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20 Dicembre 2014 (Vittime di se stessi)
I mass media sono ridicoli, prima creano nel pubblico una curiosita' morbosa alimentando le loro piu' bieche e fetide pulsioni, creando un pubblico di polemici cronici, cinici maleducati, capaci solo di critiche distruttive, insulti e attacchi verbali violenti. Pero' se diventano loro le vittime di questo pubblico irrazionale, ecco come reagiscono. Anziche' smettere di crearli, smettono di ascoltarli.

15 Dicembre 2014 (La bestia acefala che divora inattivi digitali)
Il web e' un luogo-non luogo, e al suo interno vi sono persone-non persone. Le personalita' cambiano, gli atteggiamenti si modificano, si adeguano, si adattano. Non siamo ancora tutti capaci di portare sul web il nostro vero io, molti trasmettono in internet un loro alter ego (non parlo di anonimato, ma di personalita').
Questo "altro" e' spesso incapace di una sensibilita' che gli consenta di rendersi conto di quello che accade intorno a se', ha una personalita' debole che per non sentirsi annullata nel mare di internet sente il bisogno di unirsi in comunita' di suoi simili. Ha una scala di valori alterata, scambiando spesso l'inutile per rilevante. E' sordo al diverso che vede come nemico non solo suo, ma di tutta la community del web, perche' la sua personalita' debole si fa forza della personalita' della community e il diverso minaccia le sue false sicurezze.
Cosi' puo' stare sereno sul web, sentendosi rincuorato dal caldo consolatore di chi la pensa come lui. Ma la' fuori ci sono nemici che minacciano la community e per estensione l'intero web. Ma lui non li vede, e se li vede non agisce, perche' in fondo e' un inattivo digitale che ha paura di avventurarsi fuori dalle calde acque rigeneranti della sua community. Cosi' attende, finche' la massa si muove. Questa massa e' una bestia acefala che annulla la ragione degli inattivi digitali fagocitati, anzi, questi si lasciano fagocitare volentieri, perche' nel ventre della bestia acefala ritrovano le calde acque di cui non riescono a fare a meno.
Ogni tanto qualcuno prova (dall'esterno o dall'interno) a fare uno squarcio nel ventre molle della bestia per tirar fuori queste persone, ma piu' uniti che mai e desiderosi di restare chiusi tutti insieme, scacciano l'intruso.
Da dove viene la bestia senza testa, chi la guida, quale e' la sua destinazione?
Con ordine. La bestia e' stata aizzata da qualcuno che all'interno della comunita' aveva un seguito. Possono raccontarvi che la "protesta" parte dal basso, ma mentono. Il malcontento parte dal basso, il malumore, il risentimento, l'odio, ma restano sentimenti che non trovano sfogo in azioni, perche' gli inattivi digitali non agiscono se non dall'interno della bestia. Cosi' quando capiscono che l'azione sara' di gruppo, quando sono sicuri che nel loro agire non saranno soli, quando qualcuno indica loro l'ingresso per il ventre caldo della bestia acefala, ci si fiondano in massa. Essendo senza testa, lascio a voi immaginare per quale oscuro e maleodorante pertugio questa massa penetri la bestia per trovare rifugio nel suo ventre.
La bestia acefala non e' guidata, non puoi mettere il guinzaglio ad una bestia priva di testa, risponde solo al suo impulso di attaccare il "nemico", ossia la persona, l'ente o la community che sente ostile, che percepisce come minaccia a se' e al web per estensione (perche' la bestia e' convinta di essere il "popolo della rete"). Nel suo attaccare la bestia acefala e' convinta di proteggere, di creare un luogo migliore, ma essendo priva di testa non ha la razionalita' per farlo, finisce dunque per distruggere senza sforzo cio' che incontra nella sua folle corsa. Una corsa priva di destinazione chiara, perche' una volta aizzata nessuno la puo' piu' controllare, nemmeno i pochi "leader" che l'avevano indirizzata contro il "nemico comune". L'unico modo per uccidere la bestia e' dall'interno, i suoi abitanti devono smettere di essere burattini di se stessi ed uscire dal suo ventre, tornare a respirare l'aria priva dei miasmi di odio, per guardare un mondo dove si puo' dialogare col diverso senza etichettarlo come "nemico".
Attenti dunque, perche' piu' di una bestia acefala si aggira per il web, e se non le vedete e' perche' siete nel suo ventre.

11 Dicembre 2014 (Indifferenza e curiosita' morbosa)
L'indifferenza e' una brutta bestia, ci fa passar dritto davanti a chi e' in difficolta', ma se quel qualcuno in difficolta' si trasforma in "personaggio di pubblico dominio", allora la nostra indifferenza si trasforma in curiosita' morbosa, vogliamo sapere tutto di lui, ma restiamo indifferenti alla sua situazione, la curiosita' morbosa e' affamata di informazioni vuote e inutili, non chiama all'azione, alla responsabilita' verso l'altro, ma solo all'autocompiacimento. Quella passeggera quanto superficiale sensazione di benessere che proviamo nell'autoconvincerci di essere migliori di loro.

02 Dicembre 2014 (Il voto deresponsabilizzante)
Vi sono situazioni di fronte alle quali siamo impotenti, in queste situazioni diamo la responsabilita' di decidere ed agire ad altri. D'altra parte ci sono anche situazioni che potremmo affrontare, collaborando per trovare una soluzione, di fronte alle quali scegliamo di deresponsabilizzarci. Scegliamo di delegare, di lavarci le mani, di nasconderci dietro un paravento e votare. Questo voto ci autoconvince di aver agito, di aver fatto tutto il possibile, quanto era in nostro potere. Adesso pero' tocca agli altri. Ebbene, non e' per forza cosi', votare non ci esime dalle nostre responsabilita', dobbiamo comunque trovare il tempo e il modo per agire concretamente, da soli o in collaborazione con gli altri per poter realizzare cio' che desideriamo o per trovare un compromesso. Evitiamo che il voto diventi un modo per deresponsabilizzarci, sia nel suo esercizio, sia nel suo non esercizio (con l'astensione).

20 Novembre 2014 (La giustificazione ingiustificabile)
Nel disperato tentativo di passare dalla parte della ragione inventiamo giustificazioni per le nostre azioni e per i nostri pensieri. Giustificazioni ingiustificabili, mentiamo e ripetiamo la menzogna per renderla verita'. Ma la rendiamo tale solo a noi stessi e a chi, nella nostra stessa posizione errata, trova nella nostra menzogna consolazione e giustificazione. Cosi' spinti dalla nostra stessa menzogna sprofondiamo nell'errore, ma non vediamo il fondo del baratro nel quale stiamo precipitando perche' i nostri occhi sono offuscati dalla falsa giustificazione che ci siamo dati. Un circolo vizioso dal quale possiamo uscire solo con l'onesta'. Ma questa ormai e' cosa rara.

20 Agosto 2014 (La pandemia via internet)
Un buon numero di contenuti interessanti e utili che si trovano in internet ha i libri cartacei come fonte; molti centenuti inutili e stupidi che si trovano in internet finiscono su libri cartacei. Due sono le conclusioni possibili: o finiremo per avere stupidita' dilagante in internet e nei libri, o smetteremo di propagare la stupidita'.

11 Agosto 2014 (Emacs con hl-line diverso nel terminale)
Quando aprivo Emacs nel terminale il colore di background di hl-line non mi piaceva, ma se mettevo il colore che volevo, non mi piaceva come appariva quando aprivo Emacs nella versione grafica. Dovevo dunque impostare hl-line con due colori, uno per la versione grafica e uno per quella nel terminale. Ho creato una funzione nel mio file init.el che restituisce true se ci troviamo nel terminale:
(defun in-terminal ()
  "Return true if in a terminal."
  (not (display-graphic-p)))
E dunque ho definito:
(set-face-background 'hl-line (if (in-terminal) "#3e4446"))
Fatto.

02 Agosto 2014 (Meta shift con Emacs non funziona)
Se con Emacs non dovessero piu' rispondere i comandi dati con combinazione Alt (Meta) assieme al tasto ⇧ Shift, il problema potrebbe essere altrove. Da terminale date il comando localectl status, se alla voce XKBOPTIONS trovate grp:alt_shift_toggle, il problema e' proprio quello. Modificate i tasti per il cambio layout della tastiera: nano /etc/default/keyboard ad esempio con il CapsLock grp:caps_toggle e il gioco e' fatto.

25 Luglio 2014 (Abbattere l'odio per coltivare la pace)
L'ira e' un'erbaccia, l'odio un albero, cosi' dice Agostino. Possiamo estirpare l'ira, possiamo farla avvizzire, basta non nutrirla, basta comprendere quanto sia pericolosa e inutile. Ma se l'odio mette radici e cresce, occorre un grande sforzo per abbatterlo, si nutre da solo, si nutre di noi e di chi ci sta vicini, si nutre dell'oggetto del nostro odio. La pace non puo' fiorire se c'e' l'odio, perche' ci sia pace occorre abbattere l'odio, sradicarlo, farlo morire. E' difficile, richiede un grande lavoro, e' necessario collaborare. Chi quell'albero l'ha piantato e nutrito, chi ha permesso che crescesse, chi l'ha irrigato e concimato, chi ha goduto dei suoi frutti, deve fare un'enorme sforzo per abbattere l'albero dell'odio, perche' ormai le sue radici sono penetrate profondamente dentro di lui.

12 Luglio 2014 (Conoscere il proprio computer)
Stavo pensando che probabilmente non comprerei mai un computer con una distribuzione GNU/Linux preinstallata. L'installazione e la configurazione sono processi personali, piccoli passi che permettono di stabilire una relazione piu' stretta tra te e la tua macchina.
Comprare il pacchetto pronto rende tutto sterile, non da il tempo ne' il modo di conoscersi e mantiene freddi i rapporti.

20 Gennaio 2014 (Immotivate nostalgie dei tempi andati)
Non ne comprendo appieno le ragioni, ma nelle persone si intensifica il desiderio di un ritorno ai tempi che furono. A tal proposito propongo un testo, antico ma attuale:
Che cosa di nuovo e insolito, o fratelli, patisce ai nostri tempi il genere umano, che non abbiano patito i nostri padri? Anzi possiamo noi affermare di soffrire tanto e tanti guai quali dovettero soffrire loro? Eppure troverai degli uomini che si lamentano dei loro tempi, convinti che solo i tempi passati siano stati belli. Ma si può essere sicuri che se costoro potessero riportarsi all'epoca degli antenati, non mancherebbero di lamentarsi ugualmente. Se, infatti, tu trovi buoni quei tempi che furono, è appunto perchè quei tempi non sono più i tuoi. […] Perché allora credi che i tempi passati siano stati migliori dei tuoi? Considera bene che il primo Adamo sino all'uomo odierno non s'incontra se non lavoro, sudore, triboli e spine. Cadde forse su di noi il diluvio? Son venuti forse su di noi tempi tanto terribili di fame e di guerre, come una volta e tali da giustificare il nostro lamento contro Dio a causa del tempo presente? Pensate dunque che sorta di tempi erano quelli.
Sentendo o leggendo la storia di quei fatti, non siamo forse rimasti inorriditi? Perciò abbiamo piuttosto motivo di rallegrarci, che di lamentarci dei nostri tempi.
Agostino, Discorsi, 2,92

11 Gennaio 2014 (Scherzi del floppy)
Se siete stanchi di chi vi assilla chiedendovi gli facciate una copia di un file di grandi dimensioni ecco a voi la soluzione.
Poniamo ad esempio si tratti di un file di 1 GB, vi occorrono forbici dalla punta arrotondata, colla vinilica e circa 750 floppy disk da 1.44 MB (ci teniamo larghi). Ora non vi resta che dividere il file in tanti pezzettini.
split -b 1400k FILEDA1GB.EXT
e il gioco e' fatto, dopo aver copiato ciascuno dei circa 710 file nei vari floppy… fate prima a dirgli di no.

11 Gennaio 2014 (L'atrocita' del dubbio)
Ci hanno mentito e imbrogliato cosi' a lungo e cosi' tante volte che ormai la nostra scorza si e' indurita, ci si e' formato un callo che ci rende insensibili alla verita'. Incapaci di fidarci, ma ancor piu', incapaci di capire di chi possiamo fidarci. Cosi' non crediamo piu' a niente e in niente.
Quando non crediamo in niente e nessuno, finiamo per credere a tutto, perche' se niente e' certo, tutto e' possibile. Si tratta di un atteggiamento pericoloso e purtroppo molto diffuso. Finiamo per credere solo in noi stessi, il nostro peggior nemico, perche' privo di obiettivita' ci presenta la realta' (e noi stessi) attraverso uno specchio deformante che crea illusioni. Cosi' ci convinciamo che ne sappiamo piu' degli altri o, per lo meno, quanto gli altri. E magari loro mentono, dunque deve essere vero il contrario di quanto ci dicono.
Andiamo a cercare le informazioni incapaci di analizzarle e comprenderle a fondo. Cosi' scambiamo cause ed effetto, troviamo correlazioni la dove non ve ne sono e non le vediamo la dove invece ci sono. Non sempre abbiamo le capacita' per comprendere causalita' e correlazione fra variabili, eppure siamo convinti del contrario, cosi' presentiamo dei dati, grafici, esempi, ipotesi che nella nostra mente dovrebbero suffragare le nostre tesi, mentre in realta' contengono errori che noi non siamo in grado di vedere.
Gli errori che commettiamo piu' spesso sono di due tipi: variabili omesse e causalita' inversa.
Variabili omesse
C'e' una forte correlazione tra il numero di accendini posseduti e la probabilita' di contrarre un tumore. Ovviamente capiamo subito che la variabile omessa sono le sigarette. In questo caso e' abbastanza ovvio che non abbiamo considerato tutte le variabili, ma altri casi non sono cosi' evidenti, soprattutto agli occhi di chi non conosce l'argomento.
Causalita' inversa
Il rapporto tra natalita' e numero di automobili monovolume suggerisce una relazione tra queste due variabili. Le coppie di sposi spesso acquistano una monovolume in previsione della nascita di un figlio. L'acquisto della macchina viene prima della nascita del bambino, ma capiamo benissimo che la causa della nascita del bambino non e' l'acquisto dell'auto, ma e' quest'ultimo ad essere causato dalla previsione della nascita del bambino. Anche in questo esempio, l'errore e' evidente, ma altri casi potrebbero non esserlo.
Se non ci fidiamo di niente e di nessuno, non crediamo in niente, non sappiamo niente e mettiamo tutto in discussione, tranne noi stessi. E noi spesso sbagliamo, soprattutto su cose che non conosciamo ma siamo convinti di sapere.

02 Gennaio 2014 (Divide et impera)
Mi sono recentemente trovato nella situazione di dover trasferire un file di grandi dimensioni (> di 4Gb) da un computer con GNU/Linux ad uno con Microsoft ® Windows. Il problema (tra i tanti) era che il secondo computer non gestiva file di cosi' grandi dimensioni. Dovevo quindi dividerlo in file di piu' piccole dimensioni con GNU/Linux e unirli in un unico file con Windows. Ecco come ho fatto:
Su GNU/Linux ho dato questo comando da terminale:
split -b 1024m file.da.separare.ext
Mentre su Windows (Start - Esegui - CMD - spostatevi nella directory contenente i vostri file divisi) ho dato questo comando:
copy /b file1 + file2 + file3 + file4 +file5 + file6 file.uniti.ext

01 Gennaio 2014 (Storie di uomini caduti nel pozzo)
Tanto tempo fa un uomo cadde in un pozzo, ma non si perse d'animo e rimase con lo sguardo fisso verso l'alto, verso l'uscita, aspettando che qualcuno lo tirasse fuori di li. Passarono i giorni e lui sempre con lo sguardo verso l'alto alla fine mori'.
Dopo vari anni un altro uomo cadde nel pozzo. Appena cadde nel pozzo subito si fece prendere dallo sconforto e rimase con lo sguardo fisso verso il basso, sul pavimento del pozzo. Dopo poco tempo gli occhi si abituarono all'oscurita' e vide lo scheletro del primo uomo caduto nel pozzo. Visse nel terrore e nello sconforto ancora pochi giorni, finche' stremato alla fine mori'.
Un terzo uomo dopo vari anni cadde nello stesso pozzo. Guardo' dritto avanti a se' e appena gli occhi si abituarono al buio vide delle crepe nel muro, si guardo' attorno e visti gli scheletri dei due caduti nel pozzo anni prima di lui uso' le loro ossa come puntelli per potersi arrampicare su per il pozzo. Una volta uscito dal pozzo, lo chiuse, cosi' che nessun altro dopo di lui ci cadesse dentro.