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Fazio interrogato a ottobre
20-09-2005
Elsa
Vinci
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Colloquio tra l'avvocato Coppi e il procuratore capo Ferrara che non conferma l'iscrizione sul registro.
Fazio interrogato a ottobre.
L'inchiesta e' per abuso d'ufficio.


Il governatore Antonio Fazio convocato dai magistrati romani per rispondere sulla scalata di Bpi ad Antonveneta. L'orientamento dei pm e' di ascoltarlo in qualita' di indagato. Gli elementi raccolti sarebbero ormai sufficienti per contestare l'ipotesi di reato di abuso d'ufficio. Ma il procuratore capo, Giovanni Ferrara, non conferma l'iscrizione sul registro della procura. La data dell'interrogatorio non e' ancora stata fissata. Ieri mattina l'avvocato Franco Coppi ha avuto un lungo colloquio Ferrara, si rivedranno a fine mese proprio per decidere il giorno di un appuntamento ormai vicino.

L'interrogatorio di Fazio potrebbe rappresentare l'atto conclusivo di un'istruttoria delicata e complessa. Gli interrogatori di diversi funzionari della Banca d'Italia, la scorsa settimana, hanno fornito ai magistrati elementi per costruire quell'invito a comparire del quale in procura si parla da tempo. Nei giorni scorsi l'aggiunto Achille Toro e la pm Perla Lori hanno ascoltato come testimoni gli ispettori di palazzo Koch, Nicola Stabile e Giampiero Longo. I loro nomi compaiono in una intercettazione telefonica disposta dalla procura di Milano e allegata all'ordinanza con cui il gip Forleo aveva interdetto l'ex ad della Banca Popolare italiana, Giampiero Fiorani, che il 16 settembre scorso ha lasciato tutti gli incarichi. "Quello che sta succedendo in Bankitalia non si e' mai visto in cento anni".

I pm romani non utilizzeranno l'intercettazione ma certamente il contenuto degli interrogatori. I funzionari non hanno accusato nessuno, hanno semplicemente illustrato gli esisti del loro lavoro. Cosi' come Claudio Clemente, dell'area vigilanza, e Giovanni Castaldi, dirigente del servizio sorveglianza e autorizzazioni di via Nazionale, che negarono il nullaosta poi concesso da Antonio Fazio. La procura ha in mano anche il parere dell'ufficio legale della banca centrale.

"La situazione patrimoniale dichiarata da Fiorani non corrisponde a una reale disponibilita' economica e finanziaria, non ci sono le condizioni per sostenere un'opa". Tutti i tecnici della Banca d'Italia hanno espresso parere negativo sull'autorizzazione "voluta" - come dichiarato da Castaldi - "soltanto dal governatore". Che tuttavia non ha violato le regole chiamando consulenti esterni a motivare in diritto la sua decisione.

"Giampiero ho firmato, se vieni in Bankitalia passa da dietro, come al solito". Il governatore aveva informato nella notte Fiorani con una telefonata. "Tonino sono commosso, ti darei un bacio in fronte". Anche questa conversazione e' stata intercettata dalla procura di Milano e non sara' utilizzata dai pm romani che costruiranno l'eventuale invito a comparire soltanto sulla base degli interrogatori e dei documenti acquisiti in Consob e in via Nazionale, gli ultimi sull'ispezione a Bpi una quindicina di giorni fa.

Da mesi sul registro degli indagati compare il nome di Francesco Frasca, capo dell'area vigilanza di palazzo Koch. Proprio l'abuso d'ufficio ipotizzato nei suoi confronti renderebbe inevitabile un'analoga contestazione al governatore. Frasca, ritengono i magistrati, avrebbe soltanto eseguito. Secondo indiscrezioni che circolano per i corridoi del tribunale di Roma, la posizione di Fazio sarebbe a rischio pure a Milano, dove i pm valuterebbero un eventuale concorso in alcuni dei reati contestati nell'altra inchiesta su Antonveneta.

All'attenzione della magistratura romana ci sono anche le inchieste sulle scalate di Stefano Ricucci a Rcs e di Unipol a Bnl. Si stanno definendo calendari di interrogatori. In settimana potrebbero essere convocati rappresentanti di Bnl e dell'Isvap, organismo di vigilanza sulle assicurazioni. Gli accertamenti avviati dalla procura sulla scalata di Unipol puntano a verificare eventuali ostacoli alla vigilanza di Consob e Bakitalia e ipotesi di aggiotaggio. L'inchiesta su Bnl e' contro ignoti.


il testo riprodotto e' tratto dal sito www.repubblica.it.


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