Dati decisamente perggiori rispetto allo scorso mese di agosto.
Su base annua pero' l'andamento e' positivo. Scontro governo sindacati.
Un settembre negativo per l'industria italiana che perde, rispetto ad agosto sia negli ordini che nel fatturato anche se su base annua, le due voci mostrano un andamento positivo. Lo rivelano i dati diffusi dall'Istat, che hanno suscitato reazioni diverse. Da una parte, gli esponenti dell'esecutivo che interpretano le cifre come una conferma che la ripresa e' in atto. Di segno opposto le reazioni dei sindacati, secondo i quali i dati Istat mettono in luce "un'Italia che zoppica".
A settembre, l'indice che misura il giro d'affari dell'industria ha accusato una contrazione del 5,3 per cento rispetto al mese precedente. Ma se anche si tratta del peggior dato dal gennaio 2001, i tecnici dell'Istat invitano comunque ad analizzarlo con cautela, e ricordano che quello di agosto, con cui si confronta, era stato un mese particolarmente positivo.
In effetti il dato aggregato del terzo trimestre mostra, sia nel caso degli ordini (+4,8 per cento) sia in quello del fatturato (+4,1 per cento), il proseguimento dell'andamento favorevole degli ultimi mesi. I numeri sono invece contrassegnati dal segno piu' a livello tendenziale, con un giro d'affari aumentato del 2,6 per cento rispetto a settembre 2004 e ordini saliti del 2,1 per cento. In entrambi i casi e' da segnalare che il traino principale viene dall'estero rispetto a ordini e fatturato nazionali.
Le industrie che hanno portato i maggiori introiti sono state nuovamente quelle dell'energia, con un +26,2 per cento tra settembre 2005 e settembre 2004. Nel caso degli ordini per i diversi tipi di attivita' economica, nell'ultimo anno svetta nettamente la crescita di ordinativi per apparecchi elettrici e di precisione, saliti del 24,5 per cento. Decisamente negativo, invece, il consuntivo per le industrie tessili e per quelle del legno e prodotti in legno (esclusi i mobili) i cui ordini sono diminuiti rispettivamente dell'11,4 per cento e del 7 per cento.
Dal governo parlano Claudio Scajola e Adolfo Urso. I dati di settembre, secondo il ministro delle Attivita' produttive, Claudio Scajola, "confermano la graduale ripresa dell'attivita' nel settore industriale, pur con una certa instabilita' di mese in mese. In prospettiva e' incoraggiante vedere che gli ordinativi in provenienza dall'estero sono in forte espansione". Di parere analogo il viceministro Adolfo Urso, per il quale "siamo in una fase di ripresa, determinata prevalentemente dalla crescita sul mercato estero".
I sindacati interetano diversamente i dati di settembre: "Qualche illusione sta cadendo, lo spiraglio della ripresa si allontana" dice il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, che ritiene l'andamento di fatturato e ordini "sostanzialmente fermo" anche su base annua. "Il sistema Italia zoppica", gli fa eco Raffaele Bonanni della Cisl: per far ripartire il Paese, osserva, servono non solo politiche governative piu' adeguate, ma anche la collaborazione di sindacati, enti locali e imprese in uno spirito di concertazione. Infine, per il segretario confederale della Uil, Paolo Pirani, i dati Istat "non forniscono ancora, purtroppo, un segno chiaro di inversione di tendenza".
il testo riprodotto e' tratto dal sito www.repubblica.it.