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Globalizzazione, l’Italia arretra

lunedì, 27 giugno 2005 alle 16:15 · Nessun commento - Stampa Stampa

Secondo l’indice 2005 di A.T. Kearney il nostro Paese perde posizioni perche’ non attrae capitali esteri.

A.T. Kearney in collaborazione con Foreign policy ha realizzato l’edizione 2005 della classifica “Globalization index“.

EconomiaLuca Rossi, amministratore delegato di A.T. Kearney Italia, spiega: «I Paesi piu’ piccoli hanno una maggiore propensione alla globalizzazione, mentre gli Stati Uniti si affermano per il loro driver tecnologico. Quanto alla posizione della Cina, al 54esimo posto, e’ dovuta al dato della popolazione, che deprime il valore pro capite degli investimenti diretti esteri».

L’Italia resta seduta a guardare gli altri Paesi passarle davanti, dal 24esimo posto e’ passata al 25esimo la scorsa edizione e al 27esimo quest’anno. Continua Rossi: «Siamo piu’ aperti sul fronte dell’integrazione politica internazionale, ma perdiamo posizioni sul versante economico e negli investimenti diretti esteri».

E per quanto riguarda i Paesi emergenti? Paul Laudicina, vice presidente di A.T. Kearney e direttore del Global business policy council, dice: «prevedo che la Cina guadagnera’ altre posizioni, considerando l’elevato volume di investimenti che riesce ad attirare». Continua: «Oggi il settore dei servizi attira mediamente due terzi degli investimenti, mentre negli anni 70 la stessa quota era destinata all’industria. E a trarne vantaggio saranno soprattutto quei Paesi che dispongono di personale e manodopera qualificata, perche’ riusciranno ad attirare piu’ investimenti dall’estero».

Occorre trarne le conseguenze, o vogliamo restare seduti a guardare?

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Tags: Economia

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