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Ricucci: Rcs? Ora vendo
21-09-2005
P. B.
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In Procura
Ricucci: Rcs? Ora vendo. L'ho scalata perche' sono un raider.


Scarica Fiorani davanti ai pm arrivando a bersagliarlo perfino di colorite contumelie in romanesco. Ma sulla scalata al 20,9 per cento di Rcs continua a fare muro, negando di avere mandanti o finanziatori occulti e addirittura di conoscere chi ne sta trattando in questi giorni l'acquisto tramite l'advisor Ubaldo Livolsi, il manager che salvo' la Fininvest creando Mediaset.

Il primo interrogatorio di Stefano Ricucci l'altro ieri in Procura e' riassunto nelle 11 pagine di un verbale a due facce. L'interrogatorio di otto ore e' stato secretato perche' l'immobiliarista romano, secondo le prime sommarie indiscrezioni, ha fornito all'accusa rivelazioni utili sulla "scalata-pirata" ad Antonveneta orchestrata dal banchiere Fiorani. Gia' ieri i pm hanno richiamato a testimoniare due funzionari della Banca Popolare Italiana (Bpi), Belloni e Signorelli, proprio per cominciare a verificare le impreviste dichiarazioni di Ricucci. Sulle proprie responsabilita' l'indagato ha fatto ammissioni che, pero', gli inquirenti giudicano ancora molto parziali. In sostanza ha confessato i fatti gia' provati dai documenti dell'accusa, in particolare che la societa' Garlsson delle isole Vergini - per Ricucci "una newco", per i pm "la solita off-shore" - era ovviamente sua, ma ha negato che fosse una scatola vuota riempita solo dai soldi della banca di Fiorani: le carte portate ai pm servirebbero appunto a dimostrare che aveva anche "mezzi propri".

Il vero obiettivo della nuova linea "collaborativa" di Ricucci e' soprattutto il dissequestro del suo 4,6% di Antonveneta ormai venduto agli olandesi: in cambio, e' la promessa del finanziere romano ai pm, "me faccio interroga' ogni giorno". Ai magistrati a quel punto sempre piu' dubbiosi sulla sua attuale solidita' patrimoniale, il raider interdetto dai giudici ha negato di avere problemi, giurando di contare ancora su garanzie maggiori dei debiti. Sull'assalto a Rcs invece Ricucci propone tutt'altra musica (con un recitativo giudicato "degno di satira"). Giura che non c'e' nessun mandante, perche' scalare e' il suo mestiere: "Io so' un raider". Ammette che a finanziarlo erano sempre Fiorani e Deutsche Bank, ma come un normale cliente. Conferma che Livolsi sta cercando di vendere il suo quinto del capitale Rcs, ma dice di non poter sapere chi vuole comprare "perche' io so' interdetto".


il testo riprodotto e' tratto dal sito www.corriere.it.


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