L'Istat: per centrare la crescita zero servira' un aumento del Pil dello 0,2%.
An spinge sul concordato: chiudere le partite tributarie degli ultimi anni. I dubbi del ministro Tremonti. Fisco, entrate in calo dell'1,5%.
Si parlera' di famiglia e di condoni nel vertice di maggioranza sul maxiemendamento alla Finanziaria che si terra' oggi presso il ministero dell'Economia, alle 14. Alla stessa ora, davanti alle commissioni parlamentari Bilancio, il governatore di Bankitalia, Antonio Fazio, si esprimera' sulla manovra 2006 firmata da uno dei suoi piu' acerrimi nemici: Giulio Tremonti. Le stesse tabelle finiranno da domani sotto la lente del Fondo monetario internazionale, in visita ufficiale in Italia.
Tremonti, convalescente dopo un intervento al ginocchio, non partecipera' all'incontro della Cdl. Al suo posto il vice Giuseppe Vegas (FI), ricevera' il sottosegretario Michele Vietti (Udc), il ministro delle Politiche agricole, Gianni Alemanno (An) e quello delle Riforme, Roberto Calderoli (Lega). Si parlera' di come utilizzare i 1.140 milioni di euro destinati alle famiglie: torneranno in discussione le «una tantum» come il «bonus» per i figli o per i libri scolastici, o l'assegno di 500 euro per le pensioni al minimo.
Ma non solo. All'ordine del giorno c'e' anche la querelle sul rinvio del rinnovo del contratto degli statali, escluso ieri categoricamente da Alemanno. E infine si riaprira' il dossier sulle «misure per reperire maggiori entrate», come la riforma della riscossione ma soprattutto i condoni. Un'ipotesi quest'ultima, piu' volte esclusa da Tremonti, ma tornata alla ribalta sotto forma di «concordato di massa» su proposta del responsabile fiscale di An, Maurizio Leo, che spiega: «Si tratta di riattivare lo strumento dell'accertamento con adesione di massa per offrire ai contribuenti la possibilita' di chiudere le partite relative agli anni 2003 e 2004». Gettito atteso: tra i due e i tre miliardi.
Proprio ieri il presidente dell'Istat, Luigi Biggeri, in un'audizione al Parlamento sulla manovra, ha detto che senza i condoni, che hanno inciso nel primo semestre 2004 per un punto percentuale di Pil, il rapporto deficit/Pil del primo semestre 2005 sarebbe stato piu' alto dello 0,5%, attestandosi al 4,1%. Per centrare l'ipotesi della crescita zero contenuta nel Dpef (documento di programmazione economica e finanziaria), occorrera', secondo l'Istat, una crescita del Pil dello 0,2% nei prossimi due trimestri. Quanto alle famiglie, Biggeri ha richiamato l'attenzione sul crescente costo dei mutui per la casa (in media 420 euro al mese) e degli affitti (307 euro). La misura del taglio del cuneo fiscale, contenuta nella Finanziaria, vale, secondo l'Istat, un risparmio di 142 euro l'anno per ciascun addetto, cioe' in media di 586 per impresa. Ad avvantaggiarsene, secondo Unioncamere, saranno 311 mila imprese, soprattutto societa' per azioni in utile, per il 67,6% settentrionali.
Intanto le entrate fiscali segnano nel primo semestre un calo di 2,4 miliardi (-1,5%) malgrado l'aumento dell'autotassazione (?18,6%). Un risultato che si spiega solo in parte con il venir meno dei condoni: non tenendo conto dell'effetto delle sanatorie le entrate infatti crescerebbero comunque solo dello 0,2%. Forte la riduzione degli introiti derivanti dalle tasse sulle rendite finanziarie: meno 1,8 miliardi (-67,5%). E proprio ieri il leader dell'Unione, Romano Prodi, ha lanciato l'idea di tassare i Bot, esentando solo quelli «di quantita' modesta».
Non si placa infine la protesta degli enti locali contro la Finanziaria. Da sinistra, il sindaco di Roma, Walter Veltroni, ha detto che i tagli non consentiranno l'assunzione dei vigili. Da destra, il governatore della Sicilia, Salvatore Cuffaro, reclama le somme dovute per un contenzioso con lo Stato, minacciando gesti clamorosi.
il testo riprodotto e' tratto dal sito www.corriere.it.