Gli uomini in quanto "animali sociali" producono un ambiente sociale (sistema sociale) attraverso la realizzazione di un sistema di relazioni intersoggettive (cooperazione).
Le relazioni intersoggettive sono plasmate e abitudinalizzate da comportamenti ripetuti a livello di gruppo sociale in se' o per se' considerato ed a livello di gruppo sociale organizzato e all'associazione ad essi di automatismi sanzionatori (posti a presidio dei comportamenti stessi).
L'ambiente sociale lo stare insieme cooperativo degli uomini non costituisce il solo ambiente nel quale gli uomini interagiscono, ad esso va aggiunto l'ambiente naturale.
L'ambiente sociale e l'ambiente naturale formano tout court l'ambiente degli uomini.
Mentre l'ambiente sociale e' in continua evoluzione, l'ambiente naturale, almeno in relazione alla durata media della vita degli uomini, tende a conservarsi costante.
L'ambiente sociale, per quanto oggettivato, e' aperto agli uomini, nel senso che gli uomini, attraverso l'accumulazione dell'esperienza, la sua trasmissione intergenerazionale e l'allargamento e l'approfondimento delle relazioni intersoggettive, ne determinano una continua evoluzione.
L'accumulazione dell'esperienza e la sua trasmissione intergenerazionale sono dimensioni specifiche dello stare insieme degli uomini ed estranee allo stare insieme sociale di altre collettivita' animali.
L'evoluzione dell'ambiente sociale e' legato all'evoluzione delle relazioni intersoggettive da una relazione funzionale duale, nel senso che l'evoluzione dell'ambiente sociale dipende dall'evoluzione delle relazioni intersoggettive, cosi' come l'evoluzione delle relazioni intersoggettive dipende dall'evoluzione dell'ambiente sociale.
Quando le relazioni intersoggettive si oggettivano in relazioni ripetute, l'ambiente sociale tende ad omologarsi all'ambiente naturale.
Quando le relazioni intersoggettive non sono generalizzate e sono conservate rigidamente chiuse all'interno di ristretti gruppi di uomini (nuclei familiari, classi sociali, nuclei etnici o religiosi, ecc.) si ha un ambiente sociale a basso ritmo di evoluzione.
Il basso ritmo di evoluzione dell'ambiente sociale tende a contenere il ritmo di accumulazione dell'esperienza e l'allargamento e l'approfondimento delle relazioni intersoggettive.
L'evoluzione delle relazioni intersoggettive origina dall'individualismo, ovvero dalla non-conformita' dei comportamenti degli uomini ai comportamenti ereditati.
L'individualismo non esprime la riconducibilita' dei comportamenti agli uomini in quanto singoli, ma la devianza degli uomini dai comportamenti ereditari attraverso l'innovazione (ricerca del nuovo).
In conseguenza di cio', l'individualismo, che rappresenta la dimensione soggettiva dell'innovazione, segue il vivere insieme degli uomini (socializzazione) e non lo precede.
L'esperienza accumulata, la sua espansione con l'innovazione e la sua trasmissione intergenerazionale designano l'insieme delle "risorse" che gli uomini hanno a disposizione per la soddisfazione dei loro interessi, o raggiungimento dei loro obiettivi, considerati non staticamente, ma in costante evoluzione come esito dell'attivita' innovativa.
L'insieme delle risorse a disposizione degli uomini definisce, in termini aggregati, il capitale sociale disponibile; questo, in relazione alle sue forme di utilizzazione, e' sempre in una relazione di scarsita', a causa della dinamica. degli interessi o degli obiettivi.
Gli interessi (o gli obiettivi) degli uomini sono rispetto al capitale sociale, sempre sovradeterminanti per via della propensione ad innovare degli uomini.
La scarsita' delle risorse rispetto agli interessi (o agli obiettivi) degli uomini implica comportamenti di scelta, sorretti da un'etica comportamentale sanzionatoria detta etica della responsabilita'.
L'etica della responsabilita' vincola i comportamenti degli uomini a massimizzare il risultato in termini di interessi soddisfatti (o di obiettivi raggiunti), o, il che e' lo stesso, a minimizzare il costo in relazione agli interessi da soddisfare (o agli obiettivi da raggiungere), in relazione alle risorse impiegate, rispettivamente, per la loro soddisfazione o per il loro raggiungimento.
Il comportamento di scelta costituisce l'oggetto del dominio di studio della scienza economica e della scienza politica.
Il vivere insieme degli uomini e lo svolgersi delle relazioni intersoggettive sono strumentali alla massimizzazione del risultato o alla minimizzazione del costo in quanto rendono possibile la divisione intersoggettiva delle abilita' nell'uso del capitale sociale per la produzione di tutto cio' che e' valutato necessario per la soddisfazione degli interessi (o il raggiungimento degli obiettivi) individuali.
La specializzazione origina per ciascun agente un surplus di produzione che viene convertito in un equilibrio di disponibilita' attraverso rapporti di scambio che concorrono a definire il mercato.
In tal modo, gli uomini, attraverso la cooperazione, concorrono alla costruzione di un ambiente sociale che consente a ciascuno degli agenti in esso operanti di pervenire a risultati finali (in termini di interessi soddisfatti o di obiettivi perseguiti) altrimenti impossibili, o possibili al costo di risultati finali piu' limitati o di maggiori risorse impiegate.
L'evoluzione delle relazioni intersoggettive e' un processo ordinato e stabile che:
Alla supposta autosufficienza istituzionale dell'ipotesi a ha fatto riscontro l'analisi critica dell'istituzionalismo, per il quale esistono due diverse interpretazioni della genesi delle istituzioni.
Le originarie "posizioni" dell'istituzionalismo sono assoggettate ad analisi critica dal neoistituzionalismo e dal contrattualismo.
Secondo il neoistituzionalismo, il costituirsi degli assetti istituzionali non dipende dal modo in cui si svolgono le relazioni intersoggettive in condizioni di certezza, ma dal modo in cui esse evolvono in condizioni di incertezza.
L'incertezza dell'evoluzione delle relazioni intersoggettive esclude a priori che tali relazioni possano essere "portatrici" di un progetto sociale consapevolmente perseguito.
Per il neoistituzionalismo, le istituzioni sono solo esiti spontanei inintenzionali di azioni intenzionalmente attuate, con conseguente esclusione di qualsiasi partecipazione consapevole degli uomini a contenere gli effetti della casualita' degli esiti delle loro azioni (F.A.v. Hayek).
Per il contrattualismo, l'evoluzione degli assetti istituzionali e' liberamente e consapevolmente modellata attraverso la realizzazione di un disegno intenzionalmente progettato e fondato, contrattualmente, sulla libera e consensuale partecipazione all'attivita' di progettazione ed all'attivita'. di attuazione di tutti gli uomini.
Gli uomini che compongono il sistema sociale sono i "recapiti" finali degli esiti intenzionali delle azioni intraprese per la progettazione e l'attuazione del progetto (J.M. Buchanan, G. Tullock).
L'insieme degli assetti istituzionali collettivi, per l'ipotesi b e c, formano il quadro organizzativo dello Stato (organizzazione politica) all'interno del quale e' racchiuso, ordinato, l'ambiente sociale degli uomini.
Stato minimo per l'ipotesi b, Stato dimensionalmente aperto, su basi contrattuali, alla complessita' del processo evolutivo per l'ipotesi c.
L'ipotesi b costituisce il fondamento istituzionale del liberalismo politico nella prospettiva della teoria liberale dello Stato di diritto, cui corrisponde, a livello economico, il "laisserfarismo".
L'ipotesi c invece, costituisce il fondamento istituzionale del liberalismo politico nella prospettiva della teoria liberal-democratica dello Stato di diritto, cui corrisponde, a livello economico il "welfarismo".
Le relazioni intersoggettive che si svolgono, su basi cooperative e contrattuali, all'interno dell'ambiente sociale hanno ad oggetto:
Sia la produzione e lo scambio di beni e servizi privati, che la produzione e lo scambio di beni e servizi pubblici, sono strumentali all'allargamento ed all'approfondimento delle relazioni intersoggettive dell'intero ambiente degli uomini.
Le relazioni intersoggettive sottostanti la produzione e lo scambio di beni e servizi privati si svolgono all'interno delle istituzioni economiche esprimenti il mercato privato, mentre la produzione e lo scambio di beni e servizi pubblici si svolgono all'interno delle istituzioni collettive (o politiche), che possono anche essere definite mercato politico.
Le istituzioni economiche e le istituzioni politiche conducono ad esiti condivisi dalla generalita' degli uomini quando il loro funzionamento avviene nel rispetto del principio dell'etica della responsabilita' e nell'osservanza di regole comportamentali coerenti con la scarsita' delle risorse a disposizione.
Le regole di funzionamento delle istituzioni economiche sono quelle che la scienza economica ha "costruito" per il funzionamento del mercato (privato) competitivo, mentre le regole di funzionamento delle istituzioni politiche sono quelle che la scienza politica ha "costruito" per il mercato politico, nella forma dello Stato democratico.
Le regole di funzionamento per entrambe le forme di mercato possono essere riferite al caso di un ambiente sociale statico, oppure al caso di un ambiente sociale dinamico.
Il modo in cui tutti gli uomini operanti all'interno del mercato (agenti o operatori economici) compiono i loro calcoli e' spiegato e descritto secondo tre linee di pensiero alternative:
Per via della supposta razionalita' illimitata della quale sono dotati gli agenti, questa linea di pensiero e' indicata anche come linea della autosufficienza e della completezza del mercato, oppure linea della razionalita' illimitata.
La seconda e la terza linea di pensiero sono dette linee istituzionaliste, per via del ruolo che in esse svolgono le istituzioni; la seconda e' detta linea evoluzionista, mentre la terza e' detta linea contrattualista.
Prima linea di pensiero.
La prima linea di pensiero descrive il modo proprio di funzionare del mercato (privato) competitivo della teoria economica neoclassica.
Il mercato, secondo questa linea di pensiero, e' caratterizzato da automatismi che sono intrinseci al mercato stesso e resi operanti da una "mano invisibile" (il banditore), la cui azione consente l'apprendimento dei prezzi di equilibrio (L. Walras).
All'interno del mercato atomistico, i prezzi risultanti dall'interazione generalizzata tra tutti gli agenti sintetizzano l'informazione necessaria, la quale, attraverso la concorrenza, e' estesa a tutti gli agenti per compiere i loro calcoli possono fare riferimento soltanto ad essi.
Il funzionamento del mercato, per questa linea di pensiero, e' giudicato completo ed autosufficiente rispetto al quadro istituzionale politico all'interno del quale il mercato stesso opera.
Questa linea di pensiero e' stata criticata per il suo poco realismo, in quanto gli agenti operanti nel mercato sono supposti dotati di una razionalita' olimpica, ovvero di una razionalita' illimitata (o di una informazione illimitata).
Il poco realismo di questa linea di pensiero ha portato alla ricerca di descrizioni e di spiegazioni piu' realiste del funzionamento del mercato competitivo facenti riferimento ad agenti dotati di una razionalita' limitata (bounded rationality).
Le descrizioni e le spiegazioni del funzionamento del mercato alternative a quello fondato sull'ipotesi della razionalita' illimitata degli agenti sono state formulate ipotizzando che i limiti di una razionalita' limitata possano essere rimossi con particolari assetti istituzionali privati e politici.
Seconda linea di pensiero.
La linea istituzionalista respinge l'idea che gli agenti possano essere dotati di una razionalita' illimitata (F.A.v. Hayek).
Questa linea di pensiero ipotizza un supporto delle istituzioni private e politiche nei confronti dei singoli agenti, in quanto la razionalita' umana e' caratterizzata da forti limitazioni cognitive, in quanto gli agenti, in se' e per se' considerati, sviluppano, all'interno di un'ordine spontaneo, competenze, abilita' ed esperienze che sono loro esclusive.
Di fronte a tali caratteristiche della razionalita' degli agenti, per questa linea di pensiero, il mercato non e' affatto completo ed autosufficiente. Esso, per operare, ha bisogno del sostegno delle istituzioni, la cui funzione consiste nel rendere possibile l'interazione tra le diverse conoscenze individuali e nello svolgere un ruolo integrativo di supporto nei confronti della funzione parametrica dei prezzi.
Terza linea di pensiero.
La linea di pensiero contrattualistica, come la seconda, assume una limitata razionalita' degli agenti ed assegna alle istituzioni un ruolo di supporto e di integrazione alla funzione parametrica dei prezzi.
A differenza della linea di pensiero evoluzionista, che ipotizza sia sempre possibile realizzare un ordine spontaneo del mercato quando la funzione parametrica dei prezzi sia opportunamente integrata da assetti istituzionali compatibili con le autonome valutazioni degli agenti, la linea di pensiero contrattualistica considera la possibilita' che, ricorrendo considerazioni particolari, implicante il venir meno di una o piu' delle dimensioni fondative del mercato competitivo, il mercato possa fallire, possa cioe' mancare di consentire ai prezzi di svolgere la loro funzione parametrica (J.M. Buchanan).
Quando cio' accade, per la linea di pensiero contrattualista, e' perche' ricorrono i caratteri della presenza di situazioni aventi natura di bene e servizio pubblico, della indivisibilita', della inappropriabilita' e dell'incertezza, che condizionano le decisioni degli agenti, impedendo ai singoli agenti ed all'intero sistema economico di pervenire ad una configurazione di equilibrio ottimale.
L'indivisibilita' determina il fenomeno dei beni e servizi finali consumati ma non pagati, dal lato del consumo, ed il fenomeno dei fattori produttivi impiegati ma non pagati, dal lato della produzione.
I beni ed i servizi pubblici sono caratterizzati dalla non - escludibilita', sia dal lato della domanda, che dal lato dell'offerta.
La non - escludibilita' dal lato della domanda dei beni e dei servizi pubblici comporta che la soddisfazione della domanda di tali beni e servizi da parte di un singolo agente non esclude la contemporanea soddisfazione della domanda che degli stessi beni e servizi e' fatta dai rimanenti agenti.
La non - escludibilita' dal lato dell'offerta dei beni e dei servizi pubblici, per contro, comporta che l'offerta di tali beni e servizi nei confronti di un singolo agente non esclude la contemporanea offerta degli stessi beni e servizi nei confronti dei rimanenti agenti.
Per la linea di pensiero contrattuale, quando il mercato di concorrenza fallisce non e' piu' possibile fare riferimento ad un ordine spontaneo del funzionamento del mercato competitivo (indotto dalla funzione parametrica dei prezzi e dal ruolo di supporto delle istituzioni politiche), in quanto, per il ricupero della funzionalita' del mercato, occorre una risposta costruttivista su basi contrattuali.
In altri termini, per la linea di pensiero contrattualista, occorre un contratto sociale tra tutti gli agenti coinvolti nell'interazione per introdurre regole suppletive, rispetto a quelle proprie del mercato di concorrenza (mano invisibile del mercato e mano visibile del Stato), per la rimozione di tutte le disfunzioni indotte dalle cause di fallimento del mercato.
I due fenomeni sono originati dalla presenza nel mercato di effetti esterni diretti (economie o diseconomie esterne) che ricorrono allorche' si stabiliscono tra gli agenti delle relazioni intersoggettive dirette, non mediate dal sistema dei prezzi.
Il primo fenomeno (consumo) ricorre allorche' la soddisfazione di un determinato interesse (o il perseguimento di un determinato obiettivo) di un agente dipende dalle risorse utilizzate dall'agente, ma anche delle risorse utilizzate da altri agenti per la soddisfazione dello stesso interesse (o per il perseguimento dello stesso obiettivo).
Il secondo fenomeno (produzione) ricorre allorche' la produzione di un determinato bene o servizio finale da parte di un dato agente dipende dalle risorse impiegate dall'agente, ma anche dalle risorse utilizzate per la produzione di un altro bene e servizio finale da altri agenti.
L'inappropriabilita' ricorre allorche' gli agenti non possono soddisfare i loro ritenessi (o raggiungere i loro obiettivi) in modo univocamente determinato, per cui, per sottrarsi agli effetti della indeterminazione del loro esito atteso, variano la composizione organica della domanda o dell'offerta, sino ad individuare una composizione in corrispondenza della quale l'esito conseguito e' univocamente determinato. In questo modo, pero', ricorre uno spiazzamento del risultato conseguito dal risultato atteso, con conseguente inappropriabilita' del risultato atteso.
L'incertezza origina il problema della divergenza dell'impiego effettivo delle risorse (o dei beni finali) dalla configurazione ottimale di impiego delle stesse (o degli stessi), rispettivamente, dal lato della produzione e dal lato del consumo. Essa ricorre allorche' la posizione finale di ciascun agente all'interno del mercato dipende non sono dalle sue risorse impiegate, ma anche:
La presenza di situazioni aventi natura di "bene e servizio pubblico" implica la formazione sul mercato di una domanda e di una offerta di beni e servizi coordinate secondo regole alternative al mercato di concorrenza, a causa del fatto che la domanda e l'offerta di tali bene e servizi riferite a ciascun agente sono legate alla domanda ed all'offerta globali degli stessi beni e servizi da una relazione di uguaglianza piuttosto che di somma.
I beni ed i servizi pubblici si differenziano dai beni e servizi privati in quanto, sul piano della loro valutazione, non hanno il carattere dell'intercognizione e dell'interrelazione disgiunta degli agenti e presentano, invece, il carattere dell'intercognizione e dell'interrelazione congiunta, implicante una domanda ed un'offerta uguali di tutti i beni e di tutti i servizi per tutti gli agenti dal lato della domanda o dal lato dell'offerta.
Walras non teneva conto della propensione all'innovazione delle relazioni intersoggettive. Sinora l'illustrazione delle linee di pensiero riguardo alle modalita' di funzionamento del mercato privato di concorrenza ha fatto esclusivo riferimento alle seguenti ipotesi:
L'impiego delle risorse per la produzione e lo scambio di beni e servizi privati all'interno del mercato privato avvengono attraverso comportamenti individuali reciprocamente compatibili, volti a soddisfare interessi (o a raggiungere obiettivi) individuali mediante lo svolgersi di relazioni intersoggettive di scambio sulla base di consenso unanime (nei beni pubblici c'e' il "principio della maggioranza", non c'e' unanimita' nelle decisioni).
I singoli agenti, nel soddisfare i propri interessi (o nel perseguire i propri obiettivi) agiscono secondo valutazioni soggettive ed esclusive. In conseguenza di cio', le valutazioni degli interessi privati (o obiettivi privati) di ogni singolo agente possono essere condivise dai rimanenti n - 1 agenti.
Nel caso di interessi (o di obiettivi) privati, percio', si ha una intercognizione o interrelazione disgiunta degli interessi o degli obiettivi individuali.
Quando i singoli agenti informano i loro comportamenti ai prezzi espressi dal mercato privato competitivo, i comportamenti sono detti razionali, implicanti un coordinamento generale di tutti i comportamenti individuali, in corrispondenza dei quali la posizione di ogni singolo agente non puo' essere migliorata senza, nel contempo, peggiorare la posizione di uno qualsiasi dei restanti agenti (concetto di ottimo paretiano).
In altri termini quando ogni agente informa il proprio comportamento alla funzione parametrica dei prezzi espressi dal mercato privato competitivo ottimizza la propria posizione sul mercato (posizione ottimale paretiana o posizione efficiente di ogni singolo agente).
Quando cio' accade si dice che sono soddisfatte tutte le condizioni di equilibrio di tutti gli agenti in quanto consumatori ed in quanto produttori.
Con l'ottimizzazione delle posizioni di tutti gli agenti e' ottimizzata anche la posizione dell'intero mercato.
La ricorrenza di fenomeni della presenza di situazioni aventi natura di beni e servizi pubblici, dell'indivisibilita' economica, dell'inappropriabilita' e dell'incertezza determina il fallimento del mercato privato di concorrenza.
Quando cio' si verifica, la continuazione dell'attivita' di scambio conduce la totalita' degli agenti ad avvertire la convenienza a trasferire agli assetti istituzionali collettivi (mercato politico), la responsabilita' delle scelte che i singoli agenti non sono in grado di assumere.
All'interno delle istituzioni politiche (mercato politico) la natura delle interrelazioni soggettive cambia:
All'interno del mercato politico, le interrelazioni soggettive rappresentano un livello decisionale di ultima istanza, quando il comportamento di scelta individuale e' di per se inidoneo a garantire razionalita' e coordinamento dei comportamenti di scelta.
Al mercato politico in un ambiente sociale statico fanno capo due grandi disfunzioni:
La prima funzione si identifica nello Stato garantista, mentre la seconda si identifica nello Stato produttivo.
Il costo complessivo di funzionamento dello Stato garantista e dello Stato produttivo e' composto dal livello della tassazione.
Il livello della tassazione corrisponde alla copertura di tutti i costi sostenuti dalle istituzioni politiche (pubblica amministrazione) per la produzione e la distribuzione di tutti i beni e i servizi offerti dal mercato politico.
Il livello della tassazione corrisponde ad una quota del prodotto sociale, trasferito dal mercato privato al mercato politico.
Il processo di rilevazione delle preferenze individuali, sia nel caso della produzione e della distribuzione dei beni e dei servizi privati, che nel caso della produzione e della distribuzione di ordine e di stabilita' o della produzione o della distribuzione di beni e servizi pubblici, avviene secondo procedure, che, al di la' della forma, sono, sul piano del risultato finale, identiche.
Le preferenze per la produzione e la distribuzione di beni e servizi privati sono rilevate attraverso la funzionalita' parametrica dei prezzi ed il ruolo di supporto delle istituzioni private e politiche.
Le preferenze per la produzione e la distribuzione di ordine e di stabilita' o per la produzione e la distribuzione di beni e servizi pubblici le scelte sono rilevate attraverso le procedure "messe a punto" all'interno della teoria delle scelte sociali.Di queste, le piu' importanti sono:
Sia con le procedure della concorrenza istituzionale, che con le procedure della democrazia economica, si tende ad ottimizzare il consenso delle agenti, in quanto gruppo sociale organizzato, sulle preferenze ordinali delle scelte sociali, sotto il vincolo che gli esiti siano prossimi o uguali a quelli che si avrebbero se il mercato privato non fallisse.
Le procedure della concorrenza istituzionale sono attivate dal "voto con l'urna", il quale e' strumentale rispetto alla chiusura del processo di determinazione del livello di tassazione attraverso l'integrazione del "voto con l'urna" col "voto cui piedi".
Il "voto cui piedi" assegna agli agenti che non condividono il livello della tassazione, fissato con il "voto con l'urna", per la soddisfazione delle scelte sociali rilevate, la possibilita' di avviare un processo competitivo nei confronti delle istituzioni politiche alle quali essi partecipano.
L'attivazione di tale processo competitivo avviene con l'istituzionalizzazione dell'opzione riconosciuta agli agenti di "uscire" dallo Stato allorche' essi ritengono che abbia oltrepassato il limite di cio' che vorrebbero facesse.
In altri termini, istituzionalizzare la possibilita' di fuoriuscire dalle istituzioni politiche alle quali si appartiene, significa istituzionalizzare la facolta' per gli agenti di scegliersi le istituzioni politiche in grado di soddisfare le scelte sociali rivelate attraverso condizioni migliori.
In questo modo si puo' immaginare che le istituzioni politiche originarie trovino conveniente, non solo realizzare economie di costo nella produzione e nella distribuzione di ordine e stabilita' e nella produzione e distribuzione di beni e di servizi pubblici, ma anche portare il livello della tassazione ad un punto in corrispondenza del quale possono essere attratti agenti operanti all'interno di istituzioni politiche concorrenti.
La doppia votazione con l'"urna" e coi "piedi" vede economicamente rilevanti, all'interno dello Stato contrattuale e democratico, la liberta' e la consensualita' che caratterizzano la partecipazione degli agenti al funzionamento delle istituzioni politiche, nello stesso modo in cui la liberta' e la consensualita' caratterizzano la partecipazione degli stessi agenti al funzionamento delle istituzioni economiche private.
La forma organizzativa di Stato contrattuale e democratico piu' "avanzata" e' la societa' aperta al pluralismo (K.R. Popper), al cui interno la democrazia si configura:
Razionalita', umanitaresimo e fallibilismo implicano che, all'interno dello Stato contrattuale e democratico nella forma della societa' aperta, gli esiti delle decisioni collettive siano sempre valutati in relazione alla loro coerenza con le finalita' e gli scopi che hanno determinato le decisioni stesse.
In conseguenza di cio', lo Stato contrattuale e democratico nella forma della societa' aperta massimizza l'estensione dell'etica della responsabilita', che implica la valutazione delle scelte sociali in funzione delle conseguenze dei loro esiti sull'intero ambiente umano (ambiente sociale e ambiente naturale).
Lo Stato contrattuale e democratico nella forma della societa' aperta, percio', esclude l'etica dei principi, la quale, imponendo il vincolo di una stretta coerenza delle scelte sociali con principi immodificabili, implica la non rilevanza delle conseguenze degli esiti delle scelte sociali sull'ambiente umano.
Le procedure della democrazia economica, fondate sul voto di maggioranza, costituiscono l'esito dell'analisi di K.J. Arrow, il quale, col teorema della impossibilita', ha dimostrato l'impossibilita' di derivare coerentemente una funzione delle preferenze collettive (sistema delle scelte sociali) dalle funzioni delle preferenze individuali (sistema delle scelte individuali).
Per K.J. Arrow e' possibile derivare una funzione delle preferenze collettive dalle funzioni delle preferenze individuali quando nel processo di aggregazione siano soddisfatte le condizioni seguenti:
K.J. Arrow ha dimostrato che la condizione della transitivita' puo' venir meno non appena le alternative di scelta individuali sono tre e gli agenti sono due.
In questo caso, se per un agente valgono le relazioni di preferenza per cui xRy, yRz e xRz, per il secondo agente possono valere le relazioni di preferenza per cui xRy, yRz, ma zRx.
La mancata transitivita' nelle relazioni di preferenza del secondo agente determina l'impossibilita' di una scelta sociale nel rispetto di tutte le condizioni indicate.
Una scelta, infatti, a livello sociale, puo' essere fatta solo in termini dittatoriali, facendo coincidere la funzione delle preferenze sociali con la funzione delle preferenze dell'uno e dell'altro agente.
Quando la mancata transitivita' si verifica in presenza di una pluralita' di agenti possono aversi, a livello sociale, solo specifiche priorita' aggregate col voto della maggioranza degli agenti componenti il sistema sociale.
Non esiste, tuttavia, un corpus teorico ed operativo unitario relativo alle modalita' di utilizzazione delle procedure della democrazia economica.
Il problema piu' dibattuto concerne le modalita' di partecipazione al processo decisionale collettivo. Rispetto a questo processo, uno degli ostacoli piu' significativi e' costituito dai limiti della democrazia diretta e dalle difficolta' che insorgono allorche' i partecipanti al processo aumentano la loro numerosita'.
Con le procedure della democrazia economica, in alternativa a quelle proprie della concorrenza istituzionale, si operativizza l'assunto secondo il quale il consenso per un determinato sistema di scelte sociali si realizza traverso la massimizzazione dei vantaggi derivanti dallo scambio politico che si svolge tra tutti gli agenti interessati alle scelte da adottare. Tale scambio e' funzione di due classi di costi:
N = numero dei partecipanti; Ci= costi interni (costi decisionali); Ce= costi esterni
Rispetto al numero degli agenti che partecipano al processo decisionale, i costi esterni aumentano in relazione inversa, mentre i costi decisionali aumentano in relazione diretta.
La massimizzazione dei vantaggi traibili dallo scambio politico e' individuato dal punto di intersezione delle curve che individuano un punto di minimo sull'asse delle ordinate, tenendo conto:
La logica dello scambio politico consente di tenere conto di diverse disfunzioni del processo decisionale allorche' esso avviene attraverso una pura e semplice aggregazione maggioritaria delle preferenze individuali.
In particolare, la logica dello scambio politico consente di tenere conto del fatto che la distribuzione delle intensita' con cui sono rivelate le preferenze presso i singoli agenti e' diseguale e di evitare che nella valutazione delle scelte si considerino con uguali intensita' preferenze diseguali.
Ai limiti delle procedure di aggregazione delle preferenze individuali mediante l'aggregazione del voto risponde l'ipotesi che l'insieme degli agenti che costituiscono il sistema sociale decidano attraverso la loro adesione ad un sistema di comitati, intesi come piccoli gruppi decisionali durevoli (D. Black), all'interno dei quali il processo decisionale avvenga sulla base di uno scambio politico tra i componenti ciascun comitato.
All'interno dei comitati, lo scambio politico tra i componenti avviene nella forma di compensazioni reciproche differite, determinate dalla diseguale distribuzione intersoggettiva delle preferenze, per cui l'agente che concede oggi e' colui che avverte un determinato interesse meno intensamente dall'agente che domanda e che e' disposto a concedere oggi in funzione di una controprestazione futura.
Il problema della diversa distribuzione delle intensita' con cui sono rivelate le preferenze dei singoli agenti si ripropone anche con riferimento a tutte le situazioni che hanno un alto contenuto di bene e di servizio pubblico, sebbene il carattere dell'intercognizione e dell'interrelazione congiunta che e' loro proprio, possa apparentemente escluderlo.
Infatti se, per esempio, gli agenti A e B hanno identica sensibilita' rispetto alle priorita' da assegnare alle scelte collettive adottate con riferimento a specifiche situazioni aventi un alto contenuto di bene e di servizio pubblico, non e' detto che per il soggetto A il rapporto tra gli standards qualitativi e quantitativi dei beni e servizi pubblici da produrre e da distribuire rispetto al loro costo (tassazione) coincida con il rapporto corrispondente al soggetto B.
Si avrebbe, in questo caso, un consenso di intensita', nel senso di A. Downs, ovvero nel senso che la totalita' dei decidenti e' d'accordo sulle priorita' degli interessi da soddisfare, pur dissentendo sulle politiche da seguire per la loro soddisfazione.
Quanto piu' un sistema sociale si organizza per comitati, tanto piu' si democratizza. Il diffondersi dei comitati, infatti, soddisfa esigenze pluraliste ed e' occasione di diffusione della partecipazione dei cittadini al processo decisionale.
Sennonche', il sistema dei comitati per "coprire" la totalita' degli agenti deve divenire rappresentativo e concorrere a ridurre, sia i costi esterni, che i costi decisionali.
Poiche' i costi esterni ed i costi decisionali nelle procedure della democrazia economica, come in quelle della concorrenza istituzionale, stanno tra loro in una relazione inversa, consegue che non e' possibile individuare un processo decisionale democratico che possa dirsi ottimale in assoluto.
La soluzione va trovata attraverso la proceduralizzazione della sperimentazione, adattando di continuo la struttura organizzativa dello Stato contrattuale e democratico alla evoluzione storico - culturale del sistema sociale, al fine di orientare costantemente lo Stato democratico realizzato allo Stato democratico ideale.
Alla logica propria della proceduralizzazione della sperimentazione risponde meglio di ogni altra forma di organizzazione dello Stato contrattuale e democratico l'organizzazione politica della societa' aperta.
Lo Stato contrattuale e democratico, pertanto, si sviluppa e si realizza proceduralmente, attraverso una continua dinamica delle istituzioni politiche, lungo un "sentiero" delimitato, da un lato, dalle aspirazioni ideali, esprimenti lo Stato contrattuale e democratico non realizzato e dall'altro, dalle condizioni reali, esprimenti lo Stato contrattuale e democratico realizzato.
Le aspirazioni ideali, percio', non sono lo Stato contrattuale e democratico ne' tanto meno valgono a definire lo Stato contrattuale democratico, mentre le condizioni reali esprimono lo Stato contrattuale e democratico che e' possibile organizzare in corrispondenza dello sviluppo delle condizioni storiche e contrattuali del sistema sociale.
La pretesa di non tenere conto, contemporaneamente, delle due "sponde" che concorrono alla delimitazione del "sentiero procedurale" attraverso il quale si costituisce nel tempo lo Stato contrattuale e democratico significa fuorviare la riflessione sul tema stesso dello Stato contrattuale e democratico, a causa dello scambio, che a volte viene fatto, tra aspirazioni ideali e condizioni reali e delle valutazioni che si formulano sullo Stato contrattuale e democratico in funzione delle condizioni ideali non realizzate e non delle condizioni reali storiche e contrattuali, a volte negative, dello Stato contrattuale e democratico realizzato.
All'interno di un sistema economico statico, la funzione della concorrenza e' quella di ripulire il mercato attraverso:
All'interno di un sistema economico dinamico la funzione della concorrenza si articola:
La ripulitura del mercato e la scoperta del nuovo attivano all'interno del mercato un processo che risulta molto piu' complesso di quello che si svolge all'interno dello stesso mercato riferito a un sistema economico statico.
Il risultato finale del processo attivato all'interno di un sistema economico dinamico e' funzione non solo dell'interazione generalizzata di tutti gli agenti, ma anche dall'interazione tra la ripulitura del mercato (market clearing) e la scoperta del nuovo (novelty discovery).
Per la descrizione del funzionamento del mercato competitivo all'interno di un sistema economico dinamico si ha, allo stato attuale, un'unica linea di pensiero, quella della distruzione creativa formulata da J.A. Schumpeter, solo imperfettamente compatibile con la prospettiva di analisi del comportamento degli agenti dell'individualismo metodologico, in quanto sposta il centro di valutazione e di decisione della generalita' degli agenti, ai soli agenti, in quanto imprenditori innovatori, il "come", il "quando" ed il "quanto", innovare attraverso innovazioni di processo, oppure attraverso innovazioni di prodotto.
Nel caso di un sistema economico dinamico percio', la descrizione e la spiegazione walrasiane e quelle hayekiane del funzionamento del mercato competitivo diventano ancora di piu' deficitarie, mentre la descrizione e la spiegazione buchaniane risultano estese, sia alla formazione ed al funzionamento delle istituzioni economiche, che alla formazione ed al funzionamento delle istituzioni politiche.
L'innovazione, della quale ogni singolo agente in quanto imprenditore e' portatore, aumenta il livello di attivita' del mercato, per cui la disponibilita' di risorse e di capitale si espande.
Poiche' l'incremento delle risorse e delle informazioni non tende a distribuirsi uniformemente tra tutti gli agenti, ma in funzione della distribuzione intersoggettiva della propensione ad innovare, viene meno uno dei caratteri strutturali del mercato di concorrenza (caratterizzato da una tendenziale distribuzione paritaria delle risorse) cui si associa, sempre, per effetto dell'aumentato livello di attivita' del mercato, il venir meno di uno o piu' degli altri suoi caratteri strutturali.
Quando gli agenti, anche se solo limitatamente agli agenti in quanto imprenditori, si trovano ad operare all'interno di un mercato che perde la sua natura di mercato di concorrenza, i comportamenti individuali falliscono in quanto non consentono piu' di pervenire a risultati univocamente determinati e coordinati.
Il mercato di concorrenza all'interno di un sistema economico dinamico fallisce non solo per la difforme (ineguale) distribuzione delle risorse tra tutti gli agenti (che determina il venir meno dell'indipendenza e dell'autonomia degli agenti stessi), ma anche per il ricorrere dei fenomeni gia' analizzati con riferimento al mercato di concorrenza all'interno di un sistema economico statico, ossia, per il ricorrere della presenza di situazioni aventi natura di bene e servizio pubblico, della indivisibilita' delle risorse o dei beni e servizi finali, della inappropriabilita', totale o parziale, da parte dei singoli agenti, dei risultati finali attesi e dell'incertezza che grava sull'univoca determinazione dei risultati attesi.
Allorche' ricorre una o piu' cause del fallimento del mercato di concorrenza all'interno di un sistema economico dinamico, si impone, come si e' visto nel caso del fallimento del mercato di concorrenza all'interno di un sistema economico statico, la necessita' che le decisioni dei singoli agenti siano prese all'interno di istituzioni politiche alternative al mercato di concorrenza.
Cio' non va inteso in termini di rigido passaggio dal mercato di concorrenza privato alle istituzioni ad esso alternative (mercato politico), ma come il momento finale di un processo che si esaurisce all'interno del mercato privato stesso, in corrispondenza del quale viene constatata, in quel dato momento l'impossibilita' di conseguire il coordinamento delle posizioni individuali in modo che risultino reciprocamente compatibili.
L'impossibilita' di conseguire il coordinamento delle posizioni individuali in modo che risultino reciprocamente compatibili, implica conseguenze diverse:
Nonostante la sua origine antica, e' solo di recente, dopo l'avvento della teoria liberal-democratica dello Stato di diritto, che l'idea di cittadinanza si allarga e si precisa includendo, oltre ai diritti civili ed i diritti politici, anche i diritti sociali. Con cio' si e' avuto, come gia' e' stato sottolineato, il passaggio dalla teoria liberale dello Stato di diritto (Stato minimo) alla teoria liberal-democratica dello Stato che ha portato alla costruzione dello Stato sociale (o welfarstate), inclusivo dello Stato garantista e dello Stato produttivo.
In questo modo, il processo di allargamento della cittadinanza degli agenti funge da contrappunto al processo di democratizzazione dello Stato depotenziato ed affievolendo l'esclusione dal processo decisionale sui ritmi di innovazione e di evoluzione del sistema sociale di tutti gli agenti, inclusi, quindi, anche tutti gli agenti in quanto consumatori.
In un sistema economico dinamico gli assetti istituzionali privati e collettivi consentono, non solo il normale svolgersi della funzione parametrica dei prezzi, ma anche il realizzarsi, su basi contrattuali, delle condizioni in presenza delle quali tutti gli agenti possono partecipare, paritariamente, a determinare i ritmi di evoluzione del sistema sociale e ad individuare le modalita' di rimozione di tutte le cause di fallimento del mercato (incluse quelle determinate dalla ricerca del nuovo).
All'interno di un mercato politico di un sistema sociale dinamico, alle istituzioni politiche fa capo una nuova funzione, oltre a quelle gia' individuate nel caso del mercato politico operante all'interno di un sistema sociale statico.
In aggiunta alla produzione e alla distribuzione di ordine e di stabilita' ed alla distribuzione dei beni e dei servizi pubblici che non possono essere prodotti e distribuiti dal mercato privato, alle istituzioni politiche fa capo:

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