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31 Agosto 2016 (Menzogna e potere)
La funzione della menzogna per l'acquisizione, il mantenimento e l'espansione del potere con la propaganda (si parla di Russia, ma potete facilmente traslare ad altri soggetti, siano esse nazioni, imprese, singole persone, ecc.):

23 Agosto 2016 (L'adorazione delle apparenze si paga)
Le masse saranno sempre al di sotto della media. La maggiore età si abbasserà, la barriera del sesso cadrà, e la democrazia arriverà all'assurdo rimettendo la decisione intorno alle cose più grandi ai più incapaci. Sarà la punizione del suo principio astratto dell'Uguaglianza, che dispensa l'ignorante di istruirsi, l'imbecille di giudicarsi, il bambino di essere uomo e il delinquente di correggersi.
Il diritto pubblico fondato sull'uguaglianza andrà in pezzi a causa delle sue conseguenze. Perché non riconosce la disuguaglianza di valore, di merito, di esperienza, cioè la fatica individuale: culminerà nel trionfo della feccia e dell'appiattimento. L'adorazione delle apparenze si paga.
Henri-Frédéric Amiel ~ Frammenti di diario intimo (1884, 1887, 1923, 1927)

04 Aprile 2016 (Pressappochismo cronico)
Sono stanco di ignoranza spacciata per ispirazione, in cui l'anti-intellettualismo feroce viene considerato un elemento positivo e opinioni non informate sono presentate come realtà.
Philip Cary Plait

26 Febbraio 2016 (Mostra ultimi pacchetti installati e rimossi)
Comando per controllare i pacchetti installati e quelli rimossi recentemente:
awk '$3 ~ /install|remove/ {print $1 " "$3 ": "$4}' /var/log/dpkg.log

18 Febbraio 2016 (FBI, Apple e il diritto di accesso agli iPhone)
Negli USA un giudice ha chiesto alla Apple di creare i presupposti per garantire all'FBI di accedere all'iPhone (5C) trovato durante le indagini sulla strage di San Bernardino. La Apple ha risposto negativamente e Tim Cook ha scritto le motivazioni in una lettera aperta agli utenti.
Andiamo con ordine e cerchiamo di vedere solo i fatti senza dare giudizi. Cosa serve all'FBI? Per poter accedere all'iPhone specifico serve la password, che va cercata con un attacco di forza bruta (brute force). Il problema e' che dopo dieci tentativi falliti l'iPhone cancella i dati resettandosi. Occorrerebbe dunque impedire la cancellazione dei dati dopo i dieci tentativi falliti e facilitare l'immissione delle password per non rendere impossibile (in termini di tempo) il metodo di forza bruta.
Tecnicamente e' fattibile, creando appositamente un aggiornamento del firmware. Si potrebbe addirittura creare un firmware che funzioni solo ed esclusivamente su quell'iPhone, per evitare che questo firmware possa diventare un passepartout che consenta di accedere a qualunque iPhone, creando di fatto una backdoor, o meglio creando un sistema che sfrutta una backdoor.
Adesso qualche giudizio. Oltre al rischio di creare un precedente (valido non solo per USA e Apple), anche se la Apple dovesse creare appositamente un firmware che funzioni solo ed esclusivamente su quello specifico dispositivo, avrebbe comunque sviluppato la conoscenza per farlo su qualunque altro iPhone (almeno dello stesso modello, il 5C). Per capirci, sarebbe come se l'FBI per accedere ad una singola cassetta di sicurezza chiedesse alla banca di creare un passepartout. Anche se e' stato creato per accedere a solo una cassetta, puo' essere utilizzato cosi' com'e' (o con piccole modifiche) per accedere a tutte le cassette di sicurezza, da chiunque. Perche' questo passepartout passa dalle mani di chi lo crea all'FBI. Uscendo dalla metafora, ci sono i tecnici della Apple, i dipendenti non tecnici che pero' hanno accesso al firmware appena creato, gli agenti dell'FBI, altri che in un modo o in un altro possono avere accesso (piu' o meno legalmente) al firmware.
Paradossalmente nelle mani sbagliate questo firmware diverrebbe un rischio per quella sicurezza che viene usata come giustificazione per la creazione del firmware stesso. Badate bene, quella cosa che in tanti ripetono come una cantilena, senza riflettere, sicurezza VS privacy, e' una fesseria. Privacy e sicurezza non si escludono l'una con l'altra, non serve ridurre la privacy per avere piu' sicurezza e non e' necessario rinunciare alla sicurezza per avere piu' privacy. Invece una sorregge l'altra, una include l'altra. Prima lo capiamo meglio e'.

10 Febbraio 2016 (Sistemiamo file di foto provenienti da Windows)
Recentemente ho dovuto sistemare numerose foto divise in varie directory e sotto directory provenienti da un sistema Windows. Queste foto mi sono state passate in una penna USB copiate da un computer con Windows. Ho dovuto quindi sistemare alcune cose, piu' per una mia idiosincrasia che per una reale motivazione tecnica.
Ad esempio le estensioni dei file erano in maiuscolo (JPG), ma io voglio le estensioni in minuscolo (jpg), dunque ho dato questo comando:
find /home/UTENTE/FOTO/ -name '*.JPG' | sed 's/\(.*\)\.JPG/mv "\1.JPG" "\1.jpg"/' |bash
fatto. L'altro problema sono i file Thumbs.db (thumbnail cache). Eliminiamoli tutti (non prima di aver curiosato con vinetto):
find /home/UTENTE/FOTO/ -iname 'thumbs.db' -exec rm -rfv {} +

06 Febbraio 2016 (Debian: rimuovere pacchetti di repository di terze parti)
Installare su Debian dei pacchetti da repository di terze parti non e' una buona idea, per motivi di stabilita' e di sicurezza. Vediamo dunque come possiamo eliminare questi pacchetti e sostituirli con quelli dei repository ufficiali di Debian.
Ipotizziamo dunque di voler rimuovere tutti i pacchetti installati da deb-multimedia.org. Prima accertiamoci di stare usando questo repository:
grep -i deb-multimedia.org /etc/apt/sources.list /etc/apt/sources.list.d/*
e di avere dei pacchetti installati da questo repository:
aptitude search '~S ~i ~O"Unofficial Multimedia Packages"'
Ora possiamo procedere con la rimozione di questi pacchetti, e lo facciamo in questo modo:
dpkg --remove --force-depends $(aptitude search '?narrow(?version(CURRENT),?origin(Unofficial Multimedia Packages))' --disable-columns -F%p)
Dopo la rimozione dei pacchetti, rimuoviamo il repository dal source.list:
nano /etc/apt/sources.list
Ora diamo i seguenti comandi per sistemare le dipendenze eventualmente perse:
apt-get update && apt-get install -f
Controlliamo tra i pacchetti rimossi quali vogliamo reinstallare (questa volta dai repository ufficiali):
awk '$3 ~ /remove/ {print $1 " "$3 ": "$4}' /var/log/dpkg.log
Ad esempio: vlc, audacious, mpv e dvdauthor (non preoccupatevi delle librerie, se servono verranno installate). Reinstalliamoli tranquillamente cosi':
apt-get install vlc audacious mpv dvdauthor
e abbiamo finito.

04 Febbraio 2016 (Tra il dire e il fare)
Un uomo (lo chiameremo Tizio) ogni mattina passa per una strada, si ferma indica un angolo del marciapiede molto sporco e se ne va. Un giorno passa di li' un altro uomo (lo chiameremo Caio), vede la sporcizia del marciapiede, la raccoglie e la butta nel cestino dei rifiuti.
Ora, Tizio vede la scena e dice soddisfatto: Io è da tempo che indico quello sporco. Secondo voi, chi ha agito? Chi, indicando, pensa di aver messo in mostra qualcosa che era gia' sotto gli occhi di tutti; o chi, anziche' ignorare il problema o limitarsi a indicare l'evidente, si e' dato da fare e quel problema lo ha risolto?
Lo dico, perche' sono troppi gli indifferenti, tanti gli "indicatori" pieni di se', e rarissimi quelli che si danno veramente da fare.

27 Gennaio 2016 (Giorno della Memoria)
nell'odio nazista non c'è razionalità: è un odio che non è in noi, è fuori dell'uomo, è un frutto velenoso nato dal tronco funesto del fascismo, ma è fuori ed oltre il fascismo stesso. Non possiamo capirlo; ma possiamo e dobbiamo capire di dove nasce, e stare in guardia. Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre
Primo Levi, Se questo è un uomo (1947)

24 Gennaio 2016 (La mancanza di informazione ha un costo)
Beppe Severgnini scrive "L'informazione di qualità ha un costo" e ha perfettamente ragione:
Tutti i grandi editori del mondo si stanno muovendo verso il cosiddetto paywall, o altri sistemi di pagamento per l'informazione online. Il modello pubblicitario, infatti, si è rivelato inadeguato o insufficiente: milioni di clic non bastano a mantenere una testata importante.
Se vogliamo informazione di qualita' dobbiamo renderci conto che dobbiamo pagarla, perche' fare informazione di qualita' costa.
Internet, come fenomeno sociale, risale alla metà degli anni Novanta e ha portato con sé il concetto della gratuità. […] In sostanza: la gratuità non esiste, esistono costi nascosti, che spesso la nostra pigrizia non vuol vedere.
Si tratta di un concetto fasullo. Ci sembra gratis perche' non sappiamo cosa ci viene preso, o se lo sappiamo non ci importa perche' non gli diamo valore. Possono essere le nostre informazioni personali, il nostro tempo, i nostri contenuti. Siccome tutto ci sembra gratis, nessuno e' piu' disposto a pagare per avere informazioni. E siamo cosi' inondati di informazioni "gratuite" che non capiamo neppure la logica dietro le informazioni a pagamento.
Se affamiamo i grandi protagonisti dell'informazione fino a farli scomparire, ci ritroveremo notizie sui governi prodotte dai governi, novità sugli artisti gestite dai loro uffici-stampa, informazioni sui prodotti diffuse dalle aziende, e così via. Qualcuno dice: e che m'importa? Risposta a un'obiezione infantile: l'informazione indipendente – con i suoi limiti e le sue debolezze – è una trave portante della società contemporanea e della democrazia. Se non lo capiamo, ci meritiamo quanto accadrà.
Rendiamoci conto che la mancanza di informazioni di qualità' ha un costo sociale elevato, e lo stiamo gia' pagando. Per fare informazione di qualita' servono competenze, onesta', studio e ricerca. Occorre tempo e fatica. La nostra sete di immediatezza pretende un flusso costante di informazioni, purtroppo sono quasi esclusivamente inutili, o peggio dannose. Un'informazione che ci faccia riflettere, che ci scuota dalle nostre certezze, dal nostro torpore, noi in relata' non la vogliamo. Eppure ne avremmo bisogno, anzi, ci e' vitale.

13 Gennaio 2016 (Due interviste a Tim Berners-Lee)
Sia Fabio Chiusi ("Tim Berners-Lee: 'Web, se il vincitore piglia tutto'") sia Riccardo Luna ("Tim Berners-Lee: 'Vi svelo i prossimi 25 anni di Internet'") hanno intervistato Tim Berners-Lee. Interviste entrambe interessanti.

11 Gennaio 2016 (Il trionfo dei ciarlatani)
Sul Corriere della Sera Paolo Mieli ha scritto un editoriale dal titolo "Un Paese che odia la scienza". Suppongo che le cause vadano trovate nel fatto che in tanti non si fidano piu' delle autorita', che siano queste autorita' politiche, religiose, scientifiche, dai medici agli insegnanti, poco conta. Riguarda tutti. Non ritenendo autorevoli queste autorita', vanno a cercare l'autorevolezza altrove, generalmente in quanti a queste autorita' si contrappongono, sia per quello che dicono sia per il loro essere esclusi dalle autorita'.
Trovano cosi' ampia visibilita' dei ciarlatani esclusi dagli organi scientifici, politici, religiosi per la loro incompetenza, per la loro inaffidabilita' o per la loro follia (parlo di patologie psichiatriche, non di ingegno). Ciarlatani che acquistano autorevolezza agli occhi di certe persone proprio alla luce di questa loro esclusione. Dicono che le autorita' mentono (confermando i dubbi dei loro ascoltatori), che loro hanno la verità in tasca (rassicurandoli), che non bisogna fidarsi di quello che ci dice l'autorità, che è la causa di ogni male che ci accade.
Cosi' mentre l'autorita' diventa una "casta" prepotente e bugiarda, questi cialtroni diventano le "autorevoli" bocche della verita', che con le loro soluzioni in tasca porteranno giustizia smascherando i prepotenti.
Il problema e' che a seguire i ciarlatani si finisce per danneggiare se stessi e gli altri in modo spesso irrimediabile, soprattutto se poi pezzi di autorità' cominciano ad assecondare questi ciarlatani.