"Inaccettabile l'idea dei disincentivi". La riforma messa in cantiere dal governo bocciata da Fiom-Cgil, Cisl e Uil. Duro anche il ministro Ferrero: "Un aumento mascherato dell'eta' pensionabile".
Ma Rutelli spinge sull'acceleratore: "Avanti senza toccare i diritti acquisiti".
Sindacati critici sulla riforma delle pensioni che il governo, con la presa di distanza di Rifondazione, sta mettendo in cantiere. Le nuove norme dovrebbero introdurre incentivi per chi resta in servizio piu' a lungo e disincentivi per chi decide di lasciare prima. Ed e' proprio questo aspetto a sollevare le maggiori contrarieta', tanto da parte di Cgil, Cisl e Uil, quanto da quella del Prc.
Il governo, pero', intende andare avanti, come ha ribadito in serata il vicepremier Francesco Rutelli al Tg1. "La grande riforma si e' fatta - ha precisato - noi abbiamo aggiunto quella del Tfr, opportuna ed utile per i pensionandi. Non dobbiamo togliere diritti a acquisiti a nessuno, ma dobbiamo farli incontrare con gli interessi dei giovani che rischiano, domani, di non avere affatto una pensione".
Il giudizio piu' duro sulle intenzioni dell'esecutivo e' quello della Fiom-Cgil. Secondo il segretario nazionale Giorgio Cremaschi "va innanzitutto detto che la Cgil non puo' sedersi al tavolo del confronto se prima non ha definito la sua piattaforma sulla quale consultare la propria gente: quindi ci vorra' tempo, altro che fine marzo". Quindi, aggiunge Cremaschi, "l'idea di ricorrere a disincentivi e' sbagliata; non si puo' chiedere a gente che ha lavorato 35-36 anni di andare in pensione con una pensione piu' bassa di 800-1000 euro quale e' la media attuale: e poi il disincentivo non ha nulla di volontario, e' l'innalzamento mascherato dell'eta' che tra l'altro contrasta con il precariato esistente quando ci sarebbe invece bisogno di un ricambio generazionale".
Netta contrarieta' anche da Rifondazione. "Non si puo' aumentare l'eta' pensionabile o introdurre dei disincentivi - precisa il ministro della Solidarieta' sociale Paolo Ferrero - anche perche' con le pensioni gia' cosi' basse per tanti lavoratori il disincentivo sarebbe un aumento mascherato dell'eta' pensionabile". L'unica apertura concessa dal ministro alle intenzioni del governo e' "su un sistema di incentivi per permettere al lavoratore, individualmente, di scegliere se rimanere al lavoro piu' a lungo".
In ogni caso, precisa ancora Gennaro Migliore, presidente dei deputati del Prc, "prima di ogni discussione deve essere immediatamente affrontata la partita aperta dell'abolizione dello scalone e dell'aumento delle pensioni minime, vero scandalo del sistema previdenziale italiano".
Dello stesso parere anche Pino Sgobio, capogruppo dei Comunisti Italiani alla Camera: "Di pensioni se ne puo' anche discutere, ma in linea con quanto previsto dal programma". "A pagina 166 - prosegue - di quel piano di azione politica con cui l'Unione ha vinto le elezioni, nel capitolo "Una previdenza sicura e sostenibile", e' scritto cosa si puo' e si deve fare in materia. E' questa la svolta e il metodo da seguire. Sarebbe un errore, invece, continuare a parlare di innalzamento dell'eta' pensionabile".
Il "no" alle nuove proposte arriva anche dal segretario generale della Uil, Luigi Angeletti che, su Repubblica, spiega che prima degli incentivi "bisogna fare pulizia del sistema". Il punto della situazione verra' fatto l'11 e il 12 gennaio a Caserta, dove il premier Romano Prodi si riunira' con i suoi ministri per preparare l'agenda di lavoro 2007.
Il numero due della Cisl Pier Paolo Baretta si augura un'apertura del confronto con il governo quanto prima. "Sugli incentivi - spiega Baretta - si puo' discutere ma sui disincentivi assolutamente no: siamo davanti comunque ad ipotesi di studio formulate, mi pare, da singoli componenti del governo e per di piu' in maniera confusa".
A favore della concertazione parla il capogruppo dei Verdi alla Camera Angelo Bonelli: "Un dibattito sulla riforma delle pensioni e' possibile, ma solo all'interno di quanto previsto dal programma dell'Unione. La riforma dovra' essere concertata con i sindacati e partire da un principio di equita', prevedendo l'innalzamento delle pensioni minime, la riduzione di quelle d'oro e garanzie per i lavoratori precari".
il testo riprodotto e' tratto dal sito www.repubblica.it.