Per vigilare sui conti pubblici italiani serve un'autorita' indipendente: parola di Alessandro Leipold, capo delegazione del Fondo monetario internazionale, che ha illustrato a Roma, al ministero dell'Economia, il verdetto di fine missione in Italia.
Fra i problemi segnalati la trasparenza e l'accessibilita' ai conti pubblici del Paese. «Lamentiamo problemi di trasparenza - dice Leipold - sia nell'uso del tendenziale, sia nella facilita' di accesso ai documenti e auspichiamo che ci sia la possibilita' di esperti indipendenti che diano un giudizio sui conti pubblici».
Il Fondo monetario internazionale ritiene «stretto», ma «possibile da raggiungere» l'obiettivo nel 2005 del 4,3% nel rapporto deficit/Pil, ma ritiene a rischio l'obiettivo del 3,8% nel 2006 che puo' essere messo a repentaglio dalla dinamica della spesa pubblica, ancora non sotto controllo. Fra i punti neri, il probabile slittamento al 2006 degli oneri di alcuni contratti pubblici potrebbe appesantire per lo 0,15% del Pil il deficit, anche se il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha promesso di chiuderne il piu' possibile nel 2005.
«Il rapporto del Fondo monetario internazionale - commenta il ministro dell'Economia Giulio Tremonti - e' positivo, sia nel merito, sia nel metodo. La prima reazione la voglio esprimere in inglese: we welcome».
La Finanziaria messa a punto dal Governo e' giudicata responsabile, ma secondo Leipold, e' necessario fare tutto il possibile perche' esca dal Parlamento piu' forte di come e' entrata. Il capo missione del Fondo monetario internazionale ha invitato il Governo a mantenere nel breve periodo gli impegni di finanza pubblica e sulle riforme, usando bene il periodo di fine legislatura. Ottimista il ministro Tremonti, che stima l'impatto dell'emendamento approvato dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre molto piu' sostanzioso di quello che e' cifrato. «Dobbiamo e possiamo - dice il ministro dell'Economia - centrare gli obiettivi di finanza pubblica».
I segnali di ripresa ci sono, sono positivi e portano a prevedere un +0,2% nel 2005 e un +1,6% nel 2006. Benvenuti, secondo Leipold, la manovrina sul 2005 e il rafforzamento della manovra per il 2006, come volonta' del Governo di centrare gli obiettivi fissati. Fosche, invece, le prospettive a medio termine, dove viene stimata una crescita potenziale per l'Italia solo dell'1,4 per cento. Molti problemi italiani sono giudicati "made in Italy", come la bassa produttivita', riflesso di lacune della politica economica dell'ultimo decennio, quando e' stato sprecato il dividendo dell'entrata nell'Unione monetaria e non ci sono stati sufficienti cambiamenti strutturali.
Il Fondo auspica l'approvazione della legge sul risparmio, anche se ritiene che non tutti gli emendamenti al Ddl approvati siano positivi, incluso il capitolo Bankitalia, per il quale la speranza e' che venga integrato accogliendo le opinioni della Bce. Si chiede, fra le altre, l'estensione del mandato a termine del Governatore anche agli altri membri del direttorio e che il principio di collegialita' riguardi non solo la fase di consultazione, come previsto nel Ddl risparmio in discussione al Senato, ma anche quella decisionale. Via libera alla modifica della proprieta' di Bankitalia, ma necessaria la revisione del ruolo del Consiglio superiore. Fondamentali per l'Fmi, anche le raccomandazioni della Bce sulla garanzia di indipendenza nel periodo di transizione dell'assetto azionario di Palazzo Koch. Il ministro Tremonti ha assicurato che dopo la chiusura del cantiere della Finanziaria, dopo l'11 novembre, analizzera' il provvedimento per individuare le chance di migliorarlo. «Ora dobbiamo lavorare sulla sanita' - dice Tremonti - sulla corporate governance dell'Anas e resistere alle pressioni».
Speranza perche' vada in porto anche la riforma del Tfr, fondamentale per far decollare la previdenza integrativa in Italia, anche se la norma, secondo Leipold, attualmente e' ostaggio di interessi trasversali. «E' importante che ai lavoratori venga garantito un rendimento sicuro ed equo - dice Leipold - e la piena trasparenza». La riforma e' stata bloccata in Consiglio dei ministri dalle pressioni delle imprese di assicurazione, come denunciato dal ministro del Welfare Maroni a Palazzo Chigi. Il testo dovrebbe essere esaminato nuovamente dal Consiglio dei ministri il prossimo 11 novembre.
Nel mirino degli ispettori di Washington anche il sistema di finanziamento delle Authority previsto dalla Finanziaria e il loro meccanismo di nomina. «Ci ha lasciato perplessi - dice Leipold - il fatto che si fissino dei limiti al bilancio Consob. E' una questione che dobbiamo approndire». Sui meccanismi di nomina Tremonti ha ribattuto. «Non c'e' nessuna volonta' del Governo - dice Tremonti - di eliminare le Authority in Italia. Rispetto ad altri Paesi dell'Unione in Italia i meccanismi di nomina sono piu' spostati verso il Parlamento che verso il Governo. E dentro il Parlamento c'e' un maggior ruolo bipartisan».
Solido e capace di resistere agli shock macroeconomici il sistema bancario italiano, ma con elementi di debolezza. In particolare i costi elevati per le commissioni, le dimensioni contenute del mercato azionario e obbligazionario. Nel mirino anche la predominanza nel sistema di relazioni di carattere personale che favoriscono gruppi o operatori rispetto ai nuovi entranti. Un settore finanziario competitivo, secondo gli ispettori del Fondo, rappresenta un elemento cruciale per sostenere l'accelerazione della crescita economica del Paese.
il testo riprodotto e' tratto dal sito www.ilsole24ore.com.