Berlusconi e’ andato dal Presidente Ciampi per convincerlo della necessita’ di un rinvio della chiusura delle camere (pur tenendo la data delle elezioni al 9 Aprile).
Qualcuno ha parlato di uno scontro, ma non credo assolutamente, Berlusconi stesso dice:
“Non c’e’ stato nessuno scontro con Ciampi. Abbiamo solo discusso della necessita’ di un prolungamento di due settimane della legislatura, ferma restando la data delle elezioni del 9 aprile, per consentire alle Camere di approvare alcuni provvedimenti incardinati in Parlamento. E’ prerogativa del Capo dello Stato prendere questa decisione, sentiti i presidenti delle Camere, cosa che si accinge a fare. Attendiamo con fiducia”.
“Quello che chiediamo e’ nella perfetta normalita’. Penso che sia ragionevole dare al Parlamento piu’ tempo per concludere il lavoro e trasformare in legge provvedimenti utili come quello sull’inappellabilita’“.
“Ed essendo necessario approvare dei provvedimenti importanti gia’ incardinati in Parlamento da tempo, e bloccati anche a causa dell’ostruzionismo della sinistra, il rinvio dello scioglimento rientra nella normalita’”. “Non bisogna buttare alle ortiche il grande lavoro avviato”.
Che dire, lasciando pure perdere il fatto che il provvedimento sull’inappellabilita’, quello che maggiormente preme su questa scelta del premier, e’ in realta’ stato respinto dal Presidente della Repubblica per motivi di incostituzionalita’ piu’ qualche altro motivo (minore solo in confronto al primo), e che Pecorella ancora si chiede il perche’, c’e’ da dire che un Governo non puo’ riuscire in pochi giorni dove ha fallito in cinque anni.
Il grande vanto di Berlusconi e’ in realta’ un’arma a doppio taglio, il suo lungo governo (nonostante sia praticamente un Berlusconi bis) e’ stato urlato ai quattro venti: “il piu’ duraturo”, ma quando si guarda a cio’ che e’ stato fatto c’e’ da chiedersi se veramente era necessario tutto questo tempo. E infatti, neppure basta, perche’ gran parte delle iniziative sembrerebbero essere idee dell’ultimo minuto, per cui serve altro tempo, almeno una settimana.
Fassino non so se sia ingenuo o se sia una tattica preelettorale, dice:
“Non si puo’ piegare la vita del Parlamento alle esigenze mediatiche di una coalizione o di un uomo politico”, ritenendo o facendo intendere che in realta’ le richieste di rinvio di Berlusconi servano per dilazionare l’entrata in vigore delle norme della par condicio, cosi’ che il premier possa continuare nella sua maratona televisiva.
- Giornalettismo #29 - 22/12/2008



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