In questi ultimi giorni in vari blog, forum e giornali non si fa altro che parlare dei problemi causati dalla Cina e dello sfruttamento della manodopera anche quella minorile che si attua in questo Paese con la complicita’ della dittatura del partito unico.
Tutto cio’ e’ dovuto al voler sfruttare un periodo difficile per l’economia italiana, ma ancor piu’ difficile per l’orgoglio nazionalista, che ha creato un clima di rabbia nei confronti della Repubblica popolare cinese.
Si vuole in questo modo dire agli italiani: «La situazione e’ grave, ma non e’ colpa nostra, non possiamo mica trattarvi come vengono trattati i lavoratori in Cina, perche’ e’ cosi’ che loro riescono a fare prezzi bassissimi, facendo concorrenza sleale ai nostri ottimi prodotti che, prima che arrivassero i loro, si vendevano benissimo.».
I nostri prodotti sono in crisi da sempre, il protezionismo Statale non ha fatto altro che prolungarne l’agonia, e ora che si cerca di liberalizzare il mercato siamo stati investiti dalla concorrenza e non riusciamo a trovare soluzioni, perche’ non riusciamo neppure ad individuare i problemi.
Certo, e’ vero, vi sono molte zone povere della Cina dove i lavoratori (anche minorenni) vengono sfruttati, ma in Cina vi e’ anche un’altra realta’, piu’ simile a quella di un Paese industrializzato come gli Stati Uniti, una realta’ nella quale si producono prodotti e servizi di alto livello che ugualmente ci “battono”.
E ci “battono” anche i Paesi della stessa Unione Europea, dove vigono protezioni per i lavoratori simili alle nostre, e in qualche caso (come in Germania) ancora piu’ a loro favore.
Ma allora perche’ si parla solo dello sfruttamento dei lavoratori in Cina e non di come tutto questo faccia parte di una evoluzione da economia prevalentemente contadina a economia industriale e dei servizi?
Perche’ e’ piu’ bello e piu’ facile (per il nostro orgoglio) credere che l’avanzata degli altri e la retrocessione nostra, sia dovuta a slealta’ loro che non da incompetenze e incapacita’ nostre. Vi sono problemi strutturali vecchi di sempre che affliggono il nostro “Bel Paese”, problemi mai risolti, e in gran parte mai affrontati.
Questa e’ la situazione, la Cina e’ in ascesa, per suoi meriti, ha saputo usare tutte le sue capacita’, e anche le sue debolezze per fare in modo di avanzare in modo dinamico eppure con tanta forza.
Mentre noi per nostre incapacita’ non abbiamo saputo e potuto sfruttare questo grande mercato mondiale, e ne abbiamo colto solo il lato negativo (per noi). Ora anziche’ piangerci addosso o cercare “capri espiatori” nell’Euro o nella Cina, dobbiamo alzarci e riprenderci, e cambiare.
Arrivera’ un giorno in cui i prezzi aumenteranno anche in Cina (e lo stanno gia’ facendo), i lavoratori avranno piu’ coscienza di se e cominceranno a pretendere qualcosa in piu’, a quel punto sta alla Cina decidere cosa fare, perche’ credo abbia le capacita’ per diventare la piu’ grande potenza economica con un popolo sempre piu’ ricco e libero, alla faccia di noi italiani, piagnucoloni e incapaci di cambiare.
- Video della settimana #12 - 18/12/2008
- Appunti del Sabato #24 - 20/12/2008



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1 commento in tutto ↓
1 John Majnard Keynes // 1 ago 2005 alle 17:33
ciao luca, avrai immediatamente capito chi sono, altrimenti ti bastera sfogliare la tua rubrica di indirizzi e-mail, molto bello il tuo articolo, ma non ti sembra di essere un po troppo di parte. l’economia italiana come tu giustamenti hai sottolineato è in recessione (anche se ormai si intravede l’uscita e dovremo riprenderci in tempi abbastanza brevi), ma per un paese come il nostro in cui le esportazioni costituiscono un’importante voce del pil è inevitabile un confronto con l’economia cinese, tu dici che la cina ha saputo sfruttare meglio di noi il mercato mondiale, questo in parte e giusto, ma non considera l’enorme danno economico che il nostro paese a dovuto sopportare a causa di prodotti come quelli cinesi che hanno ben poco di originale, ma che spesso si limitano ad imitare le produzioni di altri paesi che hanno fatto del proprio nome un marchio di qualità, italia in testa. Inoltre tra le cause della crisi dell’economia italiana non va dimenticato l’effetto euro, che seppur ha portato innumerevoli è consistenti vantaggi per la stabilità, come rovescio della medaglia ha scatenato un’inflazione senza precedenti che ha fatto fare hai nostri stipendi un passo indietro di quindici anni, cosa che non si è verificata ho si è verificata in misura molto minore negli altri paesi europei, impossibile quindi un confronto con i lavoratori tedeschi.
l’italia è un paese dalle grandi potenzialità, deve solo svegliarsi per trovare la via d’uscita hai propri problemi.
p.s. cerca di essere più imparziale quando scrivi
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