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Sardegna fuori dall'Obiettivo1: Governo si attivi
15-12-2005
Melina
Luesu
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La Sardegna e' fuori dall'Obiettivo 1, ed il Governo centrale dovra' farsi carico di tutte le iniziative perche', in sede Europea, gli interessi dell'isola siano rispettati. Qualora tutto questo non avra' luogo "siamo pronti a far ricorso alla Corte Europea" lo ha detto il presidente della Giunta Renato Soru stamane a seguito della riunione della Seconda Commissione permanente del Consiglio Regionale.


"Ci auspichiamo che il Governo centrale porti in Europa gli interessi della regione Sardegna". A parlare e' il Presidente della giunta Renato Soru, la questione e' l'uscita dall'Obiettivo1 dell'isola ed il dove e' l'apertura, fissata per domani, del negoziato sulle prospettive finanziarie dell'unione Europea per il periodo 2007/2013, a cui prenderanno parte i 25 governi dell'Unione Europea. Pena il ricorso alla Corte Costituzionale "qualora la richiesta della Sardegna non venga accettata". Il Governatore ne ha parlato a seguito della riunione della Seconda Commissione del Consiglio Regionale.

Gli stessi punti, le stesse argomentazioni che appena nella giornata di ieri Soru ha discusso con l'onorevole Gianfranco Micciche', ministro per lo sviluppo e la Coesione territoriale, nel corso della quale ha espresso le preoccupazioni per la situazione della Sardegna in relazione al nuovo quadro comunitario di sostegno. Ed allora, un lavoro frenetico e' stato quello della seconda commissione permanente del consiglio Regionale che, durante il pomeriggio, ha realizzato un documento, che "speriamo abbia il pieno consenso e supporto delle forze politiche in Consiglio" sottolinea il presidente della Commissione Paolo Pisu, che poi sarebbe stato inoltrato alla Capitale, perche' il tempo stringe. Facciamo un salto indietro.

La Commissione Europea ha escluso la Sardegna, oltre la Basilicata, dall'Obiettivo 1 per "effetto naturale" del superamento del 75% del Pil per abitante. Per queste regioni e' previsto un sostegno provvisorio, cosi' da arginare le conseguenze finanziarie, il cosi' detto "phashing in". Garantiscono il 30% delle risorse e sono legate alla priorita' "competitivita' regionale ed occupazionale". 0,4%, quando i particolari fanno la storia, e' la percentuale minima che ha determinato l'uscita della Sardegna dall'Obiettivo 1 e quindi dalle condizioni favorevoli del "phashing out".

Nessuna polemica, nessuna rivendicazione finanziaria qualora quel Pil fosse l'espressione della produttivita' isolana, ed invece e' in gran parte il risultato delle sovvenzioni pubbliche che sostengono il settore pubblico, che garantisce fino 61,8% dei posti di lavoro sardi. Le insufficienze infrastrutturali, gli svantaggi in termini di capitale umano, la disoccupazione del 22% , la scarsa competitivita' legata alla condizione di insularita' continuano a persistere.

"Tutti questi dati sono stati posti dell'attenzione di Danuta Hubner", commissaria europea alle politiche regionali, sottolinea il presidente, "ed in ragione di cio' ho chiesto il medesimo trattamento delle regioni in pahashing out". Tutto fattibile, ma l'Italia deve farne esplicita richiesta. "Per il governo e' imprescindibile, in sede Europea, modificare alcuni punti del negoziato, perche' alla Sardegna vengano garantite condizioni vantaggiose" continua, come e' avvenuto per altre regioni europee, Canarie, Madera ed alcune regioni scandinave, grazie al sostegno del loro Governo. Richiesta di intervento che arriva anche dalla conferenza Stato-regioni sessione comunitaria. L'Italia dovra' mostrare pugno duro contro la proposta della presidenza inglese della Unione europea, che vuole ridurre la dotazione del bilancio comunitario dal 1,4% al 1%. Non "solo e' peggiorativa rispetto alle proposte negoziali precedenti, ma penalizza il Paese, e di conseguenza la Sardegna".

Andando poi a spulciare negli archivi, l'impegno della Capitale altro non sarebbe che il rispetto dell'intesa sottoscritta nel marzo del 2002, dal Presidente Silvio Berlusconi, dai ministri Buttiglione, La Loggia, Micciche', Pisanu e dalla Regione Sicilia e Sardegna con i rispettivi Presidenti, Cuffaro, e Pili, perche' fossero avviate tutte le iniziative perche' le isole traessero de facto nell'obiettivo 1 alla luce del Trattato di Amstrerdam sul regioni insulari.

Entrate fiscali, Obiettivo 1 e 16 milioni di euro sulle servitu' militari, degli anni 2000/2004, che ancora non sono state versate rappresentano un bel gruzzolo che risolverebbero un bel po' di problemi.


il testo riprodotto e' tratto dal sito www.sardegnaoggi.it.


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