Nel sistema elettorale vigente in Italia, il cosiddetto "Mattarellum", esiste una grave anomalia tecnica nella norma di assegnazione dei seggi per la parte proporzionale (1). Passata finora inosservata nel dibattito pubblico e politico, continua a sussistere, anzi viene accentuata, nella proposta di legge elettorale presentata dal Polo e gia' approvata dalla Camera dei deputati.
Si tratta di un difetto che ha conseguenze sulla legittimita' stessa del meccanismo perche' il computo del numero di seggi da assegnare alle liste in ciascuna circoscrizione potrebbe risultare incoerente. La procedura stabilita dalla legge potrebbe infatti portare a un risultato contraddittorio: con alcuni esiti delle votazioni, potrebbe attribuire a una lista piu' (o meno) seggi di quelli che la lista ottiene per effetto di altre disposizioni della stessa legge. Ne' ci conforta il fatto che un'anomalia abbastanza simile era stata gia' rilevata nella legge elettorale messicana.
Il "baco" sta nella procedura di ripartizione proporzionale dei seggi.
La legge elettorale per la Camera stabilisce che, in una prima fase, i seggi "proporzionali", circa il 25 per cento del totale nel caso della legge Mattarella e tutti nella proposta di riforma, siano preventivamente ripartiti tra le circoscrizioni (in proporzione alla loro popolazione) e tra le diverse liste a livello nazionale (in proporzione al totale dei voti ricevuti). La ripartizione dei seggi tra le liste a livello delle circoscrizioni, attuata nella seconda fase, si trova pertanto vincolata a due tipi di sub-totali: (a) il numero di seggi in palio in ogni circoscrizione e (b) il numero di seggi assegnati a ogni lista a livello nazionale.
In base al meccanismo designato dai legislatori, si calcola il numero "teorico" di seggi spettanti a ciascuna lista a livello di ciascuna circoscrizione, pari al numero di seggi della circoscrizione moltiplicato per la percentuale di voti ottenuti dalla lista nella circoscrizione stessa. Si noti che tale numero "teorico" - il cosiddetto "quoziente elettorale circoscrizionale" - puo' avere cifre decimali. Il numero effettivo di seggi assegnati dev'essere pero' un numero intero. La legge assegna pertanto a ciascuna lista, in prima istanza, un numero di seggi pari al quoziente circoscrizionale arrotondato per difetto. Se vi sono ancora seggi da assegnare, la legge prevede che in ciascuna circoscrizione, a partire dalla piu' piccola, si proceda all'assegnazione di questi seggi alle sole liste che non abbiano ancora ottenuto tutti i seggi che spettavano loro a livello nazionale (liste "deficitarie"). La regola di assegnazione dei seggi e' quella "dei resti piu' alti": se ad esempio nella circoscrizione restano da assegnare due seggi, questi vanno alle due liste deficitarie i cui quozienti circoscrizionali hanno le parti decimali piu' alte.
Ebbene, possono verificarsi situazioni, completamente trascurate dalla legge, in cui, nell'assegnare a una lista i suoi quozienti circoscrizionali arrotondati per difetto, ci si trova gia' ad averle dato piu' seggi di quanti le spettano a livello nazionale.
Per illustrare tale paradosso, ricorreremo a un esempio (2). Per facilita' di esposizione, consideriamo il caso di 630 seggi da ripartire tra tre liste A, B e C in cinque circoscrizioni. Supponiamo che il numero di voti espressi per ciascuna lista nelle cinque circoscrizioni sia quello della tabella 1 e che il numero di seggi nelle circoscrizioni sia dato rispettivamente da 121, 121, 121, 122, e 145.
Tabella 1 - Numero di voti espressi per lista e per circoscrizione
| circoscrizioni | liste | numero totale dei voti per circoscrizione | ||
| A | B | C | ||
| 1 | 1.700.000 | 1.396.140 | 853.140 | 3.949.280 |
| 2 | 1.824.000 | 1.326.430 | 877.990 | 4.028.420 |
| 3 | 1.816.710 | 1.347.060 | 837.360 | 4.001.130 |
| 4 | 1.972.120 | 3.264.500 | 810.000 | 6.046.620 |
| 5 | 1.999.890 | 3.288.770 | 2.613.330 | 7.901.990 |
| numero totale dei voti per lista | 9.312.720 | 10.622.900 | 5.991.820 | 25.927.440 |
Applicando la procedura descritta sopra, a livello nazionale vengono assegnati alle liste A, B e C rispettivamente 226, 258 e 146 seggi. Vediamo ora il risultato che si ottiene quando si passa alla ripartizione per circoscrizione.
Tabella 2 - Ripartizione dei seggi per lista e per circoscrizione secondo la legge elettorale attuale.
| circoscrizioni | liste | numero di seggi per circoscrizione | ||
| A | B | C | ||
| 1 | 52 | 43 | 26 | 121 |
| 2 | 54 | 40 | 27 | 121 |
| 3 | 54 | 41 | 26 | 121 |
| 4 | 39 | 66 | 17 | 122 |
| 5 | 36 | 61 | 48 | 145 |
| somma dei seggi per lista | 235 | 251 | 144 | 630 |
Nella tabella 2 i numeri in nero corrispondono a quozienti circoscrizionali arrotondati per difetto (per esempio, partendo dal quoziente 52,08544 si ottiene 52); quelli in rosso sono invece arrotondati per eccesso (partendo da 42,77563 si ottiene 43).
I risultati della tabella 2 sono del tutto contraddittori con il numero di seggi assegnato a ogni lista a livello nazionale. Infatti, per il meccanismo di attribuzione delle quote circoscrizionali arrotondate per difetto, la lista A riceve 52+ 54+ 54+39+ 36 seggi, ovvero in totale 235 seggi. In contraddizione con i 226 seggi che le spettano alla luce della prima fase della stessa legge: ottiene ben nove seggi in piu'. Assegnando seggi supplementari alle liste in base ai piu' alti resti si fanno quadrare i conti per riga, ma non si riesce a ottenere il conto giusto per colonna.
Nella proposta di riforma approvata dalla Camera dei deputati il 13 ottobre scorso, il nuovo legislatore si e' posto il problema di verificare se il totale dei seggi assegnati a ciascuna lista nelle circoscrizioni sia coerente con il numero di seggi gia' determinato a livello nazionale. Se cosi' non e', pero', anche la procedura individuata dalla nuova legge puo' non risolvere la questione. Si basa infatti su trasferimenti di seggi dalla lista eccedente A del nostro esempio alle deficitarie B e C in quelle circoscrizioni dove il quoziente circoscrizionale di queste ultime sia stato arrotondato per difetto. Ma in questo caso la procedura si arresta senza riuscire a smaltire tutta l'eccedenza di seggi: la difficolta' non e' causata dall'arrotondamento dei resti, ma da quozienti circoscrizionali interi gia' troppo alti.
Anzi, con la riforma proposta, le probabilita' di errori e intoppi sono complessivamente maggiori che nel "Mattarellum", perche' si prevedono due ripartizioni proporzionali, entrambe vincolate da somme per riga e per colonna: la ripartizione dei seggi tra le coalizioni o singole liste e le circoscrizioni e, nel caso di coalizioni, la ripartizione dei seggi ottenuti dalle coalizioni tra le liste che la compongono.
Per essere certificata come corretta, la procedura di ripartizione dei seggi deve poter dare risultati coerenti qualunque sia l'esito della votazione, non per qualche suo esito.
Il fatto che il paradosso non si sia verificato nelle elezioni politiche del 1994, 1996 e 2001, non esclude che possa materializzarsi nelle prossime. Ne' questo e' un motivo per chiudere gli occhi di fronte al difetto intrinseco del meccanismo elettorale che utilizziamo e che la proposta di riforma fa suo, aggravandone le conseguenze, visto che coinvolge la totalita' dei seggi.
Ci si puo' allora chiedere se esistono procedure corrette per risolvere questo tipo di problemi. La risposta e' si', e altri paesi gia' le utilizzano. Semplicemente, si affidano a strumenti matematici piu' sofisticati di quelli adottati dal nostro legislatore.
Qualunque sia l'opinione che ciascuno di noi ha sul sistema elettorale da adottare, resta il fatto che forse nemmeno nel Paese di Oz verrebbe approvata una legge elettorale che la matematica dimostra essere erronea.
il testo riprodotto e' tratto dal sito www.lavoce.info.