Cambiano le regole in Germania. Il nuovo Governo parte con un programma di duecentocinquanta pagine dense di proposte concrete sotto il motto ufficiale: "Insieme per la Germania, con coraggio e umanita'". Per la verita', l'accordo tra i due partiti principali e' il risultato di un negoziato tra politici di seconda fila. Nel corso delle trattative, infatti, la Spd ha cambiato tutto il suo vertice, mentre nella Cdu la futura cancelliere Angela Merkel ha dovuto combattere per mantenere la sua posizione all'interno del partito.
Il patto di Governo cosi' raggiunto riflette pertanto bene l'opinione generale dell'establishment tedesco, concorde nel dire basta ai pesanti deficit, ma restio ad attuare riforme profonde, ritenute troppo "anglosassoni".
Ma guardiamo piu' da vicino il programma, che, secondo i suoi promotori, dovrebbe rilanciare il motore d'Europa. Sono moltissimi i cambiamenti previsti, ma manca un chiaro filo conduttore, se non l'affermazione di "meno mercato, piu' tasse".
Ecco alcuni esempi "dell'attivismo" a tutto campo:
- Saranno introdotte regole speciali per l'ammortamento per le Pmi, invece di semplificare e ridurre le aliquote dell'imposta sui profitti delle imprese.
- I sussidi per l'Est sono confermati (per il capitale, non il lavoro che in quella zona della Germania scarseggia). I sussidi per l'energia alternativa aumentano, mentre quelli per il carbone dovrebbero diminuire.
- Nel tentativo di arginare i costi della sanita', si puo' "sospendere" il mercato. Per esempio, i prezzi dei medicinali non potranno subire alcun aumento per tre anni.
- La concorrenza viene limitata anche nel mercato del lavoro. Il Governo vuole ridurre sensibilmente il numero di lavoratori stagionali provenienti dall'Europa dell'Est; a sostituirli sara' la manodopera nazionale.
- Alcune tasse aumentano, altre diminuiscono. Per esempio, cresce in parte la tassazione sul lavoro nel fine settimana, ma dovrebbero calare leggermente alcuni contributi sociali.
La tendenza di fare un passo in avanti e mezzo, o piu', indietro, si conferma anche nella decisione piu' discussa: e' previsto un aumento di tre punti percentuali della tassa sul valore aggiunto, l'Iva. Buona parte del ricavato (stimato in meta' dell'importo totale attuale) servira' a far scendere il costo indiretto del lavoro (contributi, eccetera). Ma un'altra parte finanziera' vari programmi sociali: ad esempio, aumentano le sovvenzioni/aiuti per chi interrompe la carriera lavorativa per occuparsi dei figli. Sempre per contrastare il calo demografico, sono previste misure di incentivo alla natalita': un genitore in congedo per maternita' potra' ricevere il 67 per cento del suo reddito netto, fino a un massimo di 1.800 euro al mese, per un anno. Vedremo se questa misura si rivelera' efficace.
Lo Stato spendera' di piu' per le famiglie, ma si stringono anche i cordoni del welfare congelando le pensioni per alcuni anni. E, soprattutto, dal 2010 in poi l'eta' pensionabile sara' alzata fino a raggiungere gradualmente i 67 anni.
L'unico punto veramente chiaro che emerge da questo programma e' la volonta' di risanare la finanza pubblica. L'aumento dell'Iva e' gia' un segnale importante. Ma si vede che finalmente il sistema politico tedesco si e' accorto dell'importanza dei costi dovuti all'invecchiamento della societa'. Per questo, il ministero delle Finanze pubblichera', un "Rapporto sulla sostenibilita' delle finanze pubbliche".
Insomma, nel complesso un programma fin troppo denso, con luci e ombre. Le ombre a breve termine sono l'aumento delle tasse e dei sussidi; le luci sono l'aumento dell'eta' pensionabile a 67 anni e il risanamento delle finanza pubblica.
Si parla poco invece di un altro punto importante: la riforma, parziale, del federalismo. L'intervento di oggi e' di importanza cruciale per permettere a Governi futuri riforme piu' incisive. Un'altra "Grosse Koalition" dette vita infatti nel 1969 a un sistema federale con molte competenze miste, cioe' aree in cui il Governo federale e i Länder erano entrambi responsabili. Il risultato e' stato una paralisi perche' alla fine il livello federale non si poteva muovere senza il consenso dei Länder, che spesso avevano interessi diversi.
Quale sara' l'effetto della nuova politica economica tedesca sui partner europei? La combinazione di aumento dell'Iva e diminuzione del costi del lavoro costituisce un sussidio all'export (l'Iva non si applica alle esportazioni).
Insomma, proseguira' la tendenza degli ultimi anni: in Germania, una domanda interna debole, compensata da esportazioni sostenute da costi interni piu' bassi. Non e' pertanto detto che l'accelerazione della crescita in Germania avra' effetti positivi sul resto dell'Europa.
il testo riprodotto e' tratto dal sito www.lavoce.info.