[ l k v . i t ]
Diciotto anni di stipendi per comprare una casa
20-10-2005
Luisa
Grion
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Ricerca del Cresme per la Lega coop: erano la meta' nel 1985. In sei anni canoni saliti del 90% nelle grandi citta' italiane.
Emergenza abitativa: nel 2007 il 40% della busta paga in affitti.


Aumenta la richiesta di case da comperare o affittare, aumentano gli affitti. I prezzi delle abitazioni tendono invece a stabilizzarsi, ma su livelli che restano altissimi. Cosi' e' e cosi', sara' almeno fino al 2007.

L'Italia e' in emergenza abitativa: negli ultimi anni si e' riversata sul mercato una valanga di "nuove famiglie": molti single, figli del baby-boom, superata la soglia dei 30 anni escono finalmente di casa, molti extracomunitari entrati in Italia e si fanno raggiungere da moglie e figli. Piu' o meno servono 250 mila case "in piu'" all'anno, una quota record visto che negli anni Ottanta ne bastava la meta'.

Ci sara' un tetto "accessibile" per tutti loro? La risposta, secondo uno studio commissionato al Cresme da Ancab-Legacoop e' "no". Per acquistare un appartamento, oggi, servono piu' o meno 18 anni di stipendio, 9 se si lavora in due. Dieci anni fa ne bastavano - in coppia - sette. Venti anni fa addirittura cinque: comperare casa, allora, non era un sogno irraggiungibile ed e' proprio per questo che oggi l'80 per cento degli italiani vive in un casa di proprieta'. Ma per le nuove famiglie non e' cosi': dalla meta' degli anni '80 al 2004 il costo di un appartamento di 110 metri quadri nella zona semicentrale di una grande area urbana e' triplicato (da 123 mila a 375 mila euro), mentre il reddito annuo di una coppia di ceto medio (dirigente statale e insegnante), e' meno che raddoppiato (da 22 mila a 40 mila euro).

L'affitto, spiega lo studio, non e' una alternativa praticabile. Se, a prezzi costanti, dal 1998 al 2004 , il costo d'acquisto di una abitazione e' aumentato in media del 51 per cento (65 nelle grandi citta'), quello degli affitti e' comunque lievitato del 49 (addirittura l'85 per cento nelle grandi aree urbane). E le prospettive per l'immediato futuro non sono affatto buone. In Italia, spiega infatti l'indagine, gia' ci sono 3,2 milioni di famiglie che vivono in case affittate da privati. Oggi in media la locazione assorbe il 24 per cento del reddito, ma se la famiglia vive con meno di 10 mila euro l'anno (quasi 670 mila nuclei sono in questa condizione) il peso vola al 47 per cento (30 per cento se il reddito e' fra i 10 e i 20 mila euro). "La novita' e' che molti contratti nei prossimi due anni dovranno essere rinnovati, incamerando gli aumento gia' assorbiti dalla compravendita" spiega Lorenzo Bellicini, direttore tecnico del Cresme.

Cio' vorra' dire che nel 2007 quasi due milioni di famiglie vivranno un forte disagio abitativo: per i redditi dai 10 ai 20 mila euro il peso della locazione sfiorera' il 40 per cento del reddito, per quelli al di sotto dei 10 mila avanzera' fino al 66 per cento. Ancab-Legacoop chiede il rilancio di una politica abitativa, "ma i segnali finora lanciati - commenta il presidente Luciano Caffini - sono rimasti lettera morta". Per gli inquilini il caso e' drammatico: "Ormai - spiega Ferruccio Rossini, segretario generale del Sicet-Cisl - anche le famiglie monoreddito non possono permettersi un affitto. L'evasione fiscale invece resta altissima e alle periferie delle grandi citta' ricompaiono quelle baraccopoli che speravamo di esserci lasciati alle spalle alla fine degli anni Settanta".


il testo riprodotto e' tratto dal sito www.repubblica.it.


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