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Agroalimentare: tradizione e vocazione del Medio Campidano

giovedì, 5 maggio 2005 alle 21:05 · 3 commenti - Stampa Stampa

Si e’ concluso da poco un dibattito sul tema: “Agroalimentare: tradizione e vocazione del Medio Campidano” a cui hanno partecipato Maurizio Murgia, perito agrario; Francesco Foddis, direttore 3A Arborea; Benedetto Meloni, commissario Ersat; Fulvio Tocco, candidato alla presidenza della provincia del Medio Campidano; Francesco Pigliaru, assessore regionale della Programmazione. Ha coordinato i lavori Alessandro Frau, consigliere regionale di Progetto Sardegna.

SardegnaAvrebbe dovuto concludere il presidente della Regione Renato Soru, che pero’ dovendo presenziare a Iglesias ha potuto fare solo una introduzione all’inizio del dibattito, ed e’ andato via dicendo «mi dispiace di non poter rimanere».

- Maurizio Murgia: ha parlato dei piani integrati di sviluppo, dell’identita’ geografica protetta (IGP), dei circa 3000 ettari di coltivabile della Sardegna, del carciofo sardo (violetto) pregiato nel mercato nazionale.

- Francesco Foddis (direttore della 3A): ha portato ad esempio la situazione che si e’ trovato (e che si trova) ad affrontare con la 3A, dell’attenta analisi dei punti di forza e di debolezza per poter costruire una strategia di medio-lungo termine.
Nel periodo post Chernobyl i consumatori vedevano nel latte (e derivati) sardi una sicurezza data dalla lontananza, i produttori e venditori sardi quindi sono entrati in un torpore e non vedevano i nuovi concorrenti che si affacciavano sul mercato.
Se l’unico elemento di concorrenza e’ il prezzo, con piccoli venditori in un solo piccolo mercato, la conseguenza e’ la morte, e’ necessario quindi un processo di aggregazione, per creare una politica d’azienda avendo una strategia di mercato e una politica dei costi.
Bisogna proporsi come comparti, settori, distretti, come aggregati.
Occorrono formule di crescita congiunte nella logistica e nella produzione stessa.
Il nostro compito e’ sviluppare e sostenere la produzione primaria.
Perche’ nell’intorno di poche decine di chilometri vi sono tre realta’ cosi’ differenti, nella vitivinicola, a Mogoro, una cantina sociale che attraversa un periodo splendido, con riconoscimenti e lodi, a Marrubiu la cantina e’ commissariata, una grave crisi, e a Terralba vorrebbero farla riaprire.
E’ necessario far emergere le distintivita’ per vendere un prodotto sardo. Le filiere devono essere dimensionale per quello che il mercato e’ in grado di ricevere.
Vi sono e vi saranno accordi di interscambio culturale e produttivo con Marocco, Algeria e tra poco anche con la Libia, dobbiamo aprirci ed essere i primi a proporre, altrimenti saranno gli altri ad imporci le loro scelte.
Il nostro prodotto deve presentarsi per quel valore intrinseco che ha. Chi e’ pero’ che decide cosa acquistare? Non il piccolo consumatore, ma i grandi buyers, ad esempio, la 3A non e’ presente nei supermercati della Iper e Super Pan, perche’?
Perche’ non vogliono sia il produttore a fare politiche di merchandising (posizionamento del prodotto), vogliono decidere loro in che supermercato e in che scaffale posizionarlo.
E’ cresciuta la soglia di poverta’, i discount coprono i consumi per il 7% a livello nazionale e per il 10% in Sardegna.
Abbiamo l’esigenza di affrontare la realta’ per quello che e’, in maniera dura, facendo squadra.
Abbiamo bisogno di fare progettualita’ attorno alla salvaguardia del prodotto, perche’ la grande distribuzione e’ sempre piu’ grande.

- Benedetto Meloni (commissario dell’ERSAT): ha fatto presente di essere un docente (e’ infatti un sociologo rurale) prestato alla politica, i punti di forza sono il turismo, l’ambiente e l’agricoltura di qualita’, di qualita’ perche non possiamo competere in quantita’.
Siamo ricchi di specificita’. Nel vino ad esempio, abbiamo il Carignano del Sulcis e poi i nostri vini da dessert possono competere a livello internazionale, con il Nasco e la Malvasia. Ma anche nel settore oleario, produciamo il 3% dell’olio nazionale e nei riconoscimenti siamo presenti al 15% questo significa che abbiamo varieta’ di produzioni locali di grande pregio. L’olio di Bosana ha grandi qualita’ e proprieta’ ancora allo studio.
Cosa significa distretti e progettazione integrata, i distretti significa capitale sociale.
Bisogna riuscire a stare assieme, connettere le produzioni del territorio, cominciare a consumare i prodotti che produciamo per sostenerli.
La pasta di Busacchi ha aperto l’esposizione di Torino, e’ una pasta dalla grande capacita’ di assorbire i sapori, talche’ e’ piu’ buona il gioro dopo, una caratteristica di modernita’, come il pane carasau, che e’ piu’ buono riscaldato il giorno dopo.
Pero’ questa pasta a Busacchi nei negozi non la trovate.
C’e’ il progetto del Paniere EuroMediterraneo che puo’ essere una grande occasione.

- Francesco Pigliaru (assessore regionale della Programmazione): sappiamo cosa fare, dobbiamo capire “come fare”.
La concentrazione della distribuzione cresce sempre di piu’ e non possiamo fermarla come Regione, pero’ possiamo anzi dobbiamo raccontare al mondo le nostre specificita’.
La manovra di bilancio 2005 e’ povera per alcune aree (sport ad esempio) ma ricca nella sostanza, abbiamo ereditato debito, ma siamo riusciti a ridurlo e non crearne altro, sono stati spesi molti soldi in passato senza risultati, noi vogliamo spenderli bene.
Da Giugno ci sara’ la possibilita’ per 1000 laureati all’anno di partire in giro per il mondo e tornare con le nuove conoscenze acquisite.
Quindi gli obiettivi sono: capitale umano (conoscenza), ricerca (laboratori di ricerca pubblici che attestino la qualita’ dei prodotti) e certificazione.

Infine ha concluso il candidato alla presidenza della provincia del Medio Campidano Fulvio Tocco dicendo che il Medio Campidano dovra’ diventare la zona verde della Sardegna, deve cambiare la situazione per cui siamo all’ultimo posto in Sardegna per scolarizzazione, deve esserci collaborazione con la Regione per migliorare la situazione, ha poi parlato della cantina sociale Marmilla, e di come una serie di eventi non affrontati dalle pubbliche amministrazioni passate ne abbia portato alla chiusura.

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3 commenti in tutto ↓

  • 1 Sandro kensan // 13 mag 2005 alle 17:12

    C’è un sacco di roba buona dalle tue parti…:)

  • 2 H1dR0GeN0 // 13 mag 2005 alle 17:46

    Puoi dirlo forte, tra carciofi, fave, grano e uva (leggi vino) la Terra e’ molto buona con noi sardi. E anche con i turisti.

  • 3 bardaneri // 29 giu 2005 alle 13:33

    interessante, peccato nn esserci stato

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