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La Bce: bene cosi', ma non basta "Subito nuove regole"
20-12-2005
 
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"Tutto il sistema di banche centrali europee, a questo punto, puo' tirare un sospiro di sollievo...". Nel grattacielo dell'Eurotower, a Francoforte, la notizia delle dimissioni del governatore italiano produce reazioni contrastanti. Un'acuta amarezza, ma anche un profondo senso di liberazione. Sono le 4 e 35 del pomeriggio, quando squilla il telefono di Trichet. In linea c'e' Antonio Fazio. "Presidente - gli dice - voglio leggerle le poche righe del comunicato ufficiale che ho appena diffuso. Mi dimetto, per riportare serenita' nel Paese e nell'interesse della Banca d'Italia...". Il numero uno della Banca centrale europea ascolta in silenzio. Ringrazia, poi aggiunge: "La comprendo, ha preso la decisione piu' giusta e responsabile...".

Parole di rito. Che nascondono il forte imbarazzo con il quale, in tutti questi mesi, la Bce ha seguito la vicenda. Una vicenda che, dagli uomini di Trichet, viene adesso definita senza mezzi termini "drammatica". "E devastante non solo per l'immagine dell'Italia, ma anche nociva per l'intero Sistema europeo delle banche centrali". In questi mesi concitati, in cui le voci si infittivano e inquietanti verbali di interrogatorio si intrecciavano con intercettazioni telefoniche a dir poco imbarazzanti, "non c'e' stata piena consapevolezza, nella classe dirigente italiana, di quale gigantesco danno sia stato arrecato al Paese". Un danno che non e' misurabile solo con i grafici dei tassi di interesse, o con la curva sull'andamento dei titoli nelle Borse. Non passava giorno che, nel grattacielo dove pulsa il cuore della tecnocrazia bancaria di Eurolandia, non arrivassero telefonate dalle altre capitali europee e internazionali. "La domanda - ricordano ora le fonti interne all'Istituto - era sempre la stessa: che cosa sta succedendo in Italia? Possibile che il governo non riesca a sbrogliare questa matassa?".

Negli ultimi giorni, di fronte all'arresto di Fiorani e all'ulteriore fuga di notizie sui legami sempre piu' stretti tra il banchiere di Lodi e il primo inquilino di Via Nazionale, il board aveva ripreso in mano la pratica Fazio. Le notizie diffuse dai giornali sullo scambio di regali tra il governatore e "l'amico Gianpiero" avevano fatto diventare la situazione "non piu' sostenibile". Venerdi' scorso lo stesso Trichet, in un intervento pubblico all'Universita' di Karlsrhue, aveva lanciato l'altola'. "Se lo scambio di regali sara' provato, si configura una violazione delle norme del codice etico della Bce". A conferma del fatto che l'Eurotower era sul punto di riaprire il caso, nella stessa giornata di venerdi' Trichet aveva gia' consultato Hans Tietmeyer, "custode" del Codice etico della Banca, per preallertarlo sulla necessita' di una censura ufficiale. E nel fine settimana, gli sherpa di Giulio Tremonti avevano contattato gli esperti di Francoforte, per anticipargli i contenuti dell'emendamento al ddl risparmio che avrebbe costretto Fazio alla resa.

Mandato a termine, nuovi criteri di nomina, riduzione della sfera delle competenze antitrust. Questo il pacchetto, sul quale il ministro dell'Economia ha chiesto un via libera informale alla Bce, ai sensi del Trattato Europeo. Quel via libera era arrivato. Il cerchio intorno all'uomo di Alvito era ormai alla stretta finale.

Ma adesso che lo scandalo Fazio si chiude, a Francoforte le preoccupazioni non sono ancora del tutto dissolte. "L'uscita di scena del governatore - si spiega - sana una ferita profonda, che rischiava di incancrenirsi. Ma il caso italiano non e' ancora risolto. La riforma della Banca d'Italia, paradossalmente, diventa ancora piu' urgente. Altrimenti il governo di Roma darebbe l'impressione di averla messa in campo contro una sola persona, e non invece per migliorare l'efficienza di un'intera istituzione". La Bce si aspetta che oggi Berlusconi presenti ugualmente l'emendamento alla legge sul risparmio. "Anche perche' in caso contrario - aggiungono gli esperti dell'Eurotower - la nomina del successore di Fazio riproporrebbe lo stesso problema: un governatore eletto con un mandato a vita, con poteri "sovrani" e totalmente autoreferenziali. E questa, in Europa, e' rimasta ormai un'anomalia solo italiana".

Dunque, la riforma di Palazzo Koch ci vuole "a prescindere". Sul merito delle modifiche al sistema, gli uomini di Trichet considerano le ipotesi formulate finora dal governo "sostanzialmente conformi al Trattato". La Bce aveva gia' indicato in due diverse occasioni il proprio orientamento, sia sulla durata del mandato dei governatori, sia sui criteri di nomine e revoca, sia sulle competenze in materia di vigilanza delle singole banche. Il primo parere e' del 2004, il secondo dell'ottobre 2005. In tutti e due i casi, non si notano antinomie evidenti tra le regole dettate da Francoforte e quelle ipotizzate da Tremonti. L'unica perplessita' che ancora rimane, nelle stanze dell'Eurotower, riguarda la formula del mandato a 5 anni rinnovabile. "Sulla base dell'esperienza degli altri Stati membri - si sostiene - questa soluzione deve riguardare non solo il governatore, ma tutti i membri del direttorio. E allora, con la formula del "5 piu' 5", non si riesce a sfalsare la durata del mandato del governatore rispetto a quella dei singoli membri del direttorio. Rischiano di decadere tutti insieme, e questa procedura, coniugata con il trasferimento dei poteri di nomina al Parlamento e al governo, puo' innescare pericoli di lottizzazione".

L'ideale, per la Bce, sarebbe un mandato a 7 anni. Analoghe perplessita', a Francoforte, si nutrono sui requisiti per la scelta di esperienza e di onorabilita' per i candidati, che dovrebbero essere "codificati" con grande severita'. E infine il trasferimento all'Antitrust delle competenze sulle concentrazioni bancarie, finora custodite gelosamente da Via Nazionale. "È un'altra anomalia tutta italiana", si ripete alla Bce.

In ogni caso, si tratta di sfumature. "L'importante e' che una riforma si faccia. E si faccia con urgenza assoluta, per consentire la nomina del successore di Fazio entro pochissimi giorni. Il governo italiano ha perso fin troppo tempo. È ora di ricostituire il prestigio perduto in questi mesi... ". Il nuovo governatore, secondo l'Eurotower, dovra' essere una personalita' di grande autorevolezza. Capace di fare piazza pulita "in due settimane" dentro le stanze di Palazzo Koch. Di ricostruire una squadra forte e fidata. "Non sara' facile - concludono ai vertici della Bce - ma e' una strada obbligata". La politica puo' anche commerciare in demagogia. Una Banca centrale puo' vendere solo credibilita'.


il testo riprodotto e' tratto dal sito www.repubblica.it.


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