Sappiamo di essere un paese corrotto. Ma c'e' forse qualcuno che crede che questo attenga alla sfera dell'etica piuttosto che a quella dell'economia. Oppure, che un po' di corruzione non guasti, lubrifichi i meccanismi del mercato, liberando gli operatori da noiose e inefficienti pastoie burocratiche. Nulla di piu' sbagliato. In un'epoca di globalizzazione, la corruzione e' uno dei principali ostacoli allo sviluppo economico del paese. Infatti, la Banca Mondiale ha identificato la corruzione come l'impedimento piu' importante allo sviluppo economico e sociale (1).
Sulla base di dati pubblicati da Transparency International relativi a quasi tutti i paesi del mondo, in fatto di corruzione "percepita" l'Italia e' piu' vicina ai paesi emergenti che non a quelli Ocse. Dopo i miglioramenti seguiti a "Mani Pulite", dal 2001 assistiamo a un chiaro peggioramento (figura 1). E come potrebbe essere diversamente se il segno piu' tangibile della lotta alla corruzione nel nostro paese e' che l'alto commissario contro la corruzione e' alle dipendenze funzionali della presidenza del Consiglio, in barba al principio che una Autorita' dovrebbe essere indipendente dal potere politico?
Figura 1

Come i recenti scandali finanziari e bancari hanno evidenziato, supervisione e regolamentazione dei mercati sono elementi necessari di una buona governance in quanto impediscono lo sviluppo di comportamenti e attivita' anticoncorrenziali. Per la sua importanza, il mercato bancario e' stato oggetto di una particolare attenzione da parte delle istituzioni finanziarie multilaterali e internazionali, oltre che delle autorita' nazionali.
Corruzione e livello qualitativo della supervisione bancaria sono negativamente correlati: a paesi con una migliore supervisione bancaria e' associato un minor livello di corruzione (2).
Lo stesso emerge anche per i mercati obbligazionari e quelli assicurativi. Questi dati, pur non costituendo evidenza statistica e con tutti i caveat delle relative classificazioni, sono molto indicativi.
Figura 2 Supervisione bancaria e corruzione percepita, 2004

Inoltre, la trasparenza e' una condizione necessaria per una buona governance della cosa pubblica. Difatti, se l'azione dei policy maker non e' vincolata da regole di trasparenza e chiarezza, diminuisce la capacita' delle istituzioni di controllo e dei cittadini di sorvegliare le decisioni prese in ambiti discrezionali. I dati (su cinquanta dei paesi considerati nella figura 2) mostrano che trasparenza dei supervisori bancari e qualita' del sistema di supervisione bancaria sono strettamente correlate (figura 3). Gli stessi risultati si riscontrano, oltre che nei singoli mercati finanziari, anche per la politica monetaria e quella fiscale: quanto piu' trasparente e' l'azione delle autorita' di politica monetaria e fiscale, tanto migliore e' la governance di un paese e tanto piu' basso e' il livello di corruzione (3).
Figura 3 Trasparenza della supervisione bancaria e conformita' con i principi di Basilea, anno 2004

La globalizzazione dei mercati ha anche messo in evidenza che alcuni paesi sono piu' propensi di altri a "esportare" corruzione. Alcune multinazionali sono infatti piu' inclini di altre a corrompere i pubblici ufficiali del paese dove operano, "esportando" quindi episodi di corruzione. Esiste una relazione positiva tra livello di corruzione interna e livello di corruzione esportata dai singoli paesi: dove il grado di corruzione e' alto, gli operatori tendono a esportare questa tipologia di cultura di impresa nel resto del mondo. La possibilita' che i paesi corrotti possano contagiare gli altri rappresenta un pericolo per la comunita' internazionale nel suo complesso e rende sempre piu' necessarie politiche nazionali e sovranazionali per combattere il fenomeno. Pur avendo ratificato la Convenzione Ocse sulla corruzione di pubblici ufficiali stranieri, l'Italia si situa fra i massimi "esportatori di corruzione", e i valutatori dell'Ocse hanno espresso il loro disappunto perche' il Governo italiano ha impedito una piena valutazione dell'implementazione della Convenzione nel nostro paese (4).
L'attuale Governo sembra refrattario a considerare i reati economici come qualcosa di serio. L'approvazione in Parlamento della legge ex-Cirielli (ed ex salva-Previti), che taglia sostanzialmente i tempi di prescrizione di moltissimi reati economici, compresi corruzione, concussione, estorsione, truffa, falso in bilancio, usura; l'uso dei condoni fiscali; la mancata definizione della legge sul "risparmio" (che poi sarebbe sulla governance) a due anni dal crack Parmalat: sono tutti elementi che sembrano indicare una via maestra del modo di gestire i rapporti economici. Peccato che sia opposta a quella intrapresa dal resto dei paesi civili. E che abbia costi enormi per il paese.
E' urgente invece riprendere seriamente la lotta alla corruzione e nei prossimi mesi di campagna elettorale sia il centrosinistra che il centrodestra dovrebbero porla come tema prioritario, insieme alla questione morale e alla governance della Banca d'Italia. Non solo per motivi etici, ma anche perche' corruzione diffusa e cattiva governance economica sono fondamentali determinanti della sempre piu' bassa competitivita' del paese.
Tabella 1 Corruzione esportata: paesi le cui imprese tendono a corrompere i pubblici ufficiali, 2002
| Ranking | Paesi | Anno 2002 | Convenzione OCSE* |
| 1 | Australia | 8.5 | Ratificata |
| 2 | Svezia | 8.4 | Ratificata |
| 3 | Svizzera | 8.4 | Ratificata |
| 4 | Austria | 8.2 | Ratificata |
| 5 | Canada | 8.1 | Ratificata |
| 6 | Paesi Bassi | 7.8 | Ratificata |
| 7 | Belgio | 7.8 | Ratificata |
| 8 | Regno Unito | 6.9 | Ratificata |
| 9 | Singapore | 6.3 | Non firmata |
| 10 | Germania | 6.3 | Ratificata |
| 11 | Spagna | 5.8 | Ratificata |
| 12 | Francia | 5.5 | Ratificata |
| 13 | USA | 5.3 | Ratificata |
| 14 | Giappone | 5.3 | Ratificata |
| 15 | Malesia | 4.3 | Non firmata |
| 16 | Hong Kong | 4.3 | Non firmata |
| 17 | Italia | 4.1 | Ratificata |
| 18 | Corea del Sud | 3.9 | Ratificata |
| 19 | Taiwan | 3.8 | Non firmata |
| 20 | Cina | 3.5 | Non firmata |
| 21 | Russia | 3.2 | Non firmata |
il testo riprodotto e' tratto dal sito www.lavoce.info.