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Finanziaria, la denuncia dell'Anci
28-09-2005
 
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Il rappresentante dei Comuni Domenici corregge le cifre. "Usciamo da palazzo Chigi con grande preoccupazione". "Del 10% i tagli agli enti locali".
Delusi anche i sindacati, Pezzotta: "Non ci resta che piangere".
Montezemolo e Bille' non intervengono al tavolo con le parti sociali.


Pollice verso alla Finanziaria targata Tremonti. A cominciare dagli enti locali che preannunciano una stangata e sostengono che i tagli previsti dalla manovra saranno ben superiori al 6,7 per cento delle spese correnti lasciato trapelare dal governo. Giudizio negativo anche dai sindacati: Cgil Cisl e Uil lamentano la mancanza di misure certe e definite, definendo "preoccupante" il quadro prospettato dall'esecutivo ed esprimendo cosi' tutta la loro "delusione".

Le proiezioni fatte dall'Associazione nazionale dei Comuni (Anci) stimano il colpo di scure intorno al 10%. "Secondo i calcoli che abbiamo iniziato a fare saranno intorno al 10%", ha spiegato il presidente dell'Anci, Leonardo Domenici, uscendo da Palazzo Chigi dopo l'incontro con il ministro dell'Economia Giulio Tremonti sulla manovra economica.

"Esco dalla riunione con molta preoccupazione - ha aggiunto Domenici - Rispetto alle ipotesi di questi giorni i tagli previsti dalla Finanziaria sono molto superiori". "E molti di questi tagli che saranno pesanti - ha lamentato ancora - si riverseranno sulle citta' e sui comuni" con delle conseguenze che si percepiranno "concretamente nella vita dei cittadini". Dai tagli, ha detto ancora il presidente dell'Anci, "saranno escluse le spese sociali" ma non si e' specificato di quale tipo.

A conclusione dell'incontro con il ministro dell'Economia parla di "quadro preoccupante" anche Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni, che chiede al governo di "cambiare rotta". Ancora piu' duro Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia, che usa l'espressione "pura evanescenza": da Tremonti, ha spiegato il governatore, "nessuna risposta sui conti aperti, dal fondo sociale 2005 a quelli di perequazione della sanita' 2004". "E' difficile - ha concluso Vendola - dare un giudizio senza cifre. Da parte nostra abbiamo espresso piena disponibilita' a collaborare ma l'impressione e' che possa arrivare a breve un colpo alla nuca".

In ogni caso le Regioni si sono dette disponibili ad aprire "un tavolo di lavoro" per lavorare a "un maxiemendamento correttivo strutturale".

Dopo gli enti locali Tremonti ha incontrato le parti sociali e anche qui il tono delle reazioni non e' stato molto diverso. "Dirsi delusi e' poco, non ci resta che piangere", ha commentato il leader della Cisl Savino Pezzotta. Al termine dell'incontro Cgil Cisl e Uil hanno lamentato la mancanza di misure certe e definite, definendo "preoccupante" il quadro prospettato dall'esecutivo.

Confindustria e Confcommercio sospendono il giudizio sulla manovra 2006. Luca Cordero di Montezemolo e Sergio Bille' infatti non hanno preso la parola nel corso dell'incontro. "Aspettiamo che il governo precisi le sue proposte", affermano fonti di viale dell'Astronomia.

Un incontro "sostanzialmente deludente" sintetizza Gugliemo Epifani. Il leader della Cgil riferisce che nel 2006 il governo prevede di ricavare 9 miliardi di euro da dismissioni immobiliari, parlando di "cifre impossibili da realizzare". "Il governo ci ha offerto un quadro senza alcuna certezza" prosegue Epifani. "Non c'e' nulla sul controllo dei prezzi. Nessuna idea, nemmeno sulle risorse per i tagli e sull'evasione fiscale. Nulla sui pensionati e sui non autosufficienti o sul fondo sociale". Insomma, ha concluso, "e' stato un incontro deludente e una Finanziaria preoccupante. Il governo e' ancora in alto mare. Una Finanziaria che non aiuta nessuno, ne' le imprese ne' le famiglie".

Sulla stessa lunghezza d'onda il segretario della Cisl Savino Pezzotta: "Non ci sono state risposte, ne' indicazioni. Bisogna a questo punto aspettare il testo per capire cosa bisogna fare. Ma se le premesse sono il Dpef e il Patto per l'Europa, sulla validita' dell'intervento ci crediamo molto poco". Pezzotta ha sottolineato che "sono scomparse anche le cose lette sui giornali. Non vi e' tassazione sulle rendite finanziarie, il governo non sembra intenzionato a farlo. Il Mezzogiorno non e' nemmeno accennato. Anche sulla famiglia, niente".

Infine, il segretario generale della Uil Luigi Angeletti si e' mostrato scettico: "Non ci facciamo alcuna illusione.

L'unica cosa che ci interessa e' la politica dei redditi, la rivalutazione delle pensioni e una politica piu' decente sul contenimento dei prezzi".


il testo riprodotto e' tratto dal sito www.repubblica.it.


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