Potrebbe essere avviata in dicembre la procedura di infrazione delle regole sulla liberta' di movimento dei capitali contro l'Italia per sospetto esercizio abusivo dei poteri di vigilanza da parte della Banca d'Italia nel caso delle scalate bancarie ad Antonveneta e Bnl e conseguente violazione degli articoli 56 e 43 del Trattato Ue su libero movimento dei capitali e libera prestazione dei servizi nell'Unione.
Lo ha indicato una fonte dell'Unione europea. I legali della Commissione stannno preparando il caso. Il commissario al mercato interno, Charlie McCreevy, la scorsa settimana si era espresso a favore di un'azione sulla battaglia per Banca Antonveneta e aveva dichiarato di essere pronto ad agire non appena confortato dal parere dei servizi giuridici. La procedura potrebbe essere decisa nella prima parte del mese e riguarda la coerenza della normativa italiana relativa al controllo delle concentrazioni bancarie con quella europea. McCreevy, comunque, ha gia' anticipato di essere favorevole all'apertura della procedura di infrazione, primo passo di un lungo iter che puo' arrivare fino alla Corte di Giustizia Ue.
In realta', come anticipato da Il Sole-24 Ore, non soltanto e' stata gia' conclusa l'analisi del dossier ed e' stato dato un verdetto "tecnico" favorevole a far scattare la procedura. In piu' McCreevy ha ottenuto anche l'imprimatur della Commissione alla comunicazione interpretativa sui poteri che gli conferisce il Trattato Ue per dare una spinta all'integrazione dei mercati finanziari tramite gli investimenti intra-comunitari. Quello che ancora manca per inviare a Roma la lettera con la canonica richiesta di informazioni - primo passo della procedura che potrebbe concludersi anche con il deferimento dell'Italia davanti alla Corte di Giustizia europea - e', appunto, il parere positivo del Servizio giuridico della Commissione. Non si intenderebbe mettere in discussione i poteri della Banca d'Italia o del governatore Antonio Fazio e nemmeno l'avvenuta e corretta trasposizione nell'ordinamento italiano della direttiva bancaria e di quella sui requisiti di solvibilita', hanno spiegato da Bruxelles, quanto appurare se nei fatti la legislazione sia stata applicata secondo criteri certi, proporzionali e trasparenti. Spettera' all'Italia, quindi, dissipare i sospetti che si sono fatti strada in Commissione nell'estate dominata dai "furbetti del quartierino" e dai silenzi imbarazzati di Fazio.
L'irlandese McCreevy intende insomma seguire le orme di Mario Monti che da commissario Ue attacco' le golden share nelle leggi sulle privatizzazioni. La sfida fini' davanti alla Corte di Giustizia europea che diede ragione alla Commissione in quasi tutti i ricorsi aperti (si salvo' soltanto il Belgio), compreso quello contro l'Italia.
il testo riprodotto e' tratto dal sito www.ilsole24ore.com.