Il 2007 sara' l'anno della svolta. Ma servono coraggio, coesione, generosita'.
Apre la conferenza stampa di fine anno parlando del rinnovo del contratto dei giornalisti, il Presidente del Consiglio, per dire che e' «prioritario e urgente aprire la trattativa, dato che in gioco e' il futuro dell'informazione italiana».
Poi torna a difendere la sua Finanziaria, ricordando gli obiettivi dell'Esecutivo:crescita, equita', giustizia.
La svolta, dice il premier, passa necessariamente dal risanamento dei conti pubblici «messi in crisi dal precedente Governo fino all'annullamento dell'avanzo primario». E torna con il pensiero al suo precedente governo, quello del '96, impegnato nel passaggio alla moneta unica europea per dire che ora «il nostro euro si chiama crescita, senza la quale nessun altro obiettivo puo' essere perseguito». Pone l'accento sull'equita', che garantisca «uguali opportunita' a tutti i cittadini italiani» e ricorda che ora «abbiamo riacquistato un ruolo internazionale». Cita, Romano Prodi l'ingresso del nostro Paese, a partire dal 1° gennaio tra i membri del Consiglio di sicurezza al Palazzo di Vetro, parla del rientro dall' Iraq, avvenuto «dopo anni di scelte sbagliate» e dell'impegno per la difesa della pace in Libano «ruolo fondamentale deciso in accordo con l'Onu». Siamo tornati, rimarca ad essere un «Paese trainante nella politica Ue», l'economia si «e' svegliata dopo 5 anni di crescita zero» e a tal proposito cita i «400mila nuovi occupati nell'ultimo trimestre». Cio' che manca -dice - resta il senso di fiducia nel futuro per crescere e trasformarsi; sentimento legato, secondo il Presidente del Consiglio al senso di «malessere» che il Paese nutre «perche' abituato da troppo tempo ad arretrare». Ma ora Prodi racconta di avvertire «con chiarezza segnali confortanti di uscita dal clima declino» e torna ad attaccare il Governo precedente che «non ha contrastato la lunga parabola decrescete dell'Italia».
Il premier definisce la Finanziaria «appropriata» e riconosce al Governo un'unica colpa: aver intrapreso una discussione forse «troppo trasparente». Appropriata perche' «bilanciata tra obiettivi dei conti e crescita/equita'», ma anche «forte», dato che «tocca molti tasti dell'economia e aspetti della vita di noi tutti»; in grado di riportare Italia «tra i protagonisti in Europa». Con la Finanziaria, sottolinea «diminuiscono di 500 milioni di euro le imposte» e c'e' un impulso alle attivita' produttive «con 5 miliardi di euro per 2007 e 9 per il 2008 per le imprese che mai era stato realizzato in precedenza»; ed e' inoltre «alleviato il peso dei contributi a favore del lavoratore dipendente».
Il Governo proseguira' nell'opera di «scrostare gli accumuli di privilegio per dare una scossa al sistema produttivo» e il Presidente del Consiglio ricorda i risultati gia' realizzati sui prezzi dei medicinali e ribadisce: «Non ci possono piu' essere aree al riparo dalla concorrenza, che si sostengono con l'evasione fiscale». Ma la Finanziaria, precisa «non esaurisce la politica di governo, ne pone solo le premesse». Ecco allora i problemi strutturali da affrontare per il 2007 che, dice Prodi sara' «l'anno della svolta», attraverso «progetti di grande respiro»: semplificazione delle procedure burocratiche, in modo che sia possibile aprire un'impresa in un giorno; attuazione di una nuova politica ambientale, in termini di qualita' della vita in citta' e riqualificazione del territorio; risparmio energetico, con utilizzo di energie alternative e incentivi alla ricerca; attivazione di investimenti esteri; impulso alla ricerca; perseguimento dell'equita' nella difesa del potere d'acquisto; politica per la famiglia con particolare attenzione alla componente femminile; riduzione dei tempi della giustizia, nella lotta alla piccola e grande criminalita'.
Romano Prodi cita le gia' compiute riduzioni del costo della politica e promette che il governo andra' avanti nella razionalizzazione della spesa per arrivare a «un'Italia giusta: piu' dinamica e forte». Tre gli elementi indispensabili al suo raggiungimento: «Il coraggio, la coesione, la generosita'»; dei quali esorta a darne prova anche l'opposizione. È cosi' che il Presidente del Consiglio chiede l'Impegno di tutti, anche dei cittadini: «Tocca a tutti noi ricomporre il Paese, da troppo tempo disunito».
Sulla riforma previdenziale il Governo punta a un sistema che sia «flessibile», dando al lavoratore la possibilita' «di scelta» su quando andare in pensione, dice il premier: «Dare incentivi a coloro che restano nel mercato del lavoro» per «Arrivare al punto in cui uno va in pensione quando vuole, ma con diversi livelli di convenienza». La risposta dovra' arrivare da «Un larghissimo dibattito con le forze sociali».
Invitato a esprimere un'opinione sulla posizione espressa nei giorni scorsi dal ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa a proposito di Confindustria («si comporta come un partito», ndr) Romano Prodi l'ha definita «non controvertibile». E ha aggiunto: «Padoa Schioppa ha fatto un'osservazione perfettamente logica: abbiamo dato alle imprese incentivi fortissimi. Uno sforzo mai fatto con la Finanziaria».
il testo riprodotto e' tratto dal sito www.ilsole24ore.com.