[ l k v . i t ]
Conti pubblici, l'Italia rischia
26-09-2005
Roberto
Mania
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Avvertimento contro una Finanziaria elettorale. E per S&P rischiamo un ulteriore declassamento.
L'Fmi: serve una manovra piu' forte, deficit al 5,1%. Pronto decreto legge per tagli all'Irap, sgravi sui libri e mini condono previdenziale.


La legge Finanziaria entra nel mirino del Fondo monetario internazionale, ma anche dell'agenzia Standard & Poor's che minaccia di declassare il rating dell'Italia. "Bisogna scrivere numeri credibili per ridare fiducia agli investitori, indipendentemente dalle prossime scadenze elettorali", ha detto ieri a Washington Alessandro Leipold, il capo della missione dell'Fmi. Perche' - ha aggiunto - per riportare il deficit al 3,8 per cento come chiede Bruxelles non bastano 11,5 miliardi (quelli indicati dall'ex ministro Siniscalco per rispettare i parametri di Maastricht) tanto piu' che le coperture sembrano in gran parte affidate al recupero di gettito attraverso la lotta all'evasione fiscale. Mentre il deficit viaggia ormai oltre il 5 per cento e il debito e' tornato a crescere.

"In Italia - ha detto Leipold - la finanza pubblica in eterna difficolta' e' diventata un elemento decisivo di sfiducia per imprese e consumatori. Fornire un segnale importante che si vuole correggere questa tendenza in modo serio avrebbe effetti positivi. In questa situazione - ha voluto aggiungere - un taglio fiscale non funzionerebbe dal momento che non verrebbe percepito come duraturo".

Ma a complicare il lavoro in corsa che dovra' realizzare il neo ministro dell'Economia Giulio Tremonti, rientrato proprio ieri da Washington, e' anche Standard & Poor's: se la prossima manovra non sara' rigorosa c'e' il rischio di un declassamento per l'Italia, dopo la recente revisione al ribasso dell'outlook.

E' in questo clima, dunque, che Tremonti definira' oggi le linee guida della nuova manovra che domani illustrera' alle parti sociali, gia' ampiamente insoddisfatte per la mancanza di un confronto: "Quello del governo - ha dichiarato il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta - e' un metodo inaccettabile, totalmente sbagliato. E' chiaro che ancora una volta sulla Finanziaria non ci sara' alcun dialogo. Ne prendo atto. Siamo pronti a reagire anche duramente".

Di certo il tempo a disposizione e' strettissimo perche' entro venerdi' la Finanziaria (a questo punto, necessariamente snella) dovra' essere presentata al Parlamento. Tremonti e' intenzionato ad abbandonare il cosiddetto "metodo Gordon Brown" con il tetto del 2 per cento alla crescita della spesa pubblica, criticato anche ieri dall'Fmi ("non sta tenendo bene", ha detto Leipold). Verra' sostituito con l'introduzione di un meccanismo piu' selettivo. E la stretta potrebbe arrivare in particolare per gli enti locali (anch'essi convocati a Palazzo Chigi per martedi' sera), dove - secondo le analisi del Tesoro - si sono determinati gli sforamenti piu' marcati negli ultimi cinque anni.

Si rafforza, intanto, l'ipotesi di un ricorso ad un decreto legge fiscale da varare insieme alla Finanziaria. Ed e' nel decreto che potrebbe finire il taglio dell'Irap, attraverso l'eliminazione dei cosiddetti oneri impropri dalla base imponibile (Siniscalco lo aveva quantificato in 2 miliardi di euro per il 2006), gli sgravi per i libri di testo promessi dal premier, Silvio Berlusconi, ma anche un micro condono previdenziale, caldeggiato in particolare da Alleanza nazionale. Che ieri ha lanciato un pacchetto di proposte, tra le quali, quella di invitare la politica a dare il buon esempio: un taglio ai costi, dagli stipendi dei parlamentari fino alle consulenze, per ricavare fino a un miliardo da destinare allo sviluppo. "In questo momento in cui tutti debbono fare sacrifici - ha detto il ministro per le Politiche agricole, Gianni Alemanno - il primo esempio deve venire dalla classe dirigente".

Oggi il ministro del Welfare, Roberto Maroni, tentera' di chiudere con Tremonti anche la partita per il Tfr. Il nodo ancora da superare riguarda il finanziamento del Fondo di garanzia per il credito alle aziende che perdono il Tfr come fonte di autofinanziamento. Il Fondo dovrebbe partire con una dotazione di quasi 4 miliardi per il quinquennio 2006-2010.


il testo riprodotto e' tratto dal sito www.repubblica.it.


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