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Gates sfida Google: paghera' i navigatori
13-12-2005
Federico
Fubini
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Microsoft: cliccate sul nostro motore, avrete parte delle entrate pubblicitarie.
La risposta del gruppo fondato da Brin e Page: siamo pronti a rispondere sullo stesso terreno.


C'e' una compagnia accusata di abusare del suo immenso potere, guidata dall'uomo piu' ricco del mondo ma in ritardo nella conquista dei mercati del futuro. E un concorrente minore, ma in rapida crescita e saldamente primo nella gara per dare accesso al web a miliardi di navigatori. Microsoft e Google: la prima con entrate da 40 miliardi di dollari e utili per 20, ma in gran parte grazie alla distribuzione dei software Windows e Office. La seconda con utili solo per 2,4 miliardi, ma principalmente tramite la raccolta pubblicitaria in rete: cinque volte piu' di Msn, il portale di Microsoft.

Ce n'e' abbastanza perche' Bill Gates, fondatore e presidente del gruppo di Redmond, scegliesse l'India per parlare giorni fa di una svolta rivoluzionaria per internet e magari non solo. Non e' una tecnologia, e' solo un'idea. E va applicata in prima battuta ai motori di ricerca sul web. L'intuizione di Gates e' di condividere gli introiti pubblicitari dell'azienda con la clientela, pagarla per attrarla sul portale Microsoft e strapparla alla concorrenza di Google, arricchirla per ricevere un servizio. Quanto agli utili, quelli verranno: dovrebbe essere la stessa avidita' del pubblico a far crescere i contatti sul sito di Microsoft, quindi anche l'interesse degli inserzionisti pubblicitari e la capacita' di Msn di vendere i propri spazi a tariffe piu' elevate.

«Andremo dai nostri utilizzatori - ha detto Gates a una riunione di soci in India la scorsa settimana - e diremo loro: invece di tenerci tutte le entrate pubblicitarie, ve ne daremo indietro una parte». Poco importa per il momento se il pagamento debba avvenire in danaro o, meglio ancora, in merci e servizi della compagnia: il progetto appare in una fase preliminare, il gruppo di Redmond non ha annunciato nessuna data ne' una decisione formale in proposito. Ma Gates in India non ha lasciato dubbi sul principio di fondo: «L'importante - ha detto - e' che gli utilizzatori vengano remunerati in valuta, in contenuti informatici gratuiti oppure in oggetti di software a cui i nostri clienti non avrebbero diritto se non usassero il nostro motore di ricerca».

Perche' la chiave e' proprio battere Google sul terreno nel quale la creatura di Sergey Brin e Lerry Page e' piu' forte, la ricerca sul web. Il servizio concorrente lanciato da Microsoft, Msn Search, e' partito solo nel 2005 e negli Stati Uniti assicura gia' il 12% dei contatti. Ma non e' riuscito ad arginare la crescita di Google, dal quale in America passa meta' dei navigatori in cerca di una voce o di un sito sul web. Google cosi' e' il candidato numero uno a diventare la porta del mondo per l'accesso alla rete, vero principio ordinatore di internet grazie ai suoi algoritmi. Cosi' i suoi collegamenti sponsorizzati sono destinati a divenire sempre piu' redditizi.

Non e' dunque sorprendente se Brin e Page hanno subito colto la nuova minaccia di Gates, che in nome della pubblicita' ribalta il concetto alla base di ogni servizio: per riceverlo non si paga, si incassa. E ora i due leader di Google si tengono pronti a imitarlo. «Esaminiamo sempre vari modi per rendere piu' soddisfacente l'esperienza di ricerca dei nostri utilizzatori - ha subito dichiarato Google in un comunicato -. E cio' include l'ipotesi di pagarli».

Se il progetto andra' avanti, le conseguenze restano comunque difficili da prevedere: milioni di navigatori potrebbero lanciarsi in contatti in serie sui motori di ricerca solo per guadagnare «crediti» in denaro o servizi e l'efficacia delle inserzioni potrebbe ridursi drasticamente. Ma e' sempre piu' chiaro che Google, Microsoft e Yahoo hanno ormai individuato il loro terreno di scontro proprio nella ripartizione di una torta pubblicitaria sempre piu' ricca.

Solo negli Stati Uniti, il 40% delle loro entrate da inserzioni viene dai collegamenti sponsorizzati, ma e' sempre piu' forte il flusso di ricavi da annunci economici (spesso sottratti ai giornali locali). E anche per arrivare a quelle voci il dominio dei motori di ricerca diventa fondamentale. Che la battaglia per le inserzioni sia senza esclusione di colpi lo si e' visto del resto nella corsa all'alleanza con Aol, il portale della Time Warner. Microsoft li' per ora e' in testa e se fara' un accordo sara' proprio per far affluire nuove risorse pubblicitarie. Per la felicita' dei suoi internauti.


il testo riprodotto e' tratto dal sito www.corriere.it.


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