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Maroni: "La riforma sul Tfr non e' un regalo ai sindacati"
18-10-2005
 
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Da Palermo il ministro del Welfare replica al presidente del Consiglio difendendo il suo progetto di legge. Con lui si schiera Alemanno.
Epifani: "Berlusconi non sa quello che dice: e' offensivo, inutilmente e stupidamente". Musi (Uil): "Le bugie hanno le gambe corte".


Il ministro del Welfare Roberto Maroni da Palermo difende il progetto di riforma del Tfr, e replica alle dichiarazioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che l'aveva definito "un regalo ai sindacati"."Berlusconi e' male informato e mal consigliato. Spero di riuscire a convincere Berlusconi che la riforma del Tfr e' una riforma giusta che abbiamo il dovere morale di approvare", ha detto Maroni.

E ancora, ha spiegato: "Non sono d'accordo che sia un regalo ai sindacati. Certo non e' un regalo per le compagnie di assicurazione, ma questo per fortuna visto come si sono comportate in questi anni. Questa riforma non e' un regalo per nessuno. Questo governo e questa maggioranza hanno il dovere morale di chiudere la legsilatura con una riforma che beneficia i giovani e non i sindacati".

Quando le commissioni di Camera e Senato finiranno l'esame del provvedimento, ha sottolineato ancora Maroni, "e' mia intenzione riproporlo al Consiglio dei ministri".

L'esponente della Lega ha aggiunto poi di non condivere pienamente l'opinione di Berlusconi secondo cui i sindacati sono all'opposizione: per Maroni "la Cgil e' all'opposizione. Ma gli altri sindacati fanno il loro mestiere. Chiedono al governo le cose che vogliono ottenere, sono parti sociali con cui il governo ha il dovere oltre che la convenienza di dialogare".

In difesa della riforma del Tfr si e' subito pronunciato anche il ministro delle Politiche Agricole Gianni Alemanno: "Come An siamo schierati con Maroni, riteniamo che i fondi contrattuali che derivano da una intesa tra imprese e sindacati, debbano avere un ruolo fondamentale", ha detto. "Su questo non abbiamo dubbi, gli unici dubbi sono quelli relativi ad un accordo tra sindacati e imprese. Il resto non ci importa", ha concluso Alemanno.

"Le bugie hanno le gambe corte", ha commentato il segretario generale aggiunto della Uil, Adriano Musi. "Chi ragiona solo in termini di interessi personali ha difficolta' a comprendere gli interessi generali che presiedono attorno a temi come la Previdenza complementare. Il tutto condito, anche, dalla non conoscenza delle regole di cui si parla", ha osservato, riferendosi alle affermazioni di Berlusconi.

Ancora piu' netto il giudizio del segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani: "Berlusconi non sa quello che dice. E' offensivo, inutilmente e stupidamente". "Non ha mai voluto - ha aggiunto Epifani - trattare seriamente e riconoscere il ruolo del sindacato; prima ha cercato di dividerli e poi non ne ha mai riconosciuto la rappresentanza e il valore democratico. Con le dichiarazioni di oggi il presidente del consiglio svela la sua relativa cultura democratica e la difesa, ancora una volta, del suo personale e privato interesse".


il testo riprodotto e' tratto dal sito www.repubblica.it.


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