[ l k v . i t ]
Giochi di potere in Germania
25-09-2005
Herbert
Brücker
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Il sorprendente risultato delle elezioni tedesche di domenica scorsa permette, in linea teorica, cinque soluzioni.

La prima e' un governo formato da cristianodemocratici e socialdemocratici. Non piace a nessuno, ma la grande coalizione e' l'alternativa piu' probabile.

Entrambi i due grandi partiti si confrontano con lo stesso problema di guadagnarsi l'appoggio di elettori dagli interessi sociali ed economici molto diversi e i loro programmi sono molto piu' vicini di quanto non sia apparso in campagna elettorale. Inoltre, questa coalizione avrebbe una maggioranza nella seconda camera, il Bundesrat, e sarebbe in grado di trovare una maggioranza di due terzi del Parlamento per la piu' che urgente riforma del sistema fiscale.

Infine, avrebbe l'appoggio dei mass media, del settore imprenditoriale e, a seconda del programma concordato, anche dei sindacati.

La grande coalizione ha pero' anche una grande debolezza: e' un accordo per un periodo di tempo limitato e ciascuno dei suoi attori cercherebbe di creare le condizioni che gli permettano di diventare la prima forza politica alle prossime elezioni. È la ragione per la quale i socialdemocratici insistono perche' Gerhard Schöder resti cancelliere. Un cancelliere cristianodemocratico ridurrebbe infatti drasticamente le possibilita' di vittoria dei socialdemocratici nel prossimo turno elettorale.

La seconda alternativa e' la cosiddetta coalizione Giamaica (dai colori dei partiti: nero, giallo e verde), formata da cristianodemocratici, liberali e Verdi. Questa ipotesi crea i problemi maggiori ai Verdi: malgrado appartengano in prevalenza alla classe media, gli elettori del partito si percepiscono a sinistra dei socialdemocratici. Partecipare a una coalizione o anche solo appoggiare cristianodemocratici e liberali, spaccherebbe il partito e farebbe perdere cosi' tanti voti da mettere in discussione la sopravvivenza stessa del partito. Cosi', anche se i tre partiti riuscissero a mettersi d'accordo su un programma, la coalizione Giamaica non e' un'opzione politicamente praticabile per i Verdi.

Terza possibilita' e' la cosiddetta coalizione semaforo: socialdemocratici, liberali e Verdi. È la soluzione preferita dei socialdemocratici, ma e' respinta dai liberali. In pratica per lo stesso problema dei Verdi con la coalizione Giamaica: la stragrande maggioranza degli elettori del partito liberale si percepisce come di centrodestra, e dunque una coalizione con socialdemocratici e Verdi non e' un'ipotesi praticabile per il partito liberale.

Quarta alternativa: una coalizione di socialdemocratici e Verdi appoggiata dall'esterno da Nuova Sinistra. Una simile eventualita' e' stata esclusa dai socialdemocratici prima e dopo le elezioni. Inoltre, il successo di Nuova Sinistra si deve essenzialmente alla sua opposizione all'agenda di riforme proposte dal governo rosso-verde. Non e' dunque una dunque una coalizione possibile sul piano politico, ma i socialdemocratici la possono usare come minaccia nei negoziati con i cristianodemocratici.

La quinta possibilita' e' la convocazione di nuove elezioni. Il sistema tedesco prevede ostacoli di natura legale a una soluzione di questo tipo. Ma una volta accertato che ne' Angela Merkel ne' Gerhard Schröder ne' altri candidati sono in grado di ottenere la maggioranza assoluta in Parlamento, il presidente puo' indire nuove elezioni. Una scelta del genere sarebbe pero' decisamente impopolare. Tuttavia, e' possibile che Schröder e i socialdemocratici intendano alla fine giocare anche questa carta. Nel gioco di potere hanno due vantaggi. In primo luogo, Schröder e' il cancelliere in carica e puo' quindi aspettare piu' a lungo della sua controparte cristianodemocratica. La teoria dei giochi insegna che il giocatore in grado di aspettare piu' a lungo puo' essere, alla fine, il vincitore. In secondo luogo, esiste in Parlamento una potenziale maggioranza di sinistra e questo apre ulteriori orizzonti politici. Per esempio, Schröder come cancelliere potrebbe comunque avere una maggioranza relativa o anche assoluta in Parlamento anche se tutti i negoziati con i cristiano democratici fallissero. E' pero' una strategia molto impopolare e molto rischiosa, osteggiata dai mass media, perche' l'incertezza politica potrebbe danneggiare l'economia.


I rischi per la Germania e per l'Europa

Il risultato delle elezioni tedesche ha senza dubbio generato qualche incertezza, ma i rischi sono limitati. Una coalizione di cristianodemocratici e socialdemocratici proseguirebbe con le politiche di riforma avviate da Schröder. Anzi, le riforme economiche potrebbero addirittura acquistare nuovo slancio, perche' diversamente dal governo rosso-verde, la grande coalizione avrebbe la maggioranza in entrambe le camere e avrebbe percio' il potere di far approvare le sue riforme.

Ma ancora piu' interessante e' il fatto che anche tutte le altre coalizioni possibili continuerebbero comunque sulla strada delle riforme: sia la coalizione Giamaica sia la coalizione semaforo hanno programmi di riforma che non si discostano molto da quelli di agenda 2010, anzi in molti campi vanno anche oltre. In teoria, un governo rosso-verde appoggiato dall'esterno da Nuova Sinistra avrebbe i problemi maggiori ad attuare il programma di riforme. Tuttavia, non di rado queste coalizioni riescono comunque a realizzarle, come e' accaduto per esempio nei paesi scandinavi. Inoltre, nei due Lander dove Nuova Sinistra ha responsabilita' di governo e' difficile distinguere nella pratica la sua politica da quella del partito socialdemocratico. Cosi', dal momento che i programmi dei partiti cristianodemocratico, socialdemocratico e liberale sono relativamente vicini, i rischi politici sono limitati.

La strategia di ricorrere a nuove elezioni politiche provocherebbe certamente il maggior livello di incertezza politica. Che pero' durerebbe solo per un periodo di tempo limitato. Sei mesi dopo avremmo un nuovo governo, guidato o dai cristianodemocratici o dai socialdemocratici. Il problema maggiore e' che il governo Schröder difficilmente potrebbe vedersi approvato il bilancio dal Parlamento e proseguire con le riforme nel periodo di interim. Gli investimenti potrebbero essere rimandati e la fiducia dei consumatori ridursi ulteriormente. Sarebbe certo uno spreco di tempo, ma non una catastrofe.

Quello che abbiamo tracciato e' un quadro di breve periodo: qualsiasi governo si formi nel prossimo mese, sara' instabile nel lungo periodo e probabilmente non esistera' piu' dopo le prossime elezioni. E questo solleva la questione della prospettiva di lungo periodo.

Il panorama politico tedesco sta cambiando. L'instabilita' politica deriva da una crisi economica e da programmi che forniscono risposte molto simili. Gli elettori chiedono invece alternative politiche. A dominare lo scenario politico in Germania nei prossimi decenni saranno i partiti capaci di dare una chiara prospettiva di riforma anche a quegli elettori che oggi pensano di essere gli sconfitti dei cambiamenti economici e delle riforme politiche in atto.


il testo riprodotto e' tratto dal sito www.lavoce.info.


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