Cina: le manovre per riavere Taiwan.
Pechino rinnova esercito e marina. Per invadere l'isola o per costringerla a sedersi a un tavolo di trattativa.
Obiettivo 2005. E' questa la data chiave dei rapporti fra le due Cine. Per quell'anno Pechino avra' terminato di rinnovare le forze armate, soprattutto la marina, con una spesa di 30 miliardi di dollari e potra' dare piu' forza alle minacce contro Taiwan. Oggi la Repubblica popolare, pur disponendo di forze armate preponderanti, non e' in grado di dar seguito ai propositi di conquista dell'isola.
Pechino, infatti, non ha i velivoli moderni a lungo raggio per spazzare via dai cieli la potente aeronautica taiwanesa dotata di F-16, F-5 e Mirage 2000: su quasi 4 mila jet da combattimento in servizio, solo 150 sono dell'ultima generazione e mancano i tanker per il rifornimento in volo. Nel settore navale lo sviluppo della marina cinese ha permesso di acquisire capacita' oceaniche, ma non certo di sconfiggere nello Stretto di Formosa la flotta Taiwanese (22 fregate lanciamissili, 2 moderni sottomarini e 80 unita' leggere lanciamissili) e, soprattutto, di trasportare fino alle coste avversarie una forza da sbarco sufficiente.
Nonostante i 30 caccia e fregate lanciamissili e i 60 sottomarini (solo la meta' moderni), la marina cinese dispone di appena 16 navi da sbarco, che non potrebbe proteggere dagli attacchi avversari, soprattutto se appoggiati dalle portaerei Usa della flotta del Pacifico.
Nel complesso, in un assalto aeronavale Pechino non potrebbe impiegare piu' di 20 mila uomini, troppo pochi per conseguire la vittoria contro i 400 mila soldati taiwanesi (piu' 1 milione di riservisti richiamabili in pochi giorni) che difendono l'isola con 1.600 carri armati, 1.500 blindati e 2 mila pezzi d'artiglieria, anche se a spianare la strada agli attaccanti contribuisse un violento bombardamento con le centinaia di missili balistici (armabili anche con testate chimiche e nucleari) gia' puntati contro l'isola.
Cosi' i piani operativi cinesi non prevedono, per ora, l'invasione di Taiwan ma solo la conquista delle isolette, come l'isola-fortezza di Quemoy, a ridosso della costa continentale, e la paralisi dei sofisticati apparati di comando taiwanesi con potenti virus informatici realizzati grazie alla collaborazione russa.
Taiwan nel timore di venire sacrificata dagli alleati statunitensi in nome degli interessi commerciali con Pechino, sta cercando di sviluppare proprie capacita' di attacco strategico (con i missili Taepodong nordcoreani) e uno scudo antimissile nazionale.
In realta', anche in considerazione dei reciproci interessi economici (gli investimenti taiwanesi sul continente sono ormai pari a 40 miliardi di dollari con 40 mila imprese di Taipei in Cina), alcuni analisti ritengono che il risparmio cinese abbia questo obiettivo: un'esibizione muscolare per cercare di convincere i leader di Taipei ad affrontare una trattativa per il rientro dell'isola nel grembo della patria d'origine.
il testo riprodotto e' tratto dal settimanale www.panorama.it.