli stessi partner europei indicano una profonda crisi nell’ideale europeo.
Grande delusione ed amarezza in Italia, il ministro delle Attivita’ produttive Claudio Scajola ha annullato l’incontro col ministro francese dell’Industria, Francis Loos sulla lotta alla contraffazione e sui dossier energetici. Credo che l’obiettivo principale dell’incontro fosse trovare una soluzione al caso Enel-Suez. Essendo venuta meno qualsiasi possibilita’ di accordo, era inutile anche l’incontro.
Questa Europa fatta di Stati solitari, ciascuno per se, e in caso di problemi, sara’ l’Europa a pensare a tutti.
- Appunti del Sabato #24 - 20/12/2008
- Giornalettismo #29 - 22/12/2008
- Giornalettismo #29 - 22/12/2008



![codicesorgente – Feeds Aggregator [sito esterno] codicesorgente – Feeds Aggregator [sito esterno]](http://www.lkv.it/immagini/aggregator.png)

![Licenza Creative Commons 2.5 [sito esterno] Licenza Creative Commons 2.5 [sito esterno]](http://www.lkv.it/immagini/cc-by-80x15.png)


![TopHost [sito esterno] TopHost [sito esterno]](http://www.lkv.it/immagini/80x15_tophost.png)



Nessun commento in tutto ↓
Non ci sono ancora commenti a questo articolo.
Lascia un Commento
(i commenti vengono pubblicati previa approvazione)