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23 Aprile 2011 (Google e i 5 milioni di dollari per un brevetto software)
Una giuria del Texas ha condannato Google a pagare 5 milioni di dollari alla Bedrock Computer Technologies LLC, detentrice del brevetto numero 5,893,120. Il brevetto riguarda "metodi e sistemi per la memorizzazione e il ritrovamento di informazioni utilizzando una tecnica di hashing con concatenazione esterna e la rimozione al volo dei dati scaduti". La causa iniziata da Bedrock il 16 Giugno del 2009 e' stata intentata contro varie societa', tra le quali: Google, Yahoo!, MySpace, Amazon.com, PayPal, Match.com, e AOL. Anche Red Hat e' stata tirata in ballo, e la sua linea difensiva era volta a invalidare il brevetto software in questione.
Adesso ci sara' l'appello di Google.
I brevetti software sono un'insensatezza, eppure da un lato ci sono imprese che li accumulano sperando di trovare in essi la gallina dalle uova d'oro (facendosi pagare le royalties o vincendo le cause), dall'altro ci sono le societa' che nonostante siano fatte oggetto di attacchi da dei patent troll continuano ad essere convinte dell'utilita' dei brevetti software. Questi 5 milioni di dollari non faranno certo cambiare idea a Google e non la fara' cambiare nemmeno alle altre societa' coinvolte in questa come in altre cause.

22 Aprile 2011 (Apple e il suo iTrack, cosi' fan tutti)
Due ricercatori di O'Reilly media, Alasdair Allan e Pete Warden, hanno scoperto che gli iPhone e gli iPad della Apple (nella versione 3G, a partire dalla versione 4 dell'iOS) tracciano, e memorizzano in un file nascosto, gli spostamenti e le coordinate geografiche degli utenti. Sul motivo per cui lo facciano, ci sono varie ipotesi, c'e' da dire che non e' neppure una novita', quasi un anno fa Apple dichiaro' al Congresso di raccogliere i dati di localizzazione di iPhone, iPad e Mac e spedirli ai server della Apple. Ovviamente la Apple non e' l'unica a fare una cosa simile, pur con piccole differenze, anche Android tiene traccia dei vostri spostamenti. E son pronto a scommettere che lo fanno anche gli altri.
Questi fatti non dovrebbero stupire nessuno, ma viste le reazioni scomposte ad alcune dichiarazioni di Richard Stallman sui cellulari da lui definiti "il sogno di Stalin", purtroppo credo proprio che ci sia ancora chi si stupisce del fatto che la sua privacy non viene rispettata.
La tecnologia permette queste violazioni (mezzi), il fatto che si tratti di software chiuso, o parzialmente chiuso, permette di agire all'insaputa dell'utente (opportunita'). La raccolta di dati, anche riservati, degli utenti consente di acquisire un potere di controllo e dunque un vantaggio (movente).
Dunque ci sono i mezzi, l'opportunita' e il movente. Cosa aspettiamo a considerarli colpevoli? Per quanto tempo continueremo a vendere la nostra privacy in cambio di questi dispositivi?

19 Aprile 2011 (Open data: la spesa pubblica in Italia)
Nasce un nuovo progetto di Open Spending, e riguarda il nostro Paese (l'Italia). Si tratta di una semplice e chiara visualizzazione grafica della spesa pubblica in Italia, suddivisa per settori o per Regioni. Potete visualizzarla su Italian Regional Public Accounts. Se volete i dati "grezzi", potete scaricarli in formato CSV dal sito CKAN. Un altro piccolo passo verso l'open data.
(via: Italy's public spending: where do the Euros go?)

18 Aprile 2011 (Larry Page vs Wall Street, lo scontro di cui Google non ha bisogno)
La pubblicazione dei risultati (inferiori alle attese) del primo trimestre di Google ha deluso gli investitori portando a un "crollo" del 6 percento del valore delle azioni. Ma fin qui nulla di male, Google ha avuto bisogno di aumentare le spese per poter mantenere la sua quota di mercato e soprattutto per non perdere potenziali menti importanti da assumere. Spese che comunque nel medio-lungo periodo ripagheranno la momentanea perdita di valore delle azioni. Il danno vero l'ha provocato Larry Page scagliandosi contro Wall Street e gli analisti, mettendo Google in una brutta posizione. Primo perche' il valore delle azioni svolge un importante ruolo nell'attrarre non solo gli investitori, ma anche i dipendenti, secondo perche' Wall Street sa essere vendicativa. Google avrebbe dovuto prevedere le reazioni del mercato e correre ai ripari prima che si verificasse il problema (se lo vede come problema) altrimenti non puo' prendersela dopo con Wall Street. Queste polemiche rischiano di far perdere credibilita' a Google.

16 Aprile 2011 (Risultati elezioni 2011 del DPL)
Sono stati resi noti i risultati delle elezioni 2011 del nuovo Debian Project Leader (DPL) che a partire da domani e per un intero anno ricoprira' questo incarico al servizio del Progetto Debian e della sua comunita'.
Non sara' una sorpresa sapere che l'unico candidato Stefano Zacchiroli ha vinto le elezioni battendo i NOTA con 380 voti di vantaggio.
Auguro al DPL di proseguire il buon lavoro cominciato un anno fa al servizio del Progetto Debian.

16 Aprile 2011 (Se YouTube ti manda a scuola di copyright)
Carichi un video coperto da copyright? YouTube ti fa seguire la "YouTube Copyright school", un corso sul copyright, con tanto di esamino finale.
Alcune giuste osservazioni di Marco Scialdone (" YouTube e il copyright: educare, obbedire, combattere "), a cui YouTube non rispondera', ma sulle quali gli utenti possono riflettere.

15 Aprile 2011 (Harmony: l'armonizzazione disarmonica)
L'accelerazione che e' stata data al Progetto Harmony per completare tutte le procedure e iniziare la vera e propria attivita' di "armonizzazione" dei contribution agreement, o meglio dei copyright assignment ha destato non poche preoccupazioni nel mondo del software libero.
Il copyright assignment e' il contratto tramite il quale chi detiene il copyright puo' trasferire i diritti ad altri (solitamente un'impresa).
Con l'ombra di Canonical dietro Harmony, molti vedono il rischio che questi "contratti armonizzati" nascondano in realta' il progetto di Canonical di appropriarsi dei diritti di copyright. Se volete approfondire, qui una breve storia di Harmony scritta da Allison Randal, poi una critica preoccupata al progetto Harmony scritta da Lars Wirzenius ed infine un'interessantissima discussione su Identi.ca.

15 Aprile 2011 (Vivere sereni senza senso di colpa)
Su Wired Italia e' stato pubblicato un articolo di Andrea Girolami dal titolo "Il senso di colpa non funziona, neanche in Rete", in cui l'autore - prendendo spunto da un articolo di Wired USA 'sulle pesanti condizioni di lavoro delle fabbriche cinesi in cui si producono componenti' dell'iPhone e dalla puntata di Report sui pericoli dei social network - dice che:
entrambi a questo giro non ci hanno rivelato una verita' scomoda o illuminante ma hanno solo ribadito nozioni gia' conosciute ponendosi automaticamente su un piano di superiorita' che non spetta loro come a nessun altro, tantomeno quando si cerca di fare informazione in maniera innovativa
Ecco l'errore che commettiamo tutti, pensare che addormentare la nostra coscienza con la scusa che si tratta di un comportamento diffuso e ormai consolidato ci metta al riparo da ogni senso di colpa. Anzi, chiunque cerchi di far riemergere il senso di colpa e' nel torto, perche' dice cose che sappiamo gia' e ci procurano solo dispiacere. Si, molto meglio che Internet diventi come la televisione, ci tranquillizzi e ci culli nelle nostre certezze, dicendoci che non abbiamo colpe, che il nostro comportamento e' irreprensibile.
Guai a chi cerca di farci notare che nascondere le nostre colpe sotto un tappetto e' sbagliato o che addirittura cerca di sollevare questo tappetto. Guai a lui, perche' e' solo uno che sale sul pulpito a imporci 'una morale quasi cristiana molto lontana dalle pulsioni del consumatore medio, soprattutto quello online'. Quando qualcuno ci dice qualcosa che genera (o potrebbe generare) in noi un senso di colpa, per un meccanismo di autodifesa reagiamo spesso attaccando chi ci ha provocato un sentimento tanto fastidioso e sminuendo quanto ha detto. Ma questo non significa che chi ci ha provocato non abbia ragione o sia nel torto, significa solo che il nostro orgoglio e la nostra voglia di spensieratezza e' piu' forte della nostra coscienza.
A me l'articolo di Andrea Girolami sembra proprio idiota, ma farglielo notare non e' certo una verita' scomoda o illuminante, sono sicuro che ho solo ribadito una nozione che sapeva gia'.

14 Aprile 2011 (Creazione e libero arbitrio)
Segnalo un altro interessante articolo di Kevin Kelly, "A Taxonomy of Gods", in cui l'autore immagina i poteri della creazione che attualmente gli umani non hanno ancora, ma che sono sulla buona strada per acquisire. Il potere di infondere il libero arbitrio alle proprie creazioni.
Il tema della "creazione" lo si trova anche nel recente articolo di Antonio Spadaro "Etica hacker e visione cristiana", in cui l'autore associa proprio la volonta' creatrice dell'hacker al "lavoro" di Dio nella creazione.
Manca una situazione negli esempi elencati da Kevin Kelly, il caso in cui diversi "dei" creino parti di universo e ogni "dio" possa modificare la parte di universo creata dagli altri "dei". In questo modo si hanno potenzialmente infiniti universi e ogni creazione si puo' evolvere tanto quanto sono le capacita', che hanno i diversi "dei", di modificarle.

12 Aprile 2011 (I motori di ricerca e l'impossibile neutralita')
Sono molte le cose che pretendiamo dai motori di ricerca, tra le quali la loro neutralita' nel presentare i risultati delle ricerche, e se la neutralita' fosse impossibile?

12 Aprile 2011 (Fukushima: il peso della gravita')
Il livello di crisi della centrale nucleare di Fukushima e' stato portato a 7 secondo la scala INES (che e' una scala logaritmica). Il materiale radioattivo rilasciato a Fukushima e' pari a 10mila terabequerels, ossia 10 PBq, che e' il quantitativo necessario per rientrare nel livello 7. Il fatto che il materiale radioattivo dell'incidente di Fukushima sia il 10% di quello dell'incidente di Chernobyl non significa che il primo non sia grave, significa solo che il secondo era molto piu' grave.

11 Aprile 2011 (FaceBook sbarca in Cina?)
Secondo alcune indiscrezioni (qui la traduzione made in Google), sembrerebbe che Mark Zuckerberg (CEO di FaceBook) e Robin Li (CEO di Baidu) si siano incontrati in Cina per siglare un accordo di collaborazione. L'obiettivo sarebbe ("Facebook Strikes China Deal With Baidu") la creazione di un social network che dara' cosi' la possibilita' a FaceBook di entrare nel mercato cinese e a Baidu di avere un potente social network. E chissa' cosa ci guadagnera' il Governo cinese.

09 Aprile 2011 (Permesso di soggiorno o obbligo di sloggiare?)
Dopo aver scaricato ingiustamente sull'Europa le colpe dell'inadeguatezza dei centri di accoglienza italiani e in generale il fatto che un intero Paese sia stato messo in crisi da una situazione ampiamente annunciata a cui non siamo stati in grado di prepararci (o qualcuno ha avuto interesse a non prepararsi vista la vicinanza delle elezioni amministrative); il Ministro dell'Interno Roberto Maroni e il Governo ci riprovano inventandosi un escamotage.
Si tratta delle "Misure di protezione temporanea", previste all'articolo 3 del Dlgs 85/03 che recita:
Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri adottato ai sensi dell'articolo 20 del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, approvato con decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, di seguito denominato: "testo unico", sono stabilite, nei limiti delle risorse di cui all'articolo 12, le misure di protezione temporanea per fronteggiare l'afflusso massiccio di sfollati accertato con decisione del Consiglio, ai sensi dell'articolo 5 della direttiva 2001/55/CE per la durata massima di un anno, prorogabile, con decisione del Consiglio, una sola volta per un pari periodo e nei limiti previsti dalla dichiarazione di disponibilita' a ricevere sfollati rilasciata al Consiglio dal Governo italiano.
L'articolo 20 ("Misure straordinarie di accoglienza per eventi eccezionali") del Dlgs 286/98 al primo comma recita:
Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, adottato d'intesa con i Ministri degli affari esteri, dell'interno, per la solidarieta' sociale e con gli altri Ministri eventualmente interessati, sono stabilite, nei limiti delle risorse preordinate allo scopo nell'ambito del Fondo di cui all'articolo 45, le misure di protezione temporanea da adottarsi, anche in deroga a disposizioni del presente testo unico, per rilevanti esigenze umanitarie, in occasione di conflitti, disastri naturali o altri eventi di particolare gravita' in Paesi non appartenenti all'Unione Europea.
La Direttiva 2001/55/CE all'articolo 2 definisce la "protezione temporanea" come:
la procedura di carattere eccezionale che garantisce, nei casi di afflusso massiccio o di imminente afflusso massiccio di sfollati provenienti da paesi terzi che non possono rientrare nel loro paese d'origine, una tutela immediata e temporanea alle persone sfollate, in particolare qualora vi sia anche il rischio che il sistema d'asilo non possa far fronte a tale afflusso senza effetti pregiudizievoli per il suo corretto funzionamento, per gli interessi delle persone di cui trattasi e degli altri richiedenti protezione
e definisce gli "sfollati" come:
i cittadini di paesi terzi o apolidi che hanno dovuto abbandonare il loro paese o regione d'origine o che sono stati evacuati, in particolare in risposta all'appello di organizzazioni internazionali, ed il cui rimpatrio in condizioni sicure e stabili risulta impossibile a causa della situazione nel paese stesso, anche rientranti nell'ambito d'applicazione dell'articolo 1A della convenzione di Ginevra o di altre normative nazionali o internazionali che conferiscono una protezione internazionale, ed in particolare:
i) le persone fuggite da zone di conflitto armato o di violenza endemica;
ii) le persone che siano soggette a rischio grave di violazioni sistematiche o generalizzate dei diritti umani o siano state vittime di siffatte violazioni;
Maroni vorrebbe che questi immigrati, a cui secondo lui il Consiglio dovrebbe riconoscere la protezione temporanea, se ne andassero dall'Italia, verso la Francia dai loro parenti, secondo il diritto al ricongiungimento familiare, o secondo gli accordi di Schengen.
Secondo l'articolo 15 della direttiva hanno diritto al ricongiungimento familiare:
a) il coniuge del richiedente il ricongiungimento o il partner non legato da vincoli di matrimonio che abbia una relazione stabile con l'interessato, qualora la legislazione o la prassi dello Stato membro interessato assimili la situazione delle coppie di fatto a quella delle coppie sposate nel quadro della legge sugli stranieri; i figli o le figlie minorenni non sposati del richiedente il ricongiungimento o del coniuge, indipendentemente dal fatto che siano legittimi, naturali o adottati;
b) altri parenti stretti che vivevano insieme come parte del nucleo familiare nel periodo in cui gli eventi hanno determinato l'afflusso massiccio e che erano totalmente o parzialmente dipendenti dal richiedente il ricongiungimento in tale periodo.
Riguardo il potersi spostare liberamente da uno Stato membro all'altro (dall'Italia alla Francia nelle intenzioni del Ministro), questo non e' possibile. Anche quando (e se) ci sara' la decisione del Consiglio, che "determina, per gli sfollati a cui si riferisce, l'applicazione in tutti gli Stati membri della protezione temporanea", saranno i singoli Stati a fornire informazioni sulla loro capacita' ricettiva, ed e' in base a questa che verranno ripartiti gli immigrati (se lo vogliono), ma solo se il numero di sfollati supera la capacita' ricettiva dello Stato che li ospita in quel momento (in questo caso l'Italia). E solo se non e' possibile rimpatriare gli immigrati.
Dunque o ce li teniamo, o li rimpatriamo. Ma tanto aspetteranno a dopo le elezioni, perche' la paura dell'invasione straniera e la figura della cattiva Europa che non ci aiuta portano voti a una certa parte politica, ed e' un'occasione troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire, tanto a farne le spese sono gli immigrati, e quelli mica votano.

08 Aprile 2011 (Il futuro di Internet in Italia? La televisione e i cavi in rame)
Qualche giorno fa l'amministratore delegato di Telecom Italia, Franco Bernabe', intervenendo davanti alla commissione Lavori pubblici e Comunicazioni del Senato (che sta conducendo un'indagine sullo sviluppo della banda larga) ha fatto alcune dichiarazioni:
  1. i fornitori di servizi, i cosiddetti "over the top" (quali ad esempio Google e Facebook) secondo Bernabe' dovrebbero contribuire agli investimenti per le reti di TLC;
  2. secondo Bernabe' sostituire i cavi di rame con i cavi in fibra in "breve" tempo e' irrealistico, dunque l'attuale vecchia infrastruttura in rame "continuera' ancora per molti anni a garantire servizi telefonici e l'accesso broadband alla maggioranza della popolazione";
Se questi sono gli "investimenti" che Telecom ha intenzione di fare, potreste chiedervi quale siano i suoi progetti e in quale direzione intenda muoversi. La risposta e' "verso i servizi televisivi". Purtroppo non scherzo, l'ha detto lo stesso Bernabe'. Telecom ha intenzione di stringere accordi con le emittenti televisive private per mettere a loro disposizione le piattaforme broadband di Telecom, con l'obiettivo "di favorire un'evoluzione efficiente del mercato dell'audiovisivo, creando nuovo valore per tutti i soggetti della filiera internet". Insomma, Internet on demand in rame via TV.

07 Aprile 2011 (Il rischio della sottovalutazione del rischio)
Sul sito del Guardian e' stato pubblicato un articolo ("Meltdown: not just a metaphor") molto interessante di Joseph Stiglitz sui pericoli della sottovalutazione dei rischi. Sottovalutiamo i rischi, crediamo (o vogliamo credere) agli "esperti", che ci assicurano che le nuove tecnologie, i nuovi strumenti, possono essere utilizzati senza pericolo. Perche' sottovalutiamo i rischi di questi strumenti "innovativi"? Principalmente perche' non conosciamo gli effetti di questi nuovi strumenti, non abbiamo esperienza empirica per poterli valutare. Senza esperienza entra in gioco il desiderio e l'auto-illusione. Vediamo i rischi come qualcosa di assolutamente remoto, e scommettiamo sul fatto che colpira' gli altri ma non noi. Mentre i benefici li calcoliamo tutti, e li sentiamo tutti nostri. In questo modo, socializzando le perdite e privatizzando gli utili, non conta quanti alti possano essere i rischi, avremmo sempre l'incentivo a rischiare. In economia si chiama moral hazard (in un terribile italiano azzardo morale). In una simile situazione sono tutti portati a "imbrogliare" e sottovalutare i rischi, che siano essi elettori, utenti, agenzie di rating, esperti e scienziati.

06 Aprile 2011 (Suggerire con responsabilita')
I suggerimenti di ricerca di Google possono essere divertenti per chi li guarda, ma anche dannosi per chi li subisce. In questo caso il motore di ricerca non puo' chiamarsi fuori dalle sue responsabilita'. Carlo Piana sul suo sito ("Completamento automatico implica responsabilita'") racconta il caso del suo cliente, a cui il Tribunale ha dato ragione.

06 Aprile 2011 (La fessaggine dei furbi)
Se date tutti i vostri soldi a uno che vi promette il 20% di interesse, non potete lamentarvi se non vedete ne' interesse ne' capitale, non si tratta di truffa. Ad essere gentili siete stati incauti, ad essere realistici pensando di essere furbi, siete stati fessi.

05 Aprile 2011 (Flippare il testo da terminale)
Da un post di Bit3Lux ("Tac e rev") e la sua evoluzione sul blog di Lightuono ("Ti arrovescio il testo :) | pꞁɹoM oꞁꞁǝH") e' nato in me il desiderio di flippare il testo da terminale. Questo e' il comando:
$ rev originale.txt | tac | sed "y/abcdefghijklmnopqrstuvwxyz/ɐqɔpǝɟƃɥıɾʞlɯuodbɹsʇnʌʍxʎz/" >flippato.txt
Purtroppo accetta solo le lettere in minuscolo e senza accenti. Per la punteggiatura e l'apostrofo si puo' rimediare facilmente. Credo sia sufficente fare cosi':
$ rev originale.txt | tac | sed "y/abcdefghijklmnopqrstuvwxyz',.?\!/ɐqɔpǝɟƃɥıɾʞlɯuodbɹsʇnʌʍxʎz,\'˙¿¡/" >flippato.txt
scrivete un commento in uno dei due post (Bit3Lux o Lightuono) per suggerimenti e critiche.

04 Aprile 2011 (Scomode verita')
L'anonimoconiglio - prendendo spunto da un post di Fabio Chiusi ("Se il Paese crede alle bugie") - scrive un post ("Italia non ha fame") cercando di individuare i motivi per i quali nonostante possa essere accertata la verita' questa viene ignorata e inoltre non ci sia una forte reazione alla situazione attuale. Siamo dunque condannati all'immobilita' finche' questa non ci portera' alla fame? Questo continuo protestare a cui non segue nessuna azione, e' mancanza di volonta' e grande abiezione, e' comodo evitare di pensare alla verita' o addirittura ignorarla, e' facile fare come se nulla fosse di fronte a drammi autoconvincendoci che non ci riguardano. Viviamo in una sorta di lotteria rovesciata, sperando che alla prossima estrazione non escano i nostri numeri.

03 Aprile 2011 (Go DuckDuckGo)
Novita' per il mio motore di ricerca preferito (la mia privacy ringrazia), DuckDuckGo. Con il 48% dei voti (tra cui anche il mio) ha vinto nella categoria dei motori di ricerca gli "About.com Web Search Readers' Choice Awards" 2011. Nasce inoltre un servizio che permette di seguire dalla pagina del motore di ricerca un utente o una lista di Twitter. Poi come sempre ci sono i vari goodies (tra cui quelli tech) e gli utilissimi bang.

02 Aprile 2011 (Open Source irrilevante per il successo di Android)
Savio Rodrigues nel suo articolo ("Why open code is irrelevant to Android's success") afferma che il fatto che Android sia Open Source e' irrilevante per il suo successo.

31 Marzo 2011 (Il No Derivative Works religioso)
Sul suo blog, Marco Pierani scrive un post ("Il Vaticano e il copyright: un rapporto complesso?") mettendo a confronto la nuova legge sul diritto d'autore introdotta dallo Stato della Citta' del Vaticano:
la maggiore facilita' di diffusione dei dati, se da un lato rende sempre piu' accessibile il patrimonio delle informazioni in ogni parte del mondo, favorendo la stessa opera evangelizzatrice, dall'altro richiede una maggiore attenzione per garantire l'integrita' dei contenuti, soprattutto quando questi facciano riferimento all'insegnamento evangelico o al magistero ecclesiastico […] [La nuova legge vuole] tutelare non solo i diritti di diffusione e riproduzione, ma soprattutto l'originalita' e integrita' dei testi del Magistero che, pertanto, e' giuridicamente illecito (oltre che eticamente riprovevole) modificare'. Quanto alle immagini e alla voce del Pontefice, il Vaticano ha 'una viva esigenza di protezione da abusi ed utilizzi non appropriati.
con quanto detto dal Papa Benedetto XVI nel suo messaggio "Verita', annuncio e autenticita' di vita nell'era digitale":
Nel mondo digitale, trasmettere informazioni significa sempre più spesso immetterle in una rete sociale, dove la conoscenza viene condivisa nell'ambito di scambi personali. La chiara distinzione tra il produttore e il consumatore dell'informazione viene relativizzata e la comunicazione vorrebbe essere non solo uno scambio di dati, ma sempre più anche condivisione. Questa dinamica ha contribuito ad una rinnovata valutazione del comunicare, considerato anzitutto come dialogo, scambio, solidarietà e creazione di relazioni positive.
Da questo (incompleto) confronto Pierani giunge alla conclusione che si tratta di due scritti "difficilmente conciliabili". Sbagliero' io, ma nella Chiesa (che ci piaccia o no) ci sono i dogmi, che (per chi crede) sono la verita' rivelata contenuta nel Vangelo. Se e' Verita', dogma, il suo insegnamento (insegnamento evangelico) e quanto viene detto o scritto dall'autorita' che ha diritto e dovere di insegnare la Verita' (Magistero ecclesiastico) non puo' essere ovviamente modificato e, volendo essere fiscali, neppure interpretato (Magistero autentico) e messo in discussione (nel caso di Magistero infallibile). Anche riguardo il Magistero ordinario le possibilita' di metterlo in discussione non sono amplissime. Questo perche' modificare la verita' significa falsarla, renderla non piu' vera. Ripeto, ovviamente per chi crede e fa parte della Chiesa. Nello stesso testo, che e' piaciuto tanto a Pierani, il Papa scrive anche:
Anzitutto dobbiamo essere consapevoli che la verità che cerchiamo di condividere non trae il suo valore dalla sua 'popolarità' o dalla quantità di attenzione che riceve. Dobbiamo farla conoscere nella sua integrità, piuttosto che cercare di renderla accettabile, magari 'annacquandola'.
Ecco qui, integrita', quindi anche non modificata. Dove e' dunque l'inconciliabilita' tra i due scritti? Io sinceramente non la vedo. Poi certo, chi non crede non credera' neppure che il Vangelo e' verita' e dunque che l'evangelizzazione (indicata dal Magistero) e' l'insegnamento della verita'. Su tutto il resto evidentemente si puo' discutere e dialogare, ma la Chiesa avra' pure il diritto di tutelare dalle modifiche cio' che ritiene essere la Verita'. O no?

25 Marzo 2011 (Si tratta di mancanza di volonta' e di grande abiezione)
Per scrivere correttamente una citazione di Étienne de La Boétie che ho usato nel post "Possibilita', scelte e cambiamento" ero andato a rileggermi il suo "Discorso sulla servitu' volontaria". E oggi leggendo un post di Pollycoke (150 anni di solitudine) e soprattutto i commenti a quel post mi e' venuto in mente un altro passaggio sempre del pamphlet di Stefano della Boetia. La citazione e' lunga ma non son riuscito a ridurla piu' di cosi':
Per ora vorrei solo riuscire a comprendere come mai tanti uomini, tanti villaggi e citta', tante nazioni a volte sopportano un tiranno che non ha alcuna forza se non quella che gli viene data, non ha potere di nuocere se non in quanto viene tollerato e non potrebbe far male ad alcuno, se non nel caso che si preferisca sopportarlo anziche' contraddirlo. E' un fatto davvero sorprendente e nello stesso tempo comune, tanto che c'e' piu' da dolersene che da meravigliarsene, vedere milioni e milioni di uomini asserviti come miserabili, messi a testa bassa sotto ad un giogo vergognoso non per costrizione di forza maggiore ma perche' sembra siano affascinati e quasi stregati dal solo nome di uno forte al quale non dovrebbero ne' temerne la forza, dato che si tratta appunto di una persona sola, ne' amarne le qualita' poiche' si comporta verso di loro in modo del tutto inumano e selvaggio. […] Chiameremo vili e codardi tutti coloro che gli si sono assoggettati? Che due, tre o quattro persone si lascino sopraffare da uno e' strano, tuttavia puo' accadere; in questo caso si potra' ben dire che e' mancanza di coraggio. Ma se cento, se mille persone si lasciano opprimere da uno solo chi osera' ancora parlare di vilta', di timore di scontrarsi con lui, anziche' affermare che si tratta di mancanza di volonta' e di grande abiezione? E se vediamo non cento o mille persone, ma cento villaggi, mille citta', milioni di uomini che non fanno nulla per attaccare e schiacciare uno solo che li tratta nel migliore dei casi come servi e schiavi, come potremo qualificare un simile fatto? Si tratta ancora di vilta'? Ma in tutti i vizi ci sono dei limiti oltre i quali non si puo' andare; due uomini, ammettiamo anche dieci, possono aver paura di uno. Ma se mille persone, che dico, mille citta' non si difendono da uno solo questa non e' vilta', non si puo' essere vigliacchi fino a questo punto, cosi' come aver coraggio non significa che un uomo si debba metter da solo a scalare una fortezza, attaccare un'armata, conquistare un regno! Che razza di vizio e' allora questo se non merita neppure il nome di vilta', se non si riesce a qualificarlo con termini sufficientemente spregevoli, se la natura stessa lo disapprova e il linguaggio rifiuta di nominarlo? […] Non voglio che scacciate il tiranno e lo buttiate giu' dal trono; basta che non lo sosteniate piu' e lo vedrete crollare a terra per il peso e andare in frantumi come un colosso a cui sia stato tolto il basamento.
In un commento al post di Pollycoke un tipo che si e' nominato Stufoloso ha scritto: "l'Italia dovrebbe farsi un po' di analisi e capire che i politici attuali, sono vera ESPRESSIONE del popolo". Non so quanto i politici attuali siano effettiva espressione del popolo, so pero' che di certo ce li meritiamo.


24 Marzo 2011 (Dura lex, sed lex)
L'ordinanza del Tribunale di Roma contro Yahoo (qui il testo) ha scatenato un vespaio di polemiche. Il tema del diritto d'autore e' controverso, c'e' chi e' a favore e chi e' contrario, chi lo vorrebbe cambiato o chi addirittura cancellato (cosa che paradossalmente danneggerebbe il software libero). Eppure questa e' la legge e va rispettata. Cio' non impedisce di fare qualcosa per cambiarla, infatti se non si e' d'accordo bisogna concretamente fare qualcosa per cambiarla, protestare senza in realta' fare nulla per cambiare le cose e', non solo inutile, ma anche dannoso. Tra l'altro bisogna evidenziare un punto, Yahoo! sapeva della violazione del copyright ma non ha rimosso comunque i link ai siti pirata. Come scritto nella sentenza: "La società di produzione cinematografica PFA, che distribuisce il film in Italia, aveva infatti mandato a Yahoo! una diffida, senza successo, chiedendo di ripulire i risultati della ricerca dai 'siti riproducenti in tutto o in parte l'opera diversi dal sito ufficiale del film'". Possiamo chiederci se in questa sentenza la normativa vigente sia stata applicata correttamente, o non sia invece stata fatta una forzatura. Questa ordinanza sembra proprio rientrare nella strategia di lobby degli editori, strategia che e' volta ad ottenere altro, dunque piu' che concentrarci sulla sentenza, occorrerebbe fare un serio dibattito se e come ridefinire il modello dei ricavi da copyright, cosi' da garantire agli utenti sulla rete la fruizione anche dei contenuti coperti dal diritto d'autore, e garantire agli autori il riconoscimento dei loro diritti morali e monetari. Se non si da' modo all'offerta e alla domanda di incontrarsi, ci saranno sempre vie "illegali" di diffusione dei contenuti, sentenze che le puniscono e inutili e sterili proteste. Altrimenti (ma non credo ci convenga) si aspetta che siano gli editori a chiedere ai MdR, agli ISP o chissa' a chi altri un "compenso" per la diffusione dei contenuti.

23 Marzo 2011 (Immigrazione Italia ed Europa)
Stiamo assistendo da qualche settimana all'incremento degli sbarchi degli immigrati a Lampedusa, che costituiscono una ridottissima percentuale degli immigrati clandestini che giungono ogni giorno in Italia con visto turistico (e non) per altre vie e con mezzi di trasporto molto meno pericolosi. Tuttavia mediaticamente sono molto piu' d'effetto i primi. Dunque ecco partire le solite proteste del Governo (nella persona del Ministro dell'Interno Roberto Maroni) verso l'Unione Europea: "L'Europa non puo' rimanere indifferente", "L'Europa ci aiuti o è catastrofe", "L'Europa ci deve aiutare". Verrebbe da chiedersi cosa faccia l'Europa. La risposta e' questa: Il problema e' che le risposte dell'Europa arrivano prima che l'Italia faccia le domande, cosi' capita che il Governo presenti nel 2009 il suo progetto per il Fondo europeo per l'integrazione di cittadini di paesi terzi 2007-2013 (con un contributo comunitario stimato a 96 milioni di euro). La domanda giusta sarebbe dunque non cosa faccia l'Europa, ma cosa abbia fatto l'Italia coi fondi comunitari a disposizione. Altrimenti l'Europa potrebbe anche risponderci che prima di darci altri contributi/aiuti vuole sapere che fine hanno fatto quelli che ci ha dato finora. Questa si che sarebbe una richiesta legittima.

20 Marzo 2011 (L'importanza del comunicare)
E' cominciato l'iter per l'elezione (o rielezione) del Debian Project Leader. I vari candidati possono presentarsi e presentare i loro "programmi" nella pagina apposita (Platforms for Project Leader Candidates). Christine Spang sul suo blog ha segnalato una frase interessante contenuta nel platform del DPL uscente (Stefano Zacchiroli) sulla trasparenza:
"Doing the above takes time which is taken away from other DPL activities. When faced with the dilemma, I've favored ditching some DPL tasks and communicating or taking notes about the others, instead of the other way around. I intend to do the same during the next term."
Un discorso che si puo' estendere al di fuori del Progetto Debian o del software libero. Si tratta di mutare il nostro modo di concepire la trasparenza, non piu' comunicazione passiva (dare a chi interessato la possibilita' di informarsi), ma comunicazione attiva. E' sempre piu' indispensabile dare le informazioni, in modo chiaro, ma anche in modo da "catturare" l'attenzione dei destinatari della nostra comunicazione.

17 Marzo 2011 (150 anni, ma non li dimostra)
Era il 17 marzo del 1861 quando il Regno di Sardegna (un anno dopo la spedizione dei Mille) cambia il nome in Regno d'Italia. Piu' che la festa dell'Unita' di Italia direi che e' la festa del cambio di nome, dunque per festeggiarla degnamente non dobbiamo essere uniti, ma cambiare nome. Io da oggi mi chiamero' Diego. Da piccolo desideravo chiamarmi Diego, per via del telefilm di Zorro, credo.

07 Marzo 2011 (Perche', come e quando ascoltare gli utenti)
Per un azienda e' importante ascoltare i clienti, anche se puo' capitare che debba creare un prodotto che soddisfi una necessita' che non sanno neppure di avere. Un nuovo prodotto potrebbe scontentare i vecchi utenti, ma trovare il favore di nuovi utenti. Nel suo blog Matt Zimmerman ha scritto un post sull'argomento (Listening to users), scrive:
"If what we're looking for is inspiration for a new product, it's here that Henry Ford was right [If I'd asked customers what they wanted, they would have said 'a faster horse']: users generally won't hand you a complete product vision on a silver platter. […] If our goal is to test whether a new product is a good fit for its users, there is no substitute for user feedback. […] When our objective is to incrementally improve an existing product, individual anecdotes can mislead us. A given change may be an improvement for one user, but a disaster for another."
Il discorso puo' essere facilmente esteso alle distribuzioni GNU/Linux, una volta compreso l'obiettivo, e' anche possibile individuare quando e come ascoltare gli utenti. Quali richieste ignorare, quali suggerimenti seguire e quali problemi risolvere prima. Se l'obiettivo e' pero' avere quanti piu' utenti possibile, si corre il rischio di distorcere il rapporto con loro, condizionare le loro scelte o scendere a compromessi pur di avere quanti piu' utenti possibile.

07 Marzo 2011 (La strana crociata di Microsoft contro IE6)
Per anni (dal 2001) alla Microsoft ® e' andato piu' che bene che gli utenti continuassero a utilizzare Internet Explorer 6, anche dopo il rilascio (nel 2007) di IE7. Ora improvvisamente Microsoft si e' lanciata in una crociata contro IE6, crociata che risponde agli appelli che soprattutto i webmaster da anni rivolgono alla societa' di Redmond. Cos'e' cambiato? E' cambiato che i prodotti Microsoft cominciano a perdere terreno, e per non perdere quote di mercato devono vincere la nuova sfida, che si giochera' sui servizi cloud, sia per privati sia per aziende. In questa sfida Google ha intenzione di vincere, e Microsoft e' quella che ha piu' da perdere.


02 Marzo 2011 (Canonical - Ubuntu: la strana coppia)
Quando nacque Ubuntu, venne presentata come "il progetto di una comunita' appoggiata da Canonical", col tempo invece Ubuntu sembra sempre piu' "un progetto di Canonical con un piccolo coinvolgimento e partecipazione della comunita'". Ecco la risposta (che non risponde) di Mark Shuttleworth a queste critiche.
(via: Shuttleworth: Mistakes made, lessons learned, a principle clarified and upheld)

28 Febbraio 2011 (L'importanza delle parole nei social network)
Se vi chiedete quale sia la differenza tra "Mi piace", "Condividi" e "Consiglia", come queste differenze influenzino la condivisione dei contenuti e quale sia la diversa reazione sui social network tra notizie positive e negative, allora dovete leggere il post scritto da Joshua Benton dal titolo "'Like,' 'share,' and 'recommend': How the warring verbs of social media will influence the news' future". Ecco la conclusione dell'autore:
"I'm not saying that news orgs should become engines of happy stories or only focus on the most outrageous or enticing news. Their mission can't be channeled exclusively in that direction. I don't know what it will look like for a quality news organization to focus on making more sharable journalism; it'll be up to the very smart people who work at them to figure out how to do that while defending their brand identities. But I do know that the role of social media is going to keep increasing, and with it will come increased economic pressures to maximize for it. They may not 'Like' or 'Recommend' it, but I suspect it's a fate they'll all, er, 'Share.'"
Il ruolo dei social media nella diffusione delle informazioni sara' sempre maggiore, questo aumento di importanza sara' affiancato da un incremento di responsabilita'? I social media e gli utenti dei social network evolveranno riuscendo a distinguere sapientemente le informazioni da condividere da quelle da ignorare, oppure chi scrive notizie le adeguera' per sfruttare l'attuale comportamento degli utenti dei social network cosi' da incrementare la diffusione dei propri contenuti?

25 Febbraio 2011 (Libera Internet in libero software)
Sul Guardian e' stato pubblicato un articolo di Eben Moglen dal titolo "Liberation by software". Vi riporto giusto un breve paragrafo:
"Now, the vast interconnection of humanity we call the internet promises to divorce the press and power forever, by dissolving the press. Now, every mobile phone, every document scanner, every camera, every laptop, are part of an immense network in which everything we see, we think, we know, can be transmitted to everyone else, everywhere, immediately. Democracy in its deepest sense follows. Ignorance ceases to be the inevitable lot of the vast majority of humanity."
Vi consiglio di proseguire la lettura dell'intero articolo.

23 Febbraio 2011 (Andy Updegrove: governance nelle fondazioni FOSS)
L'avvocato Andy Updegrove ha cominciato a scrivere una serie di articoli su quelli che secondo lui sono i modi migliori per creare e organizzare le fondazioni FOSS (Best Practices in Open Source Foundation Governance). Perche':
Despite the increasing reliance of just about every part of our modern world (government, finance, defense, and so on) on open source software (OSS) and Free and Open Source Software (FOSS), there has been very little written on the subject.

22 Febbraio 2011 (Canonical e il conflitto d'interessi)
Il rapporto tra Canonical/Ubuntu e gli upstream non e' dei migliori, ricordate le critiche mosse da Red Hat sui pochi contributi di Canonical allo sviluppo di GNOME? Poi c'e' l'annoso difficile rapporto con Debian e infine quello che e' successo con Banshee la settimana scorsa. Visti gli obiettivi di Canonical, non capisco perche' ci si stupisca quando, per raggiungere quei fini, Canonical utilizza mezzi che non tutti condividono. Stia comunque attenta Canonical, perche' un giorno i suoi interessi e quelli della comunita' del FOSS (e della stessa comunita' di Ubuntu, nonostante su di essa si eserciti una sorta di controllo gerarchico) entreranno in un conflitto insanabile. Se le cose non cambieranno, quel giorno a rimetterci di piu' sara' Canonical.

21 Febbraio 2011 (Individui e comunita')
Siamo individui, ognuno con la propria personalita', le proprie idee, le proprie opinioni, i propri interessi e le proprie conoscenze. Siamo spinti a mettere in comune tutto questo per poter creare qualcosa che da soli non saremmo in grado di fare. Vengono cosi' unite le conoscenze dei singoli individui e le loro diversita', le differenti opinioni, personalita', idee e interessi, tutto per creare qualcosa di piu' grande. Si corre pero' il rischio che le persone rinuncino (o siano costrette a rinunciare) alla propria individualita', perdano il senso critico e diventino fedeli devoti di una comunita' piena di individui senza piu' personalita', senza piu' idee, senza piu' opinioni proprie. Cosi' non sono piu' gli individui che con le loro interazioni danno forma e sostanza alla comunita', ma e' la comunita', elevata a entita' sovrannaturale a dettare le opinioni immutabili alle quali gli individui dovranno credere acriticamente. Persone, non piu' individui, con una fede cieca e incapaci di accettare critiche e suggerimenti.

16 Febbraio 2011 (Banda larga: 800… 100… 70… 0?)
Quatto quatto nel maxiemendamento (scarica il maxiemendamento [PDF 40MB]) al decreto Milleproroghe (decreto-legge n. 225 [PDF 107KB]), approvato dal Senato con il voto di fiducia, c'era anche un bel furtarello alla Robin Hood di 30 milioni di euro, rubati dai 100 promessi solo una settimana fa per la banda larga e donati al digitale terrestre. Ecco infatti "Milleproroghe, le novita'": "Banda larga. Per rifinanziare il fondo per il passaggio al digitale e' autorizzata la spesa di 30 milioni di euro per il 2011, soldi che saranno presi dalle risorse finalizzate ad interventi per la banda larga."
Se e' un conto alla rovescia ditecelo, 800… 100… 70… poi cosa, zero?

16 Febbraio 2011 (I giornali parlano della FreedomBox)
Se avete visto il video (o letto la trascrizione o la traduzione fatta da me) del discorso tenuto da Eben Moblen alla conferenza FOSDEM 2011 a Bruxelles il 5 Febraio 2011, saprete che aveva annunciato la nascita della FreedomBox Foundation. Ebbene, tra ieri e oggi ne hanno dato l'annuncio i seguenti giornali online: Per avere una seppur piccola idea di quanto sia in salita la strada della FreedomBox Foundation leggete l'articolo di Forbes "Can Facebook-Addicted Congressmen Force Themselves to Crack Down on the Social Network?", e soprattutto la testimonianza sulla privacy data da Eben Moglen il 2 Dicembre 2010 alla Camera dei Rappresentanti. Per aiutare la FredomBox Foundation a percorrere questa difficile strada in salita date una mano a spingere la FredomBox, facendo una (anche piccola) donazione.

14 Febbraio 2011 (Bernabe' e la fine dei pranzi gratis)
Gli operatori di telefonia mobile stanno intensificando la loro campagna per far pagare il traffico dati sulle reti ai fornitori di contenuti in Internet. Il presidente della GSM Association (GSMA), Franco Bernabe' (che e' anche AD di Telecom Italia), in un'intervista al Financial Times ha dichiarato che non ci saranno piu' pranzi gratis per i fornitori di contenuti.
Bernabe' si lamenta del fatto che nonostante i grandi sforzi degli operatori del mobile e del fisso, per creare una rete moderna capace di far fronte all'incremento del traffico, i fornitori di contenuti sfruttano la rete, a loro vantaggio senza contribuire al suo sviluppo.
Nonostante le rassicurazioni di non intaccare la net neutrality, dalle parole seguenti di Bernabe':
"Siamo in grado di fornire nuovi servizi – servizi di qualita' superiore – ai fornitori di contenuti per dare un servizio migliore ai loro clienti, […] Naturalmente questi servizi saranno retribuiti."
si capisce che le sue rassicurazioni non coincidono coi suoi progetti.
Neelie Kroes, commissario europeo responsabile per l'agenda digitale, prevede di tenere un vertice il 3 Marzo con le compagnie di telecomunicazioni e i fornitori di contenuti. Il rischio e' che la riluttanza che stanno dimostrando gli operatori di rete ad investire nell'incremento di banda, possa mandare a monte i piani strategici della riforma digitale.
Si corre seriamente il rischio di vedere replicato per l'Europa quello che gli USA hanno fatto a Dicembre, quando l'autorita' di regolamentazione ha proposto (sotto la pressione dell'accordo di Agostro tra Google e Verizon) delle regole di net neutrality che potrebbero consentire agli operatori di far pagare i fornitori di contenuti. E noi che criticavamo il Canada.
Fonte: FT.com - Push to end content providers' 'free lunch'

14 Febbraio 2011 (♥♥♥ Mostra il tuo amore per il software libero ♥♥♥)
Il giorno di San Valentino e' una celebrazione di amore, ed e' un gran giorno per dichiarare il tuo amore e la tua gratitudine per le persone dietro ogni iniziativa e organizzazione del Free Software. Perche' non fare di questo 14 Febbraio un giorno molto speciale e mostrar loro che si apprezza il lavoro che svolgono?
I love Free Software!
Fonte: I ♥ Free Software - Valentine's Day 2011 - FSFE

12 Febbraio 2011 (Chiamata alle armi di MPEG LA contro WebM)
L'estate scorsa la MPEG Licensing Authority (LA) decise di rendere gratuite le licenze per l'uso del codec AVC/H.264, sui video fruibili gratuitamente online, per sempre (all'inizio del 2010 ne aveva esteso la gratuita' fino al 2015). Mossa fatta per contrastare il formato WebM. Inoltre vi erano dei rischi riguardanti i brevetti.

Ora la MPEG LA comincia la sua ricerca di brevetti essenziali al codec video VP8 (su cui si basa WebM), lo scopo e' quello di raccogliere i proprietari di questi brevetti e fare un'azione comune per fermare WebM:
"In order to participate in the creation of, and determine licensing terms for, a joint VP8 patent license, any party that believes it has patents that are essential to the VP8 video codec specification is invited to submit them for a determination of their essentiality by MPEG LA's patent evaluators. At least one essential patent is necessary to participate in the process, and initial submissions should be made by March 18, 2011. Although only issued patents will be included in the license, in order to participate in the license development process, patent applications with claims that their owners believe are essential to the specification and likely to issue in a patent also may be submitted."
Ecco a cosa servono i brevetti software, a distruggere i possibili concorrenti.
Fonte: MPEG LA starts the search for VP8 patents


09 Febbraio 2011 (Cara mi si sono ristretti i fondi)
Nel caso vi appassionino le vicissitudini della banda larga in Italia e vi foste persi qualche puntata, vediamo di rinfrescarci la memoria.
Ricordate di quando per colmare il digital divide in Italia occorreva 1,47 miliardi di euro? Ricordate di quando il Governo ne promise 800 milioni per poi farli sparire dirottandoli verso altri scopi? Ricordate infine di quando sembrava che dovessero magicamente riapparire salvo notare che si erano ridotti a 100 milioni da dividere tra le regioni (o a loro carico?). Insomma, ricordate la vicenda ancora aperta del “piano Romani”?
Ebbene, a distanza di 15 mesi dalla prima sparizione e di 5 mesi dalla falsa e parziale riapparizione, ecco un'altra magia. Il ministro dello Sviluppo Paolo Romani ci fa sapere che il Consiglio dei ministri ha stanziato 100 milioni per la banda larga. State attenti a non farvi ingannare, non vanno ad aggiungersi agli 800 promessi due anni fa ne' ai 100 promessi l'anno scorso. Sono proprio i 100 milioni promessi 5 mesi fa, senza neppure gli interessi, senza contare l'inflazione. Meno di un decimo di quanti ne servirebbero veramente.

Seguite le incredibili evoluzioni delle istituzioni sull'argomento, poi leggete le dichiarazioni rilasciate oggi da Paolo Romani:
"Inizia oggi il percorso di sviluppo della banda larga, e' stato deciso il finanziamento di 100 milioni attraverso fondi Fas per la chiusura del digital divide. Con questi 100 milioni sara' ridotto a zero entro la meta' del prossimo anno"
Non so voi, ma a me scapperebbe da ridere se non fosse una triste vicenda.

08 Febbraio 2011 (Google in cerca di un accordo con l'UE)
L'Unione Europea a fine Novembre avvio' un'inchiesta antitrust contro Google per abuso di posizione dominante quale motore di ricerca. Pochi giorni fa in un'intervista pubblicata da The Sunday Telegraph, Eric Schmidt (presidente del consiglio di amministrazione di Google) ha dichiarato che Google vorrebbe trovare un accordo con l'autorita' di regolamentazione dell'UE:
"I think it is in our interests and I would hope in their interests to do a quick analysis of concerns that have been raised by competitors, hopefully they are minor or they are not correct, and we'll find out and make sure we are operating well within the law and the spirit of the law."
L'accusa mossa e' Google e' anche quella di avvantaggiare i propri servizi nelle ricerche a danno dei servizi della concorrenza. Intanto sembra che non ci siano trattative (e probabilmente non ce ne saranno neppure a breve), infattiAmelia Torres (portavoce della commissione) ha dichiarato che:
"As is known, the commission is conducting an in-depth market investigation and is still awaiting replies. We will not prejudge the outcome of the market investigation and of this case,"
Nonostante le speranze di Eric Schmidt di concludere in fretta la faccenda, sembra proprio che ci vorra' ancora del tempo.

08 Febbraio 2011 (Un Free Software User Group in Parlamento)
Un membro del Parlamento europeo (non avrete mica pensato parlassi dell'Italia vero?) sabato, assieme ad alcuni consiglieri ed assistenti, ha avviato un gruppo utenti di Free Software, allo scopo di incrementare l'uso del FOSS nell'infrastruttura ICT del Parlamento europeo. L'European Parliament Free Software User Group (EPFSUG) e' aperto a tutti i membri del Parlamento.